L’altra campana

La confusione dei ruoli ormai regna sovrana. Ricomincia Annozero su Raidue e, prima ancora che la commissione parlamentare di Vigilanza si occupi di eventuali abusi (che io non ho visto), il ministro Scajola annuncia che chiederà chiarimenti ai vertici Rai, come se toccasse al governo esercitare la funzione di controllo. Capisco che da un po’ di tempo il Parlamento non sia più trendy, che noi siamo molto lenti mentre il governo è molto rock, ma onestamente qui stiamo passando il segno. E non lo dice un fan di Michele Santoro, ma solo uno che – come ebbi a dichiarare qualche settimana fa, quando la sua trasmissione sembrava in dubbio – reputa la chiusura di Annozero un danno per l’azienda, vista la serietà del prodotto, visti gli ascolti e vista anche la necessità, per la televisione pubblica, di far sentire più campane. Sono il primo a riconoscere che alcuni sillogismi di Marco Travaglio sono smaccatamente forzati – ultimamente è riuscito nell’impresa di mettere in collegamento il parere dell’avvocatura dello Stato sul lodo Alfano, su cui magari vi dirò la mia nei prossimi giorni, con il processo a Dell’Utri per i legami con la mafia – ma altrettanto forzato mi pare il balletto attorno al suo rinnovo contrattuale. Travaglio non porta un voto al Pd, sia chiaro, mentre ce ne toglie parecchi: sul fronte interno, perché siamo sempre accusati di non essere duri e puri come – ad esempio – l’Italia dei valori, che da Annozero esce sempre benissimo; su quello esterno, perché – come ha detto in queste ore Marco Follini – “ogni qualvolta si vellica la pancia dell’anti-ber­lusconismo, si allontana­no da noi gli elettori berlusconiani delusi”. Non si tratta, dunque, di una battaglia strumentale, ma semplicemente della necessità di dar voce a pezzi diversi del nostro Paese, perché le coscienze si formano solo dopo aver ascoltato tutte le voci in campo. Una Rai “normalizzata” è una Rai “anestetizzata”, in cui – tanto per fare un esempio che mi riguarda da vicino – per avere notizia della proposta di legge bipartisan sulla cittadinanza, che sta provocando una discussione profonda anche all’interno del Centrodestra, sei costretto ad accendere il tg3 (o La7 o Sky, che però non c’entrano con la tv pubblica) oppure non ne saprai mai nulla. Potrete obiettarmi che la lottizzazione c’è sempre stata, ma negli ultimi anni qualcosa è cambiato davvero: non si spiegherebbe, altrimenti, la decisione del ministero dell’Istruzione di bloccare l’intitolazione di una scuola romana ad Enzo Biagi, trincerandosi dietro una commedia degli equivoci in burocratese che induce a pensar male anche gli gnoccoloni come me. Già l’editto bulgaro in sé era una vergogna; il fatto che possa produrre effetti postumi, non lasciando riposare in pace neppure i morti, mi appare addirittura ridicolo.

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9 risposte a “L’altra campana

  1. RAI: ROMANI, ISTRUTTORIA MINISTERO SVILUPPO SU ‘ANNOZERO’ =
    CI SARA’ INCONTRO TRA MINISTERO E VERTICI AZIENDA PUBBLICA

    Roma, 26 set. (Adnkronos) – Il ministero per lo Sviluppo economico aprira’ un’istruttoria sulla trasmissione ‘Annozero’. E’ quanto si legge in una nota dello stesso ministero, che annuncia un incontro con i vertici Rai. “D’intesa con il ministro Claudio Scajola, il vice ministro Paolo Romani -si legge nella nota diffusa dal ministero- alla luce di quanto accaduto nel corso della trasmissione ‘Anno zero’, che ha provocato reazioni indignate da parte di moltissimi cittadini, ritiene di dover aprire una fase istruttoria ai sensi dell’articolo 39 del Contratto di servizio, in base al quale il ministero ha l’obbligo di curare la corretta attuazione del contratto stesso’.

