A chi giova?

Chi segue questo blog da tempo (a proposito: dopodomani festeggiamo il cinquecentesimo post) di solito non si annoia, ma riconosco che nell’ultimo periodo sono un po’ monotematico. Anche oggi, per esempio, vorrei occuparmi dello scudo fiscale, su cui credo che daremo battaglia fino a sabato, ma mi tocca tornare sul tema della cittadinanza, perché ogni giorno ne succede una. Meglio delle soap, insomma. La prima novità è la conferenza dei capigruppo di stamattina: hanno deciso che ad ottobre arriva in Aula la legge sull’omofobia, a dicembre il testamento biologico ed a novembre (papparapà!) toccherà alla cittadinanza. Sia omofobia che cittadinanza sono passate in quota opposizione: è toccato a noi, insomma, chiedere che queste due proposte di legge venissero discusse, attingendo a quel 20% che ci viene assegnato dall’articolo 24 del regolamento della Camera. Implicazioni pratiche della vicenda: il comitato ristretto – che dovrebbe riunirsi domani – deve sbrigarsi ad adottare un testo base, scegliendolo fra le 12 proposte di legge presentate oppure preparando un nuovo testo della Commissione. Non so come andrà a finire e non faccio previsioni. La seconda novità di oggi è un articolo del Giornale (di cui tutti conoscete proprietario e direttore), nel quale prima si tenta di smontare la proposta di legge Sarubbi-Granata sui contenuti, liquidandola ad una riedizione di precedenti pdl del Centrosinistra (ed ignorando la novità principale, ossia l’abolizione dell’automatismo per la cittadinanza ed il passaggio da una logica quantitativa ad una qualitativa), e poi si arriva al punto chiave, ossia la convenienza politica o meno di ingaggiare battaglie interne alla maggioranza. Cito testualmente:

La sensazione, magari sbagliata finché si vuole, è che un americano e un tedesco, cioè Sarubbi e Granata, si siano messi d’accordo per forzare la mano, se non addirittura per inguaiare di brutto un centrodestra che è assai più tiepido del centrosinistra nel concedere con una certa larghezza la cittadinanza agli immigrati extracomunitari. Questa iniziativa legislativa, intendiamoci, a leggerla con la dovuta attenzione è meno scandalosa di quanto possa apparire. Da una parte persegue l’obiettivo dell’integrazione e dall’altra non fa propria la logica del todos caballeros. Un cavalierato che, come un sigaro, non si nega a nessuno.
E pur tuttavia solo chi è di una ingenuità disarmante, o peggio vagheggia nuovi scenari a tutt’oggi imprevedibili, con ogni probabilità un salto nel buio, può perorare oggi come oggi la causa di una simile iniziativa legislativa. Una mina che se non disinnescata a dovere e messa per il momento in un cassetto, può far saltare in aria la maggioranza e con essa il governo. Ai tonti e ai finti tonti in servizio permanente effettivo ci permettiamo di rivolgere una semplice domanda: a chi giova?

Le teorie, insomma, sono due: o siamo imbecilli, o siamo perfidi. Nel primo caso – nel caso, cioè, in cui fossimo in buona fede – non ci renderemmo conto dell’enorme rischio che facciamo correre alla politica italiana, proiettandola in “un salto nel buio”. Nel secondo – nel caso, cioè, in cui facessimo i finti tonti – a noi non importerebbe nulla degli immigrati, della cittadinanza e di tutto il resto, ma staremmo soltanto tramando nell’ombra per preparare il prossimo partito Fini-Casini-Rutelli (e ho letto pure Veltroni, da qualche parte). Ammettiamo invece, per assurdo, che 50 parlamentari coraggiosi (tanti siamo i firmatari, lo ricordo) decidano di mettere da parte le ideologie di provenienza e si mettano a discutere nel merito di una legge giusta (o almeno, per dirla con le parole del Giornale, “meno scandalosa di quanto possa apparire”), che – se approvata – potrebbe, a loro parere, migliorare l’Italia e riconoscere i diritti di decine di migliaia di ragazzi italiani in tutto, fuorché nel passaporto; una legge che potrebbe rendere la vita migliore ai 100 mila bambini figli di stranieri che ogni anno nascono qui o ci arrivano per ricongiungimento familiare; una legge, infine, che rafforzerebbe l’integrazione e la stessa percezione dell’identità nazionale. E loro hanno pure il coraggio di chiedersi a chi giova?

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12 risposte a “A chi giova?

  1. Alla fine salta sempre fuori la tesi del complotto. Quelli lì dimostrano ogni giorno di più che il Bene Comune non sanno cosa sia, ma i loro egostici interessi li conoscono perfettamente.

    In bocca al lupo!!!

  2. Mario Mozzi di Garda

    D’accordo con Raffaele

  3. Ciao Andrea, ti segnalo che oggi il tema della cittadinanza e degli stranieri è stato toccato anche al Convegno della Cnesc sul servizio civile. La proposta è che questa esperienza fosse aperta anche ai giovani stranieri presenti in Italia, come già accade per alcune leggi regionali sul scn (Emilia Romagna, Liguria, ecc…). Si è detto possibilista perfino Giovanardi, le cui dichiarazioni trovi sulle agenzie, che ha fatto riferimento implicitamente alla tua proposta di legge.

