Alberi senza radici

“Oggi siamo come alberi che crescono radici in un terreno che poi ci viene negato, e noi non ci rassegniamo ad essere alberi senza radici”. Quando Zhanxying pronuncia questa frase, nella Sala del mappamondo non vola una mosca: c’è dentro tutto il dramma di chi, come lei e buona parte della platea, è nato in Italia o ci è arrivato da piccolo. E c’è pure tutto l’imbarazzo di noi parlamentari, che non riusciamo a spiegare – a noi stessi, prima di tutto – come mai la politica non abbia dato ancora, a questi ragazzi della seconda generazione, l’unica risposta possibile: la cittadinanza. Sulle agenzie, pure oggi, è tutto un susseguirsi di dichiarazioni tattiche: i vertici del Pdl se la prendono con i finiani, colpevoli di appoggiare iniziative dell’opposizione, ma nessuno entra nel merito delle proposte. Loro parlano, noi invece ascoltiamo: Fabio Granata ed io abbiamo organizzato una conferenza stampa al contrario, in cui sono i giovani della Rete G2 a spiegare ed i deputati a prendere appunti. Zhanxying, che di origine è cinese ma parla italiano meglio di metà dei miei colleghi, ha il compito di leggere l’appello che G2 ha consegnato al Parlamento: ci invitano a superare le appartenenze partitiche e ad impegnarci perché venga riconosciuta la possibilità di essere italiano a chi si sente tale; ci chiedono, soprattutto, di non illuderli e di non deluderli, facendoli aspettare ancora. C’è Queenia, per esempio, che ha il terrore di laurearsi: quando finirà gli studi, infatti, non avrà più nulla da scrivere sul permesso di soggiorno. Eppure è arrivata qui a 4 anni dal Brasile, e fino al diciottesimo compleanno non si era mai accorta di non essere italiana: solo quando sono iniziate le file, le impronte e tutto il resto, si è accorta di essere catturata (sì, ha detto proprio così) dal suo permesso di soggiorno, che la maggior parte delle volte le arriva già scaduto e le impedisce quindi di andare all’estero. Stesso problema ha Neva, che però – facendo la ricercatrice – perde parecchie occasioni di portare ai congressi internazionali i risultati dei suoi studi; eppure è qui da vent’anni, durante i quali ha frequentato le medie ed il liceo, l’università ed il dottorato, ha ottenuto contratti, assegni di studio e borse di ricerca, ma – a 33 anni – non sa ancora quando potrà votare per la prima volta. Sfido chiunque, dice, ad indovinare la mia provenienza. Io avrei detto parmense, per la carnagione chiara e la erre arrotata, invece – scoprirò più tardi – è di origini croate. Zhanxying, Queenia e Neva – e come loro tutti i giovani di G2, stranieri di nome ma italiani di fatto – non possono accedere a posti pubblici, perché ai lavoratori ministeriali è richiesta la cittadinanza; se aprono partita Iva, devono sperare che le quote per il lavoro autonomo non siano già esaurite, altrimenti dovranno fare le valigie (per dove, poi?); ogni anno spendono 170 euro per rinnovare il permesso di soggiornare a casa propria; per non parlare della fatica psicologica di sentirsi perennemente in una terra di nessuno. Alberi senza radici, appunto.

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12 risposte a “Alberi senza radici

  1. Queenia Pereira de Oliveira

    Grazie. E’ stato un momento di condivisione, e senz’altro di crescita.

  2. 170 euro non è esatto: ora sono 170 + 200 euro, la tassa sulla crisi che pagano solo gli immigrati (i miei genitori, che la pagano per due studenti universitari, OGNI ANNO. Un mese di stipendio, per rinnovare il permesso di soggiorno).

  3. bravo andrea, continuate ad occuparvi così di questo problema !!!!

  4. Sulla proposta di legge avevo espresso dei dubbi…non nel merito, anzi, ma sull’opportunità, sui tempi. Spero di ricredermi. In parte lo sto fecendo.
    Grazie alla rete 2G, ai loro sforzi e grazie a tutti coloro che si rifiutano di fare dell’Italia un luogo chiuso.

  5. Vergognoso è l’uso strumentale del Santo Natale da parte di una forza, che ha fatto della xenofobia e del razzismo, la propria dottrina (e la propria fonte di guadagno). Mi chiedo: ma se questi signori, invece di impugnare le bandiere verdi avessero le bandiere nere (o rosse), che cosa succederebbe in Italia? Scoppierebbe il finimondo: arresti della Digos, inchieste parlamentari, lo spettro del terrorismo. Ricordiamo che in questo Paese è ancora vietato fare il saluto romano, e basta che una decina di minorenni intonino allo stadio per provocazione un canto dei loro nonni che succede un putiferio. E’ stato permesso ad una forza ben più pericolosa rispetto a qualche nostalgico di dire e fare ciò che gli pare, tanto è brava gente, tanto sono lavoratori, tanto sono innocui, tanto è solo il folclore dell’ampolla sul Po. Oggi ne paghiamo le conseguenze, sotto forma di scelte barbare e potenzialmente pericolose per il futuro.

