In mani sicure

Se volete, vi dico che sono contento per la grande folla delle primarie: un esercizio di democrazia che gli altri partiti nemmeno si sognano, eccetera eccetera. Se volete, vi aggiungo che Pierluigi Bersani è un’ottima persona, una delle migliori in giro, e che gli lascerei i miei bambini per una settimana o due, senza paura che me li mangi. Infine, potrei scrivere una quarantina di righe (o anche di più) in equilibrio, girando intorno al concetto che il partito ha dimostrato di essere plurale, di avere più anime, e che la vittoria di una non significherà necessariamente la morte delle altre. Potrei cavarmela dignitosamente, insomma, senza dire mezza-bugia-mezza e tenendomi buoni i vincitori, perché nella vita non si sa mai. Invece no, io sono triste, che non so come si dica in politichese ma in italiano si dice triste, per lo stesso motivo per cui tutti gli altri partiti stanno facendo festa: dal Pdl all’Udc, dalla Lega all’Idv, dall’Mpa ai resti della sinistra radicale, la giostra dei commenti è monocorde. Non ce n’è uno che dica: peccato, il Pd ha perso un’occasione d’oro. No, parlano tutti di identità – la dichiarazione più diabolica è quella di Cossiga, che augura a Bersani di ricostruire “un grande partito socialista, che sani le fratture delle scissioni di Firenze e poi del partito di Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani e della stessa sinistra radicale, un partito che a pieno titolo faccia parte del Partito Socialista Europeo” – e non vedono l’ora che il Partito democratico ritorni, per dirla con gli slogan di chi ha vinto, “in mani sicure”. Perché è lì, nelle mani di papà, che si sta più al caldo. Perché è lì, nelle mani di papà, che non ti vengono strani grilli per la testa, tipo quello di unire le forze riformiste senza trattini e di semplificare il panorama politico italiano, spingendolo verso un bipolarismo dell’alternanza. Forse può capirmi solo chi ha fatto il progetto Erasmus, come me, o chi ha passato un paio d’anni fuori di casa per altri motivi: quando torni, le stesse mani di papà – che prima, nonostante tutto, ti davano certezze – oggi ti sembrano un abbraccio mortale. Perché nel frattempo, tra uno sbaglio e l’altro, sei diventato uomo, o almeno ci hai provato.

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96 risposte a “In mani sicure

  1. Il suo anti-politichese è più indecifrabile dello stesso politichese. Questo post non l’ho capito. Sarà che all’epoca non mi sono potuto permettere il lusso post-borghese dell’Erasmus.

  2. concordo su ogni parola

  3. Una buona analisi… però lasciamogli un pò di tempo…
    potrai starci stretto ma…
    c’è sempre tempo per andar via di casa…
    almeno finchè non ti sbattono fuori, o no?
    La casa comune si costruisce insieme, e anche se ora hanno il timone e le redini, il pluralismo ed il dialogo sono la forza di questo PD che è come un bimbo che sta crescendo…
    A tutti l’onere di farlo crescere bene…

    Come si dice in Romanga:

    Strenz e cul e ten bota!

  4. Io credo invece che il post di Andrea si molto chiaro…e sottolineo il MOLTO. Oltre che molto vero…Erasmus o non Erasmus..

  5. luciano nobili

    eh già amico mio. E adesso?

  6. Ricevuto forte e chiaro!
    Con Bersani si torna indietro.
    E’ un politico del secolo scorso

  7. Io che ho vissuto 11 anni all’estero ho capito tutto. Anche prima di leggere il post. Mi è bastata la foto. E condivido su tutta la linea. Anzi, condivido così tanto che vado subito a condividere su facebook…

  8. Emiliano Le Moglie

    Caro Andrea,
    sottoscrivo ogni parola

  9. Premesso che mi sono concesso il “lusso” dell’Erasmus pur non venendo da una famiglia “post-borghese” (che linguaggio è? economichese, sociologichese?) e capisco il senso del post, a questo punto mi chiedo davvero dove si voglia andare.
    Andrea, il “rimpianto” che esprimi non è per un caro estinto: il 25/10/2009 è andata così, domani potrà andare diversamente. Mi pare che i grandi partiti del mondo non abbiano mai mantenuto una linea monocorde, ma abbiano espresso nel tempo leader e tendenze diverse.
    Dispiace anche a me che su Bersani ci sia il sospetto di ritorno al d’alemismo, che non abbia al momento nuove leve che garantiscano rinnovamento, che ha un’impostazione diversa da quella che altri pensavano, tanto che giornali parlano di fuga imminente di qualcuno.
    Però, a oggi, ha vinto, e dopo un processo di elezione che qualcuno ha giudicato macchinoso ma che dà una certezza: non ci sono dubbi su chi sia il leader che è stato scelto.
    Quindi, è con Bersani che si deve lavorare. E alla svelta: non c’è tempo nè per polemizzare nè per leccarsi le ferite, perchè a marzo si vota, e non sono mica elezioni da poco. Credibilità, programma, alleanze: tutto da fare alla svelta. Se non si vuole come a destra l’uomo solo al comando, sarà bene convincersi che bisogna collaborare con Bersani. Da oggi.

  10. Fatima Tedeeva

    è molto comprensibile il motivo della tua mestizia: per l’ennesima volta ha vinto il Sistema, ha vinto l’Apparato….
    E non c’e scampo dalle soffocanti mani di Papà: una volta si è in ballo bisogna ballare 😦

  11. Annamaria Rossi Bufo

    Andrea, concordo su diversi punti con te. Bersani è una brava persona. E sa il cielo se abbiamo bisogno di “brave” persone. Qualcuno di cui poterci fidare. Con lui ci sono Rosy Bindi e Giovanni Bachelet, persone che stimo molto. Vediamo come si muoverà. Ma comprendo la tua delusione nel desiderio di costruire una casa “nuova”. E la scelta dell’immagine da te scelta la dice lunga. Se Bersani si lascerà condizionare dal fiato di chi gli sta appollaiato sulla spalla, allora siamo si tornati indietro. Per il bene di tutti spero di no, come spero che i tre candidati alla segreteria da oggi lavorino più uniti di prima. Ingenua speranza? Forse, ma è l’unica strada che vedo. Con stima e incoraggiamento.

  12. manlio laurenti

    Giuro sulla pancia del Canguro che non vorrei essere Bersani nemmeno per un minuto.Finita la ricreazione di ieri,si ritrova lo scandaletto della regione Lazio e quello della Campania come antipasto di un menu’ assai pesante che consiste nel digerire un “Leone”,come lo ha definito Diliberto,ovvero un “genio della politica” come lo ha definito Vendola.Siccome la Politica è,di questi tempi,innanzittutto Politica Estera,Bersani non ha ancora detto una parola sul fatto che,grazie a Berlusconi,gli equilibri Europei si stanno spostando verso Sud ed Est attorno al triangolo Italia-Germania-Russia,con grande scorno dei diffamatori Anglofrancesi e delle loro disperate,inutili accuse.Il Cavaliere sta portando a termine il disegno iniziato a Pratica di Mare col NATO-RUSSIA COUNCIL,la stessa Germania lo asseconda(leggi SRGIO ROMANO su PANORAMA):in ballo le immense risorse della Russia,a nostra disposizione(Petrolio,gas,Uranio,oro,metalli rari e non ,carbone)e l’altrettanto immenso mercato Russo.Bersani che programma ha?Stare in seconda fila nelle foto di gruppo dei Potenti della Terra,in fondo a sinistra vicino alla porta dei cessi? Questo lo ha gia’ fatto Prodi.Bersani stia lontano dalla puzza,e ci dica come fara’.

