Proposte smarrite

Se dialogo deve essere, si poteva fare di meglio. Si poteva evitare la ventisettesima fiducia, per esempio, che come le altre 26 volte ho celebrato vestito di nero, in segno di cordoglio per la morte della Repubblica parlamentare. Se non avete capito ancora perché abbiano posto la fiducia sulla Finanziaria, Fini ieri è stato abbastanza chiaro: perché non volevano trovarsi a disagio con il governo o, in alternativa, con se stessi. Cerco di spiegarmi meglio. Tra gli emendamenti da noi proposti, c’era ad esempio quello sulla cedolare secca per gli affitti: la proposta, cioè, di fissare un’aliquota fissa del 20%, in modo da incoraggiare i proprietari di case sfitte a darle in locazione (oggi in molti preferiscono tenerle vuote, per non pagare il 43% di tasse) e quelli che stipulano contratti in nero a riemergere dal sommerso. Molti del Centrodestra erano d’accordo – così come erano d’accordo con alcuni nostri emendamenti sugli aiuti ai terremotati – ma Tremonti aveva detto di no: la scelta, dunque, era tra seguire la propria volontà e mettersi contro il governo oppure obbedire al ministro e votare contro le proprie convinzioni, e così Tremonti ha deciso di tagliare la testa al toro, blindando il testo con la fiducia. Una decisione deprecabile, come ha detto ieri il presidente della Camera (e come Cicchitto gli ha oggi rinfacciato), tanto più che – secondo alcune voci raccolte da me in Transatlantico – i deputati del Centrodestra sarebbero stati disponibili a chinare la testa, per non mettere in difficoltà Palazzo Chigi. Ma c’è un altro motivo per cui Fini ha ragione: la fiducia, che non è mai una carezza al dialogo, in queste circostanze appare addirittura una provocazione, perché i nostri avversari politici non possono pensare di essere credibili se chiedono a noi di fare le colombe e poi continuano, nei nostri confronti, a comportarsi da falchi. L’intervento di Dario Franceschini, che ha parlato in dichiarazione di voto a nome del Pd, mandatelo a tutti quelli che ci accusano di non avere proposte.

