Il ribaltone

Li abbiamo mandati sotto sulla cittadinanza ai minori. Li-abbiamo-mandati-sotto-sulla-cittadinanza-ai-minori: me lo ripeto, perché ancora non ci credo. Roba di poco conto ai fini parlamentari – un semplice parere consultivo da parte di una Commissione – e prevedo già il commento di alcuni di voi: ce l’abbiamo fatta perché contava poco, ma se fosse stato un voto importante non avremmo toccato palla. Invece no, perché quello che ho visto ieri in Commissione Cultura (sì, sempre quella: ogni volta che ci metto piede, succede qualcosa) è un antipasto di ciò che potrebbe accadere in Aula, quando la cittadinanza arriverà per l’esame finale. Premessa: ogni legge è affidata ad una Commissione (in alcuni casi anche a due, in seduta congiunta), ma prima di arrivare in Aula ha bisogno dei pareri di tutte le Commissioni interessate dal provvedimento. Il testo sulla cittadinanza interessa anche la Cultura, in almeno due aspetti: il corso di integrazione, con il famoso test finale, e la possibilità o meno che diventino cittadini italiani i minori che abbiano frequentato le nostre scuole. Volete sapere chi è il capogruppo del Pdl in Commissione Cultura? Fabio Granata, che si è trovato ieri nella difficile condizione di tenere insieme le proprie convinzioni personali con il ruolo istituzionale ricoperto. Fabio ha svolto questo compito con intelligenza, dando parere favorevole al testo unico della Bertolini (cosa su cui sarebbe personalmente contrario) ma subordinando questo parere favorevole a due condizioni: il fatto che si ponga un limite temporale alle procedure amministrative (problema posto dalla stessa relatrice) e lo ius soli temperato. In pratica, Fabio ha copia-incollato un pezzo della nostra proposta di legge, definendo necessario “che i minori nati in Italia o che abbiano completato un ciclo di studi in Italia, da genitori non italiani legalmente residenti in Italia da almeno cinque anni, siano riconosciuti cittadini italiani”. Apriti cielo: la Lega è insorta e nel Pdl si sono aperte contestazioni, tanto che ad un certo punto è arrivato Bianconi a minacciare Fabio, e dopo di lui si è precipitata in Cultura la stessa Bertolini, alquanto infuriata. In segno di dialogo, noi abbiamo chiesto la votazione per parti separate: eravamo contrari al testo Bertolini, ma le condizioni poste da Fabio (ed in particolare la seconda, quella sui minori) ci trovavano d’accordo. Alla fine, il Pdl si è spaccato in due: la stessa presidente della Commissione Cultura, Valentina Aprea, ha ammesso che i minori “sono una specie diversa” e dunque vanno considerati con un metro differente. Abbiamo votato e la linea del buonsenso ha prevalso: il parere della Cultura è dunque favorevole al testo, ma solo a condizione che si apra allo ius soli temperato di cui parlava proprio la nostra proposta di legge bipartisan. Anziché prendere atto della spaccatura interna e cominciare a pensare ad una soluzione condivisa, nel Pdl si è aperta la caccia all’uomo, per individuare chi avesse votato con noi e con Fabio Granata: in tutto, ben 7 su 13 (addirittura 7 su 10 se consideriamo i 3 astenuti). Verranno probabilmente richiamati all’ordine ed intimoriti per benino, ma credo che non basterà: la sensazione a pelle – solo a pelle, per ora – è che sui minori il ribaltone sia possibile. Spero che lo capiscano anche i leader del Pdl: se non si impegneranno a farci pervenire qualche proposta decente, ci rivedremo in Aula. Dove tutto può succedere.

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13 risposte a “Il ribaltone

  1. so che il lavoro parlamentare/politico va avanti così, non solo in Italia, permettendo che maturino certe condizioni e certe idee. però che pena e che assurda inefficienza se si pensa al ritmo del mondo, della vita quotidiana, delle nostre scadenze, delle nostre bollette, delle nostre decisioni… davvero questa politica si allontana sempre più dal senso comune…

  2. Nicola Campanile

    Bravo Andrea !

