Il guinzaglio

Non so se fossimo davvero 300 mila, perché bisognerebbe scorporare quanti si trovavano in via del Corso per lo struscio e non sarebbe facile, ma in piazza del Popolo ieri eravamo tanti. Il che non significa che avessimo ragione, perché erano tanti pure ad ascoltare Benito Mussolini sotto il balcone di palazzo Venezia, ma comunque conferma che l’oggettivo squilibrio dell’informazione italiana è un tema sentito e che i suoi destinatari – in primo luogo i telespettatori, visto che le notizie arrivano alla stragrande maggioranza dei cittadini tramite tv – non sono così decerebrati e passivi. Detto questo – e qui parla il giornalista che abita in me – concordo con Enrico Mentana nel ritenere che il problema in Italia non sia tanto la libertà di stampa, quanto piuttosto la stampa libera: come ho scritto più volte, da noi l’informazione è à la carte, nel senso che i giornalisti tendono a militare da una parte o dall’altra ed i loro lettori (o telespettatori) li seguono a seconda delle convinzioni politiche, per sentirsi dire quello che a loro fa piacere ascoltare. Questo atteggiamento del cittadino medio mi preoccupa parecchio, perché l’informazione non deve servire a motivare le truppe ma a formare le coscienze, ma credo che il problema vada risolto alla radice: restituendo alla stampa quel ruolo di osservatore super partes che fissa il confine tra notizia e propaganda. Oggi questo confine tende a scomparire, per colpa un po’ della politica ed un po’ anche dei miei (ex) colleghi. Comincio dalla politica. La lottizzazione c’è sempre stata, ma la legge Gasparri (faccio il caso della Rai, che conosco un po’ meglio) l’ha esasperata, mettendola nero su bianco: ad ogni partito un tot di consiglieri d’amministrazione, e poi giù fino ai direttori, ai vicedirettori, ai capistruttura, forse addirittura ai conduttori dei programmi di rete. Nella maggior parte dei casi, insomma, la politica è ormai così addentro all’informazione pubblica che – per essere considerato, per avere una prospettiva di carriera – il giornalista si deve schierare e sperare che la propria parte vinca, come se fosse un militante comune. L’unico modo per uscirne sarebbe uno scatto di reni dell’intera categoria, una ribellione unanime al sistema: se da domani nessuno si schiera più per nessuno, ma tutti si schierano per quell’unico padrone che è la verità, la politica prima o poi deve mollare la presa e rassegnarsi alla rinascita del quarto potere. Purtroppo, le debolezze umane mandano spesso all’aria i principî più nobili, e temo che – se anche mille giornalisti rialzassero la schiena tutti insieme – si troverà sempre qualcuno disponibile ad offrire i propri servigi al potente di turno. Ecco perché, a mio parere, la manifestazione di ieri va interpretata contemporaneamente come una protesta e come un appello: una protesta contro la politica, che pretende di mettere il guinzaglio alla stampa, ed un appello alla stampa, perché si ricordi che questo guinzaglio (per quanto comodo e rassicurante) non fa parte della sua natura libera.

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11 risposte a “Il guinzaglio

  1. Fabio Bartoli

    Condivido la tua impostazione Andrea, ma temo che sia ingenuo e al tempo stesso anche un po’ ingeneroso aspettarsi che siano i giornalisti a rialzare la schiena.
    Voglio dire che non si può chiedere a nessuno di far l’eroe, così come è ingenuo pretendere che l’editore faccia informazione per amore della verità, nel migliore dei casi lo fa per guadagnarci (il che significa un approccio emozionale, sensazionalistico, che pure è spesso deviante rispetto alla verità) nel peggiore lo sai.
    Il problema è strutturale.
    Il mondo dell’informazione oggi mi sembra organizzato in modo tale che costringe il giornalista che vuole lavorare a cercarsi un protettore e poiché nessuno dà niente per niente…
    Prendiamo esempio dagli USA, ad esempio in materia di responsabilità giuridica del giornalista, che hanno leggi sulla stampa severissime, ma al tempo stesso hanno uno dei sistemi di informazione più liberi.

