Visti in tv

 

Se avessi avuto qualche dubbio su chi votare alle primarie, la diretta di oggi su Youdem me lo avrebbe tolto dopo un quarto d’ora: il tempo di sentire Bersani prendere a calci l’articolo 67 della Costituzione, in nome della disciplina di partito, e Marino ripetere la famigerata frase del Lingotto sul “chi non si sente laico dentro può anche fermarsi un giro e stare a casa”. Mai come oggi, ho avuto chiaro che la mia scelta per Dario Franceschini è anche un atto di legittima difesa: chiunque vincesse degli altri due, infatti, mi toglierebbe il diritto di votare (come ho fatto e rifarei) contro il mutuo ventennale da 4 miliardi di euro per Gheddafi, o di astenermi (come ho fatto e continuerò a fare) sulle missioni internazionali fino a quando non aumenteranno i fondi per la cooperazione, o di dissentire dalla maggioranza del partito (come non ho ancora fatto ma potrei fare) su alcune delicatissime questioni etiche. Se questo blog fosse uno strumento di propaganda, insomma, oggi avrei diverse mazzate da tirare; non lo faccio perché voglio ancora bene al Pd, e così mi concentro su ciò che – di tutti e tre i candidati – mi ha convinto di più. In ordine di mozione, naturalmente.

Pierluigi Bersani. Sulle questioni economiche ha dimostrato di essere decisamente una spanna sopra a tutti (in Parlamento gli tengono testa solo Cazzola e Tabacci, nel Pd nessuno): il passaggio sulla crisi e sulle tre soluzioni (sostegno ai redditi medio bassi, fondi di garanzia per le piccole e medie imprese, grande piano di piccole opere pubbliche) è stato di una lucidità impressionante. Allo stesso modo, quando ha parlato di previdenza è stato l’unico capace di contestualizzare l’innalzamento dell’età pensionabile all’interno di una riforma più ampia, in funzione dei giovani. Mi è piaciuto anche il passaggio sulla giustizia che non va, e sul fatto che ogni riforma necessaria venga condizionata dagli interessi personali del presidente del Consiglio. Bersani è un solido uomo di Stato.

Dario Franceschini. Bene sul pluralismo all’interno del Pd: il fatto che occorra votare sulle questioni controverse non è in discussione, ma non si può imporre la disciplina su tutto. Condivido anche il suo approccio sulle unioni civili, per le quali devono esserci limiti ben chiari: il no alle adozioni ai single ed alle coppie gay potrebbe costarmi l’accusa di essere singlofobo ed omofobo, ma mi rimetto al vostro buon cuore. Il suo discorso sul bipolarismo da conservare con i denti (non regaliamo una parte del Pd al centro, non deleghiamo all’Udc la rappresentanza dei moderati) mi pare saggio, così come la sua idea di partito aperto agli elettori e lontano dai caminetti. Franceschini è un uomo equilibrato e coraggioso.

Ignazio Marino. Perfetta la prima risposta, quella sulla sanità: per un chirurgo come lui, era una specie di domanda a piacere, ma devo riconoscere che è stato bravissimo. In due minuti, è riuscito a parlare di tutto: l’esodo dal sud al nord, le lunghe attese, le condizioni degli ospedali, le stesse candidature con Bersani di due campioni mondiali dell’intreccio fra politica e sanità come Bassolino e Loiero. Buono anche il passaggio sul merito come motore dell’istruzione e della ricerca, lontano dalla tentazione di utilizzare la scuola come ammortizzatore sociale. Sacrosanto il discorso sulle correnti che bloccano il rinnovamento della classe politica e l’avanzamento dei giovani all’interno del Pd. Infine, sottoscrivo il suo approccio sull’immigrazione, sulla cittadinanza e sul voto alle amministrative per chi paga le tasse qui. Marino è un uomo nuovo, con un approccio politico e non politicante.

Le critiche le lascio a voi, ma con una preghiera: non scanniamoci, perché da qui al 25 è ancora lunga e potremmo farci molto male.

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12 risposte a “Visti in tv

  1. Esatto, da qui al 25 è ancora lunga. Ma non troppo: facciamo in modo che il 26, chiunque sia un vincitore, non si ritrovi in mano un partito sfasciato, dove cova la voglia di faide e di lotte tra bande tipo “I Guerrieri della notte”.
    Facciamo in modo che si avveri quanto aveva detto Dario Franceschini settimane fa in un’intervista, come risposta alla domanda: “chi vincerà le primarie” “il PD”.
    Spero che i tre leader lo abbiano capito.
    Ma che lo abbia capito anche la base. A volte su Facebook (lo ha persino notato Elena Loewenthal l’altro ieri sulla Stampa, in un articolo che trattava di tutt’altro) leggo cose che mi sconcertano un po’.
    Le primarie saranno un successo, credo, non trasformiamole nella solita mossa masochista!

