Povero Cristo

Parto da White Christmas per allargare il discorso. White Christmas, lo sapete, è il nome che il sindaco leghista di Coccaglio, in provincia di Brescia, ha dato alla sua campagna contro gli immigrati irregolari: entro Natale, ha detto, non ci sarà più un clandestino in tutto il Comune. Perché Natale, ha spiegato, è la festa dell’identità cristiana. La strumentalità con cui la Lega maneggia l’identità cristiana è così palese da sfiorare il ridicolo: ho avuto gioco facile, in questi giorni, a ricordare che a Coccaglio rischiano pure i re magi, visto che uno dei tre (Baldassarre, l’indiano) ha la pelle più scura del dovuto, ed avrebbe vita dura la stessa Sacra famiglia, che dopo la nascita di Gesù scappò 6 mesi in Egitto, senza regolare permesso di soggiorno. Ma comincio a credere che ormai siano così entrati nella parte da non rendersene più conto: basti aggiungere che , nel dibattito su Raitre, mi è toccata pure una lezione di cristianesimo dal cattolicissimo Matteo Salvini, scandalizzato dalla sentenza europea sui crocifissi. Più che la Lega, però, mi preoccupa l’atteggiamento morbido di una parte della Chiesa, che su molte altre questioni è meno disposta a transigere. Sul Venerdì di Repubblica, un lettore cattolico riflette su questa logica di due pesi e due misure, ipotizzando che non piaccia neppure ai fedeli di parte destrorsa. Gli risponde Michele Serra:

Vorrei che Lei avesse ragione quando sostiene che i cattolici destrorsi pretenderebbero dalle autorità ecclesiastiche almeno la stessa severità riservata un tempo al governo Prodi. Temo che non sia così. Penso che la differenza politica, in Italia, sia più rivelante della differenza religiosa. Tra un cattolico che vota Berlusconi e un cattolico che vota  sinistra, ci sono meno affinità di opinione che tra credenti e atei di sinistra, e tra credenti e atei di destra. Il giudizio sull’etica pubblica, e perfino quello sull’etica privata, è più influenzato dalle idee politiche che dalle convinzioni religiose. Per fare solo un esempio: conosco credenti che hanno solidarizzato con Beppino Englaro, e atei che lo hanno disapprovato fino all’insulto.

Credo che Serra abbia ragione, e non si tratta qui di giudicare se facciano meglio gli uni a difendere il crocifisso o gli altri a difendere Beppino Englaro. Penso solo che se Cristo è tutto qui, racchiuso nei confini stretti di un’appartenenza, allora è proprio un povero Cristo.

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10 risposte a “Povero Cristo

  1. E’ da quando è uscita la polemica sul Crocifisso che mi batto negli ambienti cattolici che, da credente, frequento.
    Sono incazzato nero, perdonami l’espressione.
    Marco Travaglio ha analizzato tutti i commenti dei politici sul Crocifisso, a destra e a sinistra. E c’era da mettersi le mani nei capelli. E, purtroppo, anche le Gerarchie non hanno fatto meglio: l’ho detto a un prete l’altra sera e ha dovuto darmi ragione.
    IL CROCIFISSO NON E’ UN SIMBOLO. NON E’ UNA TRADIZIONE (scusa se alzo la voce). E’ il segno di un Uomo che è anche Dio, che muore per la salvezza del mondo, e poi risorge. E’ il segno a cui guardare nella sofferenza inutile, per trovare un senso.
    Ce ne fosse stato uno, e dico uno, con la tonaca o senza, che lo ricordasse. E invece no. Anche chi dovrebbe portare quel messaggio sconvolgente si è lasciato andare a banali considerazioni di bassa politica.
    Analogamente, IL NATALE NON E’ UNA TRADIZIONE (scusa per l’urlata, è l’ultima). E’ la memoria dell’ingresso nel mondo umano del Salvatore che, anche sotto la forma tenera e umanamente gradevole del bambino, porta già la profezia di quella Croce che verrà – e questo è un po’ meno gradevole.
    Non è la festa dell’accoglienza? Se Maria e Giuseppe non fossero stati accolti, a Maria non restava che partorire il bambino in un cesso pubblico e buttarlo in un cassonetto morto di freddo. Chiedo scusa se urto la sensibilità di qualcuno, ma in questo momento mi sento urtato.
    Una Fede ridotta a *tradizione* è una fede svuotata, non è nemmeno più degna della maiuscola.
    E’ ora di viverla questa Fede che tanti proclamano. E’ ora di farle vedere *nella pratica* queste radici cristiane dell’Europa che, al momento, sono solo ideologia.
    Poi potremo difendere i simboli. E avremo cura del Crocifisso appeso ovunque sia, delle nostre chiese, delle cappelle di campagna, delle madonne lignee. Ma solo perchè avremo alle spalle o, meglio, nel cuore, qualcosa che sostiene il discorso.
    Che si voglia il dialogo con le altre religioni, che si voglia lo scontro, comunque, portare una semplice, banale, umana tradizione è il primo passo per una sconfitta certa.