  13. condivido l’entusiasmo e la tristezza

  14. Caro Andrea, avvertendo come pericolo quello che a Cossiga sembra un dato ben augurante: la ricostruzione di “un grande partito socialista, che sani le fratture delle scissioni di Firenze e poi del partito di Rifondazione comunista, dei Comunisti italiani e della stessa sinistra radicale”, insomma, un partito tutta virato a sinistra e dimentico del centro, e temendo che alle prossime elezioni si ripresenti una compagine scompaginata l’un contro l’altra armata, ieri avevo votato e sperato vincesse Franceschini. Ma tant’è. Speriamo ogni bene.

  15. Andrea Pietrini

    “il lusso post-borghese dell’Erasmus” ?

    Erasmus è stata una delle cose più straordinarie prodotte dalla UE, dal 1957 ad oggi, altro che lusso post-borghese……la coscienza europea per molte persone è iniziata con Erasmus. Fosse stato per me, l’avrei reso obbligatorio.

  16. Piergiorgio Licciardello

    D’accordo su tutto.
    Le mani di papà sono un porto sicuro, soprattutto per chi dentro quelle mani ci è cresciuto e, alla fine, si è svegliato troppo vecchio per lasciarle e spiccare il volo. La paura del vuoto, dell’ignoto, ci ha fatti tornare all’ovile. Ma dovremo trovare il coraggio per riprovarci prima che le mani sicure di papà diventino l’ospizio della nostra vecchiaia

  17. Credo che la tua analisi sia affrettata. Il neosegretario è sulla scena da molto tempo e ha pure un passato storico ben definito, è vero, ma ricordiamoci che pure Franceschini era candidato alla segreteria del PPI nel ’99. In molti non se lo ricordano: Bersani nel ’95 venne eletto presidente dell’Emilia con la lista “Progetto Democratico”. Aveva già la voglia di andare “oltre” i vecchi schemi. A mio parere durante questa lunga fase congressuale la sua figura è stato dipinta in modo sbagliato. Credo che coloro i quali al momento sono poco speranzosi avranno, col tempo, occasione di ricredersi.

  18. … esco dal dibattito politico (sono un po’ grezzo su questi temi) e scrivo solo per dire che il parallelismo che fai con i rischi delle “mani sicure del padre” (quando le vedi e le consideri dopo una sano distacco) lo trovo bello.

  19. io attendo…

  20. Chiarissimo e condivido (e neanch’io ho fatto il progetto Erasmus …ma invece ho creduto nel progetto del PD, gli ho dedicato tempo ed energie …) Temo anch’io di vederlo chiudersi e arretrare, regredire, come infatti sperano “gli altri partiti che stanno facendo festa: dal Pdl all’Udc, dalla Lega all’Idv, dall’Mpa ai resti della sinistra radicale” …non diamogliela vinta, allora!

  21. @Raffa, spero che tu abbia ragione, lo dico col cuore in mano. Ma io vivo in Emilia e ho visto e in un certo senso toccato con mano il “Bersani’s Style” in occasione delle primarie di Bologna del 2008 e delle elezioni comunali di quest’anno. Non parliamo del secolo scorso, parliamo di ieri.
    Per questo temo e tremo.

  22. Condivido molto quello che provi, anche se sono propenso a dare fiducia a Bersani-pur non avendolo votato- (nella speranza che la prossima foto che pubblicherai non sia più così vicino a D’Alema, ma ad altri democratici veri).

  23. Mi auguro almeno vi portiate dietro la Binetti, tu e Rutelli.

  24. bel post, da ex erasmus che a ritorno non riusciva nemmeno più a sopportare le mani sicure dei prof italiani
    quindi?
    segue rutelli?
    resta a lavorare nella ditta?

  25. Caro Andrea,
    come sai, qui a Genova, io sostenevo Bersani. Non è stata una scelta di convenienza (come sai non è mio costume salire sul carro dei vincitori), ma di convinzione.

    Proprio per questo – essendoti amico e stimando la tua intelligenza – ti faccio alcune domande, non per travisare le tue parole, ma per provocarti (in effetti un po’ retoriche…):
    Perché pensare che, con l’elezione di Bersani, il progetto del PD si sia arrestato?
    Forse i 3 mil. di elettori di ieri sono meno rappresentativi, meno motivati, meno capaci di capire di quelli che hanno votato due anni fa?
    Se Bersani fosse stato percepito come l’affossatore del PD, sarebbe stato votato dalla maggioranza degli iscritti e dei sostenitori?

    Ero e rimango, nonostante il risultato, contrario all’elezione del segretario del partito mediante le primarie, strumento – mio avviso – da utilizzare per la scelta dei candidati alle cariche politiche in caso di competizione elettorale.
    Tuttavia, è innegabile che quelle centinaia di migliaia che persone che l’hanno votato, abbiano il diritto a non venire identificate come “trinaricciuti” nostalgici.

    Aggiungo una piccola chiosa. Essere definiti “socialisti”, forse può essere percepito come insulto da Cossiga, ma in sé non mi sembra che costituisca una così grave ingiuria.
    Sotto il “cappello” del socialismo rientrano molti pensatori, filosofi ed economisti, non soltanto K. Marx.
    Prima di etichettare tutto come passato e vetusto, forse si potrebbe tenere per sé quello che di buono è stato elaborato.
    Proprio questo mi sembra che fosse uno degli obiettivi del PD: costruire la nuova identità di un partito riformista, facendo tesoro di tutte le esperienze del passato.
    Io finora ho sentito dire cosa non è il PD.
    Mi farebbe piacere che coloro che buttano via tutto a priori mi dicessero che cosa vorrebbero che fosse.

  26. Sai una cosa Andrea? questo risultato almeno fa chiarezza, dopo i sogni dell’Ulivo e del PD Veltroniano. Avevamo creduto che fosse possibile creare qualcosa sulla linea “ex pluribus unum”, che si potessero superare steccati e divisioni. E invece ieri sera abbiamo verificato che sono di più quelli che vogliono essere gli eredi di un passato “vecchio” rispetto a quelli che vorrebbero un mondo nuovo, con nuove fondamenta. E la democrazia esige questo: la parte che ha 1 voto in più comanda, l’altra si adegua (o se ne va, ma questo è un altro discorso).
    E il problema non è Bersani, persona di assoluto rilievo e, credo, integerrima, né sono un problema molti di quelli che comporranno la sua squadra. Il problema è dato da quelli che hanno sostenuto Bersani per avere un PD spostato nettamente verso le aree politiche che nelle ultime elezioni erano state spazzate via. Ecco, forse il ruolo che Bersani potrà svolgere bene sarà quello dello spazzino (o del rianimatore, scegli tu) di aree e personaggi politici di sinistra altrimenti votati all’oblio. Compito nobile che però non aiuta il Paese. Il Paese avrebbe voluto ieri un segnale di possibile alternativa di governo e non un segnale di recupero di moribondi politici, e non siamo stati in grado di darglielo. “E te credo” (come dicono a Roma) che nel pdl oggi festeggino. Con un PD ridotto così riusciranno pure a recuperare l’affaire Tremonti, mentre noi, fra un Marrazzo e un Bassolino, fra un salvataggio e un recupero di posizioni antagoniste, rimarremo all’opposizione per chissà quanti altri anni.
    Ripeto quello che avevo scritto ieri sera: la notte sarà lunga e fredda, occorre prepararsi.

