L’affare si ingrossa

Non resisto alla battuta, scusate, ma qui l’affare si ingrossa. Ed ancora una volta – come facevo notare tempo fa, citando episodi pluripartisan – è difficilissimo, se non impossibile, distinguere il pubblico dal privato: cerchiamo, allora, di essere obiettivi. Se Bertolaso vuole “dare una ripassata a Francesca”, problemi suoi e della sua vita coniugale. Il discorso cambia, però, se ad organizzare la ripassata – questa e probabilmente altre dello stesso genere, come emerge dalle intercettazioni pubblicate da Repubblica – sono i proprietari del Salaria sport village, impianto sportivo già posto sotto sequestro alla vigilia dei Mondiali di nuoto e costruito in barba ad ogni logica umana, con una piscina addirittura sotto il livello del Tevere. Come hanno fatto a vincere la gara dell’appalto, con un progetto del genere? Semplice: non partecipando a nessuna gara, visto che lo stato di emergenza consente alla Protezione civile di derogare ad ogni bando. E chi è il capo della Protezione civile, colui che alla fine decide sugli appalti? Bertolaso, appunto. Può darsi che – come dice l’avvocato del futuro ministro – siamo di fronte ad un equivoco colossale, e personalmente me lo auguro: sarebbe difficile, altrimenti, convincere gli italiani che nella classe politica ci sia anche una sola persona perbene. Tifo per l’innocenza di Bertolaso, dunque, anche se mi converrebbe il contrario: o in questa storia c’è qualcosa di sporco, oppure diventa difficile dar torto a Berlusconi quando vede persecuzioni giudiziarie dappertutto. Tifare per Bertolaso, però, non significa anestetizzarsi il cervello, e così stamattina in Aula sono tornato alla carica sui mondiali di nuoto: se 7 mesi fa avevo ragione a volerci veder chiaro, oggi ne ho ancora di più. Eppure, il governo non mi risponde.

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, sui giornali di oggi la notizia principale è quella delle indagini per alcuni presunti illeciti che riguardano il sistema della Protezione civile: illeciti che, come si legge nelle inchieste, riguarderebbero alcuni eventi programmati da tempo, fra cui i mondiali di nuoto svoltisi a Roma nel luglio dello scorso anno. Ci sono delle presunte responsabilità di alcuni imprenditori che hanno costruito degli impianti molto importanti qui a Roma per i mondiali di nuoto e c’è – si dice – anche una collusione da parte di settori della Protezione civile. A questo proposito vorrei sollecitare la risposta a un’interrogazione che presentai a luglio dello scorso anno e che, all’epoca, fece notizia perché sembrava che volessi remare contro i mondiali di nuoto. In realtà, volevo soltanto la chiarezza che buona parte della società civile chiedeva a noi del Parlamento. Vi erano diversi comitati civici – e ci sono ancora – che avevano seri dubbi su ciò che stava accadendo: si parlava di impianti varati senza collaudi, di villaggi sportivi sorti a ridosso del Tevere ben sotto il livello del fiume, e lo stesso fiume era esondato due volte mentre i cantieri erano allestiti. Si parlava, soprattutto, di autorizzazioni date per costruire impianti pubblici, che poi erano stati improvvisamente trasformati in impianti privati. Non essendoci un Ministero dello sport in questo Governo, chiedo al Presidente del Consiglio di fare chiarezza. Non so se posso aspettarmi una risposta direttamente da lui, o se dovrò attendere che il dottor Bertolaso diventi Ministro per averla da lui in persona. In un modo o nell’altro, spero che il Governo mi risponda e, soprattutto, che risponda a quei cittadini che oggi ne chiedono conto: visto che siamo qui per rappresentarli e anche per fugare i loro dubbi. Dubbi che i giornali di oggi dimostrano non essere poi così campati in aria.

Tanto per dare un’idea del giro di soldi, la Corte dei Conti – sollecitata da un esposto dei Verdi – ha aperto un’inchiesta sui 550 milioni di euro spesi per opere non utilizzate nel corso dei Mondiali di nuoto e rimaste lì, come cattedrali nel deserto. Tipo il Polo natatorio di Ostia, su cui i comitati civici stanno cercando di fare trasparenza. Ed ogni giorno ne scoprono una: tipo questa della piscina olimpionica costruita con le misure sbagliate. E qui, se volessi essere triviale fino in fondo, potrei concludere che quelle di Francesca, invece, erano giuste.

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9 risposte a “L’affare si ingrossa

  1. Questo post te lo commento riprendendo il finale del tuo post di ieri:
    è iniziato il contagio….

  2. Spero anche io si tratti di un equivoco.
    L’amarezza maggiore è che agli italiani ( informati) non interessa niente. A loro interessa che si FACCIA, bene o male ma che si FACCIA, SI SCAVI, SI DEMOLISCA, SI COSTRUISCA, SI SCARICHI CEMENTO e più fai sei bravo.

