Il contagio

Alle dimissioni di Guido Bertolaso non abbiamo creduto neanche un attimo, perché immaginavamo che la sua remissione del mandato sarebbe stata respinta: di fronte ad un uomo disposto a farsi da parte, “per non intralciare il lavoro degli inquirenti”, il nostro presidente del Consiglio temeva probabilmente il rischio del contagio. Ma il gesto, comunque, è da apprezzare, perché almeno dimostra che in questo governo c’è sottosegretario (Bertolaso, appunto) e sottosegretario (Cosentino, sempre lì). Due parole sul merito della questione, prima di andare avanti. Come già accadde per le Olimpiadi di Torino e per i mondiali di nuoto (a proposito: la mia interrogazione parlamentare attende ancora una risposta), anche per il G8 della Maddalena si è caduti nel vizietto di sempre: quello di trattare un evento programmato da tempo come se fosse un’emergenza. Lettura superficiale: e che ci vuoi fare, noi italiani siamo fatti così, diamo il meglio nelle emergenze, mica siamo svizzeri! Lettura più profonda: se organizzi un evento con le procedure ordinarie è tutto più complicato, perché devi fare i conti con la trasparenza, la competizione e le verifiche. Il modo per evitare queste rogne, dunque, è decretare lo stato di emergenza e delegare il tutto alla Protezione civile: a quel punto, tanto per dirne due, non c’è piano regolatore che tenga, né c’è procedura di appalto da rispettare. Le emergenze in Italia esistono davvero – dai terremoti alle alluvioni, mi pare che nell’ultimo anno non ci siamo fatti mancare nulla – e la nostra Protezione civile, dunque, avrebbe abbastanza lavoro già di suo. Invece, come raccontava Repubblica nelle settimane scorse, è già stata incaricata di organizzare il congresso eucaristico nazionale ad Ancona nel 2011 o il 400esimo anniversario dalla nascita di San Giuseppe da Copertino, come se fossero calamità improvvise. E presto potrebbero toccarle la gestione del piano carceri e quella dell’expo di Milano: prima, però, verrà trasformata in una società per azioni, in modo tale da uscire completamente dal controllo del Parlamento. Il decreto dovrebbe essere in Aula la prossima settimana, ma oggi – durante la conferenza dei capigruppo – noi abbiamo chiesto (e non ottenuto, temo) un rinvio:

DARIO FRANCESCHINI. (…) È del tutto evidente che deve esserci una netta distinzione tra le vicende giudiziarie e le scelte politiche, però è altrettanto chiaro che, nel momento in cui si sono avviate delle iniziative giudiziarie nei confronti di alcuni esponenti di rilievo della Protezione civile – alla quale, voglio ripeterlo in modo molto chiaro, va tutta la nostra solidarietà per tutto quel patrimonio di volontari, di impegno e di strutture formidabili che lavorano nella Protezione civile – è assolutamente inopportuno, dopo la giornata di oggi, portare a conversione un decreto-legge che prevede la totale soppressione, attraverso la formazione della Protezione civile Spa e la privatizzazione di tutte le procedure, di ogni garanzia di pubblicità delle gare e delle aggiudicazioni. Aggiungo che in quel decreto-legge, all’articolo 3, comma 5, vi è una norma che fa impallidire nella sua sostanza ogni tentativo precedente di lodi, di leggi ad personam o di tentativi di ostacolare il normale svolgimento delle vicende giudiziarie. È un comma molto chiaro, fin troppo chiaro, il comma 5, che dice esattamente questo: «Dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge e fino al 31 gennaio 2011 non possono essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei confronti delle strutture commissariali e quelle pendenti sono sospese». (…) Non solo si sospendono i procedimenti in corso (in questo caso), ma è vietato iniziare azioni giudiziarie. Penso che a maggior ragione, dopo la giornata di oggi, il Governo dovrebbe avviare urgentemente una seria riflessione e rinunciare a quella parte del decreto-legge o, quanto meno, a questa norma (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).

