La cittadinanza in diretta

La foto non è il massimo, ma provateci voi con una mano sola e rischiando di essere richiamati all’ordine perché in teoria è vietato. Detto questo, cominciamo.

10.03 Tra poco si inizia. Fuori, in piazza Montecitorio, ci sono le bandiere della Cisl: nonostante la pioggia, sono qui a darci sostegno. Come noi, chiedono che la cittadinanza non sia un percorso ad ostacoli. Curiosità: i manifestanti sono qui con un ombrello verde, guarda un po’.

10.06. Parla per prima Isabella Bertolini, la relatrice. Ci sta spiegando che la legge attuale (la 91 del 1992) è ottima, solo che noi non l’abbiamo capita: l’unica modifica da fare è quella del test. Dice che lo ius soli in Italia esiste già: chi è nato qui ha bisogno di soli 3 anni di residenza. Ribadisce che i minori non possono avere la cittadinanza, perché ci vuole una scelta volontaria (ed accusa la Commissione Cultura, che l’altro giorno ha posto la condizione dello ius soli temperato, di non aver capito lo spirito della riforma). Ritira fuori la filastrocca delle migrazioni di passaggio, non stanziali. Chiude con due lati positivi: il primo è che Tremonti dovrà mettere i soldi per i corsi di preparazione al test; il secondo è che in determinati casi questo test non sarà necessario (il decreto attuativo deciderà quali). Chiude dicendo che c’è bisogno di ulteriore riflessione: praticamente, un invito a rimandare il testo in Commissione.

10.22 Primo intervento per il Pd: Gianclaudio Bressa, che in tutti questi anni si è impegnato moltissimo sul tema ed è arrivato ad un passo dall’approvazione di una nuova legge. Inizia volando alto, parlando del ruolo della cittadinanza come punto cruciale della frontiera dell’eguaglianza. Definisce la disciplina attuale “una sorta di lotteria sociale”. Accusa la maggioranza di non aver capito che ex facto oritur ius: la legge nasce per regolare fenomeni già esistenti. Prende in giro i requisiti di integrazione richiesti dal testo Bertolini: come si calcola, ad esempio, il previsto “rispetto delle leggi anche in ambito familiare”? Presenta la nostra proposta alternativa, spiegando che per noi il riconoscimento della cittadinanza è la premessa per costituire l’unità della comunità nazionale. Ottima chiusura: le elezioni regionali passano, questa legge resta.

10.32 Momento importante: tocca ad Italo Bocchino, che in teoria sarebbe vicino a Fini ma in pratica è anche vicecapogruppo del Pdl. Definisce “frettolosa” la legge del 1992, perché alzò i requisiti di residenza da 5 a 10 anni anziché prevedere percorsi di integrazione. Buon inizio! Definisce quello della Bertolini “un ottimo testo di partenza”, su cui apportare miglioramenti (e che cos’altro poteva dire?). Invita a non politicizzare questa riforma, se no non si farà: propone il rinvio (per me condivisibile) a dopo le Regionali. Si dice contrario allo ius soli secco e propone quello temperato, visto che – come dice la Bertolini – il principio esiste già. Se la cava con un invito generico (“Ragioniamo su questo”), ma non dice nulla di concreto: la mia idea è che non voglia scoprire le carte ora. Insiste sulla certezza dei tempi per diventare cittadini. Chiede una cittadinanza di qualità: la madre di Sanaa, che ha dato ragione al marito assassino della figlia, non potrebbe diventare cittadina. Al testo Bertolini chiede cambiamenti sui minori: l’adolescenza è il momento in cui si forma l’identità di un individuo! Chi nasce in Italia o ci arriva entro i primi 2 anni, conclude, diventi cittadino dopo un ciclo scolastico! Eccole qui le carte che si era tenuto alla fine… Bravo Italo!

10.45 Parla Roberto Zaccaria. Non concorda con Bocchino sulla valutazione positiva del testo Bertolini, invita ad un provvedimento condiviso. Ricorda che questa è una legge diversa dalle altre: non deve caratterizzare una politica di maggioranza! Chiede che, su questi temi, si dia libertà di coscienza ai singoli parlamentari e sottolinea che la cittadinanza è un banco di prova serio per la volontà di fare riforme. Ricorda che attualmente si danno solo 40 mila cittadinanze l’anno, due terzi delle quali per matrimonio e meno di un terzo per i 10 anni di residenza: non si governa così un fenomeno del genere! I nostri partner europei danno il triplo o il quadruplo delle cittadinanze. Chiude sottolineando l’importanza del parere espresso dalla Commissione Cultura.

10.55 Tocca a Raffaele Volpi, primo leghista ad intervenire. Accusa Fabio Granata, e probabilmente anche Fini, e forse anche me (senza nominare nessuno, però), di avere utilizzato la cittadinanza come una vetrina personale. Ribadisce che la Lega non avrebbe voluto parlare di cittadinanza, perché non era nel programma di governo. I dieci anni non si toccano: chi vuole diventare cittadino, sostiene, saprà aspettare. Quella della Lega è una posizione realistica e responsabile, dice. Chiude manifestando appoggio al testo Bertolini.

11.02 Il primo leader politico a prendere la parola è Pierferdinando Casini, che apre sulla necessità di lavoratori stranieri per tenere in piedi l’economia italiana: un approccio realistico, insomma, più che poetico. Rimprovera alla maggioranza di fare demagogia sull’immigrazione: gli italiani credono che gli stranieri siano il 25% della popolazione residente, mentre sono il 7,5%; si dice che dobbiamo aiutarli a casa loro, ma non tiriamo fuori i soldi per la cooperazione. In realtà, aggiunge, sono loro ad aiutare noi, come spiegano i dati dell’Inps. Snocciola numeri: impressionanti quei 5 miliardi e 600 milioni di tasse versati dagli immigrati, equivalenti ai capitali che dovrebbero rientrare con lo scudo fiscale. Insiste sui bambini e sui minori: la cittadinanza non sarà nel programma di governo, ma è nel programma dell’Italia e degli italiani. Cita la Sarubbi-Granata come esempio  positivo ed invita a non dare alibi a nessuno per non continuare l’analisi di questo provvedimento.