  6. manlio laurenti

    Premesso il fatto che Zhanxying appartiene ad una comunita’,quella Cinese,i cui menbri mediamente parlano l’Italiano come Mao Tsetung,premesso che mediamente ai Cinesi in Italia non gliene fotte niente di impararel’Italiano,ma non imparano il Vietnamita quelli che stanno in Vietnam,non imparano il Cambogiano quelli che stanno in Cambogia,non imparano mai la lingua locale e percio’secondo Tiziano Terzani buonanima sono in assoluto la comunita’ piu’ odiata di tutta l’Asia,premesso che Saviano parla a lungo delle commistioni mafioso-culturali tra camorra e Cinesi(niente affato casuali)premesso tutto questo coloro che “Si sentono Italiani”sono una infima minoranza non solo tra i Cinesi,ma tra gli Islamici,al punto che qualcuno di loro ammazza i propri figli se danno confidenza agli Italiani(i casi sono noti)e tra i giovani latinoamericani che fondano bande etniche alla West Side Story.Allora coloro che si sentono Italiani sono tanti come coloro che si sentono cosi’ Francesi in Francia da avere appena provocato gravi incidenti a Parigi e Marsiglia in occasione della Partita Algeria-Egitto,tanto si sentivano Francesi,quei teppisti.Si sentono Europei quando vanno a farsi curare gratis negli ambulatori,qundo ritirano gli assegni dell’Assistenza sociale.Non sono piu’ Italiani quando mandano, i loro morti all’estero(i Cinesi non muoiono mai,e Zhan sa bene che suo nonno è stato surgelato e rispedito in Cina)quando devono pagare le tasse,perfino quando devono acquistare un’auto.Tra tutti coloro che hanno visto un Cinese a bordo di un’auto Italiana sorteggero’ in regalo un bellissimo orologio.Taroccato,ovviamente.

  7. Andrea, se dico al Sig. Manlio Laurenti quello che penso di lui, hai problemi tu come blogger ?
    Allora evito di farlo.
    Credo che il silenzio sia sufficiente, come forma di totale disistima.

  8. Sono Wen-Long, a casa mi chiamano Valentino, io sono un cittadino italiano a tutti gli effetti e vagamente ho lontane origini cinesi, solo se una persona si ferma alle apparenze.
    La scena iniziale di Saviamo è pura elogio alla saga pop dei film di Bruce Lee, dati alla mano non abbiamo vicende simili registrati dalle indagini
    http://www.associna.com/modules.php?name=News&file=article&sid=449

    E per quanto l’immortalità dei cinesi, ci sono questi articoli
    http://www.associna.com/modules.php?name=News&file=article&sid=356
    http://www.associna.com/modules.php?name=News&file=article&sid=671

    Mi dispiace scomodare pure un mio parente di 2° grado, Sun Ming Chuan, morto di recente a Milano. A fine servizio minuto 12 vedrà la qualche pezzo della sua cerimonia cattolica
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b6901582-e22c-456e-af31-6206bd996e06.html

    Ecco un articolo al suo riguardo, pace all’anima sua
    http://www.fieri.it/download_rass.php?fileID=2980
    Spedo di aver raccolto una bella documentazione ampia, in italiano e comprensibile a tutti.
    Un saluto all’on. Andrea Sarubbi e un bel in bocca al lupo per questa proposta di legge 😉
    Coordiali Saluti
    Wen-Long “Valentino” Sun (Associna – Bologna)

  9. mi chiedo soltanto quali pensieri, quali ideali, quale vita, quali sensi, ci possono essere dietro le parole del signor laurenti…

  10. MANLIO LAURENTI

    MARCO63,IL MIO INDIRIZZO DI EMAIL E’UINGROS@EMAIL.IT.TI AVVERTO SUBITO CHE SU QUESTO BLOG UN ISTERICO MI HA SCRITTO CHE NON SONO UNA PERSONA PER BENE.IL PROSSIMO,LO QUERELO.

  11. Manlio, mentre parli di altre persone che in privato ti avrebbero offeso, tu offendi Zhan e quanti altri non c’entrano niente con i tuoi PRE-giudizi (li hai già giudicati, ci hai già giudicati dall’alto delle tue conoscenze) e in pubblico. Vedi, le problematiche esistenti oggi in Italia, legate a una impreparazione culturale verso il fenomeno dell’immigrazione e verso il concetto di interculturalità, risiedono sia nella normativa (forza onorevole!) che in questioni socio-culturali. I teppisti ai quali ti fai riferimento sono soggetti paragonati di diritto agli altri francesi (e questo è un passo avanti rispetto all’Italia di oggi) ma emarginati di fatto dalla società francese, che li ha portati a vivere nelle periferie più degradate delle città ed a rimanere cittadini di serie B ed a coltivare tanta rabbia. Soggetti che non hanno bisogno di integrarsi che vengono in qualche modo Dis-integrati. Sul tuo messaggio verso Zhan, ti chiedo solo di cambiare il nome del soggetto con quello del tuo figlio, di elencare tutte le problematiche dell’Italia (mafia, evasione …) realmente esistenti. Ti senti di incolparlo a priori? Ti senti di aggravarlo di tutte questa responsabilità? Ti senti di dire che appartiene a questa comunità e che la comunità è caratterizzata interamente e presuntivamente da queste negatività effettivamente esistenti? Ti sembra possa essere giusto che il tuo figlio richieda un diritto sacrosanto e gli viene detto di no, attribuendogli tutte queste colpe solo perchè originario italiano? Mi fermo qua, anche perchè non vorrei “aggredire culturalmente” una singola voce (che fra l’altro, va riconosciuto, è condivisa anche da altre persone) che deve avere la possibilità di esprimersi, di confrontarsi, e spero anche di arricchirsi di informazioni che propositivamente io o altre persone cerchiamo di diffondere.

  12. Egregio Signor Laurenti,
    di sicuro non sono stato certo io a dire che Lei non è una persona per bene.
    Non La conosco, quindi non potrei permettermi mai di dire una cosa del genere.
    Mi sono solo limitato ad esprimere disistima, senza aggiungere altro, basandomi su quanto espresso, sia per i contenuti che per i toni, sul Suo post precedente.
    Forse meno aggressività nei toni e meno animosità aiuterebbero il confronto su opinioni diverse.
    Distinti saluti.

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