L’asse di buonsenso

volantino

A Brescia, ho appreso stamattina da un giornale locale, la Lega sta raccogliendo firme contro la mia proposta di legge sulla cittadinanza: venerdì prossimo metteranno i gazebo, spiega la segreteria cittadina del Carroccio, per far conoscere ai cittadini “i pericoli di questa legge”. Pericoli che illustra magnificamente il vicesindaco, Fabio Rolfi: da un lato, visto che la cittadinanza comporta l’elettorato attivo e passivo, si arriverebbe alla “formazione di liste islamiche integraliste, che non credo possano fornire un contributo democratico alla vita socio-politica dell’Italia”; dall’altro, visto che la cittadinanza comporta anche una serie di diritti nel campo del welfare, gli immigrati diventerebbero italiani per poi farsi mandare la pensione sociale a casa loro, dove vivrebbero da nababbi con i nostri soldi. Se le obiezioni politiche sono queste, il modo per fugarle è abbastanza semplice: basta chiedere alla Spagna, dove le cittadinanze sono due volte e mezzo le nostre, quante migliaia di pensioni sociali vengono inviate mensilmente in Maghreb; o magari domandare alla Germania, visto che tra poco lì si vota, con chi si apparenteranno le liste di integralisti islamici, che – come spiegano i migliori politologi – costituiscono da decenni il vero ago della bilancia nel Bundestag. In attesa che qualcuno mi risponda (e che la Lega di Brescia prepari dei bersagli con la mia faccia, per tirarci le freccette), vi lascio ad un’intervista che ha pubblicato oggi il Secolo d’Italia: il giornalista Valter Delle Donne parla di integrazione e cittadinanza con Simone Gambino, presidente della Federazione italiana cricket, che – come vedete dal volantino – verrà mercoledì alla presentazione della nostra proposta di legge, alla Camera. Saranno i ragazzi del cricket, freschi campioni d’Europa under 15, i nostri testimonial.

Presidente Gambino, dopo la vittoria del titolo europeo dei suoi ragazzi, in agosto, ha dedicato la vittoria a Bossi. La sua frase ha sollevato polemiche. Se le aspettava?
Me le aspettavo e l’ho in un certo senso cercata. Perché la situazione dei nostri ragazzi, figoi di pachistani, afghani e indiani ma ansiosi di diventare italiani a tutti gli effetti, rispecchia un’Italia che molti non vogliono ancora vedere, come appunto gli esponenti del Carroccio.

Lei sarà tra gli ospiti della conferenza stampa di presentazione della proposta di legge sulla cittadinanza. Sarà un testimonial particolarmente convinto.
Mi sembra chiaro che stiamo vivendo un anacronismo. Una nazione dove per avere la cittadinanza si aspettano almeno tredici anni è una nazione che non è al passo con il resto d’Europa…

Veramente gli anni mi risulta siano soltanto dieci…
No. Dopo dieci anni si può presentare domanda, ma successivamente passano almeno altri tre anni per ragioni burocratiche. Mi auguro che la proposta di legge venga approvata al più presto possibile, per portarci al livello delle altre nazioni.

Gianfranco Fini ha citato gli azzurrini del cricket come esempio di integrazione nel corso del congresso del Pd a Genova. Se l’aspettava?
No, la mattina dopo mi hanno tempestato di telefonate per chiedermi un parere. Io ho trovato naturale che l’avesse detto. Sono di sinistra, mio padre Antonio è stato giornalista, una firma dell'”Espresso”, ma quello che ha detto Fini non è una cosa di sinistra. È semplicemente una considerazione di buonsenso.