11.15 David Favia è il primo deputato dell’Idv ad intervenire. Stoccata alla maggioranza: ogni volta che il governo non mette la fiducia, emergono le divisioni tra di loro. Invita a non porsi in maniera preconcetta rispetto al tema, perché così non si risolvono i problemi. Si dice contrario allo ius soli secco, ma critica l’approccio della Bertolini. Poi commette un autogol, dicendo che per i nati qui andrebbe bene la procedura attuale (ma allora diventerebbero cittadini solo dopo i 18 anni: mi sa che si è confuso, visto che è tra i firmatari della nostra pdl 2670). Spero di aver capito male, ma mi sa che si è sbagliato lui. Propone il silenzio-assenso per fermare i tempi della burocrazia, ma pure questa cosa non mi convince: uno Stato può dare la cittadinanza con il silenzio-assenso? Conclude dicendo che il testo alternativo del Pd è comunque preferibile a quello della relatrice, ed invita ad approfondire ulteriormente il dibattito.

11.30 Parla Jole Santelli, che attualmente milita nei falchi del Pdl ma che apre con moderazione, invitando a non pensare di avere la verità in tasca. Ci rimprovera di parlare del diritto di cittadinanza, visto che non lo considera un diritto. Minimizza: a suo parere, si può rimanere in Italia godendo di tutti i diritti sociali senza diventare cittadino; l’unica differenza è il sentirsi parte di una comunità (e mi hai detto niente!), ma il sentirsi parte di una comunità – aggiunge – non è roba da bambini. Non facciamo demagogia, prosegue, non ci commuoviamo: non ci sono bambini diversi, ma bambini che nascono da genitori non italiani e non vogliono diventare italiani. Sì, l’ha detto. Mandatele un po’ di mail per chiarirle le idee: santelli_j@camera.it . Sostiene, infine, che il problema delle banlieues parigine è stato causato dall’imposizione dell’identità francese, mentre loro non la volevano e le ragazze si sono rimesse il velo per dimostrarlo. Sì, scrivetele.

11.41 Tocca a Dario Franceschini. Parte dal porto di Genova, dove in campagna congressuale tenne il discorso ai nuovi italiani. Dice che l’Italia sta dimenticando la propria storia. Cita il mio pezzo sull’ostetrica: un bambino nato su 9 in Italia è figlio di genitori stranieri. L’obiettivo di una legge sulla cittadinanza, ricorda, è quello di riconoscere diritti. Cominciamo a misurare da questo provvedimento se c’è la volontà di cercare un’intesa sui contenuti! Frecciata a Fini: dopo le parole, anche importanti, ora vediamo in Aula se ci sono i numeri! Trova sbagliato che si rinvii l’approvazione della legge a dopo le Regionali: che cosa c’entrano le Regionali se una norma è giusta? (Applausi del Pd. Io vi ho già detto come la penso, in nome del realismo politico: meglio rischiare di farsela approvare o rischiare di farsela bocciare?) Ricorda che l’identità italiana è una stratificazione, non è immobile ma si costruisce ogni giorno.

11.51 Tocca a Roberto Cota, capogruppo della Lega. Abbiamo vinto le elezioni, dice, con un programma politico che non prevedeva revisioni della legge sulla cittadinanza. Non abbiamo bisogno di nuovi immigrati per costruire la nostra identità: abbiamo bisogno di gestire questo fenomeno restringendolo! Non possiamo vendere sogni che poi non si avverano! Prima – dice – bisogna affrontare i problemi dei nostri giovani e dei nostri anziani. E poi, la cittadinanza non è neppure una richiesta pressante degli immigrati: la stragrande maggioranza di loro viene qui per tornare a casa. Per quanto riguarda i minori, ripete la favola dello ius soli che esisterebbe già.

12.02 Mario Tassone, componente della Commissione Affari Costituzionali, è considerato un po’ la destra dell’Udc. Parla in generale delle riforme, che vanno fatte nel segno della tutela della persona, e spera che si trovi una sintesi tra le posizioni diverse. Frecciata a Franceschini: chi spinge per la rottura non vuole le riforme! Cita la Sarubbi-Granata come soluzione per risolvere il problema dei minori: non può esserci l’apartheid! Cita pure l’intervento di Gaetano Pecorella ed il parere della Commissione  Cultura: la maggioranza ha un dibattito interno da non sottovalutare. Ricorda, infine, che nessun provvedimento dell’opposizione è stato approvato in questa legislatura, e che sarebbe ora di cominciare con questo.

12.15 Benedetto Della Vedova, del Pdl, è firmatario della nostra proposta bipartisan. Inizia dicendo che la cittadinanza non è un problema che riguarda gli stranieri, ma è un problema che riguarda l’Italia. Riprende il tema del no taxation without representation: milioni di immigrati che pagano qui le tasse, tengono in piedi il nostro sistema previdenziale e non hanno diritti civili e politici! Chiede di andare oltre il testo Bertolini. Applausi dai banchi del Pd!

12.22 Fabio Evangelisti, dell’Idv, apre sottolineando il buonsenso di Fini. Attacca l’intervento di Cota. Ribadisce l’esigenza di dare la cittadinanza ai minori nati qui, oppure non nati qui ma al termine di un ciclo scolastico. Compara la nostra arretratezza, ad esempio, con quella della Spagna, dove per gli stranieri residenti l’iscrizione all’anagrafe non è un miraggio.

12.30 Livia Turco comincia ricordando la presenza, fuori dal Parlamento, dei ragazzi delle seconde generazioni: un movimento che fino a qualche anno fa neppure esisteva. Ricorda la mole impressionante di bambini che nascono qui e crescono qui: in nessun altro Paese europeo c’è un atteggiamento così ostile verso la cittadinanza ai minori stranieri! Perché il Centrodestra non si guarda un po’ in giro? Altro che radicalismo di sinistra: questa è una corrente europea!

