Al solito posto

Ci eravamo lasciati con la Camera dei deputati chiusa per ferie ed il Partito democratico ancora senza candidato per il Lazio. Ci ritroviamo, quindici giorni dopo, al solito posto: in mezzo è successo un po’ di tutto, che al netto del dibattito giornalistico diventa praticamente nulla. Vado per punti, e mi scuserete se la prosa non è quella dei giorni migliori: con il cervello erano in vacanza anche i polpastrelli, che dunque hanno bisogno di riprendere il ritmo.

Cittadinanza. L’articolo migliore di questo periodo – ma forse anche dell’ultimo anno, sul tema – è quello di Giovanna Zincone sulla Stampa. È vero, parla bene della Sarubbi-Granata (“una proposta che sta in Europa e non fuori dal mondo”), ma ve lo consiglierei lo stesso. La professoressa Zincone, che oltre ad insegnare a Torino è anche consulente del presidente della Repubblica per i problemi di coesione sociale, compie infatti un ragionamento lineare sull’incastro fra disciplina del permesso di soggiorno e riforma della cittadinanza, spiega perché la proposta Bertolini sia un passo indietro notevole e fa notare (come stiamo provando a fare noi, da parecchi mesi) che l’accordo sarebbe a portata di mano, se la maggioranza accettasse di seguire “criteri in teoria facilmente condivisibili: favorire i minori, favorire i meritevoli, essere equi e coerenti”. Poi ci sarebbe da parlare dell’intervista di Rutelli, che arriva a chiedere una dichiarazione di laicità per i nuovi italiani: la mia impressione, papale papale, è che gli sia scappata la frizione. Quanto al resto, però, dice cose giuste: il fatto che la cittadinanza sia la fine di un percorso, ad esempio, mi pare un dato abbastanza condiviso, così come le critiche al multiculturalismo, che in realtà è diverso dall’interculturalismo. Potrei analizzare parola per parola, ma vi annoierei: anche perché, più che le singole parole, mi sembra abbastanza evidente l’intenzione di diversificare l’offerta rispetto al Pd, alla vigilia delle Regionali. E la cittadinanza agli immigrati, si sa, non porta vagonate di voti a chi la difende.

Regionali. Comincio dalla Puglia: la candidatura di Francesco Boccia è molto buona, ma è stata preceduta da una sceneggiata natalizia a puntate (Emiliano si candida e l’Udc lo appoggia, Vendola pure e l’Udc chiede lumi, i vendoliani protestano all’assemblea regionale Pd che viene annullata, Emiliano accusa il segretario regionale di lavorare per il nemico e ritira la sua candidatura, il Pd resta senza un candidato e l’Udc si accomoda con il Centrodestra, ma alla fine arriva Boccia e l’Udc torna con noi, mentre Vendola continua a chiedere primarie) che ci costerà parecchie migliaia di voti. Direte: è un problema locale. E infatti nel Lazio, dove si sapeva di Marrazzo da settembre (e se dico settembre è perché la voce girava già allora), le cose sono andate allo stesso modo: si candida Gasbarra, anzi no, si candida Zingaretti, anzi no, si candida la Polverini, anzi no perché l’hanno già candidata loro, si dà un mandato a Zingaretti per capire se l’Udc non ha preso impegni, ma nel frattempo esce fuori Emma Bonino e l’Udc saluta tutti, a meno di un terzo nome che – spiega il povero Zingaretti, sempre lui – dovrà essere “nuovo e nazionale”. Tanto per iniziare in serenità il nuovo anno, dico subito che avere la Bonino come candidata del Partito democratico mi creerebbe più di un problema: il presidente della Regione è quello che ha tra le mani la Sanità, che è forse il principale punto di dissidio fra me ed i radicali. Se dal governatore del Lazio dipendessero le missioni internazionali, gli stipendi dei parlamentari, il funzionamento delle carceri, il rispetto dei diritti umani, mi tatuerei la faccia della Bonino sulla schiena. Ma purtroppo non è così, e spero che anche i vertici del mio partito se ne accorgano presto. Possibilmente, prima di marzo.