    Il viceministro spiega le norme in base alle quali si giustifica l’intervento del ministro Scajola e le procedure con cui si intende procedere nei confronti della trasmissione di Raidue, sulla base del Contratto di servizio.

    ‘Nell’ambito del potere di verifica previsto da tale articolo, che consente al ministero di chiedere in qualsiasi momento alla Rai informazioni, dati e documenti utili, e con riferimento agli oneri previsti dall’articolo 2, comma 3, che impone il rispetto, tra gli altri, dei principi di completezza e obiettivita’ dell’informazione radiotelevisiva pubblica -prosegue la nota del ministero- si terra’ un incontro fra ministero e i vertici Rai’.
    ‘Al termine di tale procedura, in virtu’ del potere d’impulso conferito dalla legge al ministero, si valutera’ -prosegue la nota- se richiedere l’intervento dell’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni per l’applicazione delle sanzioni previste, ai sensi dell’articolo 48 del Testo unico della radiotelevisione, in caso di violazione degli obblighi di servizio imposti alla Rai. Sanzioni che, e’ bene rilevare, possono arrivare fino ad un 3 per cento del fatturato dell’azienda’.

    Spiega ancora il ministero che ‘l’audizione con i vertici Rai potra’ essere, inoltre, occasione per valutare se, nell’ambito della definizione del nuovo contratto di servizio, attualmente in corso di discussione, si ritenga opportuno introdurre elementi tali da rafforzare i principi di completezza, obiettivita’ e rispetto del pluralismo nei programmi d’informazione del servizio pubblico. Di tale attivita’ la commissione di Vigilanza Rai sara’ costantemente e compiutamente informata, come previsto dal l’articolo 39 del Contratto di servizio e nel pieno rispetto dell’autonomia del Parlamento’.

    (Pol/Gs/Adnkronos) 26-SET-09 16:34

  2. La campagna mediatica basata sui pruriti, sulla spazzatura, sulla vergogna, sull’infamia, sulle porcherie viene evidentemente fatta a chi mantiene uno stile di vita che lo porta a trovarsi in queste situazioni…
    Andrea, hai mai organizzato feste con tante belle ragazze che ti girano intorno e imprenditorucci che regalano cocaina? se non lo hai mai fatto vuol dire che grazie a Dio non sarai mai bersaglio di questo tipo di campagne mediatiche!!!

  3. Annamaria Rossi Bufo

    Detesto le risposte troppo lunghe e ne rifuggo. Affermo con assoluta convinzione che Michele Santoro è schierato. Esattamente come lo è, con altre forme, Bruno Vespa. Ma nessuno mette mai in discussione la presenza di Vespa che, badate bene, ha ben 4 seconde serate alla settimana e in più l’esclusiva, in prima serata, per i grandi eventi. Lasciate scegliere ai telespettatori cosa vedere. Se Vespa o Santoro, senza epurazioni, bulgare o meno.
    Ma soprattutto chiedo una televisione pubblica di qualità culturale superiore all’attuale. L’ascolto non dovrebbe essere l’unico metro di giudizio per una TV pubblica. Ditemi dove posso trovare prosa e buona musica e vi sarò grata.
    Buon lavoro Andrea. Per tutti noi.

  4. scajola convoca i vertici rai
    …e per dirgli cosa: “siete dei rompicoglioni come marco biagi”?

