Il patto di Capodarco

Un uomo della maggioranza, uno dell’opposizione ed uno delle istituzioni invitati ieri a parlare di cittadinanza, per vedere l’effetto che fa. Don Vinicio Albanesi, anima della comunità di Capodarco, sceglie Pisanu, Casini e Fini: manca il Pd, ma va bene lo stesso, purché si dialoghi. Avevo saputo dell’appuntamento qualche giorno fa, tramite Fabio Granata: Beppe Pisanu ci chiedeva materiale sulla nostra proposta di legge, per poterne poi discutere a ragion veduta. Gli ho mandato un po’ di tutto: testo della pdl, schede, articoli di giornale, post di questo blog (e se ci scrivessi un libro?, pensavo tra una fotocopia e l’altra). E la Sarubbi-Granata, riportano le (poche) cronache, mi pare abbia fatto la sua porchissima figura: da quello che è stato già battezzato il “patto di Capodarco” è nato un impegno comune ad “abbandonare i temi legati alla piccola politica e guardare al Paese”. Che poi è il problema serio del dibattito attuale sulla cittadinanza: i lettori del Giornale, ad esempio, hanno capito nell’ultima settimana che su questo tema il presidente della Camera sta per sferrare l’attacco finale al suo partito, ma se cerchi in quelle pagine una spiegazione obiettiva delle varie proposte in campo, o un’intervista ad un ragazzo della seconda generazione, o almeno una tabella con le cifre dei soggetti potenzialmente interessati dalla riforma, stai solo perdendo tempo. È vero che i tre ospiti di Capodarco sono soggetti un po’ particolari: Pisanu non è esattamente l’emblema del parlamentare Pdl e del berlusconismo maggioritario, Casini è stato dall’altra parte fino alle ultime elezioni e su Fini non c’è bisogno di spiegare nulla. Un trio Calderoli-Di Pietro-Schifani, per dire, avrebbe dato qualche problemino in più. Ma la cosa interessante, alla vigilia del dibattito in Aula sulla cittadinanza, è che finalmente si comincia a ragionare di immigrazione mettendo da parte alcuni vecchi cliché. Il primo è la categoria dell’emergenza: se prendiamo fiato prima di parlare e contiamo fino a dieci, non facciamo difficoltà a riconoscere che l’immigrazione è un fenomeno strutturale e come tale va governato. Tanto più quando parliamo di cittadinanza, che ha poco a che vedere con le dinamiche dei flussi. Il secondo cliché è l’equivoco sull’integrazione, che per una parte del Centrodestra significa in realtà assimilazione: non mi riferisco solo alla Lega, ma penso anche al sottosegretario Giovanardi, che durante una diretta tv mi disse che la cittadinanza andava legata alla condivisione delle credenze religiose. Beppe Pisanu ieri ha mostrato di avere le idee più chiare del suo collega di partito e mi auguro che, dalla sua parte, sappia fare proseliti. Nel frattempo, io continuo a girare come una trottola – domani pomeriggio sono con i Giovani democratici a Brescia – e l’ordine del giorno (o mozione, dipende dai casi) viene discusso in parecchie amministrazioni locali. Se non ci fossero le Regionali di mezzo, sarei pure ottimista sul dibattito parlamentare.

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14 risposte a “Il patto di Capodarco

  1. Puoi scrivere un libro sia sul pdl sulla cittadinanza che sui post in cui parli di temi etici….
    Di materiale ne hai!

    Grazie per questo post, quando si vuole si può dialogare senza urlare

  2. Io non mi fido, nè di Fini, nè di Pisanu nè tantomeno di Casini…Spero di sbagliarmi.
    Grazie Andrea.

  3. Le battaglia difficili sono però spesso le più nobili, e quelle che più meritano di essere combattute.
    Grazie Andrea.

  4. caro andrea,tra tante difficolta’,si va’avanti…..e’un percorso difficile,ma a noi non piacciono le cose facili e scontate…forza!

  5. speriamo bene ! Il pd sosterrà la proposta di legge durante le 1000 piazze per l’alternativa. Casini su questa battaglia è abbastanza affidabile, mi risulta che l’udc portò in aula un testo analogo anni fa.
    con i migliori auguri di buon lavoro
    ti saluto
    Virginia
    p.s cos’ha Di Pietro contro la legge sulla cittadinanza?