  27. Caro Andrea (leggo spesso il tuo blog e per questo mi spingo a darti del tu),
    capisco e in parte condivido le tue preoccupazioni (ho sentito raccapricciata l’intervento di Cossiga su Radio 24 questa mattina), ma per evitare il rischio che ben conosciamo – continuismo con la tradizione PCI/PDS/DS – è necessario che le persone come te restino nel PD, e continuino a lavorare come hai fatto tu.
    Spero davvero che tu voglia esercitare l’autonomia di giudizio rispetto al padre (nel tuo caso, dichiarato, Rutelli) di cui parli nel suo post, ammettendo che avete puntato su una persona inadeguata e che questo vi ha penalizzato. Il progetto resiste, ci sono 3 milioni di persone generose (anche economicamente) che vi hanno rinnovato la lora fiducia, non traditele, per favore.
    Buon lavoro e grazie per questo spazio di confronto.
    mara

  28. A me sembra che anche in questa cosa si perdano di vista le priorità. Ma quanto ci piace dire che “ahhh se fosse stato un po’ diverso”? C’è sempre un buon motivo per tirarsi indietro o per porre un velato dissenso. Che non si capisce se è critico o meno; se è un dissenso vero o se serve solo per non impegnarsi fino in fondo, per poi poter dire “io lo avevo detto…”. L’unico vero terrore ce l’ho quando sento (non quì, sia chiaro!) che qualcuno pensa ad una scissione (Rutelli escluso, naturally) o quando mi si palesa davanti la storia di “estrema corenza massimalista” tipica della sinistra radicale (della quale farei così volentieri parte…se non fossi un minimalista). Mi chiedo se non sia una posizione di comodo. Se qualcuno si sentisse oltraggiato da questa mia, prego di perdonarmi ché non era proprio mia intenzione. Anzi!

    LB

  29. Premetto che ho votato Marino, proprio per il suo rimarcare sulla laicità dello stato, e che ho fatto anche il testamento biologico perchè spero di poter scegliere io come morire e non Gasparri o Quagliarello.
    Mi dispiace sentire un commento così da parte di uno che certamente è considerato un giovane politico emergente. I commenti che riporti sono di quello stesso gruppo che festeggiò la caduta del governo Prodi con champagne e mortadella. Sono così amanti della “libertà” da avere esautorato il parlamento delle sue normali prorogative. Il loro disprezzo e la loro ironia ben si accoppiano alla loro volgarità. Ma da te mi sarei aspettata di più.
    Quali sono oggi le forze riformiste Andrea?
    Pur non avendolo votato considero Bersani un politico capace e intelligente, e spero che la sua politica riporti le sedi del PD su tutti i territori come un tempo c’erano quelle del PCI, oggi tanto disprezzato non per la sua storia, ma perchè un premier per togliersi dai suoi guai giudiziari se lo è scelto come nemico, facendo breccia nelle teste di gente interessate soltanto al Milan o alla Juventus.
    Mi torna in mente Beket e il suo re.
    Un saluto ai tuoi.

  30. Salve a tutti. Ieri sono andato a votare, ed ho votato Franceschini. In milioni abbiamo detto “ci sono anch’io” e “ci tengo” e questo messaggio lo abbiamo messo nelle mani del neosegretario. Mi aspetto di vedere nei prossimi atti di Bersani discorsi chiari indirizzati a quel 55% che ha votato altro da lui. Diamogli fiducia e rinnoviamo la disponibilità a lavorare insieme per tentare di governare questo Paese fuori dalle acque stagnanti in cui si trova e lontano dalla deriva populista. Voglio sforzarmi di continuare a credere che la Politica di un partito non la stabilisca il leader per il “popolo” ma è un puzzle che il segretario deve “solo” comporre. Lavoro non facile, vista la crisi di identità e la nostra attitudine a farci ciascuno il suo partito… aiutiamo Bersani a comporre questo puzzle?

  31. Andrea, rilancio sulla base delle ultime agenzie.
    Credo che sia ora di decidere: sono disposto a lavorare con questo PD anche se non è esattamente quello che vorrei?
    Questo vale per chi ne fa una questione anagrafica, come i Renzi, le Serracchiani, i Sarubbi… Sapranno aspettare il prossimo giro per questo sospirato rinnovamento?
    E vale a maggior ragione per chi ne fa una questione ideologica: mi pare che Rutelli abbia avuto troppa fretta, sembra molto una cosa già pensata prima. Ci sarà chi avrà il coraggio di far sentire la sua voce, rimanere se stesso, dare il suo contributo anche se non gli piacciono nè il segretario nè la linea?
    Detto brutalmente: Andrea, hai forse la tentazione di seguire Rutelli?

  32. Caro Andrea, leggo spesso e sempre con interesse il tuo blog. Ho la fortuna di apprezzare la tua intelligenza e il tuo entusiasmo. Abbiamo in comune la cultura cattolica e il credo religoso: non vissuto in modo esclusivo ma sempre aperto e disponibile al dialogo. Capisco la tua analisi che solo in parte faccio mia. Perchè solo in parte?
    Ma forse perchè ho assistito a tutta la campagna del congresso da un punto di vista ben diverso. Da un paesino rosso dell’Umbria rossa. Ho visto chi ha portato avanti la mozione Franceschini e chi lo ha rappresentato nella nostra regione. Bé sai se “quelli di Bersani” sono vecchi, questi altri lo sono altrettanto (faccio eccezione per Walter Verini e Marina Sereni). Son riusciti a candidare l’ex segretario (dalemiano) anni ’90 del PDS, che, parlamentare uscente, ha snobbato il PD allorquando ha visto un posto quando ha visto un posto in lista poco “sicuro”, per poi rientrare subito dopo il buon risultato elettorale del 2008.
    Le metodiche sono state le più barricadere che abbia mai visto: in ogni comune sono sorti gruppi di agguerriti sostenitori del candidato, pronti all’aggressione (verbale) dell’avversario. Si sono ripetute uscite sulla stampa locale di gratuite accuse di malaffare nei confronti degli amministratori. Molte convergenze strane di ex margheriti ed ex diessini, pronti a conquistare nuove posizioni di prestigio e il “controllo del partito”. Poche cose concrete. Pensa nessuno di quella mozione, nonostante le tre liste a supporto, ha avuto la gentilezza di partecipare ad un convegno motlo interessante sulla sussidarietà organizzato dalle Acli e da un bel po’ di mondo cattolico del volontario e edella cooperazione a Perugia, svoltosi lunedì scorso.
    Da quel contesto la decisione di molti dei presenti di sostenere il candidato bersaniano, che almeno c’era…
    Ecco perchè alla fine non ho fatto granché campagna per le primarie, iscrivendomi da subito al partito di Renzi, quello del 26 ottobre (oggi).
    Ora vediamo.
    Qualcuno dice che si farà chiarezza.
    Altri dicono che ci sarà una scissione.
    Altri ancora (alla Cossiga) sperano/temono che con Bersani si torni al secolo scorso…
    Che dire: resterò a vedere cosa succede. Certo questo partito – capace di 4 mesi di congresso complicatissimo – è molto lontano dall’idea di partito che io avevo due anni fa…
    Ma un fatto positivo c’è: la partecipazione alle primarie è un valore (ben oltre le mie speranze) e se penso che diverse persone sono venute a votare anche scheda bianca, pagando 2 €, solo per riconoscersi in questo partito, beh, quasi quasi mi commuovo…

    Un saluto

  33. Andrea sono triste quanto te, grande occasione persa, ed ho paura che se non è per sempre è per molto tempo, di staccarci da quelle persone e schemi che ci hanno portato a questa situazione. Quando arriverà qualcuno che dice che al progetto PD occorrono almeno 5/6 anni per poter vedere luce? Se continuiamo a fare le battaglie per conquistare la minestra di “stasera” siamo rovinati

  34. Andrea, stai per andartene dal PD?

  35. Andrea, la domanda di Paolo è legittima.
    E’ la domanda che hanno in testa tanti di noi.
    Io ho votato Marino, ma provo lo stesso sconforto di quanti hanno votato per Franceschini.
    Però il punto nodale è se chi ha perso questa battaglia vuole continuare a combattere per il PD che tutti continuiamo a sognare o se andrà altrove come ha chiarito Rutelli.
    Marco

  36. @ tutti quelli che me l’hanno chiesto: sto in piena elaborazione del lutto.