  5. Sono arrivato qui da un tuo post sul Corriere. Perdo tempo a scriverti due righe, che forse non perderai tempo a leggere, solo per darti un parere.
    Leggendo il post, mi stupisce l’enorme differenza tra i proclami ideali e i fatti, tra la missione che enunci e quello che scrivi…
    Giá citare Follini, a capo di un associazione di inquisiti e di puttanieri (non era dei loro Cesa con le squillo e la coca?) mi pare fuori posto date le premesse che tu stesso ti dai nel tuo blog.
    Il calcolo poi da bottegaio (“non porta un voto al Pd, sia chiaro, mentre ce ne toglie parecchi”) senza entrare nel merito se sia vero o no quanto detto (ed é vero, B. si accompagna con puttane) é un’altra cosa non in sintonia con le premesse…
    La realtá é molto semplice: non c’é ancora un regime autoritario, ma é in atto un serio tentativo per costruirlo, da parte di gente abile e senza scrupoli. Il PD, e tu in particolare, avete due scelte: o confermate quello che tutti sanno (cioé che siete PARTE del sistema, purtroppo la parte perdente e quella meno abile) ma PARTE di esso (con i Follini, i Rutelli, i Dalema, i Fassini -marito e moglie- i Bassolini) oppure siete una alternativa per il Paese.
    In questo ultimo caso, sarebbe bene dire che Santoro e Travaglio hanno solo riportato FATTI che peró non si possono dire. Altro che trasmissione “contro”… Definire “l’editto bulgaro in sé era una vergogna” mi pare un po’ poco, visto che in una pseudo-democrazia occidentale, a seguito di una intervista di un premier eletto, tre persone sono uscite dal video.
    Per questo il PD rischia di nascere morto e continuate a non esistere.
    Non so cosa elettoralmente e personalmente ti convenga (é chiaro che a questo ti atterrai) ma anche se sul breve la veritá puó non pagare, alla lunga é l’unica medicina per un Paese distrutto dalla sua classe politica, che ha saputo interpretare ed incoraggiare solo la parte deteriore ed i vizi peggiori del suo popolo.
    Apri le finestre, fai entrare luce ed aria pulita (quello che poi tentano di fare quelli -come Di Pietro, Grillo, Travaglio- che da sempre -e prima di loro loro, altri- riuscite ad impallinare meglio di B., nella speranza di accreditarvi come “unica opposizione seria” -da ridere, basta guardare alla catena di successi travolgenti di dalema o rutelli, perdenti in politica, ma sempre vincenti a casa propria ed ancora sedenti sulle rispettive poltrone).
    Io ti seguo per un po’ sul tuo Blog, vediamo di che pasta sei fatto…
    Buon lavoro e buona fortuna.

