Lo scudo dei furbi

Non vorrei fare la versione aggiornata del post di ieri, ma la polemica sulle assenze si sta ripetendo con il voto finale di oggi: il decreto è passato con 20 voti di scarto ma, siccome all’opposizione mancavano più di 30 deputati, nei mass media sta venendo fuori che lo scudo fiscale è colpa nostra. In particolare del Pd, naturalmente, che di assenti ne aveva 22 (anche se nel conteggio elettronico ne figurano 23, perché al mio vicino di banco, Furio Colombo, si è impallata la macchinetta). Soliti calcoli: da noi mancava il 10,3% (22 su 214), nell’Udc il 15,8% (6 su 38), nell’Idv il 3,8% (uno su 26). Qualcun altro mancava nel gruppo misto, ma complessivamente le assenze stavolta erano nella media di una qualunque votazione di un qualunque Parlamento del mondo: vi rinnovo l’invito a guardare le cifre dei voti sul ddl sicurezza e capirete da soli la differenza tra un’occasione buttata (come in quel caso) ed un miracolo mancato (come in questo). Un miracolo che, tra l’altro, in mattinata avevamo accarezzato due volte: alla prima votazione, quando li abbiamo mandati sotto su un ordine del giorno (226 a 225), ed in un’altra circostanza, quando abbiamo pareggiato (245 a 245). In un Paese normale, la notizia sarebbe che una maggioranza solida nei numeri non lo è altrettanto nei voti, tanto che – nonostante la sessantina di deputati di vantaggio che il Centrodestra ha su di noi – per far approvare lo scudo fiscale hanno dovuto mobilitare la schiera di ministri e sottosegretari, piombati in Aula al momento del voto e decisivi nel conteggio finale. Da noi, invece, l’aver recuperato una quarantina di voti al Centrodestra, con una presenza in Aula molto più assidua della loro (pensate che qualche deputato del Pdl e della Lega abbia forse seguito il dibattito di questi giorni, mentre noi chiudevamo a mezzanotte le maratone oratorie?), si trasforma in una colpa grave, perché di voti potevamo recuperarne 61. Nel post di ieri, senza cercare scuse, ho già ammesso che il congresso ci sta notevolmente complicando la vita; oggi, però, vi invito – e ve lo chiede uno che di voti sullo scudo non ne ha perso neanche mezzo – a non cedere alla tentazione facile di trovare nel Pd il capro espiatorio. Anche per me, in questo momento, sarebbe più facile rivendicare il ruolo di duro e puro, gettando un’ombra sui miei colleghi assenti: invece, dall’alto del mio 95,25% di presenze alle votazioni dall’inizio della legislatura, non mi sentirei tanto onesto se non vi ricordassi che ogni calcolo – anche quelli dei consumi di benzina, quando ti vendono una macchina – va sempre fatto sul ciclo combinato e mai in assenza di attrito. E così, quando si sparge il dubbio che i deputati del Pd non facciano il loro dovere, mi corre l’obbligo di dirottarvi qui a controllare i dati: come vedete, il nostro gruppo parlamentare è quello con la percentuale più alta di votazioni effettuate in questo primo anno e mezzo. Avrei voluto parlarvi di altro, davvero: della sceneggiata dell’Italia dei Valori, della contro-sceneggiata di Casini, degli applausi (a chi? agli evasori?) di Pdl e Lega al momento dell’approvazione, ma soprattutto delle nostre critiche ad un provvedimento che ci lascia interdetti. Leggetevi, almeno, l’intervento di Alberto Fluvi, nostro capogruppo in commissione Finanze, incaricato della dichiarazione di voto a nome del Pd.

