Italiani di fatto

Cercherò di non essere ideologico, perché – come al solito – la ragione non sta tutta da una parte e, se pure così fosse, non è detto che quella parte sia per forza la nostra. Prevedere un tetto per gli alunni stranieri in una classe non è, in sé, un’idea folle, perché chi ha bazzicato alcune scuole di certe zone d’Italia (non la terza liceo classico dei Parioli, per intenderci, ma magari una seconda media di Mantova) non può scandalizzarsi se Mariastella Gelmini parla del “diritto allo studio degli studenti italiani”: provaci tu a leggere Ariosto in una classe dove metà dei tuoi compagni non capisce l’italiano corrente. Ma c’è un ma, naturalmente. Anzi, ce ne sono parecchi. Il primo è di ordine pratico: se in una zona i figli di immigrati superano il 30%, dove li mando a studiare? Se sei in città, vai nella scuola accanto (ammesso che lì il tetto non sia stato superato); se sei fuori, è più complicato. In ogni caso, mi pare evidente che respingere le iscrizioni dei bambini (e dirottarli altrove, magari in posti non facilmente raggiungibili) sia un incentivo enorme alla dispersione scolastica: se mandare a scuola mio figlio è troppo complicato, insomma, lo tengo a casa. Non è giusto, naturalmente, ma accadrebbe, soprattutto in famiglie con bassa scolarità, e mi piacerebbe sapere come il governo intenda risolvere il problema. Poi c’è un’altra cosa che mi viene in mente, e magari è una fesseria ma ormai l’ho pensata: va bene il problema linguistico dei bimbi stranieri, ma non deve essere facile leggere Ariosto neppure nel rione Sanità, dove i guai con l’italiano corrente derivano dal fatto che metà dei bambini pensa, parla, scrive e sogna solo in napoletano. La questione seria, dunque, non è il tuo luogo di nascita o la tua origine familiare, ma piuttosto il tuo livello di alfabetizzazione: un concetto semplice semplice, che il povero Marco Campione sta cercando di spiegare da una vita sul suo blog e che ogni volta gli tocca rispiegare, perché evidentemente in viale Trastevere Champ’s version non si legge. Come parli italiano, caro Abdul? E tu, caro Gennarino? Non è che ci voglia molto a scoprirlo: a Torino, per dire, lo fanno già da tempo, e dividono le classi in base a questo criterio, cercando in ognuna un equilibrio tra competenze linguistiche diverse. Anziché prendere esempio da quello che funziona già, il ministro ha introdotto la categoria generica di studenti stranieri, per poi accorgersi subito dopo che non stava in piedi: dalla quota del 30%, ha spiegato ieri a Lucia Annunziata, vanno esclusi i bambini che sono nati in Italia, perché tra loro e gli italiani-di-razza non c’è nessuna differenza. Ho dovuto rileggere la frase sulle agenzie tre o quattro volte, perché non ci credevo: senza accorgersene, la Gelmini ha ammesso che chi nasce e cresce in Italia è di fatto un italiano, indipendentemente dalla provenienza geografica di mamma e papà. Che poi è quello che la nostra proposta di legge sulla cittadinanza sostiene da tempo, ma che il testo base presentato da Isabella Bertolini ignora. Già in Commissione Cultura, se ricordate, li mandammo sotto con una maggioranza trasversale, aiutati dalla presidente Valentina Aprea che definì i minori “una specie diversa”; ora che anche il ministro dell’Istruzione si è convertito allo ius soli, ho commentato oggi in un’intervista sulla Stampa, il Centrodestra non può più far finta di niente.

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13 risposte a “Italiani di fatto

  1. così però mi smonti…

    visto che Mary* ha detto alle 14,30 di domenica quello che avevo chiesto alle 10, ero appena arrivato alla conclusione che in Viale Trastevere leggessero Champ’s Version e tu mi dici di no? 🙂

    [grazie per il link]

  2. spero sia una conversione permanente e che il ministro non dica di non aver mai inteso dire ció come farebbe il suo beneamato capo.hai sentito che Bocchino vuole riportare la legge in commissione ? Secondo lei puó essere utile a migliorarla ? Io spero di sí ! Bocchino potrebbe aiutarci?