DARIO FRANCESCHINI. Signor Presidente, siamo alla fiducia numero ventisette. (…) Questa volta si è fatto qualche cosa di più, perché l’atteggiamento dell’opposizione (dichiarato pubblicamente e privatamente), e dell’opposizione unita, è stato un atteggiamento assolutamente responsabile proprio per togliere ogni pretesto. Abbiamo ridotto gli emendamenti a 49, sulle questione più essenziali (mai un numero così basso di emendamenti ad una finanziaria) e abbiamo proposto pubblicamente e privatamente al Ministro dei rapporti col Parlamento e al Ministro dell’economia e delle finanze di concludere in tempi certi il percorso, votando negli stessi tempi che comunque sarebbero stati necessari per il voto di fiducia. Siete fuggiti davanti ad un confronto sul merito.
Cosa c’era nelle nostre proposte, così pericolose al punto da non essere discusse e votate in quest’Aula, dove avreste potuto ascoltarle, accoglierle o spingerle in modo trasparente? C’erano misure per affrontare l’emergenza di questo 2009-2010, misure precise. Eccole qui le proposte pericolose del Partito Democratico, che penso quelli che ci guardano da casa abbiano il diritto di conoscere.
Per le famiglie, 3,4 miliardi per aumentare le detrazioni fiscali ai lavoratori dipendenti e pensionati con redditi fino a 55 mila euro, (quelli che faticano ad arrivare alla fine del mese) da corrispondere con la mensilità di aprile: bocciata; 600 milioni per aumentare le detrazioni fiscali per i figli: bocciata.
Per quanto riguarda le misure per le imprese, lo stanziamento di ulteriori 500 milioni per il Fondo di garanzia per il credito alle piccole e medie imprese: bocciata; il rifinanziamento per 500 milioni del credito di imposta per gli investimenti nel sud e del credito d’imposta per la ricerca: bocciata; il rifinanziamento di 200 milioni della detrazione del 55 per cento per la riqualificazione degli edifici (sarebbe stato utile approvarla in corrispondenza del vertice di Copenaghen): bocciata.
Per i comuni, 800 milioni per compensare i comuni per il minor gettito derivante dalla soppressione dell’ICI sulla prima casa, questa grande misura in linea con il federalismo (togliere risorse agli enti locali e non restituirglieli, una concessione, è stato appena detto): bocciata; un miliardo per consentire alle amministrazioni locali di pagare parte dei debiti che le imprese hanno nei loro confronti, perché i comuni sono costretti dal Patto di stabilità a trattenersi soldi delle imprese: bocciata. Misure per il lavoro: l’estensione della durata della cassa integrazione a centoquattro settimane è bocciata. Per quanto riguarda l’assegno una tantum per i lavoratori precari che perdono il lavoro, l’estensione dei benefici, l’innalzamento dal 30 al 60 per cento rispetto al reddito percepito nell’anno precedente, naturalmente anche queste proposte sono state bocciate.
E poi non soltanto questo ma vi è anche il tradimento delle promesse e degli annunci fatti come sempre in modo roboante dal Governo e, dopo, il silenzio. In questo testo non è contenuto nella promessa fatta con i titoli dei giornali: l’eliminazione dell’IRAP, non anni fa ma qualche settimana fa. Non c’è la famosa abolizione del bollo auto, l’ultima promessa della campagna elettorale di cui si sono perse le tracce. Non c’è la cedolare secca sui redditi da locazione. Non vi sono risorse per le forze dell’ordine e non c’è nulla per il Mezzogiorno se non ancora l’annuncio della Banca del sud. (…)  Noi volevamo su questo un confronto parlamentare di merito e voi siete fuggiti.
In un Paese europeo, in una democrazia normale la maggioranza e il Governo ringraziano l’opposizione di fronte ad un atteggiamento costruttivo sulla finanziaria. In un Paese europeo, in una democrazia normale la maggioranza apprezza e ringrazia un’opposizione, come ha fatto il Partito Democratico, che esprime solidarietà senza «se» e senza «ma» al Presidente del Consiglio vittima di un’aggressione. Nella giornata di ieri voi avete risposto alla prima offerta con un voto di fiducia sprezzante anche nei modi e con un intervento inutilmente rancoroso e violento del capogruppo del Popolo della Libertà
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Noi insisteremo su questa linea responsabile perché non ci rassegniamo all’idea che anche l’Italia possa essere un Paese in cui il rispetto per gli avversari non è ostacolo alla limpida durezza dello scontro politico. Non ci rassegniamo all’idea che il Parlamento possa restare il luogo del confronto e per questo siamo anche pronti a discutere per oggi e per la prossima legislatura della modifica dei Regolamenti parlamentari. Non ci rassegniamo all’idea che anche l’Italia possa essere un Paese in cui la maggioranza non dimentica che per la nostra democrazia, per la nostra Costituzione, il Parlamento non è la sede in cui si ratificano le scelte del Governo ma è il Governo ad essere espressione della sovranità del Parlamento che non può essere toccata
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
Ieri, il Presidente Fini ha correttamente ricordato – lo ringraziamo – che l’opposizione è stata un’opposizione non ostruzionistica né in Commissione né in Aula e che avrebbe reso possibile l’approvazione della legge finanziaria negli stessi tempi necessari per il voto di fiducia. E ha definito deprecabile la scelta del Governo. È stato un richiamo giusto, di verità, da Presidente della Camera per il suo ruolo istituzionale. Ma (…)  queste parole rivelano in modo formale e definitivo che le tensioni e le fibrillazioni dentro il Popolo della Libertà e la maggioranza sono divenute qualcosa di più profondo, di non più recuperabile che non si può nascondere. (…) La giornata di ieri ha segnato un altro passo verso una crisi non dichiarata, ma sta arrivando il tempo della chiarezza. Lo chiede un Paese che è stanco di annunci, che è stanco di liti e il giorno dopo di paci ipocrite nella maggioranza. Lo chiedono le persone che nel tempo della crisi non ce la fanno più a vivere dignitosamente e vorrebbero semplici risposte ai loro problemi di ogni giorno. Il Partito Democratico, in quest’aula e fuori da quest’aula, sarà la loro voce
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico – Congratulazioni).