  2. Marco Vismara

    Il no alle adozioni ai single e alle coopie gay: parliamone, anche con il buon cuore che ci viene richiesto.

    Il mio parere, modesto ma sentito, è che non si possa dire si o no prescindendo da una conoscenza profonda della questione. Di cosa parliamo altrimenti? Di scelta personale, religiosa o etica?
    Da quanto so, la conoscenza scientifica è l’unico tipo di conoscenza che possiamo affermare di avere. Tutto il resto è opinione.
    Qualcuno dei programmi è stato scritto basandosi su conoscenze scientifiche attuali? Vogliamo sapere come cresce un bambino da una coppia gay? Esistono parecchi esperti di psicologia, pedagogia, psicologia evolutiva, neuropsichiatria infantile. Vogliamo studiare e documentarci prima di dire qualcosa? Non invoco un governo di soli tecnici, sappiamo che fine fanno, ma almeno dei consiglieri scientifici alle spalle che guidino un “si” o un “no” ragionato. Non una risposta per partito preso o convinzione personale (per quanto radicata).
    Vogliamo continuare a legiferare basandoci sul senso comune o forse è ora di instillare un sentire comune che la società deve basarsi su quanto di più moderno conosciamo. Altrimenti continuiamo con una sorta di papato, in cui l’idea è scritta su pietra e in base a quella si deve vivere.

    Mi piacerebbe insomma vedere un partito democratico che porti avanti quel progressismo radicato in una profonda conoscenza delle leggi naturali, sociali e umane. Un progressismo d’avanguardia, non un arrancare dietro gli altri paesi europei che prendiamo sempre ad esempio, non riuscendo nemmeno a immaginarlo da noi.
    Tutto il resto altrimenti è un luogo comune anche se supportato da bei discorsi. Un (bel) ragionare su argomenti che non si possiedono. Una sorta di conversazione dal parrucchiere, più forbita e in versione maggiorata, ma sempre una conversazione da parrucchiere.

    La questione Binetti è un altro esempio: gay si o gay no. Malattia o normalità. Esistono (gli ho studiati personalmente, so che esistono) molti testi sull’argomento (Fisiologia del comportamento, Carlson) che spiegano come e perchè alcuni animali, uomo compreso, hanno un orientamento sessuale verso lo stesso sesso. Non li ho mai sentiti nemmeno citare. Allora, va bene il pluralismo nel partito, ma va meglio la prospettiva Mariniana “pensare laico”. Non perchè la religione è il nemico, ma perchè dobbiamo basarci su ciò che sappiamo per scrivere programmi che cambino in meglio la vita delle persone. Allora, scusate, ma lo dico: forza Marino.

  3. Andrea, io alle primarie probabilmente voterò non come te, ma ti confesso che mi sono sempre piaciuti i tuoi interventi sul tuo blog, equilibrati, e sempre con lo spirito che vorrei in tutto il nostro PD. Confronto sì, ma senza scannarsi, e poi… al lavoro tutti assieme, che è tempo!!!
    Un affezionato ciao.

  4. @ Marco Vismara
    Trovo perfettamente condivisibile il tuo commento, a cominciare dalla disinformazione sugli argomenti trattati.
    Sulle adozioni permesse ai gay o ai single perchè proibirlo, di recente ho letto un articolo di uno psicopedagogo americano che riferisce di uno studio su bambini adottati da single in cui si rileva come non dimostrino in realtà nessun problema.
    E penso anche ai tanti bambini presenti negli orfanatrofi di molti paesi stranieri in condizioni catastrofiche, per l’estrema povertà ma non sarebbe meglio darli in adozione a persone che potrebbero dare loro un grande affetto aldilà dei loro gusti sessuali.
    Anche io voterò Marino.

  5. Tempo fa avevo lanciato un quesito in questi spazi. Lo ripropongo anche perchè mi sembra che nessuno dei candidati mi pare abbia affrontato la questione (forse il solo Franceschini ha accennato a qualcosa).

    Semplicemente: Bassolino e Iervolino ?!