  4. opss… Ovviamente nella fretta ho sbagliato la “consecutio” dei tempi… Sorry… 😉

  5. Come sai, più che per l’ipotesi del complotto per la “Kadima italiana” (e vabbè’ che stai frequentando i finiani, ma fino a ‘sto punto! Non ti ci vedo proprio), io sono semplicemente dell’idea che forse Fini sta sfruttando il tuo ddl (pardon, il tuo ddl con la collaborazione di Granata) per manovre tutte interne al PDL …

    Perlomeno, però, sfrutta un buon ddl. Mi dispiacerebbe se lo gettasse via dopo aver ottenuto i suoi comodi.

    P.S. Non si nota che non mi fido di Fini, vero? 😛

  6. Se penso che il Giornale era il quotidiano di Indro Montanelli! Ormai è divenuto lo strumento cartaceo del Pdl, anzi di quella parte del Pdl che segue scodinzolando il Cav e cerca di spargere veleno su tutte le direzioni…
    Penso che il tuo lavoro con l’On Granata sulla cittadinanza sia giusto e necessaro. Vai avanti così.
    Ma una domanda: tu sei l’americano e Granata il tedesco. Perchè?
    Ciao

  7. Sarebbe stato opportuno citare la fonte dell’immagine qui riportata.

    L’immagine è tratta dal Fotoromanzo G2, strumento di comunicazione e sensibilizzazione prodotto dalla Rete G2 – Seconde Generazioni (http://www.secondegenerazioni.it/), organizzazione nazionale creata da figli di immigrati nati in Italia o arrivati qui da piccoli, per esigere una legge sulla cittadinanza più adatta ai tempi e più aperta nei confronti delle c.d. “seconde generazioni”.

  8. Mi aspetto da parte tua, con l’onestà che ti contraddistingue, un resoconto della seduta parlamentare di ieri, durante la quale per l’assenza di quasi un quarto di deputati del PD è stata respinta l’eccezione di anticostituzionalità proposta mi pare dall’IDV sullo scudo fiscale. Ma una volta che si può mettere il governo in minoranza, e su un tema così bipartisan (perché non so a quanti italiani, se ben descritto, possa far piacere), come diancine è possibile che si fallisca? Trovo gravissimo tutto questo. Ma mi piacerebbe sentire la campana piddina.
    Riguardo alla tua proposta di legge e la reazione del Giornale, è assolutamente tanto italiano tutto questo. Se qualcuno fa qualcosa ci dev’essere per forza un secondo fine, la politica non può che essere corrotta, tutto va sempre letto tra le righe…

  9. Ringrazio Ahimsa per la segnalazione e concordo con enrigo sulla gravità del fatto che ci fosse una così elevata quota di assenti fra i parlamentari del PD. Temo che però sia colpa del congresso più lingo della storia… purtroppo!

  10. @ ahimsa: in realtà, come tutte le immagini di questo blog, l’ho presa da internet. Non c’era nessuna indicazione di copyright, né della provenienza. Sono contento, però, di poter ribadire qui la mia vicinanza a G2, ringraziandovi anche per la partecipazione alla conferenza stampa.

    @ enrigo: ti copio-incollo quello che ho scritto su facebook. “Come era già avvenuto per le pregiudiziali di costituzionalità sul ddl sicurezza, abbiamo perso un’altra occasione di fermare un provvedimento terribile. Dire che sarebbe caduto il governo è una fesseria, ma almeno avremmo momentaneamente bloccato lo scudo (che poi avrebbero riproposto in un altro modo, ma almeno si dovevano ingegnare un po’). Quanto alle assenze, noi del Pd stiamo scontando un po’ troppo la fase congressuale, mentre l’Udc è assente quasi sempre. L’altra volta, sul ddl sicurezza, fu colpa loro e dell’Idv, che si era concentrata sulla campagna elettorale. Se i parlamentari facessero solo i parlamentari, sarebbe meglio”.

  11. c’è una terza opzione (esplicita nel pezzo de Il Giornale) oltre a “imbecilli” e “perfidi”.
    Ossia “ingenui”… che è il tipico linguaggio di quella generazione che ha costruito quest’Italia dell’immobilismo che oggi ci godiamo.
    Pensi a una cosa “fuori schema”? Bzzz… Sbagliato! Sei un ingenuo (e per di più giovane)… cosa che ha anche sempre quel vago retrogusto di avvertimento mafioso…

    ps. sullo scudo fiscale ho abbozzato qualcosa da me (in prospettiva ecclesiale) facendo un discorso più ampio… “Avvenire” ha dato dei segnali, vediamo mercoledì prossimo.

  12. manlio laurenti

    C’è sempra una prima volta:ed anche questa è arrivata.Leggo”coraggiosi”assieme a “democristiani”(perchè che quei 50 siano ex democristiani ci scommetto la ruota di scorta della mia nuova auto).L’ossimoro è nulla,al confronto.In effetti,se fossimo ai tempi della prima repubblica,questa proposta di legge gia’ basterebbe a coalizzare Andreottiani e Base,mentre i Fanfaniani si alleerebbro ai Morotei,ed i Dorotei starebbero alla finestra.Insomma,saremmo alla vigilia di una crisi di governo.Siccome siamo alla seconda,di Repubblica,stiamo qui a meditare se siano imbecilli o furbi.Quel che è certo,è che questa volta i complottatori spareranno alla Luna.D’altronde c’è ben altro a cui pensare:la Liberta’ di Stampa è in pericolo,in Italia:sempre che non siate lettori di REPUBBLICA,L’ESPRESSO,L’UNITA’,LA STAMPA,IL CORRIERE,IL FATTO,IL MANIFESTO,LIBERAZIONE,EUROPA.

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