12.37 Tocca a Roberto Rao, dell’Udc, giovane e sveglio. Anche lui è tra i firmatari della Sarubbi-Granata (e pure Tassone: mi ero dimenticato!). Chiede un ragionamento costruttivo ed invita la maggioranza ad avere coraggio: è inutile farsi male, perché tanto ci saranno schieramenti trasversali! Non servono falangi, ma ragionevolezza. Ha un atteggiamento morbido verso la relatrice, ma insiste sulle questioni rimaste irrisolte, tipo certezza dei tempi e minori. Cita anche lui l’approccio positivo della nostra pdl bipartisan, ma essendo un firmatario non vale. Conclude con un invito a superare la propaganda e l’estremismo.

12.50 Ecco Fabio Granata: potrei fare il ventriloquo, perché l’ho sentito una cinquantina di volte, e naturalmente vale anche il contrario. Parte dall’introduzione della nostra proposta di legge. Mi gioco un euro che tra un po’ cita l’ecumene federiciana, come esempio di convivialità delle differenze. Parla di una scommessa politica e si augura un percorso non condizionato da questioni esterne (le Regionali, il rapporto Berlusconi-Fini: non li cita, ma è chiaro). I giovani di seconda generazione, prosegue, non possono essere lasciati in una terra di mezzo: passaggio allo ius soli temperato. Non ha citato l’ecumene federiciana, perché si è limitato all’aspetto politico della vicenda: gli devo un euro.

12.59 Per noi parla Laura Garavini, eletta all’estero e capogruppo in Commissione antimafia. Racconta la propria esperienza di immigrata, cita la Francia e gli Usa che hanno eletto presidente il figlio di un immigrato e si chiede come mai noi  i figli degli immigrati vogliamo metterli da parte. Giudica il testo Bertolini “una legge del passato”, ed ha ragione, perché sembra proprio scritta in un altro tempo. Chiede riforme condivise.

13.03 Terzo intervento per la Lega: Maria Piera Pastore. La sento parlare per la prima volta, ma non dice molto di originale: la cittadinanza non c’entra nulla con i diritti, né con l’integrazione. Prima i doveri, ribadisce. Non si fa mancare un tocco anti-Islam, con citazioni anti-infibulazione: se volete, cari amici musulmani che siete nati e cresciuti qui, scrivete anche a lei (pastore_m@camera.it) per chiarirle le idee. La scelta, prosegue, è fra l’essere buoni e l’essere seri; chi diventa italiano da piccolo non è in grado di capire. Chiude condividendo la “proposta di buonsenso” della Bertolini.

13.10 Aldo Di Biagio (Pdl) è un altro eletto all’estero, anche lui firmatario della Sarubbi-Granata. Chiede una riflessione congiunta e condivisa, che vada oltre il testo Bertolini, “poco rispondente” alla realtà dell’Italia di oggi. Chi è eletto all’estero, non c’è che dire, ha una marcia in più, perché ha visto il mondo. Chiede di non banalizzare, con semplificazioni fuori luogo, ed è una bella mazzata ai falchi del suo partito.

13.16 Tocca a Pierluigi Castagnetti, che invita a considerare gli appelli della Chiesa. Solo la sorte colloca gli uomini in un angolo o in un altro, dice, e la sorte non può essere dispensatrice di diritti. Invita a partire almeno da un punto condiviso, quello dell’eguaglianza tra gli uomini, per poi cercare insieme un percorso. Non si tratta, dice, di dividersi fra buonisti e cattivisti, ma di assumere insieme uno sguardo serio e responsabile, possibilmente lungo.

13.20 Il nostro Guido Melis, anche lui firmatario della pdl 2670, parte con le cifre dell’Istat e del rapporto Caritas-Migrantes: nel 2020 gli immigrati ed i loro discendenti saranno l’11% della popolazione italiana, dunque non possiamo ignorarli. Cita la nostra proposta bipartisan come una soluzione possibile.

13.25 Eugenio Mazzarella invita alla ragionevolezza, caratteristica che manca nel testo Bertolini. Pure lui cita la Sarubbi-Granata ( è un altro firmatario: siamo piuttosto combattivi, come avrete capito!) e la proposta dello ius soli temperato. Critica il percorso ad ostacoli previsto da parte del Centrodestra, accusato di insipienza nell’affrontare le sfide del futuro.

13.30 Uno dei falchi più falchi è Maurizio Bianconi (Pdl), che parla di “un falso problema” e liquida il discorso di Dario Franceschini come un discorso solidaristico. Si appella all’Unione europea e nomina Maastricht, per ricordarci che chi è cittadino italiano è anche cittadino europeo: dobbiamo quindi parlarne con i nostri partner (che infatti hanno leggi migliori della nostra). Critica il dibattito, a suo parere “di basso profilo”, perché noi del Pd continuiamo a ripetere che la cittadinanza porta diritti mentre non è vero. Al contrario, la cittadinanza è un insieme di doveri, fino a quello di dare il sangue per la patria. Dunque è solo concessoria, perché lo Stato ti giudica degno di far parte della comunità. E non può valere per i minori, perché si tratterebbe di una cittadinanza coatta, che toglie delle facoltà al minore, e dunque è una violenza: se poi il ragazzo 18 anni rinuncia, diventa un apolide? In mezzo a tante fesserie, Bianconi dice pure una cosa sensata: che la cittadinanza non c’entra niente con la sicurezza. Ma è l’unica, purtroppo.

13.40 Tocca ad un altro falco: Fabio Garagnani, la guardia svizzera in terra  bolognese. E non si fa scappare l’occasione di parlare della difesa dell’identità giudaico-cristiana: chi diventa italiano, afferma, deve recepirla! (Se ho capito bene, Garagnani mette tra le condizioni per la cittadinanza pure la Messa domenicale o, in alternativa, la Sinagoga del sabato). Ci accusa di sottovalutare il fenomeno: non sono loro ad avere paura, siamo noi a non aver capito. Dice che il testo Bertolini va bene, anche se l’avrebbe voluto più duro in alcuni punti. Sì, più duro.

13.47 Seduta sospesa. Si riprende alle 15, io sarò il secondo a prendere la parola.

15.07 Primo intervento del pomeriggio: Souad Sbai, che aveva partecipato alla stesura della Sarubbi-Granata ma poi, alla vigilia della presentazione, ha deciso di non firmarla. Da allora, ha inasprito le sue posizioni. Oggi sta aprendo con un discorso equilibrato sulle seconde generazioni, dicendo che dobbiamo lavorarci su. Parla di un percorso di integrazione a tappe ed invoca politiche efficienti di sostegno agli immigrati. Chiede un modello nostro, italiano, tenendo conto anche degli sbagli altrui, ed auspica che non ci siano cittadini di serie B: chi è qui rispetti le regole, indipendentemente dalla sua cultura di provenienza. Tutto sommato, meglio del previsto.