  3. Personalmente Bertolaso, io lo sempre identificato come “Bertolazzo” ‘come randazzo’, lo sempre considerato fazioso, certe persone andrebbero allontanante e non lodate, era meglio se avesse accettato meno incarichi e quei pochi l’avesse seguiti meglio, il prezzemolo in cucina serve ma in alcune vivande è superfluo e non serve. Saluti

  4. 1) Non posso meno di non notare la citazione da “Una pallottola spuntata”. Sarà un titolo ricco di doppi sensi ma meglio di questo non ce n’è. 🙂

    2) Tornando seri, e quasi mesti. Visto che, come me, bazzichi dalle parti della fede cristiana ma, come me, devi declinarla mediante la Chiesa cattolica, non ti viene mai la tentazione di pensare che abbiano ragione i Protestanti? Noi cattolici, specialmente noi latini, siamo molto leggeroni, perchè non siamo tenuti a una morale pubblica, a un contegno, a una vergogna una volta colti con le mani nella marmellata.
    Perchè ci risciacquiamo panni, bocca e anche altro in confessionale. Ieri anche Lui ha detto che in fondo è solo un birichino e andrà a confessarsi. Sempre ammiccando, ovviamente, alle sue meraviglie erotiche.
    Ho paura che oggi più che mai vediamo messi in pratica tutti i vizi che derivano da un machismo che trova il suo appiglio nella confessione (da rendere rigorosamente al prete e mai al PM).
    E allora, penso a quei Protestanti che possono dire: “l’abbiamo sempre detto”. E a quella schiera di atei, presunti atei, laici, laicisti, anticlericali che ridono largo così. E a quei cattolici veri, invece, a cui viene voglia di piangere.

  5. Poco fa ho visto su rai 2 l’intervista che è stata fatta a Bertolaso, il quale fra il resto a detto:
    “Il timore è che gli italiani si possano sentire traditi: per questo sono disposto a dare la vita per dimostrare loro che non li ho mai ingannati”. A me è sembrato davvero sincero: meglio quindi aspettare prima di tirare le conclusioni.
    Far passare infatti un uomo come un malfattore ci vuole pochissimo, mentre ridare la dignità a chi gli è stata ingiustamente tolta non basterà purtroppo tutta la vita: lasciamo dunque che la giustizia faccia fino il fondo il suo corso.

  6. Magari il problema fossero le misure di Francesca o ‘gli affari’ di Bertolaso!!!
    La questione vera (e pericolossisisima) è che il Premier, trasformando OGNI COSA in emergenza nazionale, ha fatto della Protezione Civile il proprio braccio operativo.. un arto libero di muoversi a piacimento!
    E se per caso (come sta avvenendo immancabilmente) Bertolaso o i vari Commissari di governo trasformano il loro strapotere in abuso, ecco la leggina ad Commissarium: l’art. 5 della ‘protezione civile spa’ li assolve preventivamente, svincolando la protezione civile stessa da qualsiasi residuo controllo parlamentare.
    I governi della prima repubblica usavano i fondi neri. Quel genio di Berlusconi si è inventato uno strumento, la Super Protezione Civile, che li rende ‘bianchi’.
    I politici della prima repubblica cercavano almeno di nascondere la corruzione. Quel genio di Berlusconi la erge quasi a sistema, a valore.

  7. manlio laurenti

    “Oggi me la vedo brutta” disse la Sinistra camminando sugli specchi.Ma questa è per fine Marzo.L’attacco a Bertolaso è l’ennesima minchiata,e Montalbano non potra’ farci proprio niente.Cosa siano questa inchieste,gli Italiani lo hanno capito da tempo.Ed hanno capito che ci va a a fare,Bersani, a Sanremo.Tutto è politica,tutto è propaganda,tutto serve,per soddisfare la selvaggia avidita’ di potere della Sinistra.

  8. BERTOLASO. SARUBBI (PD): PREMIER SI FACCIA DOMANDA E SI DIA RISPOSTA

    (DIRE) Roma, 12 feb. – “Sulla Protezione Civile Berlusconi non vuole rispondere alla magistratura perche’ indegna. Non risponde mai neanche al Parlamento perche’ inutile. Allora, si faccia una domanda e si dia un risposta da solo – visto che l’unica autorita’ del Paese che riconosce e’ se stesso – ma faccia sapere ai cittadini come stanno davvero le cose”.
    Lo chiede in una nota Andrea Sarubbi, deputato del Pd.
    “Quando a luglio, sollecitato dalla cittadinanza, dai comitati di quartiere e da alcuni consiglieri locali, presentai una dettagliata interrogazione parlamentare sui Mondiali di Nuoto- dice Sarubbi- non lo feci per intralciare l’evento, ma per chiedere chiarezza circa un modo di operare che aggirava le leggi e drenava ingenti risorse pubbliche verso interessi che non sono certamente quelli dei cittadini. Che qualcosa nel sistema di Protezione Civile non funzionasse, infatti, lo si intuiva da un po’ e non certo a causa di presunte scappatelle. Col passare del tempo in Italia tutto e’ diventato grande evento o emergenza nazionale, dal terremoto ai mondiali di ciclismo, passando per la sovrintendenza di Ostia, per arrivare all’esposizione delle spoglie di San Giuseppe da Cupertino- e Bertolaso, di conseguenza, un ubiquo e onnipotente salvatore della Patria”.
    Sarubbi conclude: “Non voglio qui discutere le sue indubbie capacita’, ma piuttosto lo scivolamento del Paese verso uno stato emergenziale perenne, in una costante grande deroga – come la definisce efficacemente Ezio Mauro. Se il premier tiene davvero alla reputazione di Bertolaso e alla credibilita’ della Protezione Civile, ha a disposizione un’occasione immediata per dimostrarlo: la smetta di insultare e risponda alla mia interrogazione parlamentare che giace silenziosa da sette mesi in qualche cassetto della Presidenza del Consiglio”.

    (Com/Rai/ Dire) 15:07 12-02-10

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