  2. daniela bianchi

    Forse c’è anche una terza possibilità di interpretazione, Andrea, riduttiva se vuoi e forse un po’ idealista, ma credo anche che sia la voglia di tornare ad esserci e a metterci la faccia, come società civile innanziatutto, che ci abbia spinto in piazza ieri.
    Ingenua la mia interpretazione, lo capisco da me, perché i fiumi sotterranei, le correnti, gli accordi sono sempre in agguato, ma credere che un futuro altro sia ancora possibile la nostra matrice cattolica ce lo impone di default…senza speranza che mondo sarebbe?…

    (che poi sarebbe interessante chiedersi perché cavalcare l’onda lunga della libertà di stampa per tornare in piazza…)
    buona domenica

  3. Luciano D'Andrea

    piazza san pietro completamente piena con tutto il colonnato e piazza del sant’uffizio completa con l’inizio di via della conciliazione fanno 200.000 persone scarse, se riempi anche via della conciliazione (tutta) come per i funerali di quel Santo al servizio del quale hai lavorato (ora sei al servizio di padroni abortisti, ognuno sceglie la sua vita come vuole…) arrivi a sfiorare 300.000 persone VERE. Se raccontare CAZZATE serve a dare voce ad una protesta campata in aria (visto che e’ consentito ad una prostituta di fare audience per un’ora intera senza che nessuno intervenga) allora continuate pure, intanto qui si cerca di mandare avanti un paese LAVORANDO. (quando si usa la menzogna ed il gossip pensando di fare politica vuol dire che si sta’ raschiando il fondo del barile….)

  4. @ Luciano D’Andrea: veramente sono al servizio della mia coscienza. E basta.

  5. @ Luciano D’Andrea
    Il problema non è se Berlusconi va con le escort; semmai questi saranno problemi che peseranno sulla sua causa di separazione, quanto piuttosto che queste escort vengano candidate a rappresentarci, magari al parlamento europeo. Posso esigere di meglio dalla politica del mio paese?

  6. Gentile Luciano D’Andrea, mi spiega perché i suoi padroni anti-abortisti non aboliscono le legge sull’aborto? Avete una maggioranza schiacciante, potete farlo in mezza giornata.
    E già che ci siete potreste anche abolire il divorzio, così quando vi presenterete sul palco del prossimo Family Day organizzato dai vescovi sembrerete un po’ più credibili… A voi stessi, intendo.

  7. Luciano D'Andrea

    @francesco
    le rispondo con vero piacere, premesso comunque che non essendo stato eletto io davvero non ho padroni ma piuttosto dipendenti da me eletti. Ad ogni modo il motivo per il quale non è stata abolita quella legge è da ricercarsi nel vero concetto di democrazia, cosa sconosciuta alla sinistra piu’ abituata alle maggioranze bulgare. Quella legge è stata approvata da un parlamento validamente eletto e verrà abrogata da un’altro parlamento validamente eletto quando vi sarà una legge migliore proposta e votata. Non si eliminano le leggi perche’ e’ cambiata la maggioranza, queste sono i vostri metodi. Le leggi si cambiano se ve ne sono di migliori. E tutto questo non m’impedisce di ritenere l’aborto un’omicidio e chi lascia questa atroce responsabilità sulle spalle di una donna sola e probabilmente disperata un criminale

  8. Luciano D'Andrea

    @Adriana
    veramente la D’Addario e’ tutto meno che una candidata, perlomeno non del centrodestra, forse il partito democratico potrebbe essere interessato visto che Cacciari l’ha invitata al festival di venezia con gli onori del red carpet, vista evidentemente la grande parte da lei recitata (http://www.haisentito.it/articolo/patrizia-d-addario-al-festival-del-cinema-di-venezia-foto/17367/). Sarei lieto se mi facesse una lista delle nostre prostitute elette, magari cercando di ricordare che nelle liste della sinistra sono state a piu riprese elette personalita’ del livello di Ilona Staller (nota studiosa di diritto applicato), Vladimir Luxuria (statista di chiarissima fama) e la storica Nilde Iotti (presidente della camera per innumerevoli anni sopratutto grazie alle sue altissime doti politiche dimostrate come celeberrima amante di Palmiro Togliatti) …….. come vede la storia non fa’ altro che ripetersi e quando si sputa in alto bisognerebbe stare attenti a dove tale sputo possa ricadere….

