Prove di dialogo con i falchi

Dopo mesi di scomuniche preventive e sbeffeggiamenti, che non ci hanno risparmiato neppure il nonnismo da caserma, il primo partito italiano ha finalmente battuto un colpo: il documento sulla cittadinanza presentato ieri dalla Fondazione Magna Carta (vicina a Quagliariello e Gasparri) è un segno che il Pdl è vivo e lotta insieme a noi. Oddio, proprio insieme non direi, perché il documento fa un’analisi dell’immigrazione profondamente diversa dalla nostra, e siccome nessun giornale oggi se ne è occupato seriamente, provo a spiegarvi io quali sono le differenze. In neretto i capitoli, in tondo le loro tesi, in corsivo i miei commenti.

Premessa. La cittadinanza, scrivono, “non può essere affrontata in modo strumentale nel tentativo di risolvere problemi di altra natura” e vanno evitate riforme “motivate da ragioni contingenti o di mera tattica politica”. Anche se non li nominano espressamente, ce l’hanno con Granata e con Fini: Fabio, perché ha firmato un testo proposto da un deputato dello schieramento avverso; il presidente della Camera, perché su quel testo si è sbilanciato pubblicamente in diverse occasioni.

Non è un diritto. Affermano che la cittadinanza è un patto, non un diritto, perché i diritti gli immigrati regolari ce li hanno comunque: l’unica differenza sta nel voto e nella libera circolazione, quindi in realtà facilitare la cittadinanza significa soltanto voler facilitare il voto degli immigrati. Non conoscono nessun italiano di seconda generazione che mentre cercava di aprire un’attività imprenditoriale a casa sua (l’Italia) si è sentito rispondere dalla questura di riprovare l’anno successivo, perché le quote per il lavoro autonomo erano finite. E potrei andare avanti, ma preferirei che si documentassero da soli, visto che loro sono un think tank e io no.

Stanziali o di passaggio? Siccome non ci si muove più con le navi ma con gli aerei, oggi non è più come una volta: i nostri padri andavano a cercare fortuna in America e ci rimanevano, mentre gli immigrati che vengono in Italia stanno qui solo per lavorare, perché poi vogliono tornare a casa loro. E nel frattempo, guardano sul satellite i programmi di casa loro, vanno sui siti internet di casa loro… Altro che integrazione: anziché pensare alla cittadinanza, basterebbero dei visti per motivi di lavoro. Qui è il rapporto Caritas, fresco di stampa, a smentire completamente l’analisi: gli immigrati in Italia oggi sono stanziali e tendono a mettere su famiglia. Se prendono l’aereo per andare nel Paese d’origine, comprano un biglietto di andata e ritorno della durata di un mese: il tempo delle ferie. La visione di Magna Carta ricalca esattamente quella della Germania anni ’60: ne ho parlato così tante volte, su questo blog, che chi fosse rimasto indietro può cliccare qui. Oppure comprarsi due copie di un qualsiasi saggio di Massimo Livi Bacci: una per sé, l’altra da regalare agli amici falchi.

L’appartenenza alla Nazione. Una Nazione – scrivono – cresce ed evolve sulla base di radici etno-culturali, e potrebbe cessare di essere democratica nel momento in cui si intaccassero i vincoli stessi che garantiscono l’unità della Nazione, e la sua struttura sociale, e quando venisse meno il senso di reciproca appartenenza storica”. Se sei figlio di genitori filippini ma ti senti italiano, insomma, rischi di intaccare l’identità nazionale; se invece sei figlio di genitori bresciani e ti senti padano, puoi anche stare al governo.

L’integrazione come premessa. “La cittadinanza presuppone il senso di appartenenza ad una comunità”, proseguono, citando alcune regole: padronanza della lingua, conoscenze dei fondamenti istituzionali e giuridici, fedina penale pulita, lavoro regolare. Premesso che trovare un italiano con percorso netto su tutti e quattro i punti sarebbe durissima, e che fra i concorrenti del Grande fratello sarebbe addirittura impossibile, su questi aspetti li avevamo già anticipati: i paletti della pdl Sarubbi-Granata sono un po’ meno pomposi, ma altrettanto efficaci.

Gli esempi stranieri. Ogni Paese – affermano – fa storia a sè: Francia e Gran Bretagna hanno leggi meno restrittive della nostra perché avevano le colonie, Ma poi prendono ad esempio la Spagna, perché prevede 10 anni di residenza. La Spagna ne prevede solo 2, in realtà, per chi viene dalle ex colonie: proporremo a Magna Carta di estendere la stessa regola, in Italia, agli immigrati provenienti da Eritrea, Somalia, Libia, Albania e dalle isole greche del Dodecaneso. Per non parlare dello ius soli, che in Spagna esiste.

Ius soli. Lo ius soli è un falso problema, spiegano gli esperti di Magna Carta, perché da noi esiste già: se uno è nato qui, a 18 anni può fare domanda e diventare cittadino italiano. A questa mi rifiuto di rispondere: invito i ragazzi della seconda generazione a mandare una mail a segreteria@magna-carta.it , raccontando ai pensatori del think tank come ci si sente ad essere cittadini del nulla per tutta l’adolescenza e come si vive fino ai 24-25 anni (quando va bene) da italiani con il permesso di soggiorno.