  3. Quando ho sentito l’On. Gelmini affermare che è necessario prevedere un tetto per gli alunni stranieri subito mi era sorta questa domanda: quelli nati in Italia e dunque che parlano italiano dove andranno conteggiati?
    Sentendo successivamente il Ministro, il quale precisava che essi erano esclusi dalla quota del 30%, ho esultato di gioia proprio perché di fatto li ha considerati al pari degli altri loro coetanei italiani “doc”.
    A me sembra che questo è stato possibile proprio perché te e Fabio, insieme agli altri 50 firmatari, con il vostro ddl avete posto con grande chiarezza anche appunto la questioni dei minori: allora avevo ragione che rinviare a dopo le elezioni regionali la continuazione della discussione non è una sconfitta ma una preziosissima opportunità per raggiungere un più ampio e condiviso consenso. Certo, senza mai però abbassare la guardia continuando a… tessere la rete. Buon lavoro…dunque!

  4. La mia personale esperienza di papà presso la Scuola Di Donato a Roma (quartiere Esquilino, per i non romani il cuore multietnico e contraddittorio della Capitale) è positiva.

    Senza andare a toccare tutti i possibili temi (ne ho scritto qualche volta anche sul mio blog), aggiungo solo un appunto: a parte la discussione sull’opportunità e sulla dimensione della quota, io sottolineerei che è più strategico avviare all’italiano gli adulti stranieri…
    Nella classe di mio figlio (I elementare), un vero puzzle multietnico, tra gli altri c’è un bimbo cinese (appena arrivato) che non sapeva un “acca” di italiano e in tre mesi, con l’aiuto a rotazione dei compagnetti (felici di essere coinvolti) se la cava benino, di sicuro meglio dei suoi genitori e di altri adulti cinesi magari da anni qui da noi…

    p.s. le mie fonti confermano che la Gelmini, visitando le scuole “over 30%” sta rivalutando le sparate iniziali… speriamo bene… questa è una battaglia chiave non solo per l’integrazione ma anche per la ricostruzione di un tessuto sociale positivo, di condivisione di valori, che in questo paese è molto più che lacerato.

  5. Infatti il rinvio a dopo le regionali è stata una opportunità politica non da poco per emendare pesantemente l’orrido testo Bertolini.
    Il moralista ha ragione, sono gli adulti che vanno più spesso accompagnati all’apprendimento della lingua; i figli spesso gli sono d’aiuto, visto che gli parlano in …. italiano.
    La Gelmini è partita facendo la solita sviolinata alla Lega; ora però sta impattando contro i fatti, solitamente molto testardi.

  6. La nota sul tetto al 30% di stranieri in una singola classe del Ministro Gelmini, nei fatti è firmata da uno dei suoi primi dirigenti il dott. Mario G. Dutto, già direttore scolastico della regione Lombardia. La nota è ben articolata per l’applicazione del tetto e ci sono anche margini di flessibilità per la sua applicazione. Era necessaria una assunzione di responsabilità del ministero su questo problema e c’è stata. In settembre 2009 si rilevavano in alcune scuole di Roma e di Milano esistevano situazioni di questo tipo: alla Lombardo Radice di Milano 93 iscritti stranieri su 96 (solo tre italiani), alla Carlo Pisacane di Roma 178 iscritti stranieri su 184 (solo sei italiani). Un fenomeno di questo genere non si può considerare un buon fenomeno di integrazione. Il problema sono invece i corsi di alfabetizzazione: si fa riferimento alla cosiddetta quota di flessibilità dell’autonomia scolastica del 20%, ai progetti mirati, ai moduli, a iniziative pomeridiane, ed anche a corsi propedeutici nei periodi giugno/luglio/settembre. Nei fatti tutta l’esperienza del dott. Dutto è stata messa in campo per dire che bastano le sole risorse che la scuola ha in questo momento e che non ci saranno altre risorse finanziarie aggiuntive. A questo punto non si capisce come si può fare il miracolo. Alla fine pare che il carico se lo debbono assumere gli insegnanti. Ma gli insegnanti il carico se lo erano già assunto e non potranno fare nuovi miracoli.
    francesco zaffuto http://www.lacrisi2009.com

  7. (a proposito del commento di francesco zaffuto)

    ecco, il punto è che (come nel caso della scuola dei miei figli) tutto ruota su qualche insegnante davvero bravo, volenteroso e che si aggiorna da sé (di quelli che sono insegnanti per vocazione e non per “concorso”… lo so, sono brutale), su un dirigente mediamente disponibile a non seguire il mainstream né di qua né di là, e nel caso specifico su un’associazione di genitori che è divenuta la vera garante del “patto” tra chi frequenta la scuola.