ALBERTO FLUVI. Signor Presidente, non riesco a trovare un altro aggettivo se non quello di vergognoso per definire un provvedimento che permette a chi ha frodato il fisco, a chi ha evaso le tasse e a chi ha fatto il furbo in barba ai cittadini onesti di condonare la propria posizione pagando una misura del 5 per cento. Penso anche che quella che stiamo scrivendo sia una pagina buia per il Governo, il quale su un provvedimento come questo non solo ha avuto l’ardire di dare il via libera, ma ha avuto anche il coraggio di porre la questione di fiducia. (…) Dobbiamo avere il coraggio di dire che ciò rappresenta uno schiaffo alla gente onesta e a quei milioni di cittadini che hanno un rapporto corretto con il fisco e con l’amministrazione finanziaria.(…) Avete detto che lo scudo fiscale è uno strumento necessario per partecipare, assieme agli altri Paesi, alla lotta ai paradisi fiscali e per fare cassa. Guardate, anche noi siamo convinti che occorra alzare il tiro contro i paradisi fiscali, così come siamo convinti che, per fare questo, occorra un forte coordinamento a livello internazionale. Ma il punto è proprio questo, sta proprio qui. Il Ministro Tremonti ci ha sempre detto che l’Italia sta facendo come gli altri Paesi. Niente di più falso: non era vero ieri, non è vero oggi, soprattutto dopo l’allargamento delle maglie del condono al falso in bilancio ed alle società estere. Non solo: state vanificando, come abbiamo cercato di illustrare nel dibattito che abbiamo fatto, tutta la normativa sul contrasto ai patrimoni mafiosi, con l’eliminazione dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette in materia di antiriciclaggio e di finanziamento al terrorismo. (…) Le dichiarazioni di rimpatrio dei capitali in tutti i Paesi sono sottoscritte dal soggetto interessato. In l’Italia, invece, è garantito l’anonimato. Guardate, il tema dell’anonimato non è una questione secondaria. È attraverso la trasparenza e la tracciabilità che si acquisiscono informazioni, che ci si attrezza per futuri accertamenti e per condurre una lotta contro l’evasione fiscale.
Negli altri Paesi, poi, non si condona il falso in bilancio, non ci si sogna di condonare la distrazione di documenti contabili. Infine, qui da noi si paga un obolo del 5 per cento, negli altri Paesi, invece, prima di tutto si pagano le imposte, semmai c’è una sanzione ridotta, che comunque varia da un 10 per cento dell’Inghilterra a un massimo del 40 per cento in Francia.
Allora, cari colleghi, Ministro Tremonti, dove sono le similitudini fra il nostro provvedimento e quello in atto negli altri Paesi? La verità, cari colleghi, è che gli altri Governi non hanno ritenuto di accedere all’idea dell’anonimato o di allargare in questo modo le maglie del condono, perché hanno ritenuto di affermare una cosa semplice: la legalità non è in vendita. Abbassare l’asticella della legalità rischia di avere un prezzo troppo alto da pagare, soprattutto per le giovani generazioni e per le generazioni future.
La verità, allora, è che avete bisogno di fare cassa subito, senza preoccuparvi troppo della provenienza dei denari. La verità è che questo condono altro non è che lo specchio del fallimento della vostra politica economica. (…) Non so quanto entrerà nelle casse dello Stato, il gettito potrà essere anche significativo, ma sicuramente il sistema fiscale apparirà ancora più iniquo e distante dai cittadini. Sono queste le ragioni che ci portano a dire con forza il nostro «no» al provvedimento
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

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12 risposte a “Lo scudo dei furbi

  1. Ciao Andrea, come al solito tutti quelli che vanno contro il PD diranno che è colpa sua se il ddl è passato come hai scritto tu… Sarebbe ora di tirar fuori le unghie e rimarcare tutte le loro divisioni e contraddizioni!

    Non è ora di ripagarli con la stessa moneta da loro usata in passato?

  2. Secondo me neppure oggi ci sono scuse e considero grave avere perso la possibilità di non far passare una legge tanto ingiusta e pericolosa.
    Tanto più dopo quello che è successo ieri.
    invece di stare in giro a farsi la guerra l’un contro l’altro armati potevano riunirsi in una situazione così importante !!!
    Sono veramente demoralizzata!!!
    Non so ancora per chi voterò alle primarie.

  3. Mi spiace Andrea, ma non è cosi che gli elettori vedono la cosa. Nella scorsa legislatura il csx al senato aveva solo una manciata di voti in più e per questo non mancava mai nessuno. Non vedo perchè oggi, con una votazione cosi importante, dovevano mancare qualcuno. Poi va a finire che qualcuno, cosi per caso, comincia a pensare che a qualcuno, amgari a qualche cooperativa, faccia comodo questo scudo fiscale. Una cosa è sicura, d’ora in poi nei dibattiti televisivi, quando accuserete il cdx di questa legge, loro vi accuseranno del fatto che anche per merito degli assenti del csx che è passata.

