La romanella

Dalla comunità di Sant’Egidio ho sentito ripetere più volte che dietro il degrado si nasconde un disagio: non ha senso combattere il primo senza affrontare l’altro. Il degrado, a differenza del disagio, è visibile ad occhio nudo, come una macchia di umidità sulla parete; ma se mi limito ad una mano di bianco – dico una ma possono essere anche due o tre ed il risultato non cambia – prima o poi la chiazza rispunta fuori. Se invece scavo, faccio intercapedini e metto la carta catramata – se vado, cioè, alle radici di quel degrado – ho serie possibilità che la parete finalmente si asciughi: a quel punto sì che do una bella mano di bianco (o due, o tre…) e sistemo il tutto. Già nel ddl Carfagna sulla prostituzione – quello, per intenderci, che è finito in un cassetto e che a naso ci resterà, chissà perché – si capiva quale fosse, in materia, l’approccio del governo: una bella romanella e via. La romanella è quell’aggiustatina che il carrozziere ti dà alla macchina quando vuoi spendere poco: appena la ritiri ti sembra nuova, ma dopo un mesetto rispuntano fuori i vecchi difetti. D’altra parte, il tuo uomo era stato onesto: “Dotto’, famo ‘na cosa seria o ‘na romanella?”, ti aveva chiesto, e tu – guardandoti nel portafoglio – avevi optato per la seconda scelta. Come il ddl Carfagna, dicevo, che per combattere la prostituzione aveva lanciato una grande operazione di decoro urbano: l’importante non è che si prostituiscano (o meglio: che siano, nella maggior parte dei casi, costrette a farlo), ma che almeno non si veda. Sulla stessa linea si muove l’ordinanza del sindaco Alemanno, stabilendo una multa di 100 euro per i lavavetri ai semafori e per i giocolieri, che ne sono un po’ l’evoluzione artistica. “I vigili urbani – scriveva l’Ansa di lunedì scorso – hanno fatto sette multe e dieci sequestri di attrezzature. Tre lavavetri sono riusciti a sfuggire ai vigili abbandonando i secchi e le spazzole”. Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere: come ha giustamente sottolineato Angelo Bonelli, dei Verdi, questa non è lotta alla povertà, ma lotta ai poveri. È un’altra operazione di decoro urbano, insomma: un’altra romanella, che per qualche settimana farà sparire i poveri dai semafori e li manderà a suonare nei vagoni della metropolitana o a spostare carrelli negli spiazzi dei supermercati oppure a distribuire santini all’uscita delle chiese. A proposito di Chiesa: l’ordinanza di Alemanno ha provocato pure la reazione del cardinale vicario di Roma, Agostino Vallini, che non è certamente un barricadero ma che non ha potuto (né voluto) tacere al sindaco il malessere del mondo cattolico. Cito testualmente dal comunicato ufficiale del vicariato: “La domanda di legittima sicurezza dei cittadini che la pubblica amministrazione ha il dovere di tutelare non può  non essere coniugata con il diritto naturale di ogni uomo alla sopravvivenza e alla ricerca di condizioni per una vita dignitosa”. E ancora: “Il cardinale Vallini, pur consapevole della complessita’ del problema, ha invitato il sindaco ad individuare iniziative e strumenti alternativi e integrativi che mostrino il volto umano della città e siano di sprone ai cittadini a non guardare soltanto ai propri interessi ma al bene di tutti”. Se no, a che cosa serve la politica?

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4 risposte a “La romanella

  1. puntuale come sempre….
    le parole di Vallini le aspettavamo da tempo
    gli afgani sotto i tombini, i lavavetri e i giocolieri tolti dalle strade per sparire chissà dove. Lo strsso comando dei vigli era perpelsso sulla dd del 1 novembre, una scelta che non offre via d’uscita alternative. Imbarazzante il balbettio di alemanno di fronte a Vallini su che fine fanno le persone tolte dai semafori. In questi giorni ho ricevuto decine di telefonate di persone che chiedono dove fossdero le persone che tutti i giorni incontravano ai semafori, alle quali portavano coperte e vestiti, alle quali portavano medicine. Con la scusa del racket, senz’altro da combattere, hanno messo come polvere sotto al tappeto anche coloro che hanno scetlo di fare i lavavetri e o i giocolieri per non cedere alla microcrimimalità. Una città grande come Roma si riesce a governare se trovi il punto più giusto possibile dovde mettere il paletto che segna il confine tra sicurezza e solidarietà. Per mantebere le incoscienti promesse elettorali quel paletto non solo è stato spostato ma rischia di essere divelto per lasciare spazio ad una pseudo sicurezza miope che lascerà solo macerie in questa città. Ben venga Vallini ben vengano le azioni di associazioni laiche e confessionali, benvengano le prese di posizione coraggiose degli amministratori a tutti i livelli che vogliono livellare gli scalini sociali. Facciamolo con ancor più incisività prima che sia troppo tardi e i cocci di questa città complessa non diventino più ricomponibili.. Io ci sto.

  2. già, è questa la domanda cui continuamente dovremmo rispondere tutti noi che in un modo o in un altro ci interessiamo di politica: a cosa serve la politica?
    nella mia città, lecce, i lavavetri non ci sono da tempo. spazzati via con orgoglio e resoconti altisonanti sulla stampa: sequestrate tot palette, tot bottiglie d’acqua…
    peccato che il vescovo di lecce in quel periodo si interessasse di “politica”, scrivendo libri in cui dialogava, esaltandoli, con il sindaco e il presidente della provincia…

  3. Ludovico Lalatta Costerbosa

    Si, si, la morale dell’apologo della “romanella” è da indicare come ..meta…ma chi fa politica, anzi chi amministra un Comune (minuscolo o metropolitano) è quasi sempre costretto ai piccoli passi, al compromesso (quello pulito s’intende…) e non è detto che la goccia possa davvero scavare la pietra…pazientando…certo. O no?

  4. manlio laurenti

    Io non so se chi scrive su questo blog abbia mai percorso abitualmente la Salaria,negli ultimi anni:certo è che delle prostitute non c’è piu’nemmeno l’ombra,laddove se ne contavano a dozzine.C’è qualche piacente passeggera in attesa dell’autobus,ma se per quello anche a mia madre una volta chiesero quanto voleva in circostanze del genere.D’altronde Alemanno non vuole eliminre il Male per decreto:vuole solo metterlo saggiamente all’angolo.La guerra ai lavavetri,a me che per qualche misterioso segnale divino ho sempre il parabrezza zozzo,non piace:lo dico da residente.Ed è vero che un lavavetri in meno potrebbe essere un delinquente in piu’.Quanto al Cardinale Vicario,non ha ancora risposto alle richieste del sindaco di Lampedusa,ormai passate nel dimenticatoio:a quando una ristrutturazione dell infinite Case di Preghiera,Seminari e Conventi per ospitarci i poveri?

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