  37. Carissimo Andrea, provo anche io (non in politichese , perchè non lo conosco, sono solo appunto un operaio)a dire la mia, su queste primarie.
    Sicuramente è stata una grande prova di Democrazia,una partecipazione di massa, la gente ci crede ancora nonoatante tutto, ma siamo sicuri che SOLO, con la solita gente si può mandare avanti un partito?
    Siamo sicuri che SOLO, facendo entrare nella mischia politica, dalla società civile solo giornalisti, avvocati, star dello spettacolo, sindacalisti si può creare un gruppo dirigente nuovo?
    La c0sidetta società civile in questo paese appartiene solo alle categorie sudette, oppure c’è posto anche per gli altri, ad esempio operai,impiegati ,in genere.
    Coma mai in Parlamento c’è solo questa gente qui, mentre gli oparai , che sono la maggioranza degli elletori, sono rappresentati con un misero 0,004%,?
    Io ti assicuro che non tutti sono cosi ignoranti , da essere capaci solo di mettere una X sulla scheda elettorale, poi nulla più!!
    Come mai la mia categoria va in Parlamento solo quando c’è qualche ommicidio sul lavoro, morte bianca che dir si voglia?
    Sapresti darmi una risposta convincente?
    So che non lo farai, ma riccordatevi tutti che questo è assolutamente ingiusto!!
    Se hai voglia di dare una benchè minima risposta, mi troverai sul blog che ho indicato , ma dubito che lo farai!!!
    Un saluto , e spero tanto che cominciate a prendere atto di ciò che ho appena detto.
    Nicola L’operaio appunto.

  38. @ Nicola: semplicemente hai ragione!

  39. chi l’ha detto che gli operai sono la maggioranza degli elettori?
    ma magari!
    gli operai sono pochissimi rispetto a tutti i lavoratori
    questa è un’estetica sul “popolo” antica
    e non c’entra erasmus o università o terza media … qui siamo tutti alla “fame” e noi per capire cosa fare ci rispolveriamo l’estetica del partito popolare degli anni 60?
    così non ne usciamo, nè gli operai nè i geometri, nè i programmatori, nè le maestre, nè gli artigiani, nè i coltivatori, nè i professori, nè gli ingegneri, nè i medici … nessuno
    (ci vuole un’aggiornamento di programma)

  40. Trovo allucinante il commento di matteo negri sull’erasmus…..siamo arrivati al punto che lo studio provoca ilarita’ e sdegno ,boh sara’ che ora i valori sono ben altri vero?

  41. Anche io sono un po’ triste, ma voglio sperare che Bersani sia all’ altezza del compito…

  42. Devo dire che non capisco il tuo “lutto”. La vittoria di Bersani era scontata e non è solo il risultato del prevalere di logiche d’apparato dal sapore antico e comunisteggianti. Daresti prova di grande autonomia di pensiero qualora decidessi di non seguire Rutelli: sei davvero sicuro che con Bersani quel pluralismo che tanto legittimamente ti aspetti dal PD non possa essere sufficientemente garantito?

  43. Il dato certo è la morte del “veltronismo”.

  44. Sono dispiaciuto, ma era da aspettarselo.
    Adesso dobbiamo fare una gestione collegiale, non dobbiamo lasciare tutte le cariche a questi.
    Piano piano lo riconquisteremo il partito, ma senza fare opposizioni interne inutili.
    Io voglio tornare a sognare e Dario mi faceva sognare.
    Consoliamoci col pensare che questi sei
    sono serviti a Dario per diventare uno dei massimi leaders del PD e lo rimarrà per sempre.
    Dario Franceschini Presidente del Consiglio nel 2013!

  45. Caro Andrea,
    sono d’accordo, ma allora abbiamo sbagliato ad essere divisi, dobbiamo costituire rete forte per mantenere forte l’idea del PD che abbiamo noi e farla crescere, dargli forza.

  46. francesco Landi

    Caro Andrea

    La tua amarezza è la mia……. ma il tempo è galantuomo. Il problema è uno..molto serio. Riuscire dopo questa “rimpatriata” a far ripartire il progetto in cui abbiamo creduto?

  47. dirò una cosa banale (sono un cultore della materia)… qualcuno ha giustamente detto che è morto il veltronismo… il problema del veltronismo è stato creare un’atmosfera “alla Obama”… senza essere credibile come Obama (pochi scheletri politici nell’armadio, una “laicità serena”, una bella famiglia alle spalle… con rispetto parlando) e senza aver lavorato nelle viscere del Paese come ha fatto Obama… mi pare. Occasione malamente sprecata.

  48. Il Corriere della Sera di stamattina mi mette tra i 25 che seguirebbero Rutelli. Premesso che non ho ben chiaro dove lo seguirei, perché sto leggendo tutto sui giornali, mi limito ad una precisazione per amore della verità. La giornalista, Monica Guerzoni, mi ha chiamato ieri sera verso le 21 e le ho risposto con la frase che avevo messo nei commenti: “Sto ancora elaborando il lutto”. Lei la interpreta così: “Sto ancora elaborando il lutto della vittoria di Bersani”; in realtà, il senso originale era: “Sto ancora elaborando il lutto della sconfitta di Franceschini e della mia idea di Partito democratico”. Che magari per voi è lo stesso, ma per me no. La seconda parte della dichiarazione (“Se tutti i nostri avversari festeggiano, c’è qualcosa che non va”), invece, è esattamente quello che penso.

    Se siete appassionati di retroscena (una volta si chiamava minzolinismo, ora il fondatore ha cambiato mestiere), l’articolo è qui: http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_27/rutelli-squadra-guerzoni_9d220ab2-c2c2-11de-9afa-00144f02aabc.shtml

  49. Andrea, sei definito dalla giornalista come un deputato né completamente “teodem”, né completamente PD. Strana definizione, in effetti.
    Comunque ribadisco il mio concetto, semmai dovesse interessarti: c’è molto più da costruire per uno come te all’interno di un PD guidato da Bersani che all’interno dell’UDC di Casini. E te lo dice uno che non ha paura di dissimulare la sua soddisfazione per un’eventuale uscita dal PD di alcune persone.
    Solo tu conosci l’ambiente, le persone, il tuo partito, ma dall’esterno è questa la mia sensazione. Buona (penso difficile) riflessione.

  50. Onorevole Sarubbi,
    questo è un appello
    non lasci il Pd, non lo lasci per le tante persone (me compresa) che si sono appassionate al sogno di un partito plurale ed aperto. C’è tanto da fare, dalla sconfitta bruciante di questi giorni vengono anche nuove risorse, ora che alcuni non avranno più pesanti incarichi istituzionali ( penso a Franceschini stesso) potranno dedicarsi interamente a battaglie fondamentali per la società italiana. Non lasciatevi intruppare, ma senza fare opposizione all’attuale segretario portate avanti battaglie parallele come quella della cittadinananza ai bambini stranieri nati in italia. Fate vedere un partito armonico in cui si portano avanti temi diversi, Bersani ha scelto il lavoro (ottimo tema su cui lui è certamente preparato) voi aiutate su questo e portate avanti in parallelo la battaglia sulla cittadinanza. Anche per me è durissima, io avevo 17 anni e molti mesi quando votai per la prima volta alle primarie che elessero Veltroni e Franceschini ero grata al partito che mi avevo permesso di votare prima di avere la maggiore età ero grata per l’esistenza di un partito di sinistra in cui potevo stare con orgoglio da cattolica praticante e (allora da due anni) impegnata nel sociale. Ora ho paura di essere tollerata in questo partito, di tornare a sentirmi dire che tra due identità che sento forti non può esserci un incontro, ma debba esserci una scelta. Non molli , ho bisogno di persone che mi dimostrino il contrario, che lo dimostrino alle tante persone rassegnate che credono che i politici siano tutti uguali e che non si possa fare, in questa stanca italia , niente di nuovo. Non importa se non avete la maggioranza, gli innovatori non ce l’hanno quasi mai, ma portando avanti le loro idee, poco a poco cambiano il mondo e cose che sembravano granitiche.
    Elabori il lutto ed in fretta
    spero di sentire presto che il progetto PD va avanti , e non dimentica gli insegnamenti ricevuti sotto la brillante segreteria di Franceschini!