  6. Dolphin island

    Gentile Sarubbi, mi dovrebbe spiegare perché valutare una trasmissione televisiva sulla base dei voti che potrebbe spostare e verso dove direzionarli. Sono scandalizzato dal relativismo becero di alcuni esponenti Pd. Il giornalismo dovrebbe scollarsi dai partiti, dall’idea che si debba portare voti in un determinato partito piuttosto che un altro, che sia il Partito Democratico o l’Italia dei Valori. Certo, la trasmissione di Santoro strizza l’occhiolino al dipietrismo, ma forse l’Idv non è presente in Parlamento come voi conquistando l’8 % di seggi Ue? Non merita rappresentanza, anche nel novero di una spartizione in lotti a cui il Pd si è sempre prestato, raccogliendo le briciole lasciate da Berlusconi? Ballarò, Che tempo che fa e il Tg3 sembrerebbero ad esempio più vicini al Pd, ma allora? Di Pietro e i suoi dovrebbero concluderne: «Queste trasmissioni non portano voti a noi ma ai nostri alleati, sicché lasciamo che Berlusconi le affossi»? C’è una gestione proprietaria e stalinista dei mass-media, in primis per colpa di Berlusconi medesimo. Ci sono pezzi del Pd che pur di non rinunciare a rendite di posizione regalerebbero spazi di informazione Rai a nuovi Villari scelti da Berlusconi col tacito consenso di correntini – questi sì che hanno portato via voti al Pd – quali i “dalemiani”, cultori del «dialogo» col «Drago», che grazie ai governi D’Alema ha potuto beneficiare per le sue aziende di una tassazione agevolata all’1 %: si informi Sarubbi, Mediaset versa solo l’un per cento di ciò che fattura a seguito di una legge voluta da “baffino” D’Alema. Perché queste cose L’Unità non le scrive? L’editore Soru non è abbastanza indipendente da potersi permettere autocritiche verso scelte scellerate di un passato non lontano? Il Pd sa di non poter avere lo stesso decisionismo che ha avuto il caudillo arcoriano con la rivale Sky? Mentre ai lavoratori dipendenti viene trattenuto il 33 % del proprio misero stipendio, la plurimilionaria Mediaset ingrassa, e vi ridicolizza quotidianamente attraverso la mistificazione, la censura, il populismo. Ha mai seguito la rassegna stampa del Tg5? Mi dica, conosce qualcosa di più censorio? O ha mai dato un’occhiata a Wikipedia, e controllato a chi appartengono anche le principali emittenti radiofoniche italiane, come 101 – Mondadori – o RadioMontecarlo e 105 – Rcs, quindi Mediobanca – ? Non pensa anche lei che questi oligopoli siano nocivi per l’indipendenza dell’informazione e del pluralismo? Come nella carta stampata e tra i periodici persino tra le radio private comandano i soliti gruppi: Mondadori (Berlusconi), L’Espresso (De Benedetti), Rizzoli Corriere della Sera Mediagroup (Fiat, Unicredit, Mediobanca-Geronzi-Berlusconi-Ben Ammar, Ligresti, Benetton, eccetera) e il Sole 24 Ore (Confindustria). Non trova anche questa un’anomalia? Che quattro gruppi gestiscano tutti i media? Se il Pd fosse un vero partito «riformista» invece di contribuire consapevolmente o meno a “sommergere” quelle poche “isole felici” che rimangono, si adopererebbe per liberalizzare le frequenze, generarne di nuove ed affidarle a NUOVI EDITORI (speriamo liberi dai partiti e di diversi orientamenti politici), e non ai soliti noti che condizionano a volte ignobilmente anche le scelte dei partiti per interessi particolari. Infine, una parola sulla Rai: ben si è fatto a ricordare che «sono altri gli organi preposti a decidere sulle questioni – pretestuose e irreali – sollevate da Scajola», ovvero la Commissione parlamentare di Vigilanza Rai e l’AgCom, che il governo sta però tentando di tirare per la giacca sollecitando interventi impropri – perché tutte le regole basilari sono state rispettate – su AnnoZero allo scopo di fare censura sul diritto di cronaca. Perché la «qualità», la «competenza», la «coerenza» del servizio pubblico radiotelevisivo non viene stabilito anche per gli altri programmi di RaiDue, e per RaiUno, tutti in blocco a favore del governo Berlusconi? Non c’è solo Vespa, che tuttavia conta ben quattro serate settimanali. Basta ipocrisie. Come RaiTre è orientata per lo più a sinistra, i primi due canali lo sono a favore del Pdl e della Lega, che non paghi, ora puntano a normalizzare anche i già sobri e carezzevoli – con l’Esecutivo in carica – RaiNews24 e TgRegione di RaiTre, nonché il terzo canale e il suo notiziario, usando lo stesso metodo che vide il presidente Villari scelto dalla maggioranza in espressione dell’opposizione (roba che manco nei regimi). Forse La Vita in Diretta, Domenica In, i programmi del pomeriggio della Rete 2 come Il Fatto del giorno e L’Italia sul Due, nonché UnoMattina (con Angelo Mellone, sic!), il Tg1, il Tg2 e il TgParlamento, non fanno già parte della galassia berlusconiana, con ospiti pescati dal Circo Barnum di Libero, il Foglio, il Giornale, e conduttori fin troppo di parte, per non parlare dell’enorme sproporzione, talvolta 1 a 3, con cui alla sinistra tocca fronteggiare la destra nei “dibattiti”? Chiuderà Annozero? Se sì, sarà colpa anche del Pd. Solo se infatti questi lo permettesse, Berlusconi-Masi sarebbe sicuro dal fare un passo simile, perché nessuno darebbe di nuovo – nonostante la sentenza di un Tribunale del Lavoro – un precedente del genere per futuri Editti bulgari. Da telespettatore a cui piace leggere ma anche guardare in tv ciò che mi aggrada, mi auguro che questo non avvenga, poiché anche la mia famiglia come quelle di altri milioni di italiani paga il Canone, e non vorrei ascoltare Beppe Grillo e disdirlo come ben indicato sul suo blog. Grazie.

