La legge in freezer

Segnatevi questa data, perché ne riparleremo. Il 12 gennaio 2010, con 32 voti di scarto, la maggioranza ha deciso di rimandare in Commissione il testo sulla cittadinanza, con l’impegno di approfondire meglio i temi più delicati (in primis, i minori) per poi arrivare ad un testo condiviso. Così, almeno, recitano i resoconti parlamentari, perché questo è ciò che è stato detto poco fa in Aula dai rappresentanti del Pdl. Che non potevano esprimere pubblicamente le due ragioni vere della messa in freezer, ossia la paura di spaccarsi a ridosso delle Regionali e quella di regalare vagonate di voti alla Lega, ma io le sapevo già e tutto sommato non mi interessano molto. Quello che mi interessa davvero – lo ripeto per la millesima volta – è portare a casa qualcosa di decente, che sia una legge firmata il 15 agosto sulla spiaggia (il patto del ghiacciolo) o il 25 dicembre sulla neve (il patto del vin brulé), ma andrebbe bene anche l’11 ottobre nel bosco (il patto del porcino) o il 21 aprile in un giardino fiorito (il patto dello starnuto). Quando vi pare, ragazzi miei, ma facciamolo, nonostante la Lega e nonostante l’invasione di falchi che – con l’approssimarsi del voto – sta rendendo meno azzurro il cielo del Pdl. Stamattina, per dire, ce n’era uno nero nero in Commissione Affari Costituzionali: era Nitto Palma, sottosegretario agli Interni, che ha sproloquiato contro la cittadinanza ai minori perché, a suo avviso, sarebbe un moltiplicatore di ricongiungimenti familiari che poi renderebbe “inespellibili” molti immigrati. L’unica differenza tra un minore cittadino italiano ed uno non cittadino, ha poi spiegato, è l’indennità di accompagnamento per gli invalidi: tanto vale riformare quella, anziché mettere mano alla cittadinanza! La sua mail è segreteria.palma@interno.it, per chi volesse chiarirgli le idee: credo che ne abbia bisogno, visto che – come potete leggere dalla sua scheda istituzionale – la materia dell’immigrazione è espressamente esclusa dalle sue competenze. Qualcuno dei miei colleghi si è preoccupato, dopo averlo sentito parlare così; io, forse per l’incoscienza del neofita, ho derubricato il tutto a tattica politica pre-Regionali, perché solo un discorso del genere poteva tenere il Pdl attaccato alla Lega, come sarà da qui all’ultimo istante prima del voto. Ma quello che accadrà il giorno dopo, onestamente, è difficile da prevedere: il mio amico Fabio Granata è ottimista, perché crede che un clima più disteso possa favorire gli spiriti liberi; molti miei colleghi del Pd la pensano al contrario, perché temono che un ottimo risultato della Lega (quasi certo, visto il traino delle candidature in Veneto e Piemonte) possa rappresentare la pietra tombale su ogni discussione futura. Io la vedo come Fabio, quindi non mi fascio la testa prima di essermela rotta: gli emendamenti bipartisan che avevo ripresentato ieri sera li ho rimessi nel cassetto, ma sono sempre lì. E noi siamo qui, a vigilare sul comportamento di una maggioranza che, a questo punto, ha davvero esaurito gli alibi.

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7 risposte a “La legge in freezer

  1. nitto palma…. da sempre conservatore… e poi dicono le toghe rosse…. come fai a meravigliarti????
    io non sono ottimista, invece. solo una forte spinta dal basso potrebbe spingere gli azzurri….ma come si fa a ipotizzarla, con questo andazzo?