  51. Certo, se abbandoniamo Bersani nelle mani di D’Alema poi non ci potremo lamentare che è circondato dai dalemiani.

    Ma Bersani non è certo la foglia di fico di D’Alema, è un politico con una sua storia, un suo spessore e una sua personalità. E’ anche per questo che non ha sempre avuto grandi soddisfazioni all’interno del suo partito.
    Le sue prime dichiarazioni sono molto importanti: per esempio il fatto che esistano gli iscritti-militanti e gli elettori-sostenitori, e che entrambe queste “comunità” siano essenziali e vadano seguite con attenzione. Basterebbe questo per non confondere Bersani con la sua caricatura. La campagna congressuale è finita!

    Certo che esistono dei rischi di regressione, non da parte di Bersani ma di alcuni suoi sostenitori, soprattutto all’interno degli apparati locali.
    Il modo migliore per arginarli è continuare a lavorare nel PD.

    Di Andrea, che stimo molto e ho imparato a conoscere meglio, rispetto il “lutto” politico indubbiamente sincero: meglio questo che un “pastone” consolatorio già preparato: grazie per essere prima di tutto una persona, Andrea. Proprio per questo, lasciami dire che il tuo atteggiamento è all’opposto di quello di Rutelli, che da molti mesi (invece di spendersi a testa bassa per la vittoria del suo candidato Franceschini) la tiene lunga col suo “vado – non vado”, danneggiando Franceschini e tutto il PD, e non aspettava altro che la vittoria di Bersani per potersi mettere in mostra con l’ultimo giro di giostra. Credo che questo non abbia veramente nulla a che fare con te, Andrea. Penso che te ne renderai conto molto presto, appena passata la tristezza. Un augurio e un saluto.

  52. @moralista
    Sacrosanto: Obama ha promosso un lavoro “a testa bassa” nelle strade e nelle piazze, ha usato internet non come vetrina né luogo in cui cullarsi ma come fucina per rimandare militanti vecchi e nuovi a fare il benedetto lavoro sul territorio. Non bastano un paio di slogan, spesso non indovinati, qualche nome tirato fuori dal cappello (a volte ottimo, come Sarubbi!, più spesso deludente, ma è il metodo che scricchiola) e un po’ di buona retorica. Ma lavoro serio in mezzo alle persone. Posso dire che da Bersani mi aspetto anche questo?

  53. … anche a me piacerebbe che “i Sarubbi” non lasciassero il PD… se poi penso che Rutelli è colui il quale – piccola polemichetta personale – ha avallato un regolamento per gli asili comunali a Roma che grida vendetta… ma questa è un’altra storia, anzi, una storiella.

  54. Andrea condivido in pieno la tua analisi però io ci vedo un aspetto positivo in tutto ciò. Io mi auguro che il pluralismo possa avere sempre voce ma io sinceramente da elettrice sono strastufa di dover votare tra due schieramenti in cui minimamente non mi riconosco. Cerco una voce nuova che veramente mi rappresenti, io da nostalgica rimpiango i tempi del pentapartito perchè per quanto prima repubblica c’era più possibilità di scelta io non credo assolutamente che il bipolarismo sia la soluzione per l’Italia. Sembra quasi che tutto sia basato sul vincere contro Berlusconi ma poi proporre cosa che possa essere davvero convincente per chi è eternamente indeciso.
    Forse oggi possiamo sperare in qualcosa di veramente innovativo facendo pulizia di vecchi personaggi che davanti o dietro le quinte ci governano da decenni.

  55. caro Andrea,
    il PD rimane un grande partito popolare casa di tutti in continuo divenire, in che c’è tanto da fare e lavorare. Bersani ha vinto con poco più del 50%, quasi l’altra meta non era d’accordo con al sua idea di partito e di certo ne dovrà tenere conto.
    Ha vinto grazie alle primarie a cui hanno partecipato 3000000 di persone un fatto straordinario…e per questo, sono tranquillo pur avendo Bersani un idea di PD ben lontana dalla mia. Tocca continuare il lavoro per consolidare l’ idea di PD di molti di noi, che alla lunga è l’unica che può essere vincente. Andarsene in un partitino centrista, onestamente, mi riesce difficile immaginare possa esaltare l’idea di PD che dici di sostenere. La quale rimane piena e viva, perchè, anche se per questo turno ha vinto Bersani, tutti gli altri che la pensano diversamente rimangono nel PD, anzi nuovi, come i verdi in Lombardia entrano. Poichè non vedo epurazioni, la vittoria di Bersani non è un tornare indietro, è semplicemente che il PD che voglaimo è un partito autenticamente democratico e di volta in volta vincono linee politiche diverse ed anche alternative.

  56. Caro Andrea,
    la vittoria di Bersani è la volontà di 1 milione e mezzo di persone che hanno espresso il desiderio, condiviso da me (anche se poi non ho votato, indecisa tra Marino e Bersani), di avere un partito di SINISTRA, non di centrosinistra, un partito più deciso in questioni fondamentali di etica morale e sociale, senza essere per questo un partito di sinistra radicale. Io ho smesso di votare PD proprio perchè troppo legato ad un moralismo cattolico, non schierato realmente, ad esempio, nella difesa dei diritti dei gay, del testamento biologico, di uno stato laico. Bisogna rispettare questa volontà e non sminuirla parlando di antichi retaggi e di un antico apparato.

  57. gentile Olivia, gli antichi retaggi – mi permetto di rispondere per me medesimo e non certo per Sarubbi – si riferiscono non tanto a questioni ideologiche quanto all’ombra di D’Alema, delle sue “grandi intese” e del suo profilo di “narciso” che non mi si attaglia al profilo del leader che dovrebbe occuparsi dei problemi di un Paese intero e non solo dei suoi baffetti…

    se poi mi si dice che una fandonia che Bersani è l’uomo di D’Alema, io attendo davvero con fiducia le prove… e non sono retorico.

  58. Mi unisco a Il moralista, cara Paola. Qui nessuno sminuisce nessuno, siamo tutti sulla stessa barca.
    Ma sinceramente sono amareggiato di come a tanti elettori di “di sinistra” , non suoni strano pensare al futuro con un gruppo dirigente fatto di sessantenni che governano le sorti del centro-sinistra da quasi 15 anni.
    La parola sinistra l’ho sentita abusata moltissimo da D’Alema e da Bersani, ma praticata molto poco negli anni di governo, anche di recente. E queste persone avevano responsabilità importanti, in dicasteri chiave.
    C’è chi dice che il dato generazionale non conta ma mi chiedo e vi chiedo, pensate che siano adatti ad affrontare alle sfide che ci pone l’avvenire persone che hanno fatto attività politica per quarant’anni?
    Marco

  59. ma la bindi e letta sono degli ex comunisti? fassino e veltroni sono i rappresentanti del nuovo? perche’ i sostenitori di franceschini continuuano a distorcere la realta’?

    due anni di partito senza identita’, il partito dixan, ci hanno chiuso nell’angolo tra giustizialismo e anticlericalismo.

    e ripartire da identita’ e bisogni non significa certo tornare indietro. la societa’ e’ cambiata e i suoi bisogni sono molto ben indirizzati da un’evoluzione delle lenzuolate di bersani