Qualità o quantità. Oggi la cittadinanza è legata ad un percorso burocratico, che tiene conto solo della quantità di tempo passata in Italia, mentre è importante anche la qualità, ossia il cammino di integrazione compiuto da ciascuno. Su questo non ribatto: evidentemente, hanno letto anche loro la Sarubbi-Granata. Ma allora, perché continuano a dire che il kamikaze fai-da-te di viale Jenner con la nostra legge sarebbe stato cittadino italiano? Perché non ci spiegano come mai Hina o Sanaa non potevano esserlo di diritto, pur essendolo di fatto?

Non so come finirà, davvero. Dico solo che dialogare con le colombe è più facile che con i falchi.

P.S. Su suggerimento di pinosp, vi lascio il link ad un botta e risposta sul Fatto quotidiano di oggi. Un lettore chiede come mai il Pd non stia insistendo più di tanto sulla proposta di legge bipartisan Sarubbi-Granata. E Furio Colombo, che oltre a scrivere sul Fatto è uno dei firmatari di quella pdl, risponde così.

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10 risposte a “Prove di dialogo con i falchi

  1. Andrea, proprio su questo tema e per queste fatiche sei arrivato in Parlamento

  2. Non ho suggerimenti da dare a nessuno. Mi limito a ricordare che esistono due grandi virtù: la tolleranza e il rispetto per la diversità. È una lezione che abbiamo appreso a un prezzo molto alto e che non dovremmo mai dimenticare. Claude Levi Strauss

  3. grazie. spiegazioni molto interessanti. da approfondire ancora. hai visto nella rassegna stampa l’appoggio di furio colombo su “il fatto quotidiano”?
    insisto: hai in programma qualcosa per diffondere il contenuto di questa vostra proposta?

  4. “Due passaggi contenuti nella proposta di legge bipartisan firmata dal finiano Granata e dal Pd Sarubbi ma sui quali peraltro lo stesso partito di Bersani non concorda e in Commissione porta avanti la sua proposta di legge (presentata da Bressa).”

    dicono qui: http://www.loccidentale.it/articolo/fini+vuole+discutere+sulla+cittadinanza+solo+se+la+discussione+la+conduce+lui.0081001

  5. Mi collego alla limpida risposta di Furio Colombo al lettore de “il Fatto” per porti una domanda: ma non è che dentro il PD qualcuno pensa di tenere sulla graticola per un lungo periodo il vostro progetto di legge, per usarlo come bastone o come braccio teso, a seconda delle contingenze politiche del momento?
    Provo a spiegarmi: la vostra pdl bipartisan potrebbe essere vista dentro il PD (ed è un pensiero malevolo, lo riconosco) come prova di buona volontà all’apertura di un dialogo con l’opposizione, ma con la segreta speranza che non vada avanti, per poter dire pubblicamente “il pdl si mostra aperto al dialogo solo strumentalmente, perché dove si potrebbe dialogare su qualcosa di concreto (pdl Sarubbi-Granata) , non lo fa”.
    In questo caso…hai voglia ad aspettare. Sai quanti congressi, fondazioni, thin tank dovranno approfondire il tema prima che le aule parlamentari lo affrontino con l’intenzione di apporvarlo!

  6. “Una Nazione cresce ed evolve sulla base di radici etno-culturali, e potrebbe cessare di essere democratica nel momento in cui si intaccassero i vincoli stessi che garantiscono l’unità della Nazione, e la sua struttura sociale, e quando venisse meno il senso di reciproca appartenenza storica”. A Magna Charta gli Stati Uniti d’America non sono più un modello di democrazia. Guarda un po’ dove stanno i veri anti-americani…

  7. manlio laurenti

    La PREMESSA significa pureche non si da’ la cittadinanza agli immigrati sperando che diventino militanti PD,confermato in NON e’ UN DIRITTO
    STANZIALI O DI PASSAGGIO.E’vero che tendono a rimanere stanziali:intanto gli Islamici si guardano AL JAZEERA,e crescono una generazione di nemici della Civilta’ Cristiana dell’Occidente.Non lo dico io,lo dice WALTER LAQUEUR in ULTIMI GIORNI DELL’EUROPA.Ci sono eccezioni,ovviamente.I Filippini:che si integrano,lavorano,si comportano onestamente e dignitosamente.Alla sinistra non piacciono,questi fascisti.Non voteranno mai per lei.
    APPARTENENZA ALLA NAZIONE.Complimenti per avere nominato i Filippini.Se ti senti Bresciano,ti senti Alpino,altro che storie.
    GLI ESEMPI STRANIERI.Nella banlieue “Français “è un ‘offesa,nei quartieri Turchi in Germaniai tedeschi vengono minacciati e discriminati.
    IUS SOLI.Come si si sente ad essere adolescenti.Si va in Discoteca.In alcune ,in attesa di cittadinanza,ci si accoltella tra bande etniche:i NEWYORK contro i CHICAGO.Gli altri se ne fregano:a 15 anni devi tenere a freno quel coso li’davanti che si alza ad ogni momento,altro che cittadinanza.E devi studiare.

  8. Pingback: iMille » Blog Archive » Il rilascio della cittadinanza a destra

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