15.14 Tocca a me. Non so se sia andata bene o male: ne parliamo domani, quando rileggiamo insieme l’intervento.

15.23 Dopo di me, un altro falco. La caricatura del falco: Manuela Dal Lago. Prima pensiamo alla nostra gente, dice, e lo abbiamo già sentito. La globalizzazione, prosegue, ci porta a dover difendere sempre più la nostra identità ed i 10 anni previsti dalla Bertolini vanno benissimo. Al limite, suggerisce, snelliamo la burocrazia! Rifiuta l’etichetta di cattiva, e riconosce che noi non siamo buonisti. Ma poi spiega che lo ius solis non va bene, ed infatti noi non lo abbiamo mai chiesto: a noi basta lo ius soli, quello senza la esse.

15.33 Federica Mogherini porta in Aula l’appello della rete G2, quello degli alberi senza radici, e legge la testimonianza di una ragazza che – non potendo votare, né fare un concorso pubblico, né aprire partita Iva se sono chiuse le quote per il lavoro autonomo, e tante altre cose – sostiene di non saper rispondere alla domanda più semplice: “Sei italiana?”. Poi continua con una riflessione sull’italianità e sul senso di spaesamento di molti minori. L’italianità, conclude con un’altra testimonianza, è il sentirsi a casa in Italia. Ma è difficile quando vogliono farti credere che sei uno straniero. Mi congratulo.

15.38 Il nostro Alessandro Naccarato, della Commissione Affari Costituzionali, cita il paradosso caro a Fini: i pronipoti dei nostri emigrati sono cittadini italiani e votano pure da casa, ma non pagano le tasse; gli  immigrati regolari che pagano le tasse qui, invece, non votano e non sono cittadini. Spiega che con le seconde generazioni non si può parlare di immigrazione non stanziale: una parte importante del futuro dell’Italia sarà affidata ai figli di immigrati.

15.45 Tocca a Sesa Amici, capogruppo Pd in Affari costituzionali. Ricorda che ci sono dei temi che si impongono, di fronte ai quali non ci sono regole di coalizione. Rivendica l’accelerazione al tema richiesta dal Pd, per aprire un confronto alla luce del sole. Invita a pensare ad un’idea moderna dello Stato: pur apprezzando il lavoro della relatrice, critica il testo perché “elude i nodi strutturali della cittadinanza”. La questione dei minori, ad esempio, che oggi viene sollevata da pezzi interi della maggioranza, si può risolvere solo se si ha l’idea che la cittadinanza non è solo un assetto normativo. Dobbiamo alzare il livello della discussione, prosegue, slegandolo dall’ambiguità della tattica politica e da un uso mediatico del tema: un po’ ce l’ha pure con Fini, mi sembra di capire. Perché nel Pd, ve lo dico dal di dentro, cominciano a chiedere che dalle parole si passi ai fatti.

15.53 Jean-Léonard Touadi cerca di spiegare concetti un po’ complicati per la Lega, tipo quello dello spazio transnazionale. Si sofferma sul fatto che le appartenenze di sangue non reggono più, e cita una risoluzione del Parlamento europeo in cui si invitano gli Stati membri a rendere più agevole l’acquisizione della cittadinanza ed il godimento dei diritti, traendo profitto dalle esperienze di ciascuno. Tutto il contrario di quello che diceva Bianconi, insomma. Chiude con una parola sui bambini, che tutto possiamo chiamare fuorché stranieri: non possiamo lasciarli in un limbo giuridico, non possiamo aver paura dell’innesto.

15.58 Il radicale Matteo Mecacci fa un discorso complessivo sull’immigrazione: si chiedono loro sempre più servizi, si nega loro una condizione sociale. Parla della difficoltà di rinnovare il permesso di soggiorno, questione che nessuno ha finora citato ma che è il vero calvario di chi non ha la cittadinanza italiana. Chiude con un attacco alla Lega, incapace di capire la realtà italiana, e ricorda che è l’incertezza del diritto a portare insicurezza.

16.03 Ancora uno dei nostri: Oriano Giovanelli. Si dice d’accordo con Benedetto Della Vedova sulla necessità di capire quale Paese pensiamo di costruire: l’Italia di oggi, volente o nolente, è fatta anche di immigrazione. La cittadinanza è un passaggio chiave per capire se vogliamo andare avanti oppure arretrare: le soluzioni non saranno certamente definitive, ma saranno importanti sul destino della nostra società. Per questo, spiega, è fondamentale andare oltre gli schieramenti. Chiude con una battuta a Cota: va bene evitare i sogni facili, ma evitiamo pure gli incubi!

16.13 Ecco un altro firmatario della Sarubbi-Granata: Sandro Gozi. Capisce le difficoltà della Bertolini, ma non può condividerne la soluzione, perché siamo in netta controtendenza rispetto al resto d’Europa. Sandro, che ha ottime competenze in campo europeo, ritorna sulla risoluzione citata da Jean-Léonard Touadi e chiede un nuovo approccio sull’immigrazione: né ottimisti ciechi, né pessimisti totali. Non c’è vera integrazione senza cittadinanza, prosegue, e critica il cammino troppo lungo e tortuoso previsto da questo testo base. Cita Francia e Regno Unito, chiede regole certe e tempi prevedibili, conclude con il dramma della generazione Balotelli, che non può definirsi italiana ma neppure straniera: non possiamo continuare a trattarli come figli di un diritto minore.

16.22 Parola a Carlo Monai, dell’Idv. Per la precisione, moderato dell’Idv: sì, ne esistono anche da loro. Si sofferma su un problema un po’ marginale rispetto al tema in esame, ma sentito da parecchie persone: quello della cittadinanza ai figli delle donne italiane emigrate all’estero. Poi affronta il tema vero e proprio: prendiamo atto dell’immigrazione, dice, e vediamo come ormai ci sia una convivenza diffusa, anche nelle piccole comunità. Approcciamo il tema senza ideologismi e populismi! Anche lui si richiama alla risoluzione del Parlamento europeo, che evidentemente il nostro Centrodestra ignora.