La Lega ha annunciato che metterà i bastoni tra le ruote al provvedimento.
Il Carroccio sul territorio ha esponenti più saggi e moderati di quanto non si creda. Per il mio lavoro ho contatti con amministratori locali “padani” e le assicuro che su questo punto, al dunque, la pensano come noi. Mi sembra un pregiudizio ideologico, come ai tempi del divorzio…

In che senso?
Sul divorzio, partiti come la Democrazia Cristiana credevano di rappresentare l’opinione dei loro elettori, invece erano arroccati in posizioni superate. Secondo me, qui finisce alla stessa maniera: passa la legge, la Lega raccoglie le firme per il referendum e gli italiani dimostrano di essere più avanti rispetto a chi pretende di rappresentarli.

Non sta correndo un po’ troppo? Per il momento, siamo ancora a una proposta di legge che verrà presentata da Sarubbi e Granata mercoledì pomeriggio a Montecitorio.
Mi pare che i numeri ci siano, perché gli unici esplicitamente ostili sono i parlamentari di Bossi. Semmai mi preoccupa la timidezza della sinistra. Perché, lo dico da uomo di sinistra, è una balla che il razzismo stia a destra e l’apertura a sinistra. Come dimostra Fini in ogni suo intervento, il buonsenso non ha colore politico. Il presidente della Camera con il presidente della Repubblica, Napolitano, ha costituito un asse di buonsenso.

Non le sembra curioso che il cricket diventi emblema di un tema delicato come quello dell’integrazione?
Sa bene che lo sport è un mezzo straordinario per abbattere le barriere. Quindi lo trovo un mezzo utilissimo. Quando dopo un punto vincente vedo il figlio dell’indiano abbracciarsi con quello del pachistano, all’insegna dei colori azzurri, penso che abbiamo già vinto.

Fini ha detto che sono più italiani i suoi nazionali di Ceylon, del Punjab e di altre terre d’Asia rispetto ai figli degli italiani del Sud America che chiedono la cittadinanza solo per venire a lavorare nella Ue.
Ha detto una cosa ovvia. I miei ragazzi si sentono italiani a tutti gli effetti, nello spogliatoio parlano italiano. E pagano le tasse, diversamente dagli italiani all’estero. Sa a chi conviene oggi la cittadinanza con tempi lunghissimi?

Me lo dica lei…
Alla mafia delle comunità, siano esse cinesi, pachistane o nordafricane. Oggi come oggi, finché non diventano italiani sono costretti a soggiacere a quelle che sono vere e proprie tribù che ci sono in Italia, organizzate con logiche feudali…

Presidente federale e non mi dirà di essere anche esperto di flussi migratori?
Con l’attuale legge diventa inevitabile. Tra richieste di cittadinanza, procedure e rapporti con il resto delle comunità locali, si acquisisce un’esperienza robusta. Lo sa che se ti rubano il permesso di soggiorno e vai in questura, ti danno appuntamento a marzo 2011?

Alla conferenza stampa ci saranno alcuni giocatori della nazionale under 15?
Certo. Come capodelegazione avremo il capitano, Muhammad Handan. È un ragazzo pachistano che abita in un sobborgo di Milano, a Piontello, dove vive una folta comunità pachistana. È un bell’esempio per tutti. Spero che la legge vada in porto anche per Muhammad e per i ragazzi come lui, che si sentono italiani e sono fieri di diventarlo a tutti gli effetti.

Annunci

11 risposte a “L’asse di buonsenso

  1. annachiara valle

    Bravo, Andrea. Venerdì andrò a vedere che combina la Lega

  2. Congratulazioni per il lavoro svolto ed auguri di cuore per questa battaglia di civiltà e di buonsenso.

  3. Dieci anni di residenza più due o tre per la procedura è un termine ragionevolissimo, stiamo parlando della cittadinanza italiana, non di patatine. Perchè svilire la nostra cittadinanza con un termine-lampo?
    Bene invece l’introduzione dell’esame di conoscenza della lingua e del giuramento d fedeltà alla Costituzione – che dovrebbe espressamente dichiarare la superiorità della Carta alle credenze religiose – a proposito, perchè non introdurlo anche per gli italiani? Vuoi vedere che qualche catto-integralista rinuncia alla cittadinanza?