  60. Uffa…ma l’avete voluto o no l’evoluzione del sistema dal bipolarismo al bipartitismo?? Manca il senso di squadra…e via con i mal di pancia, i terzi poli, le tensioni nel Pd e nel Pdl… Io sono proprio stanco, e non ne posso più. Ma scusatemi… un laico nel Pdl ed un cattolico nel Pd sanno benissimo in che partito va. Elaboratevi il lutto, ma per favore, imparate a fare squadra, accidenti!!!! Scusatemi per l’affermazione, ma io a Rutelli darei volentieri del rincitrullito. Troppo facile scrivere libretti (“La svolta”) e lagnarsi sempre, per poi uscire dal partito…. Troppo facile confermare Veltroni per mesi e mesi, chiedendogli di continuo una svolta… Insomma, fate a meno di inseguirlo, per favore. E siate seri.

    ps. sia serio anche Manlio Laurenti (alias Umberto Ingrosso). Berlusconi tra poco, ci salverà dalla terza guerra mondiale, a sentire i suoi discorsi di fantapolitica, e i suoi insulti a Prodi, che ha valorizzato la diplomazia commerciale ed ha concluso numerosi accordi per la fornitura di gas, non relegandosi a sedersi vicino ai cessi durante i summit internazionali. Complimenti Umberto, ti fai sempre riconoscere. Bravo bravo

  61. @marco: sicuramente il valore di Bersani si vedrà anche nella misura in cui sarà capace di favorire il rinnovamento (anche anagrafico, ma non solo!) delle classi dirigenti.

  62. A me pare che qui si parli di spostarsi più a sinistra, no più al centro…come se fosse un divano.
    Il problema, secondo me, è che qui c’è un problema di rappresentanza politica. Chi è cattolico di sinistra vota sì PD, ma non per questo si svuota di tutti i contenuti. Chi ha votato la Binetti conosceva il suo pensiero, e lo approvava. Perché si pretende allora che sia imposta una linea di partito? Ovviamente perché così è in Italia: si vota un partito sicuri che chiunque seguirà una certa linea, come un tempo si comprava una certa marca sicuri della qualità, quale che fosse il prodotto.
    Che senso avrebbe allora parlare di unità? Chi vota in un certo modo ha diritto ad essere rappresentato in quel modo, non in un altro deciso da un partito che prima gli aveva fatto credere di essere plurale e poi impone delle linee-guida. I comunisti quando parlano di unità pretendono di prendersi il voto dei cattolici di sinistra, senza però dar loro voce quando è dissonante con il pensiero comune. Se la Binetti se ne va gli altri farebbero bene a seguirla, in ossequio al mandato popolare.

  63. Un conto è una linea operativa: non possiamo avere un gruppo parlamentare che si sfilaccia disordinatamente su votazioni importanti, con deputati che fanno quello che gli pare senza nemmeno farlo sapere prima.

    Un altro conto è il pluralismo delle idee, delle opinioni, delle culture: che è una grande ricchezza, non va in alcun modo impoverito e deve servire proprio per costruire, con una sintesi efficace ma che tenga il più possibile conto di tutte le opinioni, la linea operativa del partito.

    In un partito che non dà voce anche ai cattolici (anzi, alle diverse componenti della cultura cattolica, che pure non va presa come un blocco monolitico) non avrei nessuna intenzione di stare. Ma neanche in un partito in cui i cattolici giocano sempre a distinguersi invece che cercare – come fa per esempio Sarubbi – di dare il loro contributo di idee e di lavoro al partito.

  64. @Federico
    Io parlavo di un dato generazionale. Non c’è differenza per te fra Serracchiani, Sarubbi o Civati (per stare alla mozione Marino) e dall’altro lato: Bassolino, Loriero, Penati?
    Io ho pieno rispetto per chi ha vinto e seguirò la linea che traccerà il nuvo segretario.
    Ma caro Federico, non si può pensare che il diritto di critica che ieri era concesso a D’Alema e Bersani, sia oggi negato a chi non si riconosce in certe “svolte”.

    @Luca: sta ora a Bersani avviare il rinnovamento. Nel Lazio l’ha fatto e Mazzoli (un trentenne) è una scelta che convince. Vedremo se avrà lo stesso coraggio in regioni come la Campania e la Calabria, dove abbiamo problemi grossi, molto grossi.

  65. Ma veramente ci si appiattisce su questa retorica “Veltroniana”? «il pluralismo delle idee, delle opinioni, delle culture: che è una grande ricchezza » Qua non si parla di un circolo culturale ma di un partito. Sembra di sentire Andrea Sperelli che descrive il suo appartamento. Invece è bene l’esatto contrario: avere un patrimonio comune, una base comune di idee, e poi magari chiedersi come sia più opportuno attuarle. Lei invece propone l’imbuto: tante idee, poi alcune verranno sacrificate. E con esse il pensiero degli elettori che si troveranno ad essere dei Peoness, utili portatori d’acqua per la corrente maggioritaria. Bella roba.

  66. Paolo Autelitano

    politichese o non politichese, alcune realtà, situazioni, prese di posizione (legittime, con relative ambizioni) sono ben chiare; ciò dimostra che chi non vuol vedere non vede, chi non vuol capire non capisce… altro è dichiarare apertamente che si vuol riformare un partito di sinistra (quando tali schemi hanno un contenuto obsoleto, e non solo perché fra pochi giorni sono ormai vent’anni che il Muro è caduto…) nel momento in cui già il Pd alla nascita lo superava (lasciando appunto altri partiti a sinistra); dovremmo essere Democratici e punto. E da qui maturarne contenuti, progetti, obiettivi… una visione della politica e del mondo, della politica per il mondo… Quando allora? Tra le “braccia paterne” (o materne) non si cresce, cresce chi non rinnegando le origini né la famiglia, prende la strada propria, del futuro…. Concordo con l’analisi, però voglio sperare (e impegnarmi) perché il percorso possa presentare le prospettive buone da cogliere, le prospettive possibili.

  67. @marco: Vorrei il rinnovamento (ripeto, non solo generazionale) anche nella mia Emilia-Romagna, quindi ci capiamo. Certo che sta a Bersani!

    @Emanuele: Allora ci facciamo tutti il nostro partitino di dieci persone che la pensano su tutto allo stesso modo?
    La stessa Binetti dice che al 98% ha sempre votato insieme al suo gruppo: significa che di ragioni serie per stare insieme, quindi, ce ne sono, no?

  68. Andrea, io una risposta la gradirei, ma come volevassi dimostrare, forse sulla scala sociale sono troppo in basso perchè uno come te mi degni di cotanta fatica!
    PS.Qualcuno ha scritto che non è vero che gli oparei sono la maggioranza di quelli che votano!!
    MAh, ragazzi, fatte voi i conti, includendo naturalmente tutte le categorie di lavoratori, da vari settori, poi se la matematica non è un’oppinione allora qualcun altro mi darà ragione!

  69. Bè Luca, questo semmai porterebbe a lasciare libertà di coscienza ai cattolici del PD. Se la Binetti “rompe” solo per il 2%, perché non lasciarla fare? Forse perché è proprio quel 2% che rode?
    Insomma o lasci libertà di coscienza su certi temi, oppure non mi venire a parlare di pluralismo perché è ipocrita.
    Tendo poi a sottolineare che è molto facile avere compattezza quando si è all’opposizione.

  70. La Binetti è la prima a enfatizzare il proprio voto, e a renderlo il più “doloroso” possibile: questa è una condotta censurabile per un parlamentare iscritto a un gruppo: dovrebbe avere maggiore senso di responsabilità.
    Se in coscienza non può votare in un certo modo, dovrebbe parlarne col proprio capogruppo e insieme si dovrebbe stabilire quale sia il modo per rispettare la propria coscienza e, al tempo stesso, danneggiare il meno possibile il proprio gruppo (basta essere stati eletti in un consiglio comunale per sapere che si hanno mille modi per non dare un voto, o esprimere le proprie obiezioni, senza essere costretti al voto contrario).