  4. Caro ANDREA, sono veramente dispiaciuto di quello che sta accadendo. Non ci sono giustificazioni che tengano (nel senso di rendere giusto). L’attività parlamentare deve essere messa al primo posto (vedasi la Senatrice 101 enne Momtalcini). Scusami ma non posso pensare che siano più importanti gli incontri delle primarie che il voto in parlamento. Tutti Noi vogliamo un partito che abbia valori forti e comportamenti coerenti. Una riunione (piatto di lenticchie) non vale la primogenitura (voto in parlamento). Saluti fraterni

  5. Come si può accettare chi gli elettori del PD siano rappresentati (anche) da gente che non si presenta in Camera alle votazioni?
    Un deputato che non si presenta non può che essere rappresentante di chi alle votazioni si è astenuto.

  6. Ettore Guerra

    caro Andrea:
    Vanno bene le tue spiegazioni ma come facciamo noi elettori a capacitarci del fatto che una cosa così importante che poteva anche finalmente fare dire qualcosa al PD debba ammettere invece assenze dei nostri rappresentanti in Parlamento????
    Certo non sarà tutta e solo colpa del PD sono d’accordo con te, ma ieri ho ascoltato alcuni passaggi di Bersani circa la sua ssenza il giorno prima, una cosa incredibile. Se le battaglie politiche non si fanno in Parlamento come si può pensare che risultino più efficai se fatte nelle piazze???? Come dici tu si è sfiorato il miracolo ma non c’è stato per responsabilità personali e si è persa un’altra occasione per prendersi un po’ più di spazio per dire qualcosa di differente agli italiani. In questa situazione c’è stata corresponsabilità e non è bello. Comuqnue tu avi avanti così, sono con te. Bye

  7. come si può credere a chi parla bene e razzola male. io non mi fido

  8. Mario Mozzi di Garda

    Voglio aggiungere qualcosa ai commenti pubblicati. Ho seguito in parte la diretta alla camera dei deputati prima della votazione finale che stiamo commentando. Era una fase dei lavori abbastanza tecnica e piuttosto pesante, con votazioni continue sugli emendamenti, continuamente respinte dalla maggioranza. Già si notavano assenze un po’ diffuse dappertutto, però la maggioranza c’era sempre. Allora mi è venuto il dubbio che alcuni meno affezionati a quel lavoro fossero andati a compiere compiti socialmente “più utili”. Sarà vero?

  9. Ti seguo spesso, sei una bella penna ed una testa
    assennata. Ebbene, possibile che il PD non capisca il danno causato? Se scivolone è stato, quanti punti % in meno vale questo incidente? Cosa si sta facendo per rimediare? Come mai è lunedì mattina e nessuno sta ancora pagando l’errore?

  10. Ho letto il tuo post e su questo non ho niente da ridire. Però come si spiegano le dichiarazioni di D’Alema che ributta la palla a chi non ha informato bene i membri del gruppo parlamentare sul fatto che la votazione sullo scudo fiscale fosse importante per spiegare e in qualche modo giustificare le assenze? Quali dubbi ci debbono venire sul funzionamento di questo gruppo?

  11. @ Luca: credo che domani arriveranno le prime sanzioni. Ma è una mia sensazione.

    @ pessima: certamente non si poteva sapere che nel Pdl sarebbero mancate così tante persone, per cui era difficile immaginare che le nostre presenze sarebbero state determinanti. Ma questa non può essere una giustificazione. Non vorrei che lo scaricabarili sul capogruppo (scelto, guarda caso, da Veltroni) fosse un modo di polemizzare in vista del congresso…

  12. Mi dispiace ma sono ugualmente rattristato dall’accaduto…voglio dire : che la situazione italiana sia grave è palese e qualsiasi esponente del PD lo ripete in qualsiasi circostanza,per fronteggiare la gravità stessa della situazione non basta un impegno al 92,25 %,ma al 1000%, con ciò non voglio dire che lei si deve recare in parlamento anche quando lo stesso è chiuso,voglio dire che si, si dovevano recuperare 61 voti,perchè 40 per vincere non bastavano e non sono bastati!Ma poi che senso può avere raccogliere 40 voti con fatica eppoi REGALARNE 29 (ci metto pure l’UDC) per pura e semplice strafottenza nei confronti dell’alto (in questo caso altissimo) ruolo istituzionale cui si è chiamati?

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