  4. @ GA. Svilire la cittadinanza italiana? Vuoi forse dire la nazionalità? Garantire l’universalità dei diritti significa svilire la cittadinanza italiana? O significa all’opposto dare piena e compiuta attuazione ai principi fondamentali enuncianti nell’articolo 3 della carta Costituzionale di questo paese?

  5. @GA: 8 anni (5 +3 di burocrazia) non è un termine lampo ma costituisce un lasso di tempo ragionevole e tale da essere percepito come ‘possibile’, raggiungibile ma non automatico. Un percorso fondamentale per generare, stimolare e accelerare percorsi di integrazione anche attraverso l’obbligatoria conoscenza della lingua e dei nostri principi.
    Ma non abbocchiamo alla propaganda: il vero architrave di qs riforma mi sembra essere il cosidetto ‘ius soli temperato’, ovvero la possibilità che bambini che crescono e si sentono italiani, non lo siano solo di fatto ma anche di diritto.

  6. enrico marrucci, enrigo

    Ma magari provare anche a diminuire i tempi burocratici? Che faranno mai in questi tre anni??

  7. Io sono arrivato in Italia all’età di 7 anni, oggi ne ho 25. Secondo la legge non posso neanche presentare la richiesta di cittadinanza poichè non posso dimostrare di avere un reddito mio….poichè sono studente universitario e non lavoro.

    18 anni potrebbero essere sufficienti per chi ha pure frequentato tutte le scuole in Italia?

  8. Giuseppe e Maria entrarono clandestinamente in Egitto, per sottrarre il piccolo Gesù alla condanna a morte decretata dal tiranno di turno. Quanti immigrati clandestini sono fuggiti dalla guerra e da una dittatura terribile.
    Non potranno mai diventare cittadini italiani, perchè privi di documenti…

  9. “Garantire l’universalità dei diritti significa svilire la cittadinanza italiana?”
    Jaska, è un diritto universale diventare cittadino italiano?
    Per quanto riguarda il tuo impedimento, voglio ben sperare che all’età di 25 anni tu sia prossimo a produrre un reddito e soddisfare così tutti i requisiti.

  10. annachiara valle

    Quanti cittadini italiani di 25 anni sono “prossimi a produrre reddito”? Per quanto riguarda la cittadinanza, sì, è un diritto universale diventare cittadini. E per quanto riguarda l’uso dell’italiano, farei un bell’esame anche a molti leghisti. Persino consiglieri comunali e assessori provinciali non conoscono la nostra lingua e men che meno le norme della nostra Costituzione

  11. Chi risiede in Italia, paga le tasse in questo paese (i miei genitori le pagano regolarmente e lavorando onestamente da 20 anni, e pure io le pago quando ogni estate vado a fare l’operaio in fabbrica o quando ho lavorato come cameriere), ne rispetta le regole e ne condivide il destino comune HA diritto a diventare cittadino, ad avere la stessa copertura nei diritti oltre che sottostare agli stessi doveri (ai quali si è comunque sottoposti, a prescindere dai diritti).

    I diciottenni di questo paese vanno a votare perchè hanno un lavoro o perchè hanno lavorato? O perchè conoscono le leggi di questo paese?

    E’ paradossale che io mi sto laureando in scienze politiche e…..non ho ancora mai votato in vita mia, mentre un diciottenne può rappresentare la sua (e la mia) volontà eleggendo i suoi (e i miei) rappresentanti!!!!

    PS: se non volete/vogliamo dare il diritto di voto agli immigrati e ai loro figli dovreste/dovremmo almeno renderli esenti da ogni contributo fiscale….per essere coerenti con i principi fondamentali del diritto cui anche l’ordinamento italiano s’ispira, anche se non nella misura in cui vi s’ispirano i paesi anglosassoni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...