16.33 Uno dei momenti più importanti: tocca al capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, che sicuramente farà il falco (mi gioco un altro euro). Critica subito la richiesta Pd di calendarizzare il testo e portarlo in Aula, bloccando il lavoro in Commissione: se fosse continuato, prosegue, magari un accordo sui minori si poteva anche trovare. Cita la solita lagna: per noi, dice, la cittadinanza viene prima dell’integrazione. Peccato che non lo abbiamo mai detto! Poi torna sul fatto che molti immigrati non vogliono la cittadinanza. Ma chi ha detto che è obbligatoria? Sto vincendo un euro. Dà ragione alla Santelli: Francia e Gran Bretagna concedono storicamente cittadinanze perché hanno un passato coloniale, ma ora entrambi i Paesi si sono accorti di avere esagerato. Riconosce che nella Sarubbi-Granata qualcosa l’avevamo azzeccata, parlando dell’aspetto qualitativo della cittadinanza. Respinge le battute sulla xenofobia: il Pdl è preoccupato solo di una qualità della nostra civiltà (astenersi da battute, please). Dice di voler raccogliere la sfida, ma le concezioni sono diverse: per questo, Franceschini non può chiedere il voto a gennaio per vedere se il partito di maggioranza relativa passerà l’esame. Apertura sui bambini: faremo una riflessione, promette.  E questa è la notizia della giornata: il capogruppo del Pdl ha annunciato pubblicamente, in Aula, che sui minori il discorso non è chiuso. Ma l’euro me lo tengo lo stesso.

16.44 L’ultimo dei nostri interventi è quello di Roberto Giachetti, che accusa giustamente Cicchitto di averci messo in bocca cose che non abbiamo mai detto né pensato. Sottolinea l’importanza del dibattito di oggi e lancia la palla alla relatrice, che dopo aver ascoltato tutti avrà capito che qualcosa si deve cambiare, soprattutto sui minori.

16.49 Chiude la maggioranza, con il capogruppo Pdl in Affari Costituzionali: Peppino Calderisi, che sui minori è piuttosto falco (sono curioso di capire cosa dirà ora che ha parlato Cicchitto). Apre dandoci degli  ignoranti, perché non sappiamo che lo ius soli in Italia esiste già, e sostiene che i problemi principali oggi sono di carattere amministrativo e burocratico. Fa un intervento tutto sommato responsabile, e si vede che le parole di Cicchitto lo hanno condizionato: arriva addirittura a riconoscere che il problema dei minori è un problema aperto anche all’interno del Centrodestra. Non esclude passi avanti neppure per gli adulti. Infine, invita ad una discussione non strumentale, lontana dalle Regionali, e sapete che io non sarei contrario purché non ci prendano per il cosiddetto.

17.00 In appendice, c’è un iscritto a titolo personale: Mario Pepe (Pdl). Chiede di imparare dalla nostra storia di emigrazione, cerca di spiegare alla Lega che il degrado nasce anche dai diritti negati. Ricorda che ci sono milioni di residenti senza una rappresentanza politica, e teme che ciò possa essere un elemento di destabilizzazione nel lungo periodo: una legge seria sulla cittadinanza può evitarlo. Ripeto: Mario Pepe, Pdl. Olé. Dalle agenzie di stampa arriva pure un’apertura di La Russa: doppio olé.

17.04 Triplice fischio: abbiamo pareggiato in trasferta, se non addirittura vinto ai punti. Per il commento, lasciatemi dormirci sopra: ci sentiamo domani.

Annunci

25 risposte a “La cittadinanza in diretta

  1. Forza siam qui che attendiamo ansiosi.
    Per quanto riguarda la scelta consapevole, puoi spiegare alla Bertolini che neppure gli italiani “doc” scelgono di essere italiani ma ci nascono? La cosa vale anche per NOI!!!
    Ah vi prego è ridicolo il punto sul profitto scolastico!!! Rischiamo di avere figli di immigrati 100 volte più bravi di quelli degli italiani, hehe!! ;-)Buon lavoro.

  2. andate avanti fino all’approvazione della proposta, va bene il rinvio a dopo le regionali , ma poi che la legge si faccia!!

  3. Speriamo che la legge si faccia e presto! Comunque grande Andrea, con questa iniziativa si ha l’idea di vivere in diretta i lavori, complimenti. E penso che dovrebbe essere una cosa normale piuttosto che vietarla, ma questo è un argomento che si potrebbe affrontare dopo.

  4. Grazie Andrea,
    per darmi la possibilità di entrare li con voi e farmi così davvero partecipe di quanto sta avvenendo: cerca sempre il dialogo che è la migliore diplomazia per raggiungere insieme una legge sulla cittadinanza che sia il più possibile condivisa, anche perchè solo così resterà indipendentemente da chi governa.
    Grazie davvero di cuore!

  5. Vi lascio con dispiacere su quest’ultima nota della Santelli per avviarmi sotto la neve verso l’università cattolica di milano. La città e paralizzata da 20 cm di neve e De Corato osa dire che è colpa di chi non ha seguito i suoi consigli ed è andato in giro in macchina….viva l’efficienza della città.
    Mi auguro di ritrovarvi con notizie migliori. La Santelli la porto a conoscere i bambini cinesi che seguo con la Scuola della Pace della Comunità di Sant’Egidio di milano e che si lamentano dicendo “posso seguire tutte le regole che voglio, ma non sarò mai come loro, non sarò mai italiano” se si pensa che il bambino in questione ha 8 anni e dovrà aspettare fino a 18 vengono i brividi…