  9. Luciano D'Andrea

    @andrea
    Allora cerco di ricordarti meglio la situazione: sei stato eletto nelle file del partito democratico, come eletto i tuoi datori di lavori sono gli elettori. Con una “leggera” forzatura dialettica il datore di lavoro puo’ essere considerato, nell’accezione moderna del termine, il tuo padrone. Di sicuro, qualora tu uscissi di testa ed iniziassi a votare leggi contro il suo gradimento potrebbe alle prossime elezioni farti tornare al tuo vecchio impiego, a meno di non salatare il fossato come fanno in genere i politici quando sentono aria di bruciato intorno. ORA, se mi permetto di dire che “sei al servizio di padroni abortisti” e’ perche’ tra la gente che ti ha dato il voto, prova a guardarti alle spalle e lo scoprirai meglio, ci sono un discreto numero di strenui fautori di questa legge cosi’ difficle da digerire per chi ha radici cattoliche e amore per la vita fin dal suo primo istante. Sono stato spiegato? 🙂

  10. @luciano D’Andrea
    Tanto per la precisione: Patrizia Daddario è stata candidata nelle liste di PUGLIA PRIMA DI TUTTO e ha fatto una settimana di campagna elettorale con Raffaele Fitto del PDL. Cicciolina fu eletta con i Radicali e Luxuria con l’estrema sinistra.
    Quanto alla signora Iotti che lei considera unicamente in politica perchè amante di Togliatti le faccio notare quanto segue: ebbe numerosi incarichi istituzionali ed è stata presidente della camera. Sa perchè è stata l’amante di Togliatti? Perchè essendo lui già sposato non poterono divorziare. Il nostro presidente del consiglio invece va tranquillamente al Family day a difesa della famiglia…eh lo capisco ne ha addirittura due!!!
    Qunto alla difesa della vita si riferisce anche a quella dei disperati che vengono ricacciati in mare?
    O solo all’embrione?

  11. manlio laurenti

    Giustissimo:ma allora le bandiere di Rifondazione,la presenza del noto liberal Bertinotti,i deliri di Di Pietro,che ci facevano,in quella piazza?Ci ricordavano che in Italia a protestare per la liberta’di stampa ci sono i nostalgici lettori della PRAVDA ?Dicono che dall’Inferno non si puo’ uscire perchè chi vi entra smarrisce totalmente il ricordo della strada fatta per arrivarci:come l’equipaggio di una nave che,persa di vista la terra,non sa piu’ come ritornarci perchè ha perso il punto di riferimento.Questa è la stampa,in Italia:non ricorda piu’ cosa sia la verita’ dei fatti.Ma lo è anche all’estero:leggere a tale proposito le calunnie dell’ECONOMIST sulla manifestazione(peraltro contestate da dozzine di post ),ed ascoltare,per chi lo ha ascoltato,il lungo servizio della BBC.Mentre per la RAI consiglierei LA PIOVRA RAI,di DENISE PARDO.Giornalisti liberi in Italia non ce ne sono piu’,cosi’ come ci sono sempre meno giudici liberi:il mostro dell’ideologia ha avvelenato i pozzi,ed ora a fare opinione sono i giornali degli ingegneri pregiudicati,la FIAT ,i pennivendoli al servizio delle banche,e nelle redazioni estere le marionette dei servizi segreti francesi.la campagna di stampa contro Berlusconi,ha affermato il ministro Frattini sul FINANCIAL TIMES,è guidata da “forze oscure al soldo di interessi petroliferi che vedono di malocchio i contratti dell’Italia con Russia e Libia,ed il nostro protagonismo nel Mediterraneo”.Quando la stampa puzza di infiammabile petrolio,la liberta’va a fuoco.Il resto,come ho detto,l’ha fatto l’Ideologia.

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