Per capirci, insomma, il nuovo decreto fisserebbe una sorta di immunità giudiziaria per gli operatori della Protezione civile. Inoltre, grazie alla legge fresca fresca sul legittimo impedimento, la nomina di Bertolaso a ministro lo porrebbe al riparo di ogni eventuale processo. Se un contagio con Berlusconi ci sarà, insomma, sarà purtroppo nell’altro senso.

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7 risposte a “Il contagio

  1. Mario di Garda

    Ormai mi sono cadute tante di quelle braccia…

  2. Caro Sarubbi, cosa le devo dire, resista e crei, per quanto può, resistenza. Questo Governo è una autentica calamità, non lo dico io, lo dicono i fatti, finchè alla Magistratura sarà concesso di evidenziarli i “fatti”. Solo evidenziarli perchè in quanto a rendere loro giustizia, lo sappiamo, non può, si trova impedita…
    Un caro saluto e un incoraggiamento.

  3. Anna Occhionero

    Purtroppo…. Devo dire che stimo Bertolaso… come poch in politica. Chissà questo segno di Bertolaso non scuota la coscienza di qualcuno…

  4. manlio laurenti

    La sinistra persegue con assoluta coerenza il suo antico disegno :diffondere il malcontento e lo scoraggiamento,senza i quali non avrebbe ragione di esistere.Per questo occorre colpire le icone di un’Italia che vuole reagire,difendersi,risollevarsi.E vuole distruggerne le opere.Il vero crimine di Bertolaso è stata la ripulitura di Napoli,che ha messo a confronto davanti agli occhi di tutti il partito della buona volonta’ e dell’efficienza,e quello della monnezza e delle chiacchiere.Poi,Bertolaso ne ha commesso un altro:la ricostruzione record dell’Aquila.Queste sono cose che non si fanno,in Italia,senza pagarle care.Le Preture Bolsceviche sono li’ apposta.Quel che c’è di patetico,in tutto questo,è la speranza che prima o poi il carico di colpe che graverebbe su Berlusconi ed il suo entourage finisca per travolgerlo,nonostante che l’elettorato abbia parlato chiaro.A crederci sono rimasti solo Di Pietro,i dipieristi e la banda cattocomunista del PD,capace di distinguersi dopo la fortunata esperienza di Prodi,per il suo livore verso Berlusconi.Nemeno la stampa hooligan si occupa piu’ di diffamare l’Italia.L’insinuazione che Berlusconi abbia finto una messinscena,ad esempio,è britannica doc, vecchia di un mese,ed il rispettivo blog del TIMES non raccolse che 7/8 interventi.Poi silenzio.Se la Protezione Civile agisce in stato di perpetua emergenza,la ragione c’è:un Paese dove il Partito dell’Odio tenta in ogni modo di impedirne la governabilita’,l’emergenza non solo esiste,ma è destinata ad aggravarsi.

  5. Caro Manlio Laurenti, vorrei proporti un giochetto: provare a togliere i nomi, come se non si trattasse del governo Berlusconi, di Bertolaso (di cui tutti credo stimiamo ed apprezziamo e ancor più il suo ultimo nobile gesto di tirarsi indietro) e tutti i nomi che conosciamo…. proviamo a mettere x al posto del nome e vediamo che cosa la coscienza ci dice. A volte è difficile entrare a fondo nel problema e allora stiamo in superficie e ci lasciamo guidare dalle emozioni come se il bene comune, la costituzione, fossero opxional o fossero di parte.
    Con rispetto Adelina

  6. manlio laurenti

    @ADELINA.La mia coscienza non ha nulla da spartire con le Preture Bolsceviche.La X la metterei sui suoi giudici.E’ora che si faccia la riforma della Magistratura,e si sottrgga ai PM la possibilita’ di iniziare le inchieste.

  7. Vuoi vedere che con questo sistema il milan (e l’inter e le altre, ovviamente) si faranno fare il famoso “stadio di proprietà” che tanto stenta con l’aiuto della Protezione Civile? Non siamo forse in corsa per ospitare gli europei del duemila e cjapeli? Se ce li assegnano, più emergenza di così…

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