  6. Seguire il liveblogging di Andrea è interessantissimo oltre che molto divertente. Bella idea Andrea, anche perchè sei davvero bravo nel riassumere un intervento.
    Mi sembra che l’argomento susciti un bel dibattito e mi fa piacere. Vedremo quanto pesa la LEga su questi temi “che non erano nel programma di governo”. E il lodo Alfano? E il processo breve?
    E come si fa ad integrare dei cittadini (spesso ottimi studenti sia dal punto di vista comportamentale che sul piano del profitto) se neghiamo loro quello che essi – spesso, non sempre – sono già: cioè componenti della nostra società e anche dei nostri modi di vivere?
    E io che sono cittdino italiano e devo pagare un botto di tasse a Tremonti, l’ho forse deciso da grande di essere cittadino italiano?
    Forte Casini: i numeri contano!
    Continua Andrea, ti seguirò ancora con interesse…

  7. Caro Andrea,
    ti ringrazio per l’ottima battaglia che hai condotto, mi sembra di capire che ancora si può sperare e non è finita. Certo che con la Lega e certi pezzi del PDL non si ragiona, cavalcano una deriva ideologica di stampo razzista. Povera Italia. E poi mi vengo a parlare di sicurezza…. Giovedi scorso per Annozero mi sono cadute le braccia a vedere quel servizio di quel consiglio comunale con maggioranza leghista che non voleva la moschea in paese. In poche parole dal lunedi al venerdi vanno bene perchè lavorano, purchè non si facciano vedere alla sera, e il sabato e la domenica devono sparire.

  8. nicola di mola

    La posizione della Santelli mi sembra la piu’ corretta.Il punto di riferimento sono le Banlieues.Casini dovrebbe saperla,quella della corda che sostiene l’impiccato.La gente che vuole il controllo dell’immigrazione,adulta o infantile,si è affacciata alla finestra,un bel di,ed ha scoperto che il negozietto della Sora Franca aveva messo fuori le lanterne rosse e si era messo avender paccottiglia taroccata.Che il Bar dell’angolo dove si era andati da ragazzi a giocare a Calciobalilla sta per diventare una macelleria islamica con sgozzamento di animali sul marciapiede(qui da noi non si fa ancora,ma nella Banlieue si fa),che il macellaio ha tre mogli,che dei suoi 8 figli 3 spacciano ed uno è ricercato per associazione terroristica:se n’è andato in Afghanistan a sparare agli Italiani che odia in silenzio.Cosi’ gli ha insegnato il padre.Questi “bimbi”,da grandi saranno grandi:occorre evitare in ogni modo questa bomba ad orologeria .Chi ci accusa di razzismo è un calunniatore,e gioca cinicamente con la spernza di allargare l’elettorato di sinistra.La lezione non solo del PDL,ma di tutta Europa è chiara:l’immigrazione è un serio problema da controllare da vicino,dall’infanzia alla vecchiaia.

  9. don ettore guerra

    caro Andrea:
    Grazie per tutto l’impegno che hai messo in questa cosa. Nella scuola italiana, anche in quella in cui lavoro la questione non è secondaria ma è necessaria per i cittadini italiani di domani. E’ incredibile come si faccia finta di non vedere una situazione che si impone per la sua evidenza!!!
    Grazie perché almeno su questo il PD cerca di dire qualcosa, magari non si vincerà ma almeno e lo spero sinceramente, si sarà iniziato a cambiare il trend cioè a diventare propositivi togliendo il monopolio dei temi e dei discorsi al Centro Destra. Alcune cose dovremmo dirle e farle noi prima di lasciarle a Fini.
    Un saluto ed un augurio di felice Natale. bye

  10. Posso dirti una cosa Nicola? Cerchiamo di uscire dagli stretti schemi destra, centro, sinistra e proviamo serenamente a guardare i problemi per cercare insieme di trovare le soluzioni più opportune.
    Nessuno infatti è chiamato a perdere le proprie idee ma a metterle in gioco, senza paura e soprattutto senza essere prevenuti nei confronti di nessuno: allora l’altro non diminusce la mia libertà ma l’arricchisce.
    Prendi per esempio Andrea, lui nel commentare gli interventi non si limita a dire solo quello che non condivide, ma cerca sempre di sottolineare anche il più piccolo spiraglio di positivo che vi trova: per questo, anche se io non sono del PD, lo apprezzo moltissimo e lo ringrazio davvero tanto, proprio perchè mi arricchisce.

  11. manlio laurenti

    @JONATATHAN.Chi vota per il centrodestra non sta negli stretti schemi di un’ideologia.Quello è lo spazio dei Rifondaroli e dei Dipietristi.Chi si dice contrario ad una troppo facile integrazione sa,come lo sa un mio amico di Cuneo che voleva acquistarla,che se in Francia compri una casa a 2km dalla Banlieue,dopo 10 anni la stessa si è avvicinata di 1 km,ovvero ha dimezzato la distanza dalla civilta’,ed allo stesso tempo iniziano i furti,gli incendi di auto,le rapine mentre il prezzo degli appartamenti prende a calare vorticosamente,come vorticosamente cala la qualita’ della vita.Non c’è nessun nazismo,non c’è nessun fascismo,non c’è nessun razzismo.In questo momento scrivo,come spessissimo,da un Internet Point gestito da Senegalesi:che è un modello di efficienza,ordine e pulizia.Avercene,di Italiani cosi’.Se fossi un razzista,non ci entrerei.Ma questa è una felice eccezione.La regola è la Banlieue,dove ex bambini diventati grandi se ne sono sempre fottuti altamente di conoscre ed apprezzare il mondo in cui vivono.Andavano e vanno armati nella scuola che vuole educarli,odiano i professori ed i compagni “Bianchi”,e da qualche tempo sparano alla Polizia.E’ a questo che si va incontro,se non si controlla questo fenomeno dal momento della nascita.La propria identita’ italiana va proclamata con chiarezza,poichè l’alternativa è il caos ed il terrorismo.C’è gia’ chi parla ,e non è un fascista,di rischio di Rivoluzione Francese alla rovescia,con i sanculotti islamici a tagliare le teste dei Cristiani.E’questa,oggi,la Douce France.L’Italia potrebbe seguire a ruota.

  12. Ottimo Lavoro Andrea, aspetto di rileggere domani il tuo intervento!!!!
    Riposati ora!!!!!!!!!

  13. Solo due righe per ringraziarti dell’eccellente report. Non l’ho seguito dal vivo, ma rileggerlo ora è stato molto interessante. Complimenti.