  6. faremo il tifo per te.CIAO

  7. manlio laurenti

    Il mio parere,per quel che vale,è semplice:è cittadino Italiano chi DIMOSTRATAMENTE,si sente Italiano,fosse anche nato alla Guadalupa 3 ore fa.NON e’ CITTADINO ITALIANO CHI NON SI SENTE ITALIANO,fosse pur nato a Centocelle 95 anni fa.E allora torniamo ai delinquenti della Banlieue:NON è cittadino Francese chi considera “Français”un insulto,chi va allo stadio a fischiare la Marsigliese(quello potrei farlo io,per mille motivi,che Francese non sono),chi odia la Polizia del suo Paese anche se ci è nato,ci è cresciuto,ci ha campato con l’Assegno Sociale,ci si è curato gratis coi soldi dei “Bianchi”, ci ha rubato, ci ha bruciato le auto.Ora sostituire Francese con Italiano ed il gioco è fatto.Il busillis sta nel DIMOSTRATAMENTE.Granata e Sarubbi hanno ideato un meccanismo che dimostri l’idoneita’ dei richiedenti la Cittadinanza,a cominciare da una fedina penale IMMACOLATA COME MARIA?Se lo hanno ideato,lode a loro.

  8. maruan oussaifi

    Io sono molto ottimista, ognuno nel suo piccolo deve sostenere questa proposta nei territori alimentari il dibattito e il confronto

  9. @ MANLIO LAURENTI

    Non avrei mai pensato di dover dimostrare di essere italiana. Credevo bastasse l’atto di nascita. Oltre ad avere la fedina penale pulita e non essere mai incorsa nei rigori della legge o forse, ora che mi ricordo dovrei avere una contravvensione per divieto di sosta, di tanti anni fa che ho regolarmente pagato. Quindi penso di essere a posto. Tuttavia non mi sento italiana per come agisce questo governo. Pensa che sarò cacciata via?
    Poi mi piacerebbe sapere come fa un bambino di 3 giorni a dimostrarsi italiano.
    E sorvolo sulla Marsigliese perchè capisco che lei, come la Pivetti preferisce la Vandea.

  10. manlio laurenti

    @MAIA.T.L’atto di nascita,carissima,non basta affatto.I delinquenti della Banlieue na avranno uno lungo un km.Non c’è modo di dimostrare la propria Italianita’?C’è modo di non dimostrarla,ed i sunnominati teppisti ne hanno uno assai chiaro per dimostrare la loro non-Francitè.Ha una contravvenzione per divieto di sosta?Ha anche una citazione per spaccio?Ne ha una per sospetta associazione a delinquere finalizzata al terrorismo?Ne ha una per stupro?Una per rapina?Una per scippo?.Non è Italiana.Non lo è se non si sente tale per colpa di Berlusconi.Io,ai tempi da incubo di Prodi,quando i nostri amici ed alleati pubblicavano sui loro “prestigiosi giornali” foto di monnezza accumulate dai vostri sindaci,i vostri governatori,i vostri presidenti del consiglio,mi sentivo piu’ Italiano che mai,e ferito per la mia povera Patria.Oggi il FINANCIAL TIMES scrive “BERLUSCONI PLANETARY MAN OF POLITICS”,e mi fa sentire orgoglioso di essere nato,cresciuto,allevato ma per nulla macellato in Italia.Si trasferisca alla Guadalupa e chieda la raccomandazione di Di Pietro per sveltire le pratiche.C’era,al corteo viola che doveva finire sotto l’ombra amica della bandiera francese di Piazza Farnese?La Vandea è una sciocchezza.Vada a Parigi,nella Banlieue,e faccia come una mia conoscente che l’ha fatto,essendo bianca e belloccia.Non lo fara’ mai piu’.Io,la Banlieue sull’Aurelie non ce la voglio,dovessi sparare.