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12 risposte a “Proposte smarrite

  1. Caro Andrea
    mi scuso per aver imperversato sul post precedente, ma sono molto preoccupata per l’attacco di Cicchitto alla libertà di stampa.
    Ho letto con piacere l’intervento di Franceschini che riassume bene quello che è il comportamento della sinistra in un momento grave del paese e che farò circolare fra i miei amici.
    Mi ricordo che durante il governo Prodi il ricorso alla fiducia fu constestato duramente da quella che allora era l’opposizione.
    E’ chiaro che si tratta di problemi interni alla maggioranza che non si sente più sicura di se stessa, ma quando si riduce il ruolo del Parlamento in questo modo c’è da essere preoccupati.
    Un saluto a tutti i Blogger

  2. Ciao Maia, sei una grande.
    Posto che ogni ricorso alla fiducia da parte del governo Prodi causa maggioranza sgangherata veniva sbertucciata dalla stampa degli oligarchi, mentre ora tutto va bene, si potrebbe sapere dagli stessi quotidiani in cosa consiste questa finanziaria ?
    Perchè se veramente per coprire la spesa corrente c’è l’entrata “una tantum” dello scudo e l’uso del TFR conferito all’Inps mi sembra veramente una cosa tristissima.
    Ed il cinque per mille a favore di ricerca e volontariato che fine ha fatto ? Ci sarà ancora o no ?

  3. Una volta ancora ricevo conferma che Franceschini sarebbe stato un eccellente segretario del PD. Ottimo discorso, lucido intervento. L’unico rammarico è che non ha “bucato”: poche righe sui giornali, “zeru tituli” in televisione. Forse nel PD dovrebbero rivolgersi a te e ad altri professionisti dell’informazione per capire come far passare meglio i tanti valori che il partito riesce a costruire.
    Solo per esempio, in questi giorni le trasmissioni radio e tv del genere “brillante” mostrano un PD moscio, debole ed incapace di reagire allo tsunami che sta accompagnando la convalescenza di SB. A me sembra proprio il contrario. Forza Andrea, è l’ora di rimboccarsi le maniche e di abbinare ai contenuti, che ci sono, anche la capacità di comunicarli, con qualcosa di meglio delle “mille piazze”.

  4. Grazie Andrea per la tua positiva azione parlamentare che, nonostante viviamo un tempo di forti contrapposizioni partitiche, è davvero un grande esempio di saggezza.

    Sono solo da pochi giorni che leggo il tuo blog e ti assicuro che sono rimasto subito affascinato dal tuo stile che è mai contro ma è sempre propositivo: anche se non è sicuramente facile tieni duro perché è questa la strada vincente!

    Oggi infatti dove gli steccati fra le differenti posizioni politiche (ma non solo quelle) sembrano farsi sempre più insormontabili, diventa fondamentale riconoscere prima di tutto che in quanto persone abbiamo la stessa, medesima dignità e a comprendere quindi come sono profondamente vere le parole di Gandhi: “Tu ed io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi”.

    Ecco perchè personalmente sono sempre più convinto che il vero antidoto a questo clima politico così esasperato sia vivere e diffondere la fraternità come categoria politica: solo essa infatti permette di non confondere la singola parte con il TUTTO, anzi fa convivere le diversità e le rende ugualmente fondamentali nel raggiungere il bene comune.

    Come infatti ha detto Von Balthasar occorre: «Essere come gli strumenti di un orchestra sinfonica, diversi, con suoni e partiture diverse, ma partecipi a una sola opera, una sinfonia dove l’armonia nasce dalle diversità, non dal suono unico di strumenti tutti uguali».

  5. manlio laurenti

    Ripristinare l’ICI,che fa risparmiare i “ricchi”,ovvero il 70%degli Italiani,a cominciare da un corrotto riccastro come me,ed aumentare il prelievo sui risparmi delloe famiglie gia’ falcidiati dalla crisi.Cosi’la sinistra finanzierebbe i suoi prodigiosi progetti.Ma a scovare soldi in questo modo è buono anche lo zingaro che ti ha appena rubato il portafogli sul metr0′,mica c’è bisogno di Franceschini.