  3. Questa è una bella notizia!! autorizza a sperare, motiva a combattere. Speriamo che i tuoi auspici siano recepiti: non la caccia all’uomo, ma la presa d’atto e la ragionevolezza.

  4. Questo sì che è un regalo di Natale!

  5. Mammamia che si deve fare per far approvare qualcosa che dovrebbe essere scontato e pacifico…fortuna che ci sono ancora persone come te.

  6. Bravi Andrea e Fabio !
    Mi raccomando l’attenzione sui tempi burocratici e su un esame non trappola.

  7. Complimenti per il bel lavoro !

  8. maruan oussaifi

    Caro andrea ci vediamo il 22 al sit-in alle ore 12 continuiamo cosi’

  9. Essendo all’oscuro dei lavori parlamentari, tipo commissioni, sottocommissioni ecc. mi sembra deprimente che per approvare una proposta di buonsenso occorra fare questi salti mortali. Capisco anzi che sono già una piccola parziale vittoria, ma ugualmente ne sono sconcertata.
    E comunque tenete duro e buon lavoro agli uomini di e alle donne di buona volontà

  10. manlio laurenti

    Goethe diceva che i bambini sono i vecchi da piccoli.Non è che questa maggioranza odi le vecchie e picchi i bambini:è che è seriamente preoccupata per il futuro del paese.Chiunque sia stato all’Esquilino sa che dico:una via di mezzo tra Bombay e Shangai.All’incrocio tra Pza Vittorio e via Conte Verde c’è la Tipica Gelateria Italiana.L’ultima e definitiva volta che ci sono andato c’era un cameriere cingalese che non sapeva una parola della lingua di Dante(,al quale è dedicata un’inutile piazza li’ vicino),a porgerti il cono,mentre vicino a lui un’araba,per tagliare corto, si rivolgeva al pubblico in un eccellente Francese,con tanto di R moscia.Da quel giorno me ne vado a Pza Vescovio,se voglio un gelato da leccarsi i baffi.Certo,quando scendi dal 63,o dal 310,ti ritrovi circondato di scritte fasciste.Ma il gelato è eccezionale,e la cassiera si chiama Robberta,invece che Zahira o Yang Tseming.Che vuol dire”fior di pesco coperto di rugiada con una coccinella sul terzo petalo a destra”ma a me,che sono un brutaloane,non me ne frega niente.Se Robberta perdesse dieci chili sarebbe l’orgoglio della razza bianca:ma il gelato fa ingrassare,si sa,e poi vicino alla Crema ci sta tanto bene il Cioccolato.E un po’ di Panna in cima la gradisce?Io voglio tenermela,quell’Italia cicciotta,anche se questo è anche il paese dei ribaltoni.Che a casa mia si chiama tradimento.Per quello,piu’ che il Sarubbi,ci vorrebbe la Granata. Al Fosforo,possibilmente.

  11. Non sono un addetto ai lavori ma per una serie di avvenimenti ho scoperto due cosette che voglio segnalarti e che secondo me possono rientrare in questo gioco di definizione di una nuova normativa:
    1 – possiamo anche ridurre il tempo necessario per richiedre la cittadinanza ma resta il fatto che dalla domanda alla promulgazione dell’atto ci vogliono circa tre anni. Con l’arrivo delle domande figlie della sanatoria del ’98 si potrebbe arrivare anche a cinque anni; con gli uffici intasati dalle annuali domande di rinnovo del permesso di soggiorno in attesa della cittadinanza. Si deve velocizzare questo passaggio, è solo una questione di pratiche burocratiche, o comunque prevedere un apposito permesso di soggiorno senza scadenza in attesa o meno dell’accoglimento della richiesta di cittadinanza
    2 – un cittadino straniero non può accedere ai pubblici concorsi anche se il suo titolo di studio è stato conseguito in Italia. E qui siamo proprio alla concezione ottocentesca dello Stato.
    Ti tengo d’occhio ;-))

  12. Queenia Pereira de Oliveira

    Andrea, ora sorrido a metà perchè non voglio farmi false illusioni e quindi lascerò il sorriso “completo” più in là.
    Sperando che questo sia un nuovo inizio per le generazioni che verranno o che già sono nate, ma anche per noi seconde generazioni “oramai” 20-30enni (quindi non più minorenni)che combattiamo quotidianamente con il nostro permesso di soggiorno, la nostra catena che non è per niente sicura e solida e neanche “voluta o ricercata”.