  14. Andrea, hai fatto davvero un preziosissimo lavoro che mi ha permesso di fare una interessante, formidabile esperienza: sono veramente molto contento di aver scoperto il tuo blog. Complimenti e grazie di nuovo

  15. Adriano de Luna

    Mastodontico lavoro! Grazie

  16. grazie per averci permesso di seguire il dibattito parlamentare!!! Siete stati grandi , spero che questo sia il preludio ad un cambiamento del testo in aula

  17. Mi piace discutere qua, sarò materialista e darò coordinate e riferimenti concreti.
    Le Banlieu sono una vergogna per i francesi stessi, l’egualità fra di loro li ha divisi per semplici classi sociali. Questo accade a Parigi e altre metropoli, ma non può rappresentare tutta la Francia.

    Da questi quartieri difficili però escon fuori storie di successo. Come dice il detto “Anche dalla merda dei cani nasce un germoglio”:
    Rodolphe Pedro – È stato espulso dalla scuola ed è finito in prigione. Poi è diventato un ricco imprenditore. Oggi insegna ai ragazzi delle banlieue. http://snipurl.com/tszas

    Figli di immigrati al servizio dei cittadini? Ahmed Aboutaleb, primo sindaco di origine straniera, nella metropoli di Rotterdam, Olanda. Il sottotitolo della sua intervista a Le Monde – “Un Olandese vero”. http://snipurl.com/tsz7r
    Fine dell’elenco, è un assaggio della new culture in Europa – l’Italia c’è e ci sarà.

    Il resto dei soggetti che si intravedono nelle Banlieu hanno una sola definizione: criminali. Gli altri sono altrettanti soggetti difficili – i docenti francesi di quelle scuole si assumino certe colpe collettive. Chi commette i reati – paghi la sua pena. Il problema vero è sulla giustizia – ed era giusto che se ne sia discusso anche nei giornali.
    Però questa proposta di legge cittadinanza passa innoservata sui tg nazionali – è granzie Andrea che possiamo seguire i sali e scendi delle discussuoni in aula. E qua va i miei vivi ringraziamenti.

    Ci sono i casi difficili, di microcriminalità e difetti delle culture d’origine. Parliamone, ma mettianoci tutti in discussione – io non son perfetto, tu neanche, e dobbiamo ammetterlo entrambi (famo poco i furbetti ^^ ). E nessuna scusa, si parte col gioco sul tavolo a parità con le stesse pedine – cittadinanza perchè si ama l’Italia, una legge chiara e psico-sostenibile (ovvero poche pippe, pochi psicotraumi e approvazione immediata se si soddisfano i requisiti).
    La ricerca dell’educazione e della legalità è una cosa che mi sta tantissimo a cuore, preferisco leggere un libro sulla Mafia che sul Tibet – perché sono questi i veri problemi di casa mia.

    Ci sono casi di eccellenza in mezzo a noi, spero che la mia dialettica, anni e anni sui libri di filosofia, storia e informatica possano convincerVi che storie di successo di piccoli grandi persone sono già in atto, tra i nuovi italiani.
    Un saluto a tutti e buon Natale (che per me, è una festa per tutti, l’amore è universale)
    Sun Wen-Long “Valentino”
    Associna & Rete TogethER (Bologna)

  18. Grande Andrea! Apprezzo moltissimo le tue battaglie. Forza,continua cosi’. Tantissimi appoggiano le tue idee.

  19. manlio laurenti

    @WENG-LONG.Valentino,non ci sono solo le Banlieues:ci sono gli spaventosi slums Newyorkesi,di Chicago,di Los Angeles.Da li’ arrivano Barak Obama,laRice,Colin Powell.Ma perchè dovremmo annegare nella merda?Solo perchè il proverbio la cita come generatrice di qualche fiore?Le Banlieues sono una vergogna per i Francesi?Lo credo bene:Français è un’offesa,per chi ci abita.Vedi WENG-LONG,tu sei certamente una persona con la quale ragionare:ma come farlo con le centinaia di migliaia di tuoi connazioneli i quali,intervistati dalle infinite troupes televisive che svolgono inchieste su merce taroccata e pericolosa,rispondono”NON PALLO ITALIANO”?Dice WALTER LAQUEUR che presto le banlieues si potrebbero federare,e dichiararsi Stato Sovrano.Laqueur la chiama BALCANIZZAZIONE della Francia.Altro che mettersi in questione.I criminali,come li chiami giustamente,potrebbero creare il loro stato,come un cancro in un corpo sano.Poi partiranno,sono anzi gia’ partite,le metastasi.

  20. E’ convinzione della UIL che la trasformazione etnica e culturale in atto da tempo nella nostra società non possa essere regolata da norme pensate quasi vent’anni fa quando la presenza di stranieri nel nostro Paese era residuale. Oggi è necessario ripensare al concetto di “cittadino” ed alle regole di convivenza in un consesso civile sempre più ricco ed eterogeneo. E’ in atto da dieci anni un grande cambiamento sociale, un cambiamento però che, se non governato, rischia di produrre profonde lacerazioni nel tessuto civile. Noi pensiamo che l’insieme di costumi, religioni, comportamenti diversi sono un fattore di ricchezza per la crescita civile, economica e culturale della nostra società, ma essi vanno inquadrati in un nuovo insieme di regole e comportamenti comuni che permettano alla diversità di riconoscersi in un unico progetto civile di maturazione della società. Questo nuovo quadro di regole, però, non può essere concepito e ridursi con il “tenere a bada” la spinta migratoria. O, altrettanto peggio, assimilare le altre culture chiedendo loro semplicemente di annullarsi nella nostra. L’integrazione è un processo che non è a senso unico; per funzionare deve saper mediare aspetti differenti e qualche volta in collisione, anche al fine di valorizzare le diversità, non respingerle, in modo che l’immigrazione sia una risorsa, non un problema. In questo senso, fermo restando che chi vuole la cittadinanza italiana deve rispettare le leggi e le regole che si scelgono insieme, non si può pensare di farle noi da soli queste regole: esse vanno mediate con le esigenze e le proposte dei nuovi venuti. C’è poi l’aspetto dell’integrazione: questa non potrà mai andare avanti in modo armonico se continuiamo ad escludere dal diritto ad essere italiano chi (sia pure figlio di stranieri) è nato nel nostro Paese o che vi è giunto da piccolo ed ha concluso qui il ciclo scolastico. Se vogliamo che i figli degli immigrati si sentano davvero italiani dobbiamo mostrare loro che teniamo in dovuta considerazione il loro punto di vista e le loro aspirazioni e richieste. In questo senso il principio dello , va aggiunto a quello dello , pratica già adottata in molti Paesi europei. Agli altri stranieri, che hanno dimostrato di essere onesti e di lavorare e vivere assieme a noi da molti anni, dobbiamo dare la possibilità di una legge equa che permetta una cittadinanza nei tempi e nei modi giusti. Noi non siamo per un principio meritocratico di accesso alla cittadinanza (che è anche un diritto per chi è lungo residente da noi), pensiamo però che chi chiede la cittadinanza, debba davvero volerla e debba conoscere in maniera adeguata la lingua e le leggi italiane. Siamo anche convinti che una buona e duratura legge non può essere solo fatta da una parte politica: per questo motivo abbiamo apprezzato la presentazione di una proposta di legge a carattere bipartisan (Sarubbi Granata) e ci auguriamo che il dibattito in Parlamento sappia produrre una sintesi positiva di tante proposte presentate. Attualmente ci sembra, però, che la discussione alla Camera rischi di produrre risultati opposti a quanto da noi suggerito. Speriamo che il bianco Natale (non Natale bianco) porti buoni consigli.
    Giuseppe Casucci, UIL Nazionale