    Ma sono il primo a dire che l’idea “Via la Binetti perché non la pensa come noi!” (noi chi?) sia assolutamente perniciosa e nefasta per l’idea stessa del PD.

    Però per capirci, Emanuele: tu “da che parte” stai?

  71. ah niente. MAi votato PD nè mai lo voterò. Io sono un un pro-life e ho degli amici che votano PD e sono pro-life. Vorrei essere sicuro che questi amici non restassero illusi da un sistema che fagocita il loro consenso e poi si ritorce contro di loro.

  72. Non so’ quanti deputati e senatori cattolici seguiranno Rutelli ma so’ che tanti elettori cattolici faranno sempre più difficoltà a riconoscersi in un partito socialdemocratico…

  73. caro andrea (oso rivolgermi in questo modo familiare), ti ho conosciuto da poco qui sul web e subito apprezzato. pensa, non sapevo neanche che fossi un giornalista televisivo. ho apprezzato le cose che scrivevi, il tuo lavoro parlamentare, il tuo modo di porgerti. ho letto adesso anche tutti i commenti che mi precedono. mi trovo in consonanza con molti di loro. mi sembra assurdo che tu possa non continuare a lavorare in questo partito. ferma restando la libertà suprema di ognuno, non riesco a vedere il senso politico del tuo atteggiamento. un partito non è una fede. è appunto una parte. il risultato elettorale non soddisfa neanche me, per vari motivi. io ho scelto marino, anche perchè qui franceschini era stato abbandonato anche dai suoi amici storici cattolici, pronti a correre sotto un manto più sicuro ed ampio. qui da me votare marino significava lanciare un messaggio forte ai dirigenti storici, ex comunisti ed ex democristiani. ma non è vero che adesso dopo le primarie il pd è cambiato: se è cambiato un gruppo dirigente, ci siamo ancora tutti noi, e siamo quelli che siamo, persone normali impegnate nelle professioni e nel lavoro, e poi anche in una parte politica, ci siamo tutti noi che continuiamo a volere un partito ampio, forte, capace di governare ad ogni livello. noi che abbiamo bisogno di tanti punti di riferimento, anche diversi tra loro. che prevalga momentaneamente l’uno o l’altro è secondario. insomma, per dirla tutta, io non sto nel pd perchè c’è franceschini o bersani o d’alema o marino o chi cavolo volete. ci sto perchè ci sono ANCHE TUTTI QUESTI E MOLTI ALTRI. questà deve essere la nostra ricchezza e la nostra diversità. rutelli andando via lascerà noi un poco più poveri, e certamente perderà lui ricchezza e significatività complessiva. spero vivamente che tu continui a donarci la tua presenza per fare tutti noi, milioni di persone, ancora più ricchi di pensieri. se così non fosse, ancora una volta perderebbe la politica. grazie.

  74. Pingback: iMille » Blog Archive » Un (dis)senso a questa storia

  75. Rieccolo… Un fantasma si aggira per il centro sinistra. Il socialismo? No. La scissione. Passa la tua linea politica? Bene, allora io alzo i tacchi e me ne vado. Mi trasformo in Casiniano… Un po’ di serietà no?
    E poi ‘sta storia del socialismo. E basta! A parte che è stato dato del socialista anche al buon Obama, ma in ogni caso io valuterei senza etichette preventive quello che ha intenzione di fare e che farà il nuovo segretario. E lo dico io che non ho votato alle primarie e che sono alla finestra in attesa di vedere che direzione prenderà il PD.

  76. Caro Sarubbi,
    ho votato Marino, ma credo che la componente cattolica sia essenziale al PD.
    Spero che lei rimanga nel partito: c’e’ un grandissimo bisogno di politici non ancorati al secolo scorso.
    E ce n’e’ ancora piu’ bisogno adesso, dopo la vittoria di Bersani.
    Buon lavoro!

  77. Non credi Andrea che le mani di papà siano quelle da cui siete usciti voi? intendo questa specie di Democrazia Cristiana di Sinistra?
    Per me tornerete, da bravi bimbi dopo la vacanza Erasmus, tra le braccia di Casini.
    Perché è lì che potete esprimervi al meglio.
    Non lo dico con disprezzo, certo non mi siete mai piaciuti né ho mai potuto digerire i Rutelli & C. ma neanche D’Alema & Bersani mi piacciono, per cui non considero questa una vittoria.
    Spero però che almeno certe posizioni sui temi etici e di laicità non vengano confuse

  78. Raoul Minetti

    Bravo Andrea, il tuo commento e’ perfetto; mi ha tolto le parole di bocca
    Raoul Minetti – iMille

  79. Bravo Pino! Lo so…lo so… adesso mi attiro un milione di maleparole o – visto che siamo civili ed educati – forse solo malpensieri! Ma è mai possibile che noi non si siam MAI capace di far quadrato intorno a noi stessi?
    Sapete qual è la bevanda più simile alla cocacola nel mondo? La pepsicola (e non c’è variante cocacola che tenga). Eppure se a uno abituato a bere cocacola proponete una pepsi vi guarderà con aria schifata manco gli proponeste sterco secco. Questo è il fatto. Siamo tutti impegnati a difendere una posizione per non provare a testare quella in assoluto più vicina. Mi dite che il PD di Franceschini è totalmente diverso da PD di Bersani. D’accordo, piangiamo, disperiamoci, strilliamo…poi però usciamo dall’atteggiamehto infantile e decidiamo: c’è qualcosa di più vicino a me? A me pare di no! Perché se Casini o Mastella, Lupi o Vattelappesca mi rappresentano più di Bersani…be’ allora l’errore è grave ed è stato commesso molti mesi addietro. Se no, accettiamo di buon grado e rimbocchiamoci le maniche perché questo Partito sia lo specchio di un popolo nuovo, che sa riconoscere il primato della cocacola pur sapendo bere la pepsicola (o viceversa). E’ un grande sforzo, ma ci migliora! E’ il desiderio e lo sforzo di migliorarsi che deve avere la meglio… E se mi posso permettere (per rendermi davvero insostenibile)…mi piacerebbe che ci sforzassimo anche solo di scrivere in un italiano corretto perché – e farò un ragalo ai franceschiniani, visto che l’autore di queste parole ha votato Franceschini – “chi parla male, pensa male”; e chi pensa male vive male!
    Bed
    P.S. A scanso d’equivoci: chiedo scusa per la banalità del mio esempio Coca-Pepsi.

  80. @ Luana
    io credo che sia molto più laico, moderno, e democratico Andrea Sarubbi che Massimo D’Alema.
    Ma mi rendo conto che sono fra i pochi a pensarlo. e purtroppo non posso nemmeno tornare da Casini, come dice tu. Perché non mi ritrovo in nulla di quello che dice.
    Io ho 35 anni, non sono stato nel PCI e non sono stato nella DC. Sono cattolico e di sinistra (almeno credo).
    Pensi che uno “come me” e “una come te” possano stare nello stesso partito oppure devo andarmene anch’io come suggerisci ad Andrea?

  81. Laurenti, scusi, ma lei rilegge ciò che scrive e lo capisce…o lo scrive per sentito dire? A parte che non si capisce la pertinenza di ciò che va asserendo con questo contesto, a parte che se la sua fonte di saggezza è “sergio romano su panorama” stiamo freschi… ma non erano gli ex comunisti ad avere rapporti con la russia del KGB? Non è così? Ce li ha il piccolo padre di Mi2? Fantastico. Lei ci delizia. Però per adesso ci lasci a rotolare nelle risate che ci ha provocato. Tregua, grazie.
    LB

  82. Insomma! Primarie, primarie, primarie!!! Son venuti in tre milioni per tornare indietro? Non hanno capito nulla? Io credo che invece abbiano capito eccome! Per esempio hanno capito che Bersani, se avesse perso, un post come il Suo lo avrebbe risparmiato al PROPRIO partito. Apprezzo comunque la sua sincerità.

