Il giorno dopo

Il giorno dopo è dura: sfogli i giornali come le carte del poker e non sai se ti arriva l’asso o il due di picche. C’è di tutto, naturalmente, comprese tante inesattezze e tante interpretazioni di comodo, ma era da mettere in conto. C’è la mazzata del Giornale di Feltri, quotidiano della famiglia Berlusconi e punto riferimento dell’ala benpensante del Pdl, che parla di una conferenza stampa “inutile” (anche se – di fronte all’evidenza – deve aggiungere “significativa”) ed ironizza sui “deputati transgender” (roba da spisciarsi dal ridere, insomma), ma poi chiude con una frase importante di Fabio Granata, che secondo me riassume bene lo stato dell’arte: “Dentro il Pdl contiamo da un minimo di 50 voti a un massimo di 150, a seconda delle minacce, pardon, delle pressioni che i deputati potrebbero ricevere durante l’iter”. C’è la carezza del Sole 24 Ore, che parla di “una buona legge”, sia nel merito, sia nel metodo, perché “i problemi dell’immigrazione richiedono soluzioni, non schemi ideologici. Per una volta la politica dimostra di saperle dare”. Ma è il coté politico della vicenda a dominare le cronache, dal Messaggero (che mette l’accento sulle agitazioni nella maggioranza) a Repubblica (che cita il mio richiamo alla calma: “Non si tratta di una prova muscolare”), dal Manifesto (che mi fa apparire solo come uno dei firmatari, come se la legge non fosse mia: ma una bella ricerca su google, prima di scrivere?) all’Unità (che interpreta il sostegno ricevuto dalla Comunità di Sant’Egidio come il primo passo di un nuovo centro, e se così fosse mi viene da chiedermi come mai io sia sempre l’ultimo a sapere le cose). E di politica, naturalmente, parlano i giornali di partito: dalla Padania, che tesse le mie lodi (no, scherzo: leggetevi l’articolo, perché ne vale la pena) al binomio Europa-Secolo. “Un’altra maggioranza c’è”, titola Europa, concludendo sul fatto che la Lega potrebbe tirarsi fuori, monetizzando il proprio no alle prossime amministrative. Il Secolo d’Italia, invece, ci piazza direttamente in apertura, con un titolo (“Et voila, la politica”) che mette l’accento sul dialogo possibile. In effetti, questo aspetto del dialogo – come scrivevo ieri – mi sta molto a cuore. E lo riprende bene Il fatto, aprendo così la sua cronaca: “Un piccolo evento a Montecitorio. Una coppa, due deputati di schieramenti opposti, un gruppo di ragazzi di colore sorridenti. L’immagine che apre la conferenza stampa vale più di una dichiarazione politica”. Chi c’era, insomma, ha capito lo spirito dell’iniziativa, ed infatti il regalo più bello di oggi non è un articolo di giornale, ma poche righe scritte su questo blog: il commento di magociclo al mio post di ieri.

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9 risposte a “Il giorno dopo

  1. Un bell’articolo a proposito dei nuovi italiani e della nostra pdl sulla cittadinanza è anche sul Corriere magazine di questa settimana.

  2. per la Padania dare la cittadinanza agli immigrati (ed ai “diversamente italiani”, le seconde generazioni) è come un INDULTO, a vantaggio di questa gente, rea di essere “straniera”; le modifiche alla l. n.91/92 sarebbero, a detta padana, SOCIALMENTE PERICOLOSE.

    In un paese normale, leggendo l’articolo de la Padania, ci saremmo fatti due risate sui giochi di parole, e poi avremmo sfogliato un giornale più serio…tipo la Gazzetta dello Sport…

  3. L’articolo della Padania mi pare trasudi preoccupazione…

  4. ieri, dal mio piccolo osservatorio, avevo scritto questa storiella… http://mafuiane.blogspot.com/2009/09/mai-dire-multietnico.html

    io ho sentito parlare della proposta di legge in quel del convegno delle Acli… anche a me è parsa una cosa “strana” (aggettivo positivo), perché neanche la si può definire “bipartisan” (un aggetivo negativo, per me)… perchè se fosse bipartisan vorrebbe dire che piace a D’Alema e Berlusconi, i due luminari cui abbiamo affidato gli ultimi 15 anni di questo Paese…

  5. dalla foto ti vedo molto agitato.
    Ho letto il tuo articolo ed hai ragione.
    Visto che devo recuperare la fiducia nei politici,io mi attacco a te e deborah serracchiani,due volti nuovi e sicuramente cn idee valide.Fate presto,mi sto’ allontanando!!!!!!Questa e’ una richiesta di aiuto!

  6. Gentile Onorevole,
    Ieri sera alle 21 ho ascoltato il suo intervento a Radio 24: molto chiaro e tale da entusiasmare per la sua pdl. E’ stata un’occasione di dialogo, perchè c’era L’On. Fabio Granata e un’esponente della Lega del Nordest. Il dialogo è possibile!
    Auguri per la sua campagna per la Cittadinanza!

  7. Io ormai evito di leggere giornali come la Padania, mi arrabbierei soltanto !!!!!!!!!!!!!1

  8. manlio laurenti

    Se Granata si sente minacciato,nel PDL ,perchè non se ne va?Anche Follini si sentiva minacciato:infatti guidava una banda di franchi tiratori.Ed ora è nel PD.

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