La pace di Natale

Come l’anno scorso, mi prendo una pausa per le feste: il blog chiude oggi e riapre il 7 gennaio. Considerando che la Camera ha chiuso ieri e riapre l’11, non vi perdete un granché. Nel frattempo, se passate per la provincia di Arezzo, andate assolutamente a vedere il presepe vivente di Monterchi (località Le Ville), senza dubbio uno dei più belli d’Italia. Se invece siete sedentari, cercate di spegnere internet e leggetevi un bel libro: magari del cardinale Carlo Maria Martini. Vi lascio con una sua breve meditazione, intitolata “La pace di Natale”.

Mi sono sempre sentito a disagio con la facilità con cui a Natale e poi a Capodanno si fanno gli auguri di beni grandiosi e risolutivi, auspicando che le feste che celebriamo portino pace, salute, giustizia, concordia.
Quando diciamo queste parole, sappiamo bene che per lo più non si avvereranno e passata l’euforia delle feste ci troveremo più o meno con gli stessi problemi. Non è questa l’intenzione della Chiesa nel celebrare la festa del Natale.
Essa intende ricordare con gratitudine il piccolo evento di Betlemme che, per chi crede, ha cambiato la storia del mondo e ci permette di guardare con fiducia anche ai momenti difficili della vita, in quanto illuminati e riscattati dal senso nuovo dato dalle vicende umane dalla presenza del figlio di Dio.
Ma non ci si limita al ricordo commemorativo.
Si proclama la fiducia nella venuta di Colui che «tergerà ogni lacrima dai loro occhi», per cui «non ci sarà più morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno» (Apocalisse 21,4) e si rinnova la speranza con al quale «noi aspettiamo nuovi cieli e una nuova terra, nei quali avrà stabile dimora la giustizia» (2 Pietro 3,13). Per questo il grido dei primi cristiani, riportato nella pagina conclusiva dell’Apocalisse, era: «Vieni, Signore Gesù!».
Ma questa attesa non è passiva: essa è ispiratrice di tutti quei gesti che pongono fin da ora segnali di giustizia, di rinconciliazione e di pace di questa nostra terra pur così tormentata da lacerazioni e ingiustizie.
In questo senso anche lo scambio di auguri di contenuto alto può esprimere la volontà di impegnarsi e la fiducia nella forza dello spirito che guida gli sforzi umani.

Buon Natale a tutti, allora. E felice 2010, che detto da uno juventino del Pd sembra un’impresa disperata.

Annunci

7 risposte a “La pace di Natale

  1. Pingback: La pace di Natale « Andrea Sarubbi

  2. Francesco Grana

    Vedo abbiamo molte cose in comune: dal presepe al Card. Martini. Stupenda la chiosa del post.

  3. …molte cose in comune,il Pd,il presepe,il Cardinal Martini ed anche la Juve…tanti auguri di Buon Natale!
    Dina
    p.s. sempre in attesa di riuscire a “combinare” qualcosa insieme dalla mie parti!

  4. Finalmente una sensata riflessione sul Natale.
    Ancora oggi ho sentito un tale, in tivì, che parlava del “natale tradizionale” (la minuscola la metto di proposito).
    Questa esasperazione della tradizione è perniciosa quanto i centri commerciali, babbo natale e i cinepanettoni.
    Dietro la maschera del presepe, del tutti-insieme-appassionatamente in famiglia, sparisce il significato del FATTO natalizio, il fatto storico e spirituale allo stesso tempo dell’ingresso di Dio nel mondo.
    Questo è l’unico significato del Natale.
    E se non lo dice chi non crede, pazienza.
    Ma se non lo proclama chi sostiene di credere, allora c’è qualcosa che non va.
    Tanti auguri, Andrea, da un altro juventino simpatizzante-PD!

  5. A te Andrea,
    a tutti voi che scrivete su questo stupendo blog,
    desidero fare i miei auguri di Buon Natale
    con questa semplicissima poesia che ho scritto quanche tempo fa.

    NATALE E’…

    Natale non è tanto le luci colorate,
    i canti, le dolci melodie musicali;
    Natale non è solo pregare, far silenzio,
    andare a messa di mezzanotte.

    Natale non è dire molte parole,
    è essere la Parola viva.
    Natale non è fare le cose per amore,
    è essere l’Amore.

    Natale è soprattutto fare posto all’Altro,
    per far posto agli altri: chiunque essi siano.
    Natale è condividere con l’altro la fatica e
    la gioia, i suoi fallimenti e le sue vittorie.

    Natale è asciugare quella lacrima e far nostra
    quella solitudine, quella disperazione.
    Natale è donare un sorriso e ridare Speranza,
    è aiutarci a raggiungere quella Vita che non muore più.

    Natale è quando in famiglia ognuno con semplicità perde se stesso per rendere
    felice l’altro.
    Natale è quando si contribuisce a far dell’umanità un’unica grande famiglia.

    Natale allora non è solo una volta all’anno:
    è ogni volta che fra noi c’è l’amore reciproco.
    Natale, in una parola, è essere una presenza
    che genera l’altra Presenza, quella di Cristo.

    … UNA FESTA CONTINUA

  6. Io non ho in comune né il Pd né il Cardinal Martini e nemmeno la Juve… ma credo che ci accoglie e crede in quel Bambino, nel sorriso di Dio, abbia in comune tutto quel che conta veramente…la Sua Presenza qui ed ora per poter vivere testimoniando che Lui é qui.

  7. nei giorni appena trascorsi, di Martini ho finito di leggere – e apprezzato – “Il sogno di Giacobbe”.

    Mi arrogo, en passant, un altro consiglio di lettura: “Come mi batte forte il tuo cuore” di Benedetta Tobagi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...