  83. Pingback: Crescere è non aver paura del buio « Blog del circolo online del PD “Barack Obama”

  84. @Omar
    Perché cosa ci sarebbe inaccettabile nel post di Andrea? Scusa D’Alema e Bersani hanno criticato per due anni la gestione precedente e non mi sembra che nessuno gli abbia mai chiesto di andarsene.
    Perché da ieri dovrebbe valere una regola diversa? Ma che partito vogliamo?

  85. Una curiosità on.le Sarubbi.

    Lei, “deputato del partito democratico”, resterà tale o seguirà l’on.le Rutelli?

  86. Ma quando torni, capisci quanto devi a papà.

  87. Ripeto, le tue preoccupazioni possono essere anche le nostre: ma Bersani è stato eletto dalla maggioranza di 3 milioni di votanti. Questa è la democrazia. Caro Andrea, che senso ha lasciare un grande partito popolare, per un partitino di centro? In tutte le democrazie autentiche, in un grande partito si rimane anche in minoranza e si lavora per far si che esse diventino maggioranza.

  88. PER MARCO.
    Ed infatti io credo che nessuno debba andarsene?!Chi l’ha mai detto? Mi interrogo solamente sull’opportunità di certe affermazioni pur apprezzandone (come ho detto) la sincerità. Lei ha letto male, evidentemente.

  89. Caro Andrea,

    ma scusa, se un cattolico come Prodi avesse fatto il tuo stesso ragionamento e non si fosse messo in gioco 15 anni fa quando il pds era un partito monolitico, il pd non sarebbe mai nato!

    vuoi non avere lo stesso coraggio tu ora ?

    in piu’, tu anagraficamente sopravviverai di sicuro a d’alema e compagni di apparato. se te ne vai gli allunghi solo la vita (politica)

    davvero ti sentiresti piu’ a tuo agio nel cattolicesimo bi-familiare di Casini, con la sua nota coerenza tra l’ostentazione degli ideali e il suo vissuto ? potresti continuare le tue battaglie per la legalita’ sapendo chi sono i referenti dell’udc in sicilia ?

    io non ho votato bersani, che invece avrei votato volentieri due anni fa se avesse fatto il ticket con Letta invece di tirarsi indietro vigliaccamente seguendo ordini di scuderia.
    spero abbia imparato la lezione, d’altro canto non ha nessun interesse a sprecare la sua prima e ultima occasione politica per fare il lacche’ di dalema, perche’ cosi’ facendo sarebbe lui la prima vittima di una sconfitta elettorale certa.

    voglio sperare invece che sia d’alema ad aver sottovalutato la caparbieta’ di una sana testa quadra emiliana.

    detto questo, io non vedo differenze sostanziali in franceschini, che e’ in politica da sempre come bersani ed e’ a sua volta sostenuto da molti degli ex pci (fassino, cofferati e veltroni) ed ex dc (marini, fioroni etc), come d’alema eterni sconfitti che resistono al pensionamento gestendo le tessere e il sottogoverno degli apparati.

  90. Matteo Cacciola

    Caro Andrea, capisco il senso del tuo post, ma ciò che non capisco è questo senso di lutto, che sottintende un morto, mentre un morto non c’è. A meno che non si lasci ciò che si crede essere moribondo negandogli l’assistenza che lo potrebbe ancora salvare. Come altre volte ti ho scritto, continuo a pensare che la base sia più matura della dirigenza, perchè la base nutre ancora quel sogno che è in realtà il sogno di Romano Prodi. Basti pensare che la base è costituita per un terzo da chi dichiara di preferire la “compagnia politica” di IdV, per un terzo di Sinistra Democratica e per un terzo dell’UDC. Ergo, vi è una base che, pur essendo variegata, si riconosce nel PD ed in quel sogno unico nella storia politica italiana: dare una casa comune ai riformisti.
    Non so sinceramente se la nuova dirigenza riuscirà a fare passi avanti verso il completamento del sogno, ma so che è davvero difficile, per me, operare dei processi alle intenzioni, perchè mi sembra sinceramente che verso Bersani si stia operando una sorta di guerra preventiva.
    Se il sogno parte da una sintesi unitaria, mi sembra contraddittorio – alla prima difficoltà seria – pensare di “continuarlo” a partire da una divisione.
    Il quibus, a mio avviso, sta in una domanda: la sinergia fra tutte le istanze riformiste, è un processo politico o culturale? Per me è un processo culturale e sai meglio di me che i processi culturali non hanno tempi brevi. Ma è una scommessa avvincente. Come ogni scommessa, si può vincere e si può perdere, ma non credo sia buon costume tirarsi fuori dalla mischia prima del tempo.
    Certo, il PD è un partito politico che nasce per operare azioni politiche, ma alla cui base si pone quel “sogno culturale” di cui abbiamo parlato sopra. Questo credo sia inequivocabile, altrimenti il PD non sarebbe nato e sullo scenario politico italiano avremmo ancora quell’alleanza chiamata Ulivo.
    Porre la questione se non sia meglio lavorare allo stesso progetto ma dal centro (ovvero dall’UDC) implica che il sogno cercato non sarebbe più tale, almeno dal mio punto di vista, perchè ridurrebbe il tutto a mero problema politico, di sigle e/o bandiere, e non è questo il sogno che è stato alla base del PD, e nel quale la base del PD crede ancora.

  91. Matteo Cacciola

    E poi, Andrea, in politica mi hanno sempre insegnato che, se lasci spazi liberi, c’è qualcun altro che se li piglia. E non sempre questo qualcun altro copre quegli spazi così come li copriresti tu…

  92. Andrea, sinceramente non credo alle dichiarazioni della stampa sui 25 “rutelliani”.
    Come peraltro credo che nessuno voglia la morte del PD (e quindi non ci sia da elaborare alcun lutto).
    Il discernimento non lo si fa in 3 min. (cosa direbbero i nostri amici gesuiti se prendessi decisioni avventate?)
    Ho anche un però, ma preferirei dirtelo a voce, se hai ancora voglia di incontrare il tuo amico “cattocomunista” di Genova 😉

  93. concordo sui tuoi punti… spero cmq si trovi una via soddisfacente…

  94. Condivido pienamente la scelta di Bersani ed è con grande piacere che vedo qui a Imola un gruppo di ragazzi “in gamba” impegnati per sostenerlo, è un gruppo del polo liceale che ha partecipato ad incontri, fatto volantinaggio e si impegna nelle assemblee d’ istituto con l’entusiasmo che pensavo ormai perduto.
    E’ sui giovani che ripongo le mie aspettative per un futuro democratico, sano e che rivaluti la sinistra

  95. gianna pasini

    Sono d’accordo. Il mondo cambia e noi dobbiamo esserne consapevoli specie se si vuole essere protagonisti nel mondo della politica. Io ero di corvè ai seggi delle recenti primarie ed ho votato per la mozione Marino. Lui si che ha visto un po’ di mondo fuori dai confini italici e la sua visione spazia ben al di là del nostro orticello. Le braccia di papà saranno anche comode ed accoglienti ma è il nuovo che dobbiamo osare.
    Gianna Pasini – Brescia PS:L’ho sentita stasera nella mia città sul tema Donum bebè, ed è stata una piacevole scoperta. Forse il PD ha forze giovani che lo faranno sopravvivere nonostante tanti vogliano affossarlo. Confido in voi!

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