  6. ancora una volta grazie ad andrea che sottolinea sempre, con notizie e testi di prima mano, aspetti che sfuggono alla opinione pubblica. grazie perchè, in fondo, fai bene il tuo laoro di parlamentare, di rappresentante del popolo.
    certo, esiste sempre il gigantesco problema su come far arrivare certi pensieri-proposte all’opinione pubblica. le responsabilità sono ornmai strutturali, dipende poco dai singoli. da una parte la straordinaria forza e strafottenza di tutti i mezzi di comunicazione, dall’altra la straordinaria incultura di massa che caratterizza il nostro Paese. insomma, c’è poco da stare allegri, e molto da lavorare, se dobbiamo leggere qualche blog di politici seri per conoscere meglio le cose…

  7. ops… e nel mio piccolo cerco di diffondere sempre le cose interessanti che scrivi…

  8. Complimenti,una disamina perfetta,ma che purtroppo resta solo sul web e non verrà letta dalla stragrande maggioranza di ignoranti e tv dipendenti italioti che continuano a credere all’unto dal Signore.In ogni modo non dobbiamo mollare ma continuare un’opposizione parlamentare , anche dura , ma assolutamente costruttiva e comprensibile al popolo.

  9. Più che di proposte smarrite parlerei di proposte nascoste, volutamente, da stampa e Tv, pubblica e privata (ma sono ormai la stessa cosa perchè ubbidiscono allo stesso padrone). Le proposte costruttive del PD non si devono conoscere, specie se le fa Franceschini, perchè potrebbero portargli qualche mezzo punto di consenso. Si riportano solo le dichiarazioni della Bindi, smozzicate e travisate volutamente, per poterla accusare di istigazione a delinquere, insieme a Di Pietro e a Travaglio. Ma soprattutto la stampa berlusconiana e quella o falsamente indipendente, amano intervistare D’Alema, Polito, Caldarola, e Latorre che con le loro ambigue dichiarazioni confondono le acque , espongono un’idea personale come fosse quella della linea del PD, e continuano imperterriti a regalare argomenti e sostanziali aiuti a Berlusconi.
    Invece di star qui a sperare in Fini e nell’opposizione interna al PDl, che in vista delle prossime elezioni regionali alzerà bandiera bianca, sarebbe meglio che il PD risolvesse i suoi problemi interni e chiarisse se deve restare prigioniero ancora dei personaggi che ho citato e del loro inciucismo cronico e sospetto, o se può finalmente avere una linea autonoma e di opposizione chiara. Se vi dà tanto fastidio Di Pietro, sappiate che l’unico modo per non perdere altri elettori a suo favore è quello di tener conto delle sue argomentazioni, parola più parola meno, perchè c’è tanta gente anche tra noi che le condivide.. E non commettete l’errore di ascoltare chi vi vuol sentire attaccare e accusare Di Pietro, Travaglio, Anno zero , La Repubblica, il Fatto e C. Questa è la tattica del “divide et impera”. Fate invece fronte unico se volete essere forti e svolgere il ruolo che la democrazia assegna alle minoranze.Che si vinca o no ,si impara dopo ; ma si sia almeno coerenti.

  10. manlio laurenti

    D’Alema,Polit0, LaTorre?Agenti del nemico,oppure revisionisti di destra,o opportunisti Trozkisti?Cominciamo col torturarli nelle segrete del Kremlino,e sapremo come e quando hanno deciso di passare a Berlusconi.Tenere conto delle argomentazioni di Di Pietro è una buona idea,tenere conto anche di quelle del Compagno Stalin pure.Si “tenga conto delle loro argomentazioni”è la frase giusta,certo,e dopo,se se si è ancora vivi,si impara.Grazie di esistere,Cassandra.Finalmente una Comunista come si deve,perdio.

  11. Non solo il problema di queste proposte è la comunicazione, nella quale il PD è strutturalmente minoritario (non ha gli stessi mezzi dei Berluscones) e poco incline a migliorarsi (se ci fossero persone competenti, il PD riuscirebbe lo stesso a far passare le proprie proposte).

    Queste proposte hanno anche un ulteriore problema: la copertura. Senza di quella, agli occhi degli elettori rimangono parole al vento.

    Ci vuole tanto a proporre, che so, di tagliare tot spese inutili? O recuperare tot miliardi da politiche di efficienza?

  12. (… continua…)

    Per esempio: perchè non proporre di tagliare un tot % di spese militari (le nostre sono seconde o terze nel mondo)?

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