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8 risposte a “Al solito posto

  1. Devo ammettere Andrea che, pur stimando molto Rutelli, alcuni passaggi dell’intervista non li ho capiti molto bene….

    Analisi come al solito perfetta sulle elezioni regionali e sul caso Bonino: ha un curriculum eccezionale in campo internazionale ma mi sembra una discesa in campo ideologica…

    p.s. Bentornato!!!!

  2. A volte non mi pento del voto che ho dato alle primarie PD (a uno dei due candidati che ha perso) ma poi mi chiedo: davvero sarebbe cambiato qualcosa?
    Forse, e lo dico con ironia ma non troppa, Berlusconi è stato gravemente colpito “nella zona del sorriso”, ma ha buoni motivi per usarla, anche se un po’ dolorante.
    Ormai, le interviste di esponenti importanti del PD sono sempre riferiti a qualche problema interno al partito, o al massimo con gli alleati. Raro che si parli dell’attuale governo o degli attuali governati.
    Come osserva Pippo Civati, El Pais è l’unico giornale a dare spazio a uno sciopero della fame di trecento lavoratori stranieri contro le leggi cervellotiche sul permesso di soggiorno. Articolo che si chiude con questa amara constatazione: “La oposición del Partido Democrático, inmersa en sus habituales querellas internas, no ha abierto la boca”.
    L’altro giorno, la terza pagina del Berliner Zaitung riportava un articolo fiume sul nostro Silvio nazionale. Con quel poco tedesco che posso capire, il senso era che, malgrado tutto, agli Italiani lui va bene.
    Sono tornato da un viaggio estero pensando: “com’è piccola l’Italia”. Ho letto qualche articolo a macchia di leopardo, ultimo quello di Parisi, e mi sono chiesto se, in fondo, non sia piccolo solo il principale partito di opposizione.
    Per favore, cari Sarubbi, e Civati, e quanti vedete le cose, toccate un po’ il tempo ai masochisti del PD.

  3. Caro Francesco, hai dato la risposta.
    Perchè non candidare Sarubbi nel Lazio e Civati in Lombardia? Sarebbe un bel segnale di rinnovamento. Magari con Boccia in Puglia e Amendola in Campania. Anche in caso di sconfitta, avresti leader dell’opposizione giovani, grintosi ed all’altezza. Su tutte, per me è intollerabile la candidatura di Penati, perdente da presidente in carica, delle scorse provinciali. Mi sembra che gli si debba garantire una carica (consigliere regionale) visto che è scoperto (non è nè deputato nè europarlamentare, ma semplice consigliere provinciale).

  4. dopo un saluto e gli auguri per il tuo lavoro, qualche brevissima:
    – il consiglio comunale di otranto ha approvato un ordine del giorno in appoggio alla sarubbi-granata che ti manderò appena sistemano la delibera;
    – davvero infelice l’uscita di rutelli sulla laicità, ma noi sappiamo scusare tutti, sempre
    – per la storia della puglia…occorre essere molto ben informati. adesso ricordo soltanto che 5 anni fa boccia, sostenuto da tutto l’apparato degli allora ds e margherita, fu battuto a sorpresa da vendola alle primarie, le uniche svolte “liberamente”. poi vendola vinse battendo l’attuale ministro fitto. pur tra errori, vendola ha governato molto bene in molti settori, specie in quello dei servizi sociali e delle politiche giovanili, e comunque senza mai fare l’estremista… adesso non è candidato soltanto perchè non lo vogliono casini e alcuni assessori pd da lui mandati a casa …