  7. Dolphin island

    Voglio solo aggiungere che ieri a Niente di personale su La7 c’era ospite Tarek Ben Ammar, socio in affari di Silvio Berlusconi per Mediobanca, Medusa, Nessma Tv (dichiarato candidamente da egli stesso) e Piroso lo ha presentato come suo «editore di Telecom Italia Media». Eccola la libertà di informazione, che infatti anche lo stesso giornalista-conduttore negava fosse a rischio per tutta la durata della trasmissione. Addirittura ha fatto anche del teatrino per svilire la manifestazione del 3 ottobre, presentando alla telecamera un mazzetto di giornali schierati a sinistra (da Europa al Manifesto, passando per il Fatto, L’Altro, L’Unità, Liberazione, il Riformista), cosa che non ha fatto invece con i quotidiani schierati a destra (che sono anche di più, contando oltre a quelli di partito anche alcuni grandi editori vicini a Berlusconi)… Come se qualche quotidiano di nicchia – se escludiamo Repubblica – che vende qualche centinaio di migliaia di copie sul totale sia anche solo largamente paragonabile allo strapotere che ha Berlusconi in televisione. L’intera puntata ha visto susseguirsi ospiti berlusconiani o ex dipendenti di quest’ultimo (Melania Rizzoli, Facci, Telese…) Questo per farLe capire che il Pd rema contro se stesso se pensa che avrà più spazio altrove e ne gioverà, chiusa Annozero. In realtà terminato quel programma, le realtà nascoste dal berlusconismo non arriveranno più a destinazione, e l’unico risultato che si produrrà sarà la sua apologizzazione da parte del pubblico elettore, ignaro di tutte le trame, che non sarà un Floris né un Fazio a raccontare.

  8. Può darsi che io abbia problemi con l’italiano e che non me ne sia mai accorto. Ma quando scrivo che “Travaglio non porta un voto al Pd: (…) non si tratta, dunque, di una battaglia strumentale”, mi pare che il concetto sia abbastanza chiaro. Vorrei che Travaglio portasse voti al Pd? No, non l’ho scritto e non lo penso. Ho scritto esattamente il contrario: che la difesa di Annozero è lontana da qualsiasi convenienza politica, come è giusto che sia. E se prima di sparare subito a zero si rileggessero i post un paio di volte? Se poi i nuovi visitatori del blog leggessero anche il mio curriculum, magari saprebbero pure quale lavoro facevo nella vita precedente e capirebbero perché la libertà d’informazione mi stia così a cuore. Altro che convenienze elettorali!

  9. Dolphin Island

    Non ho letto la Sua «biografia» anche se è noto a tutti che conduceva “A sua immagine” su RaiUno. Penso di comprendere ciò che leggo, non è a Lei che infatti mi riferisco quando parlo di «convenienze elettorali». Sa meglio di me visto che fa parte del Pd che illustri esponenti del Suo partito hanno rilasciato dichiarazioni raccolte da Verderami sul Corriere della Sera in cui sembra prevalere il giudizio sull’opportunità della trasmissione “Annozero” legato al fatto che appunto, Santoro avrebbe collaudato un programma congeniale a Di Pietro e non ai “democratici”. Prendo atto che Lei non antepone questa valutazione al valore del pluralismo e della libertà di stampa. Mi auguro che altri nel partito come Lei, distinguano tra l’interesse partitocratico e quello generale. Cordiali saluti

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