  21. Complimenti per il vostro lavoro e per questo splendido liveblogging. Comunicassero così una manciata di tuoi colleghi, metà dei problemi di comunicazione del PD sarebbero risolti.

  22. grazie anche da me, andrea, e auguri di buon natale.
    ho mandatao una mail alla santelli e a te per conoscenza.
    grazie anche a tutti i commentatori, perchè da tutti c’è da imparare.
    devo confessare però che ho saltato oggi la lettura del commento di manlio laurenti. esiste pure un limite, e io lo avevo raggiunto leggendo il resoconto di alcune stupidaggini proclamate da qualche rappresentante del popolo…

  23. Pingback: «non c’è nessun segreto, nessuna novità» « A QUATTRO MANI

  24. Gentile Sig. Sarubbi,
    grazie per aver pubblicato il resoconto degli interventi. Ho anche letto gli interventi nella loro versione integrale. Mi sembra che gli argomenti di chi si oppone ad un potenziamento dello ius soli girino essenzialmente attorno a due punti. Il primo è che la cittadinanza non porta più diritti perchè la legge garantisce uguali diritti a tutti, italiani e stranieri. Il secondo punto, afferma che proprio lo ius soli sarebbe un’ingiustizia nei confronti dei minori, in quanto impedirebbe loro di scegliere che cittadinanza acquisire. Nella seduta pomeridiana, lei e qualcun altro avete ribattuto giustamente al secondo punto, quindi non mi dilungo oltre. Per quanto riguarda il primo punto invece, non che non sia stata data alcuna risposta, ma credo che siano necessarie ulteriori precisazioni. Il concetto su cui si basa la critica è che la cittadinanza non è un diritto ma un patto (Calderisi) e che la legge garantisce uguali diritti indipendentemente da essa. Qui va detto chiaramente che questo è vero solamente sulla carta (e anche lì, con tutte le proposte della Lega, alcune approvate, siamo proprio al limite di leggi esplicitamente discriminatorie). Ci sono però una serie di diritti che vengono negati poi nella pratica, o comunque il cui godimento viene reso molto più complicato agli stranieri, anche a coloro che hanno regolare permesso di soggiorno. Penso ad esempio al diritto alla casa: ricordo di aver letto che la durata minima dei contratti di affitto supera la durata del permesso di soggiorno, percui chi vuole affittare a stranieri dovendo controllare questa condizione non può farlo (commetterebbe reato). Poi ci sono le discriminazioni sul lavoro, derivanti dalla legge Bossi-Fini che lega il permesso di soggiorno al contratto lavorativo, un’arma ricattatoria molto potente nelle mani del datore di lavoro. Poi ci sono i tempi di rilascio, e di questo è stato detto negli interventi. E’ utile comunque ribadire che senza rinnovo non ci si può muovere per l’Europa, si ha difficoltà a tornare nel paese d’origine, così come a svolgere diverse azioni di vita quotidiana: firmare un contratto d’affitto o di lavoro, prendere la patente, iscrivere all’asilo i figli, ora anche andare dal medico. Ci sono le percentuali di stranieri sul totale di coloro che hanno accesso a case popolari, e ci sono le percentuali di stranieri sul totale dei richiedenti di alloggi popolari. Il diritto di voto non va poi trascurato, perchè votare significa avere la possibilità di essere rappresentati. Ci sono il reato di clandestinità, le tasse esagerate sui rinnovi, le miriadi di norme che un giorno si e l’altro pure, sindaci leghisti e non introducono con lo scopo evidente di discriminare gli stranieri, etc etc. Ecco perchè chi dice che avere la nazionalità italiana non cambia niente, dovrebbe solo vergognarsi di riempirsi la bocca di simili menzogne. Per tutte queste difficoltà reali, oltre che per legittimare una situazione di fatto, bisogna garantire una corsia preferenziale di accesso alla cittadinanza a tutti i minori cresciuti in Italia. Bisogna garantirla preferibilmente prima dei diciotto anni, ma ad ogni modo bisogna liberarsi di quei cavilli burocratici come la residenza ininterrotta o la facoltà di fare domanda solamente nell’anno compreso tra il compimento del diciottesimo e il compimento del diciannovesimo anno di età: è proprio su questi cavilli che cittadini italiani di fatto siano stati condannati ad una vita da stranieri nel loro stesso paese. E’ riflettendo su queste esperienze che si capisce che se certamente la cittadinanza di per sè non sia un presupposto per l’integrazione, i problemi reali derivanti dal non averla non possano che condurre verso l’esclusione.

  25. Pingback: No alle classi ghetto? « Champ's Version

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...