  2. L’uso politico (e improprio) della fede è putroppo uno stratagemma vecchio come il cucco.

    Sta alla politica per bene ed ai credenti per bene ribaltarlo.

  3. Ieri ho visto la trasmissione con te e Salvini, e concordo pienamente con ciò che scrivi.
    Oramai purtroppo sono tanti a non sapere nulla di Cristo ma lo usano come bandiera per le loro sciocche, inutili e dannose battaglie politiche

  4. Le difese più intelligenti sul crocifisso che ho letto in questi giorni le hanno scritte tre ragazze musulmane: Sumaya Abdel Qader, Randa Ghazi e Lubna Ammoune. Credo che siano la risposta più eloquente a Salvini e a chi va dietro ai suoi deliri di appartenenza.

    Per chi vuole leggere qualcosa in proposito

    http://blog.vita.it/yalla/2009/11/04/ossessione-per-i-simboli-religiosi/

    http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=1801

  5. manlio laurenti

    Fa piacere che Lubna Ammoune si senta a casa sua nel Duomo di Milano:forse è per quello sviscerato amore che i Musulmani di via Jenner sono andati a pregare sul sagrato di quella cattedrale,a significare la propria intenzione di guidare l’avanguardia della Islamizzazione dell’Italia.Inutile ripetere qui che la banda di via Jenner è guidata da un terrorista,ed ha per segretario un signore che non puo’metter piede nell’islamicissimo Egitto.La Ammoune è resciuta senza Crocifisso nelle aule?Ragione in piu’ perchè affermi,ma non lo fa,che una donna puo’crescere benone senza il velo sulla testa.Piu’ spericolata l’affermazione che ci si puo’fare il segnodella croce in una moschea.Di nuovo,la Ammoune ha a disposizione via Jenner,per andarci,ma non lo fa.Se poi tutti i clandestini fossero come Gesu’,Giuseppe e Maria li accoglieremmo senz’altro,come accogliamo le badanti che clandestine lo erano fino ieri.Quanto alle differenze tra cattolici su cui pontifica Serra,c’è senz’altro da essere d’accordo.Un Cattocomunista è un comunista,un cattolico di Destra è un cattolico.Un altro miracolo della Sinistra.E’ questo,il delirio di appartenenza.

  6. Volevo solo dirti che mi fa molto piacere che questa volta la differenza tra cattolici democratici e cattolici di destra sia così evidente. Mi piacerebbe molto vedere più esponenti *cattolici* del pd reagire alla sentenza europea con il piglio di questo tuo post, nonchè di molti prelati, volto a difendere il principio di “libera chiesa in libero stato”, evitando strumentalizzazioni.
    Insomma, tra “voi” e i cattolici di destra c’è un abisso, facciamolo vedere più spesso, quanto meno su queste questioni simboliche. 🙂
    ciao

  7. le tue considerazioni hanno sempre quel qualcosa in più che non si può che concordare con quello che dici

  8. In primo luogo, chi derubrica il crocifisso ad una “abitudine” od ad una “tradizione”, come se fosse il cappuccino la mattina o lo Sposalizio del Mare a Venezia a mio avviso bestemmia, se credente, oppure è un ateo che strumentalizza.
    In secondo luogo, vorrei che non si facesse confusione.
    Il cattolicesimo NON è il cristianesimo. La chiesa cattolica romana non ha il copyright.
    Cristiani sono anche gli ortodossi, gli anglicani, i luterani, i metodisti, i valdesi, gli apostolici armeni, e tanti altri. E gli eroici cristiani di frontiera delle chiese, soprattutto orientali, in unione con la chiesa cattolica.
    Il cattolicesimo è solo una della tante forme in cui si esprime il cristianesimo.
    Bene.
    E’ chiaro che nel cattolicesimo italiano c’è un problema.
    Figlio del frutto avvelenato del bushismo.
    Essere cattolici non significa essere di destra, ma essere di destra significa dirsi e proclamarsi cattolico militante ed integralista ( anche se magari non si brilla per religiosità ).
    E questo fenomeno è stato incoraggiato prima da Ruini, nella sua sciagurata e cinica gestione di potere, ed ora direttamente da Ratzinger e Bertone.
    Ora il problema è grosso.
    Cattolici democratici e cattolici di destra ( che io chiamarei, usando un termine coniato dal sindaco Alemanno, “cattolici nazionali” ) possono rimanere sotto lo stesso tetto del cattolicesimo ?
    Al momento, la mia risposta è NO.

  9. Sono esterefatto da quanto dichiarato da manlio laurenti, cioè Umberto Ingrosso che ancora oggi, in modo RIDICOLO, si cammuffa sotto falsi nomi. Un cattocomunista è un comunista mentre un cattolico di destra è un cattolic? Complimenti… immolato all’altera della superbia e della saccenza. VERGOGNATI

  10. avesse potuto vedere i “cattolici moderni”, Cristo come minimo fondava il marxtianesimo

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