Il cospiratore

“Chiunque sta alla larga dalla canizza e accetta di discutere civilmente con i propri avversari finisce per passare come cospiratore”: lo avrebbe potuto dichiarare il mio collega Fabio Granata, che nel Pdl sta pagando il prezzo di aver promosso insieme a me una proposta di legge sulla cittadinanza, e che sulla Stampa di oggi viene definito kamikaze in un bel pezzo di Amedeo Lamattina. Ma il virgolettato è più autorevole, perché a parlare non è un peón (come Fabio, come me e come – a detta del colonnello La Russa – gli altri 48 firmatari della nostra pdl) ma Beppe Pisanu: un ex ministro dell’Interno, certamente il migliore dei governi berlusconiani, e soprattutto un uomo di grande esperienza politica. Mentre Fabio si piglia mazzate dai suoi (ed io – come alcuni di voi hanno notato nei commenti amari al post di ieri – non ricevo un grande aiuto dai miei: vuoi vedere che pure Sarubbi passa per un cospiratore?), dalle parole di Cicchitto (“Le iniziative trasversali non avranno spazio”) si capisce che il nodo della questione non è neppure il merito della legge, ma il metodo. Quello che rode a molti, insomma, è che sia una proposta bipartisan, un tentativo di dialogo che fa a botte con i toni esasperati di questa campagna elettorale permanente: al Centrodestra, parliamoci chiaro, fa molto più comodo dipingere il Pd come un ammasso di stalinisti che pensano soltanto a dare addosso a Berlusconi e non producono uno straccio di proposta; allo stesso Pd – e mi si perdoni la malizia – può anche venire la tentazione di lasciare urlare il Pdl, e magari mandare a monte l’iniziativa bipartisan, per poterlo poi accusare di becera xenofobia. Ma per fortuna nel Centrodestra c’è anche chi ragiona: come Pisanu, appunto, che nell’intervista di stamattina al Corriere della Sera invita a non aver paura del dialogo, se non altro perché “è con l’offerta del dialogo che si mette alla prova la buo­na volontà dei nostri avversari, e si ve­rifica se è reale l’impegno a lavorare per il Paese”. Sulla cittadinanza, guarda caso, il suo punto di vista è molto simile all’impianto della nostra proposta di legge:

Altro tema che divide è la cittadi­nanza.
«Qui il problema non è tanto nel nu­mero di anni dell’attesa, quanto nella idoneità complessiva dell’immigrato a ricevere la cittadinanza. Quanto allo
ius sangui­nis, appartiene, se non alla preistoria, almeno alla storia antica del di­ritto. In un Paese ormai alla seconda generazio­ne di immigrati, non è più ammissibile che un giovane nato, cresciuto ed educato in Italia deb­ba richiedere formal­mente la cittadinanza. Il rischio è l’emargina­zione, e non dimenti­chiamo che tra gli atten­tatori di Londra e Ma­drid c’erano giovani di seconda e terza genera­zione integrati econo­micamente, ma emargi­nati socialmente e cul­turalmente ».
Dunque cercare il consenso dell’opposi­zione su questo tema non è il «cavallo di Troia» per disse­stare il governo?
«No, basta procedere con ragionevo­lezza, su tutti i temi dell’immigrazio­ne».

Poi risento le parole di Berlusconi ieri sera, con la solita solfa sulla sinistra che vuole “spalancare le frontiere agli immigrati” per poi ribaltare la “maggioranza di moderati che da sempre governa l’Italia” e mi deprimo di nuovo. Il presidente del Consiglio non dice una parola – non ne ha ancora detta una – in merito alla cittadinanza, va avanti a battute di spirito e propaganda anticomunista, e mancano ancora sei mesi (!) alle amministrative. Andiamo bene.

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5 risposte a “Il cospiratore

  1. Mario Mozzi di Garda

    Andrea, tu lo sai che è al dialogo sono sempre stato, da una vita, del tutto favorevole. Senz’altro è un’azione sempre sorprendente perché tutti abbiamo la voglia di contrapporre e ribattere colpo su colpo, ma sappiamo che questo raramente costruisce qualcosa. Da parte di un peones come sono sempre stato nel mio piccolo, tutto l’incoraggiamento ad andare avanti. Questa è l’unica strada positiva da percorrere

  2. Mario Mozzi di Garda

    dispiace che anche la sinistra non senta di partecipare di più su questa linea

  3. Per me la cosa scandalosa resta che il PD continui nel lasciar prendere i meriti della proposta a Fini e Granata. La legge l’hai praticamente scritta tu, e il PD dovrebbe pubblicizzarla di più.

    Comunque, approvata o no, spero solo che la proposta non venga strumentalizzata a fini politici. Però, se devo fare una previsione, credo che i finiani la utilizzeranno così, per poi affossarla dopo aver ottenuto quello che vogliono (Governatori di Lazio e Campania?).

    Insomma, non mi farei illusioni. Io ancora non mi fiderei ciecamente di Fini …

    Quanto a Berlusconi, ogni parola sarebbe superflua.

  4. MANLIO LAURENTI

    Dal 1972 al 1992,periodo durante il quale in Italia si sono succeduti 22 Governi,Beppe Pisanu ha militato nella DC.Beh,bisogna dire che viene da una scuola dove il “dialogo”è stato un tantinello abbondante,se dialogando al loro interno le correnti DC ci hanno regalato tutta quell messe di crisi di governo della quale si sentiva una insopprimibile necessita’.Ed ora che nasce un’iniziativa che divide questo,di Governo,ecco rispuntare l’autorevole parere di un democristiano DOC come Pisanu.Dove c’è da sfasciare il giocattolo della stabilita’ e della governabilita’,li’ c’è un dc,guarda caso,pronto a dire la sua.Per proporre di verificare la buona volonta’ degli avversari,intendiamoci:come se questa buona volonta’ non fosse stata dimostrata ad abundantiam dalla campagna diffamatoria contro il Presidente del Consiglio iniziata dalle volonterose opposizioni da quando è in politica.Dunque si proceda con quella ragionevolezza che certo Pisanu ravvisa nel comportamento delle Sinistre sin dal giorno in cui questa maggioranza è stata eletta:se poi qualcuno non capisce di cosa Pisanu parli(cosa che capita,sin dal tempo in cui la geometria democristiana invento le parallele che si incontrano),vuol dire che attenderemo che si inventi un dizionario democristiano- italiano.Per la Casa Editrice,rivolgersi a quella che ha stampato con grande successo il Manuale Cencelli.

  5. Un inciso di questo post (“Fabio piglia mazzate dai suoi e pure io non ricevo un grande aiuto dai miei”) sta facendo interrogare i giornalisti sul motivo per cui il Pd non rivendichi l’iniziativa politica di questa proposta bipartisan. Il brutto è che lo chiedono sempre a me, anziché chiederlo ai nostri leader. In ogni caso, qui c’è un pezzo del Secolo XIX, che metto pure in Sala Stampa:

    http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=NJPR8

    P.S. Il pezzo di Francesca Schianchi è scritto bene, ma il titolo è pessimo. Non ho mai detto, né pensato, che la cittadinanza in 5 anni sia di sinistra. Intanto, perché questa legge va ben oltre il discorso dei requisiti temporali, e poi perché – mai come stavolta – stiamo tentando di fare qualcosa in nome del Paese, ben oltre le categorie politiche classiche. Pessimo, davvero.

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