    A presto.

    Queenia.
    Rete G2-Seconde Generazioni.

  13. Se è solo una questione di nomi, a casa mi chiamano Valentino.
    Se è una questione di colore o di faccia – io da piccolo volevo togliermi gli occhietti a mandorla, magari con un’intervento chirurgico (già le rifatte spopolavano in tv quand’ero bambino).
    Se è la pelle – la mia è sicuramente chiara, il “giallo” è stato un’invenzione dei sociologi tedeschi nell’era di Hitler per individuare il nemico come “razza inferiore”.
    Eccomi pronto, rifatto e con la cittadinanza Italiana acquisita a 18 anni col giuramento alla Costituzione! Che figata!
    … aspettate un attimo, la mia storia non è andata così (piacerebbe eh? ^_^)

    Be, se vogliamo lasciare la cittadinanza italiana ai bianchi, dovremmo anche quelli d’oltre Po’ (io sono nato a Brescia, son abbastanza nordico da fare un bel tiè 😀 ). Tracciamo la linea di demarcazione, stiliamo la lista dei colori dell’arcobaleno e li escludiamo… ma aspettate, da bravo futuro ingegnere so che RGB sta per Red Green Blue, e insieme fa il Bianco! La Tv non è solo bianca, ma è a Colori! La società pure!

    Sorpresa: l’Italia è sempre stata composta da tanti colori, solo che da lontano si vedeva sempre il bianco accostato al verde e rosso del tricolore. Avvicinatevi alla bandiera, e si intravederanno tante altre sfumature.

    “Si, Sia Fatta Qui o Dea Luce!”
    Qui rubo volontariamente un mito degli anni 1921-45. Perchè la Luce per me è Bianca, e raggruppa i colori dell’Italia futura: un’Italia bella colorata, nel cervello! Io avrò tempo di vederla, ho 21 anni. Nel 2050 se volete ne riparliamo, ma coi i veri protagonisti: questi minorenni di 40-50 anni, il futuro gruppo dirigente e portante dell’Italia.

    PS. Sono un Nuovo Italiano perchè so usare il pc e conosco le regole della video-punteggiatura, uno spazio dopo ogni virgola, punto, due punti, punto e virgola, punto interrogativo ed esclamativo, per dare aria e dignità ad ogni singola parola. E ogni tanto una faccina – non guasta mai 😉

    PPS. Mi scuso ancora per la lunghezza, ma amo la satira ed è parte innata del mio bagaglio. E su questa ribaltone: penso che in Camera ci siano tanti padri di famiglia che, accompagnando o prendendo a scuola i loro figli, abbiano toccato con mano la realtà dei loro coetanei.
    Ma vi ricordate che nei film americani ogni bambino poteva sognare di diventar Presidente degli Stati Uniti d’America? Non sarebbe bello avere la stessa sceneggiatura per un film italiano? ^_^
    Pensateci, se li lasceremo fantasticare questi bambini senza la catena della cittadinanza straniera, che siano nuovi italiani o doc, potranno sognare sicuramente un mondo migliore di quello di adesso.

    Un saluto da Bologna in neve, e continua così Andrea, tienici sempre ben informati col tuo blog!
    Purtroppo non ci sarò martedì al sit-in perchè ho un esame, ma ricordatevi che non siete mai soli ^o^

    Sun Wen-Long “Valentino”
    Bologna
    Rete TogethER & Associna

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