    Insomma, le vere figure da curare sono insenganti e genitori, più che i bambini.

  8. manlio laurenti

    Se in una zona i figli di immigrati sono il 30%sei gia’nella banlieue,caro,sfigato amico.Vendi subito la tua casa,finchè è vendibile,e fuggi insieme a tuo figlio,tua moglie e le tue masserizie.Quanto al rione Sanita’,trattasi dell’eccezione,non della regola,mentre le invasioni dell’Esquilino,di certi quartieri di Milano,Torino etc sono la regola,e sono in espansione,maledizione.A Mantova ci sono i Sikh:comunita’ esemplare alla quale i Leghisti non hanno mai rivolto un’osservazione che è una.Proporrei un professore Sikh in ogni classe frequentata da apparteneti a quelle che Amato definiva “comunita’ problematiche”.Sappiamo chi sono,inutile ripetersi.Se la Gelmini fa un passo verso di voi,dite che non se n’era accorta.Se non lo fa è razzista.Ci sono due razze,in Italia:i colti,tolleranti,,scettici,eleganti,intellettuali di Sinistra figli della Rivoluzione Francese ed il volgo brutale ed ignorante.E purtroppo è il volgo,a governare attraverso i suoi corrotti mandanti.Ecco perchè occorrerebbe annullare le elezioni ogni volta che le vince,e passare direttamente lo scettro alla Redazione di REPUBBLICA.Queste elezioni sono diventate una inutile sosta nella marcia verso il Mondo Perfetto.

  9. (mi prendete in un pessimo momento… e il provocatore oggi non lo reggo… dovrei resistere, ma non ce la faccio…)

    Non sono certo che, caro (sfigatissimo?) Laurenti, lei potrà capire la mia risposta… e non perché quelli di sinistra (io non lo sono) sono più intelligenti, ma perché è una questione di “intelligenza del cuore” che è robba cristiana… vediamo… spero di sbagliarmi con lei.

    Se l’Esquilino (facciamo il caso che conosco) è, dal suo punto di vista, una banlieu (che letteralmente significa “borgata” che dubito essere un’offesa per persone normali) lo è anche perché (a parte la cecità e il lassismo dell’amministrazione politica) molti simpatici, onesti, nonché talvolta cattolicissimi cittadini italici e vigorosamente romani hanno pensato bene prima di intascarsi (in genere in nero) le vagonate di soldi di dubbia provenienza di organizzazioni criminali straniere e italiane, che hanno comprato questo quartiere; e, poi, sempre perché onesti, amanti del bene comune e del diritto, pieni di solidi valori patriottici e cristiani, hanno affittato per anni in nero (e ancora si fa, nonostante qualche freno recentemente posto) a carrellate di stranieri a prezzi incivili, senza misericordia e logica reale.

    I medesimi prezzi per cui, dato il mio reddito e le mie scelte familiari, mi è impossibile possedere una casa e, di qui a poco, anche conservarne una in affitto… e temo sempre per i sunnominati alti valori patriottici.

    Altrimenti all’Esquilino mi ci troverei bene, perché ci abbiamo investito “umanità”, e non per i motivi naif per cui spesso a Roma certa “sinistra” si è infatuata del quartiere (salvo non abitarci, però).

    Amen.

  10. Sabato sera commentavo con amici l’idea della Gelmini. Nella seconda elementare dove studia mia figlia c’e’ Hagar, origine marocchine ma nata in Italia. Hagar ha dei voti bellissimi ed e’ una delle prime della classe. Nella stessa classe c’e’ anche Gurgit, origine indiane ma nato in Italia. Lui purtroppo non ha gli stessi risultati di Hagar ed ha molte piú difficoltá.
    Che senso ha valutare le origini o dove si e’ nati?
    Non e’ possibile che un Ministro non si renda conto dell’assurditá della cosa.