  11. Dimostrare di essere italiano ? Come ?
    Entriamo nel merito dell’idea.
    Sul concetto della fedina penale immacolata, mi piacerebbe venisse applicata anche a “chi è nato a Centocelle 95 anni fa”.
    Sai che bella scrematura anche tra gli italianissimi !
    Ci rimetterebbero la cittadinanza anche parecchi parlamentari e “colletti bianchi”.
    Io aggiungo le mie solite due domande ai nazionalisti italiani ( nella categoria includo anche i leghisti ) :
    – paghi le tasse, essendo leale con il tuo paese ed i tuoi concittadini ?
    – hai servito il tuo paese facendo il servizio militare ?
    Perchè questi dovrebbero essere due punti dirimenti.
    Io per esempio, che sono italiano solo per ius sanguinis, ma che di italiano grazie a Dio non ho nulla se non la padronanza della lingua, ho però fatto il servizio militare e ne sono orgoglioso.
    Quindi sarei molto più “italiano” di tanti nazionalisti italiani che il militare hanno fatto di tuto per evitarlo ( e quanti ce ne sono, di nazionalisti militesenti od “obiettori di coscienza” ……. ).
    Però odio il calcio italiano, e la televisione commerciale ed i programmi spazzatura.
    E qui invece sono DICHIARATAMENTE “non italiano”, visto che questi invece sono i gusti dell’italiano medio.
    Però pago le tasse fino all’ultimo centesimo, e sono molto più “italiano” di tanti nazionalisti italiani che poi evadono.
    Mi piace molto il kebab ed il cibo mediorientale ( e non solo quello, anche quello ungherese, armeno, georgiano e tanti altri, grazie a Dio ho viaggiato tanto ), quindi non sono dichiaratamente “italiano”; però sono uno dei pochi milanesi a saper cucinare la cassoeula, e so pure cucinare molto bene la iota ( una zuppa triestina ) e faccio una eccellente pasta e fagioli. Tutti piatti italianissimi.
    parlo e scrivo un ottimo italiano, addirittura qualcuno vorrebbe che gli immigrati parlassero l’italiano come Umberto Eco, però poi scopro che molti nazionalisti italiani non sanno mettere assieme quattro parole in croce senza strafalcioni.
    AIUTO ! Questa storia della “dichiarazione di italianità”, a cui, ripeto, condivido che venga applicata anche a “chi è nato a Centocelle ( o Porta Venezia, o Sampierdarena, o Campo di Marte eccetera ) 95 anni fa” ci porta ad un avvitamento micidiale.

  12. manlio laurenti

    @MARCO 63.Circa la fedina penale immacolata,a me piacerbbe piu’ che a lei che fosse immacolata anche per quelli di Centocelle:senno’ in galera senza gli sconti alla Don Spriano.Paghi le tasse?E se non pagandole tieni insieme la tua baracca dando lavoro anche a qualche straniero?E’quello che fanno molti,sopratutto in Italia del Nord.Se le pagassero,starebbereo freschi.Sulle tasse serve che il settore pubblico lavori,serve cacciare la Casta:allora la gente sara’ motivata.Qui si usa il vecchio detto comunista:loro fanno finta di…noi facciamo finta di…Il servizio militare non è piu’ discriminante,essendo volontario.Avevo fior di delinquenti per commilitoni.Vedi sopra al capitolo Centocelle.Poi mi fermo:”di Italiano grazie a Dio non ho nulla”.Ma di che stiamo parlando,direbbe Uo’lter?.Chi grazie a Dio non si sente Italiano se ne vada.A parte che Dio abita qui a Roma,in fondo a via Conciliazione.Lei,piu’ che avvitarsi,se ne vada,perchè a mio parere non è il benvenuto.Dico solo che non è una strana combinazione,se chi non si sente italiano vota a sinistra.Nemmeno gran parte della sinistra è italiana.Ma non E nonè nemmeno terrestre.Viene dal Mondo alla Rovescia,dove si amano i Viados al posto della propria bimba,si adottano i bambini da parte delle coppie gay,si ammazzano le Eluane anche se chi le curava amorevolmente era pronto a continuare a farlo gratis,si ficca il bisturi nelle leggi sacre della Vita,si sostiene che la nostra liberta’ ce l’hanno data i partigiani rossi(Ferrero,ieri sera,a nome del bolscevismo tuttora mistificante),si considera il lavoro come sfruttamento dei padroni invece che amarlo come fanno in Germania,dove sono orgogliosi,gli operai,del prodotto della loro fabbrica,si definiscono “compagni che sbagliano”fior di assassini,s i definiscono “violenti e fascisti”qulli che non la pensano secondo il Pensiero Unico,si tradisce la Patria agli ordini dei Servizi Segreti di un Paese fascistode,ci si definisce “Progressisti” e si onora la salma di cartapesta di Lenin.Quel pianeta,sta sulla costellazione della Monnezza,a 5000 anni luce da noi.

  13. Egregio Signor Laurenti,
    faccio finta di non aver letto il Suo post.
    Mi creda, è meglio così.
    Mi chiedo solo a cosa si debbano l’astio, la rabbia e l’odio che si porta dentro.
    Tanto Le dovevo.

  14. @ MANLIO LAURENTI

    Incollo alcune parole di Marco 63.

    Mi chiedo solo a cosa si debbano l’astio, la rabbia e l’odio che si porta dentro.

    Anche io!!!!

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