    So di essere noioso, ma la rinascita del PD deve necessariamente passare per la Campania. Andrea Sarubbi lo sa benissimo, essendo stato “eletto” qui ed essendo uno dei pochi che percorre il suo collegio avanti e indietro (di ciò gli rendo il giusto merito).

    Le tonnellate di immondizia non le abbiamo dimenticate. Ma voi non sapete, perché i fatti non sono stati pubblicati a dovere, che l’ISU (International Space University) assegnata a Napoli dopo una severissima selezione, non si è potuta tenere per evidente negligenze della regione Campania.
    Potrei continuare per ore con altri esempi.

    Cesaro ha vinto a mani basse alle provinciali, anche grazie a chi come me ha preferito astenersi.

    L’anno prossimo ci saranno le regionali: viste da qui e adesso sarà un altro bagno di sangue.

    Il PD qui è lontano dal territorio e soprattutto è lontanissimo dalla vita comune di ognuno di noi.

    A Napoli e provincia, l’aria è irrespirabile e si fa fatica a trovare ambiti nei quali ci siano speranze e progettualità.

    Abbiamo, ho provato a inserirmi nei percorsi politico-decisionali . . . ma si arriva ad un livello oltre il quale non si va. A quel punto ci vuole un salto che non é possibile per uno che lavora e deve portare avanti la famiglia: bisogna delegare.

    Dovrò tenere ancora sospesa la mia delega verso il partito che un tempo mi rappresentava ?

  6. Mi sono convinto a votare – senza entusiasmo – Bersani per alcune delle ragioni per cui non lo voti tu. Una su tutte: non lo ordina il medico di avere un incarico istituzionale. Chi lo ricopre si ricordi, oltre che della sua rispettabile coscienza, anche del sentire collettivo del partito che lo ha fatto eleggere. Un sentire collettivo che è sì plurale ma deve trovare una sintesi che impegni tutti. Altrimenti facciamo l’armata brancaleone, più o meno quello che è stato il Pd in questi mesi. Su Franceschini che è contro i caminetti, beh, ok, lasciamo stare le polemiche e concentriamoci sul buono.

  7. Bah, Sarubbi, non sarà un blog di propaganda per con l’attacco di questo post ci sei andato molto vicino. Ho sentito anch’io i vari interventi e non mi sembra che Marino abbia detto quello che tu scrivi a proposito di “saltare” il giro. Si riferiva a chi non condivide dei principi identitari comuni; e che non è possibile, su qualunque cagata, invocare motivazioni di coscienza e giustificare un voto personale.

    Ciò detti, Franceschini è davvero il più debole dei 3; se vuole dimostrare di essere un segretario all’altezza ha avuto 8 mesi per dimostrarlo; com’è che il giudizio generale sul PD continua ad essere disastroso; e smettiamola con questa leggenda metropolitana che lui ha salvato il PD dalla catastrofe; intanto 4 milioni si sono volatilizzati da quando Franceschini è segretario o vice segretario.
    Se il PD vuole evitare l’autodistruzione l’unica chance è Marino, ma forse il PD non se lo merita; d’altronde gli italiani hanno da sempre la capacità di scegliere il peggiore…

  8. @ mdaniele: purtroppo. Marino ha detto quella frase, e gliela avevo già sentita dire. Per essere più preciso, a Youdem ha detto: “Quelli che non si sentono laici dentro il cuore a questo giro perché non li lasciamo a casa?”. Ora, io mi sento laico dentro il cuore, anche se a Marino magari non risulta perché nelle riunioni del gruppo parlamentare sul testamento biologico mi ha sentito esprimermi con una sensibilità diversa dalla sua. E vorrei non essere costretto a cambiare casa, se non sono desiderato. A me non pare propaganda: pare solo legittima difesa.

  9. Sono convinta che Bersani, Franceschini e Marino siano tre brave persone, oneste e che fanno con passione quello che fanno, con grandi qualità e qualche limite che però possono attenuare se, dopo le primarie, decideranno di collaborare anzichè darsi battaglia, dando così anche il buon esempio a tutto il partito, cosa che, come ci spiegavano quando eravamo bambini, non guasta mai: è con l’esempio e non con le prediche che si possono modificare i comportamenti collettivi.
    Abbiamo assoluto bisogno della competenza economica di Bersani, della passione politica di Franceschini, delle competenze scientifiche di Marino oltre che della sua attenzione ai valori di laicità nella formazione delle norme che devono riguardare tutti i cittadini e non solo quelli che credono in un certo modo. Per quelli che credono ci penserà la chiesa a dire quello che possono o non possono fare, se la loro coscienza non ci arriva e se credono saranno loro a seguire quei comportamenti che ritengono più coerenti senza bisogno per questo di obbligare per legge anche chi non è assolutamente d’accordo con loro.
    Abbiamo bisogno anche di tante altre personalità che vanno tutte valorizzate e abbiamo bisogno della partecipazione della gente comune che deve essere invogliata ad avvicinarsi alla politica dandole la possibilità di contare e di essere ascoltata non solo attraverso le primarie, che comunque vanno benissimo.
    Solo con una grande partecipazione di tutti possiamo pensare di uscire dalla palude in cui il nostro paese si sta dibattendo.

