Gomorra tra noi

Sì, lo so che la foto non è un granché, ma è il simbolo che conta. Il tizio curvo sono io, la porta dietro di me è quella della sede Pd di Castellammare di Stabia. Che per il Partito democratico, alla vigilia delle primarie, non è come dire Castelnuovo ne’ monti o Castelvecchio Pascoli, Castelluccio di Norcia o Castelfranco veneto. La storia dovreste conoscerla, dunque non mi dilungo: a febbraio un consigliere comunale viene ucciso barbaramente, in mezzo alla strada e sotto gli occhi di suo figlio, da un commando di camorristi; tra i sicari, appurano le indagini, c’è anche un iscritto al Pd. Come è potuto succedere? Dove abbiamo sbagliato? Ed ora, che cosa facciamo? Tre domande che si fanno tutti, lì a Castellammare, ed alle quali  ieri sera abbiamo cercato di rispondere insieme: dirigenti locali, parlamentari, militanti ed associazioni del territorio, impegnati nel lancio dell’iniziativa “Antenna per la legalità”. Sul come è potuto succedere, l’analisi è abbastanza scontata: più una società è debole, anche economicamente, più cresce la dipendenza dalla politica (scorciatoia privilegiata per il lavoro, come dimostra anche l’ultimo caso Udeur), più la camorra capisce che deve infiltrarsi nei partiti. Non c’è destra né sinistra: c’è solo chi comanda (o chi può farlo nel breve periodo). E siccome a Castellammare governa il Centrosinistra, la camorra ha deciso di infiltrarsi nel Pd. Qui, però, entra in gioco la seconda questione: dove abbiamo sbagliato? Ci sarebbe da scrivere un libro sulla politica napoletana, sulle decine di raggruppamenti che fanno capo a Tizio o a Caio, a Sempronio o a Mevio, ma che – a differenza delle correnti classiche – non si distinguono per il progetto politico, bensì per l’aspirazione al potere del proprio leader. E questo è già un primo errore, che poi si traduce spesso in decine di liste elettorali: pur di pesare, e di far vedere agli altri quanto peso, corro con una lista tutta mia; pur di prendere voti, la allargo a tutti e la rendo permeabile ad ogni tipo di infiltrazione. Qualche volta non me ne accorgo davvero, qualche volta me ne accorgo in ritardo (come nel caso di Torre Annunziata, dove il clan Gionta ha tentato la scalata al Pd proprio con le tessere), qualche volta faccio finta di non accorgermene, perché la guerra è guerra: da questo punto di vista, il Pdl è un maestro, ma la storia di Castellammare ci dice che neppure noi siamo immuni dal pericolo e che abbiamo sbagliato nel non saper dire dei no, nel non essere rigorosi all’estremo, nel non anticipare il rischio. Eccoci allora all’ultimo punto: cosa facciamo adesso? La parola d’ordine è trasparenza totale, e ieri sera il sindaco (Salvatore Vozza, a capo di una giunta di Centrosinistra ma non iscritto al Pd) ha detto chiaramente di non voler fare la fine di Fondi: lì si sono dimessi per impedire che arrivasse la commissione d’accesso, qui ne invocano l’arrivo immediato anche a costo dello scioglimento, purché si faccia luce su tutto. Il commissario del Pd napoletano, Enrico Morando,  aveva ricevuto da più parti l’invito ad annullare le primarie di domani; ha deciso invece di confermarle e di invitare gli elettori in massa al voto, per trasformare un possibile segno di cedimento in un’occasione di riscossa. Del suo lungo discorso vi riporto solo l’ultima frase, che ne riassume il senso: “Non vogliamo più cedere un metro a questi bastardi”.

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4 risposte a “Gomorra tra noi

  1. emanuela borin

    Trasparenza totale, anche a costo di perdere pezzi…anche a costo di dover denunciare comportamenti scorretti o poco chiari degli “amici” . è l’unica strada percorribile se vogliamo riportare la questione etica all’interno ed all’esterno del nostro PD e del nostro Paese.