  5. manlio laurenti

    Sul problema dell’immigrazione state perdendo pezzi per strada:a dimostrazione che il meccanico avra’ parecchio da fare,prima e dopo la frizione di Rutelli.Letto il dibattito tra il prof.Sartori e l’economista di Regime prof Boeri sul Corrierone?Ho sempre avuto la sensazione che nascosto da qualche parte,nel campus della Columbia dove insegna Sartori insieme a Furio Colombo ed Odifreddi,ci fosse uno spazio di atterraggio per astronavi marziane.Devo dire pero’ che nel caso di Sartori si assiste ad un interessante,lodevole tentativo di grattarsi via le squame verdi ed assumere sembianze umane.Sartori,che è libero pensatore,pensa liberamente che l’integrazione degli Islamici sia impossibile.Leggete: è interessante.La verita’ è che hanno rotto i coglioni anche a chi non ha mai mostrato alcunchè di leghista,nell’Emocromo.Quanto alla Bonino,mi manca tanto Antonello Trombadori:qualcuno si ricorda il dibattito TV di qualche secolo fa,quando Trombadori la chiamo “cocca”, suscitando una reazione che la storica sfuriata di Trapattoni in Germania sembrerebbe un calmo discorso tra gentleman inglesi?E’ della Bonino che abbiamo bisogno,del Pannella che piu’ digiuna e piu’ ingrassa,e di Di Pietro e De Magistris.Lo spazio lasciato libero da Sartori sull’astronave verrebbe buono per il prossimo viaggio Terra-Marte,Dio volesse che qualcuno convincesse questi soggetti a mettersi lo scafandro per sperimentare nuove sensazioni.

  6. Quoto la candidatura Sarubbi 🙂

    Comunque, la Bonino sarebbe un’ottima presidente di Regione. Soprattutto sulla Sanità: il magna-magna che c’è in quegli ambienti è uno dei principali problemi di questo Paese, e la Bonino è una delle poche persone delle quali mi fiderei per gestirla.

    Quanto alle problematiche “etiche” connesse alla Sanità: di cosa si deve avere paura? Che la Bonino faccia rispettare le decisioni già prese sulla pillola abortiva? O che eviti l’ostruzionismo alla vendita della pillola del giorno dopo? Si tratterebbe semplicemente di far applicare la legge dello Stato, al di là delle proprie convinzioni, non di fare cose “ideologiche”.

    O forse altri ambienti cosiddetti “cattolici”, non certo tu, hanno paura che la Bonino cerchi di migliorare il servizio pubblico, infastidendo le tante cliniche private cattoliche e non?

    E poi, con la Bonino, forse si farebbero grandi passi avanti nella assistenza ai disabili e a tutti coloro che sono discriminati dal sistema sanitario italiano. A proposito di diritti umani.

  7. bentornato e buon lavoro. Emma Bonino candidata presidente della Regione Lazio. Certamente si, dopo tanto patire la Regione avrebbe un ottimo Presidente. Concordo con Francesco: proprio nel campo della Sanità credo che la Bonino darebbe il meglio di sé. I suoi compiti internazionali sono un valore aggiunto alla carica di Presidente. Sono cattolica e non ho paura delle cosiddette ideologie. Non si applicano alla Bonino! Ha rispetto solo per i diritti e per le leggi. La sanità nel Lazio non ha bisogno di “inciuci” ma di correttezza e onestà.

  8. Mario Mozzi di Garda

    Le numerose e incontrollate adesioni alla candidatura della Bonino suscitano alcune perplessità dentro di me. Senz’altro sono d’accordo sulle notevoli capacità della persona e la grande dose di intelligenza. Però l’ho vista sempre applicare notevoli quantità di energia più per demolire principi e certezze che per costruire cose con fondamenta solide, anzi il terreno friabile sembra essere suo preferito. Magari il suo nome potrebbe anche contribuire alla partenza di un’altra manciata di adesioni al pd. Sono fra coloro che sono incerti e comunque una certezza voglio esprimerla. Questa candidatura non mi va ed è tutt’altro che una cosa nuova. Nel Partito Democratico mi trattiene solo Andrea Sarubbi e forse un altro… ma non so chi sia

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