  10. Mi viene complicato fare una scelta su chi abbia fatto la figura migliore dei tre.
    Come candidato sceglierei Marino, ma solo per esclusione. Sono convinto sia una risorsa per il PD, credo che non sia il segretario che vorrei per il mio partito, ma mi devo rassegnare a preferirlo agli altri due.
    Bersani vorrebbe gestire un partito barcamenandosi tra UDC e Sinistra radicale, tra confindustria e sindacati, tra laicità e meeting di Rimini, proprio tutti le zavorre che frenano la crescita del paese e le candidature di Bassolino, in Campania, e Martina, in Lombardia, mi fanno accapponare la pelle.
    Franceschini è solo il vicedisastro, ha già perso la competizione congressuale nell’allora Margherita, non è incisivo, chi non è iscritto al PD e lo vede in TV cambia canale. Sarà una brava persona ma l’Italia ha bisogno di altro.
    Entrambe rappresentano ciò che ha portato Berlusconi a esistere politicamente per 16 anni.
    Marino dimostra che sarebbe troppo radicale nella gestione della sua segreteria, è presuntuoso, ma è l’unico che dica chiaramente cosa dovrebbe essere questo partito, riaffermando i valori della costituzione Italiana, lontano da interessi particolari, siano essi finanziari, sindacali, religiosi.
    Da cattolico mi piace la sua visione laica della politica e dei diritti dei singoli cittadini.
    Sul mio voto credo però che peserà la solita chiamata alle urne da parte di molti esponenti del PD; non se ne può più di sentirsi dire che “Sostanzialmente il partito è poca cosa, le candidature sono raffazzonate, ci sono poche idee, ma se non venite a votare legittimate la destra a governare e fare festa”.
    Non se ne può più!
    Sono 10 anni che ci trasciniamo a votare solo contro Mister B., con poca convinzione verso quello che andiamo a votare.
    Questa volta mi sa che più che legittimare la destra delegittimo chi sta portando alla rovina i “famosi” 150 anni di storia.
    Mi sa che me ne sto a casa, alla faccia di D’Alema, Marini e Scalfari e il resto della “banda del buco”. Ci penseranno le truppe cammellate campane e calabresi a riempire le urne, e almeno non mi sentirò responsabile dell’ennesima rovina.

  11. Condivido l’impostazione, condivido Franceschini, apprezzo tutti per le differenze che possono arricchire, ma credo che necessiti ancora un salto di qualità alla base.
    Racconto il caso personale perché credo sia significativo.
    Vivo a Napoli, tua città di elezione, credo, da cattolico nella possibilità di incontrarsi nel partito democretico, come ha ben spiegato anche la Binetti, allora penso di iscrivermi.
    Nel mio quartiere, Chiaia, si arriva, da maggio a dicembre 2008 per potersi iscrivere: lo faccio.
    Poi….
    Poi niente, nessun incontro, nessuna nomina, nessun dibattito e soprattutto nessun congresso.
    E’ questa la democrazia del partito democratico?, qulcuno mi ha suggerito che siccome non si sapeva come sarebbe andata era meglio che questo circolo non si riunisse.
    E’ possibile una cosa del genere?
    Il voto del 25 ottobre sarà aperto a chi non si sa prima come voterà?
    Possiamo sperare che si possa attuare l’art. 49 della costituzione ed avere partiti che parttono dalla voglia dei cittadini di associarsi intorno ad idee comuni?
    Perché non proponete una legge in questa direzione?
    Perchè non presentate una nuova seria legge elettorale?

    e ci sono tante cose che si potrebbero suggerire o meglio discutere.

    A quando il Partito Democratico come partito che unisce le persone?

    Grazie se ci sarà una risposta.

  12. INTRAvisti in tv.. m’è bastato : |

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