  2. Annamaria Rossi Bufo

    Caro Andrea, dici bene quando affermi che si potrebbe scrivere un libro sulla politica napoletana. Ma si potrebbe riempire una intera libreria sulla politica italiana. Da sempre appassionata di vita civile, provo oggi una forma di stanchezza. Rifuggo dalle argomentazioni troppo lunghe e penso che la politica sia diventata un pericoloso tritacarne che stritola e che funziona ad orologeria. Da questo si salvano gli squali, dai quali dobbiamo guardarci e difenderci, ma che hanno la pretesa di governarci e amministrarci. Non voglio, non potrei mai, generalizzare. Ci sono in politica tante degne e competenti belle Persone di cui la prima che mi viene alla mente, oltre te, è Giovanni Bachelet. E sicuramente tanti altri. Perchè non emergete Voi? Per fare prima una bella pulizia generale da incrostazioni, privilegi, residui di compromessi e…….. poi ripartire puliti, credibili e capaci di entusiasmare.
    Ti rinnovo stima per la tua coerenza ed onestà concettuale.

  3. Antonio d'Orsi

    Caro Andrea,sono un iscritto al PD Stabiese,sono stato membro del direttivo incriminato,posso ripetere quello che da giorni continuo a dire ai 4 venti,il partito nella stragrande maggioranza e’ sano,si’ e’ approfittato del momento della costituzione per infiltrare persone infime,grazie a qualche personaggio interno un po’ troppo disinvolto. io spero che venga alla luce chi, per proprio tornaconto,ha fatto spazio a questi animali.
    per quel che riguarda le primarie si DEVONO tenere perchè lasciare spazio in questo momento significa far passare un messaggio di resa nei confronti della camorra e della malapolitica.
    un’ultima cosa, e’ vergognoso che in un momento come questo,alcune forze politiche stanno sciacallando sulla situazione chiedendo le dimissioni del Sindaco, che voglio ricordare, non e’ del PD, anzi ha un rapporto a dir poco conflittuale con il PD stabiese.
    memorandum:
    non sono candidato in queste primarie.
    non ho appoggiato vozza ma bensi’ la salvato.
    sono da sempre un battitore libero della politica.

  4. Sono stabiese, ed iscritto al PD nella mia città. Ricordo perfettamente le file interminabili per prendere la tessera e, successivamente, per votare il gruppo dirigente. Era evidente che così tante persone lì fossero a dir poco strane, vista la disaffezione per la politica. Qualcuno le aveva mandate, forse addirittura pagate. Non tutte ovviamente, ma in numero significativo.
    Che dovevo fare? Andarmene, dicendo che la politica è una cosa sporca ed io sono pulito?
    Beh, sono rimasto, senza farmi impressionare dai clientes, che peraltro non sono una novità. Insieme ad altri Ecodem, abbiamo fatto campagna elettorale alle Politiche, portando in città persone di sensibilità diverse, ma soprattutto portatori di idee e di credibilità.
    Siamo stati quasi gli unici a parlare di energia pulita, riqualificazione urbana, economia, comunicazione, lotta alle ecomafie nella sfera economica e in un quadro europeo. Naturalmente, portare a questi appuntamenti pubblici meno della metà del numero di persone che erano in fila per la tessera, è stata un’impresa titanica.
    Abbiamo perseverato alle Europee, presentando il libro (e la candidatura) di Rosaria Capacchione… sapete chi è, spero.
    Oggi sostengo la candidatura della persona che con me ha animato il gruppo, presente nella lista Franceschini con Impegno, Cataldo Esposito.
    Due giorni fa ci siamo chiesti se dovevamo mollare tutto, magari provando a fare la bella figura dei puri scandalizzati. Siamo rimasti.
    Un’ultima cosa. I tanti signorotti della politica napoletana hanno peso anche perché gli equilibri nazionali li hanno imposti. Esempio: serviva il partitino x per tenere in piedi il Governo? allora in Campania regaliamogli il tale o il tal altro ente. Non una parola di autocritica e di assunzione di responsabilità dai leaders nazionali su queste negoziazioni.

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