  11. manlio laurenti

    @MORALISTA.Caro amico,ora che Sarubbi ha invitato chi ne ha voglia ad inviare un messaggio in un blog di Destra,il suo sfortunato possessore scoprira’ che significa diventare famoso tra i blogger di sinistra.Altro he provocazioni!Voi,sull’argomento, siete come quel bue che dava del cornuto all’asino.Detto questo,che coloro che hanno intascato i quattrini degli imbroglioni Cinesi dell’Esquilino siano tutti cattolicssimi è una delle voste leggende cultural-metropolitane secondo le quali il cattolico di Destra è un ipocrita,bacchettone,cornificatore ed avido.Come affermo’su RAI3 una povera imbecille,”i veri assassini sono gli Italiani”.La sigora Reggiani era stata appena ammazzata da un bruto.Perchè pensare,se REPUBBLICA pensa per te?E allora tiriamo fuori un bel luogo comune sui borghesi dal surgelatore della “Cultura”di sinistra ,e serviamolo con contorno di cavoli.Gli stranieri dell’Esquilino si rifanno facilmente del “brutale sfruttamento” al quale sono sottoposti violando una serie di leggi che,se dovessi nominarle tutte,mi occorrerebbero sei ore ed un quarto.Ma non ho tempo: devo rispondere ad un farabutto Iraniano sull’ECONOMIST.E’ sui blog,che mi distraggo,visto che ho un padre ammalato di Alzheimer che pesa solo su di me.All’Esquilino abbiamo investito in umanita’?Ho l’impressione che lei si contraddica.Gli avidi borghesi che hanno venduto sono avidi borghesi che hanno venduto o investitori in umanita’?Quando sara’ costretto a lavorare 18 ore al giorno per 300 euro al mese per fare concorrenza a quel popolo di antichissima cultura che sono i Cinesi,mi sapra’ dire.E sapra’ come rispondere a “Valentino”.

  12. Laurenti, mi dispiace sinceramente per suo padre.

    Ma:

    a) io non sono Sarubbi (per quanto mi stia simpatico). E peraltro questo tutto mi sembra tranne che un blog “di sinistra”.
    b) non faccio distinzioni tra persone (e cattolici) di destra e di sinistra nel fenomeno che racconto… se non sono stato chiaro, lo chiarisco ora… in ogni caso le congiunzioni, gli avverbi e gli aggettivi in italiano dovrebbero indicare delle precisazioni… e non li uso retoricamente. In ogni caso, rilevo, per esperienza diretta, che chi si lamenta degli stranieri spesso non ha la coscienza a posto.
    c) sarà inaudito per lei, ma non sono affatto un lettore di Repubblica, sebbene per mestiere dovrei leggere di tutto un po’.
    d) perché sarei contraddittorio nel mio “investire in umanità”? Mi riferisco alle relazioni, con italiani e stranieri, che con fatica abbiamo voluto costruire… sono molto salutari le relazioni personali concrete (non sul web) sia per smitizzare i pregiudizi (tutti) sia per scoprire che a volte la facciata nasconde dei buchi. In ogni caso, è la parte più bella della nostra esperienza del quartiere

    Se è costretto a passare il tempo sui blog (mi rendo conto, da quel che dice) le assicuro che avere contatti umani anche con “gli zozzoni” invasori oltreché con gli “zozzoni” autoctoni, aiuta a capire meglio e bene le cose, senza idealismi né ideologismi.
    Buona giornata. Di cuore.

    Vuole venire con me a prendere mio figlio nel cortile della Scuola Di Donato?

    ps. Andrea, la Bonino proprio non la voto…

  13. manlio laurenti

    @MORALISTA.La ringrazio,anch’io di cuore.Che io non sia un razzista lo dimostra un fatto assai semplice:ero e sono d’accordo con quello che un Andrea piuttosto indignato ha scritto su Rosarno. Io non credo che gli invasori siano zozzoni:credo piuttosto che tra loro ci siano fior di fanatici e delinquenti:come la intollerabile banda di via Jenner,che stava per regalarci un bel massacro,o gli imbroglioni ai quali qualcuno decise incautamente di vendere all’Esquilino.Gli altri,con tutta evidenza,vendettero per fuggire.Perchè mai avrebbero dovuto spartire la compagnia di stranieri fuorilegge ed invadenti?E’ tutto qui:ben vengano i migrantes,ma in numero proporzionato alla nostra possibilita’ di accoglierli:che non è la nostra disponibilita’ ad estinguerci insieme alla nostra cultura.Quello è anche il sogno di qualche bianchissimo delinquente gollista:francamente,l’Italietta ha troppi avversari,ed un solo alleato:lo Stellone che veglia su di noi ed ha fatto nascere Berlusca.Cordiali saluti.

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