  2. Onorevole Sarubbi e gentili amici visto che la Cei ha detto di essere favorevole ad una legge sulla cittadinanza che prevede lo ius soli ?
    dal sito del corriere
    LA CEI – I vescovi italiani nel frattempo invitano, attraverso monsignor Bruno Schettino, presidente della Fondazione Migrantes e responsabile Cei per l’Immigrazione a «ricreare un clima di maggiore e migliore accoglienza, superando la tentazione di xenofobia che produce paura, mortificazione dell’uomo, perdita di speranza». «Voglio ricordare – ha aggiunto Schettino – che la tendenza è quella dell’accoglienza dello ius soli (diritto acquisito da nascita su territorio) per una cittadinanza offerta con delle condizioni particolari. Noi non possiamo entrare nei fattori tecnici però è anche vero che il senso di profonda humanitas fa sì che noi desideriamo che si arrivi anche alla formulazione di un principio di cittadinanza che sia veramente favorevole. Con delle condizioni – ha specificato -: la conoscenza della lingua italiana, della Carta costituzionale, e la presenza sul territorio nazionale» condizioni per cui, ha concluso, «diventa anche più sicura e più certa la possibilità della cittadinanza».

    Evviva, magari il card. Bagnasco ne farà accenno nella prossima prolusione

  3. Mario Mozzi di Garda

    che mi piace di più dell’articolo di oggi è questa tua frase: “Quello che mi interessa davvero – lo ripeto per la millesima volta – è portare a casa qualcosa di decente…”. Per questo modo di pensare e di vivere gli avvenimenti dentro il Parlamento ti volevo ringraziare. ciao Andrea

  4. Francesco Grana

    Senz’altro ti ricorderai le parole del cardinale Roger Etchegaray: “Tiro avanti come un asino”. Anche davanti alle beghe delle regionali perchè, come scrivi, quello che ti interessa davvero è portare a casa qualcosa di decente.

  5. Vorrei sapere cosa ne pensi della mia riflessione:
    “L’acquisto della cittadinanza” ci riporta indietro di decenni quando la cittadinanza era una concessione,quindi discrezionale, adesso sarebbe anche peggio perché c’è aria di discrezionalità politica (eufemismo); abbiamo conquistato la cittadinanza come diritto, lottiamo che sia jus soli piuttosto che jus sanguinis, sicché sarebbe corretto parlare di “acquisizione della cittadinanza”.
    A me pare che la differenza non sia solo semantica…

  6. On. Rafffaele Volpi

    Caro Andrea, sai che al di fuori delle posizioni politiche ti stimo e ti considero un’amico con cui confontarsi con serenità ma…… tu le dichuarazioni di Nitto Palma non potevi che derubricarle perchè, credo non avvertito dal tuo Gruppo parlamentare PD, in commissione non sei venuto. Mi dispiace anche perchè avresti sentito il mio intervento che ricordava come il mio Movimento invitava al ritiro dall’aula ritenedo la materia troppo seria per essere materia contesa in una camoagna elettorale. Questo amico mio ha detto ieri la Lega per mia voce. E dicendola tutta è un bel regalo anche per il tuo PD che , non può dirlo, ma è ben contento di non dover fare campagna con una tematica così tra le scatole. Un caro saluto e …. alla prossima settimana Amico mio.
    Raf Volpi

  7. Caro Raffaele, la tua presenza sul mio blog mi riempie di orgoglio: ospitare un deputato ragionevole della Lega non è roba da tutti i giorni! 😉
    Battute a parte, hai ragione sul fatto che – se la Lega avesse voluto affossare questa legge – avrebbe votato contro il rinvio in Commissione, costringendo il Pdl ad esaminarla prima delle Regionali. A quel punto, o facevano quello che dite voi, oppure – se accoglievano la nostra proposta di dialogo – vi regalavano una vagonata di voti. E questo è uno dei motivi per cui, come ben sai, io non ero contrario per nulla al rinvio in Commissione. Dopo aver sentito l’intervento in Aula del tuo capogruppo, Roberto Cota, temo però che abbia scambiato la Commissione per un tritacarte: hai presente quei cestini dove si buttano i documenti compromettenti, per triturarli e farli sparire? Ecco, appunto. Spero invece che il dibattito dei prossimi mesi sia serio, al di là delle opinioni diverse, e la tua presenza mi rassicura.
    Quanto all’intervento di Palma, è vero che i colleghi del Pd non mi avevano avvertito, perché si erano scordati, ma per fortuna esistono i resoconti parlamentari. E mi pare che le parole del sottosegretario siano piuttosto chiare.
    Grazie del tuo intervento. Quando hai voglia di sentir parlar male della Lega, siamo sempre qui! 😉

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