Silvio’s version

Gli spunti per ironizzare oggi non mi mancano: ci pensavo ieri sera, quando in macchina ascoltavo la diretta dell’intervento di Silvio Berlusconi alla festa dei giovani Pdl. Propaganda allo stato puro, così esagerata che ad un certo punto non capivo più se fosse veramente lui o l’imitazione che ne fa Sabina Guzzanti. Mi sono infastidito subito, quando ha rimarcato il sorpasso su Alcide De Gasperi come premier più longevo del dopoguerra, ma poi l’ho presa a ridere e sono anche riuscito a divertirmi: come quando ha detto di avere evitato una guerra nucleare (“Vi ricordate la foto di me che tengo per mano Obama e Medvedev?”), quando ha fatto capire di essere lo spin doctor degli Usa in materia di economia (“Bush aveva lasciato che fallisse Lehman brothers, poi sono andato io e due giorni dopo la Casa Bianca ha deciso di investire 700 miliardi di dollari”), o quando ha legittimato la sua candidatura al Nobel per la pace, raccontando le cinque ore passate al telefono per risolvere la crisi in Georgia, e su questo Paolo Guzzanti qualcosa da dire magari ce l’avrebbe. Ma il problema, più che le parole di Berlusconi in sé, l’ho percepito nella reazione della platea: mi aspettavo risate, o quanto meno un imbarazzato silenzio, ed invece dai giovani del Pdl arrivavano parecchi applausi. Così mi sono intristito di nuovo, perché – guardando soprattutto a Giorgia Meloni, al suo impegno serio ed alla sua onestà intellettuale – pensavo che la nuova generazione del Centrodestra fosse un po’ diversa, meno spensierata e meno cinica di quanto sia stata dipinta finora. Ieri sera, invece, li sentivo applaudire e non riuscivo a capire se veramente credono alle favole o se invece – come mi auguro, perché sarebbe il male minore – stavano solo partecipando ad un gioco di ruolo in cui il leader parla e la platea gli va dietro a priori. Più che di politica, però, oggi vorrei parlare un attimo di comunicazione: ieri sera ho avuto la conferma che quella berlusconiana procede per semplificazioni ai limiti dell’inverosimile, nel tentativo di fornire all’uomo della strada un concetto semplice da ricordare. Magari falso, ma verosimile e dunque – nel gioco delle semplificazioni, dove tutto viene tagliato con l’accetta – diventa vero, se viene messo al posto giusto. Esempio 1: da quando ha problemi con la Chiesa, il presidente del Consiglio ha rispolverato il termine “cattocomunisti”, che non si sentiva da un po’, e poco conta che il direttore di Avvenire non sia certo di quella parrocchia, perché la gente comune non lo sa e la semplificazione funziona. Esempio 2: la foto con Obama e Medvedev, di cui sopra, per rivendicare il ruolo di peacemaker internazionale. Poco importa che qualcuno potrebbe chiedersi come mai le foto di Villa Certosa, invece, non fanno testo: la gente comune non se le ricorda e la semplificazione funziona. Esempio 3: per legittimare il suo no alla legge sulla cittadinanza, dicevo l’altro giorno, Berlusconi ha inventato la favoletta dei 6 milioni di immigrati irregolari che prenderebbero il barcone dalla Libia per venire qui a votare Pd. Ma qui casca l’asino, perché Fini non vuole passare per fesso, e così – dopo la telefonata di ieri – il premier ha cercato di metterci una pezza, sempre nello stile delle semplificazioni: “C’è stato un fraintendimento, perché pensavo che il presidente della Camera si riferisse agli immigrati irregolari”. Dopo aver notato che la toppa è peggiore del buco, perché neppure Ferrero distribuirebbe cittadinanze italiane a profusione sui barconi provenienti dalla Libia, non resisto però alla tentazione di regalarmi mezza riga di dietrologia: sulla mia proposta di legge, signori, qualcosa sta cambiando. E noi incrociamo le dita.

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10 risposte a “Silvio’s version

  1. Devo dire che anche quando ha detto che il suo governo è quello che ha fatto di più la lotta alla mafia nella storia del nostro paese, all’inizio mi è venuto da ridere. Poi, però, ho ripensato a tante persone che quella lotta l’hanno fatta davvero ed hanno pagato con la vita. E mi sono sono sentito crescere dentro un misto di indignazione e rassegnazione.
    Ormai le farneticazioni di B sono tali e frequenti che, vuoi non vuoi, ci siamo assuefatti tutti. E’ proprio questo l’aspetto terribile. Ci ha così abituato al peggio, che il peggio ci sembra normale.

  2. Purtroppo anche le fandonie (balle) più grandi, quando semplificate sembrano diventare verità sacrosante per molte persone. dove saranno andati a finire il discernimento e la critica?

  3. 2 note sparse, quasi fuori tema.

    1) Riguardo all’aver pacificato Russia e Georgia. Forse sarebbe stato più furbo tacere: qualcuno (non di quella platea, evidentemente) avrebbe potuto ricordargli che proprio al periodo di quella guerra (agosto 2008) risalgono i video di un’allegra festicciola a Villa Certosa, con tanto di Simon Le Bon e di Simona Ventura. Mentre la versione ufficiale dava il premier nello stesso posto, ma a “riposarsi con la moglie” e, probabilmente, a seguire con apprensione quanto accadeva nel Caucaso. Sì, sarebbe interessante sentire l’opinione di Guzzanti (Paolo).

    2) Tempo fa, il caustico Santoro si occupò del convegno dei giovani del centrodestra, tenuti a battesimo da Marcello Dell’Utri. Il buon vecchio Ruotolo era lì a incalzarli sulle accuse di mafia di cui il loro mentore è costantemente “vittima”. Sentii un paio di volte la risposta sconvolgente: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. L’ultima che, a fronte di un’accusa di mafia, si vorrebbe sentire.
    Sono per il ricambio generazionale, ma non per le guerre generazionali. Non credo che tutto quello che sia giovane e nuovo sia automaticamente buono. Sia chiaro che, per la mia esperienza diretta, posso esprimere perplessità anche su giovani di centrosinistra.
    I giovani, ieri sera, applaudivano perchè la politica chiedeva quello. Chi prova imbarazzo per questo premier, e vorrebbe una leadership diversa, deve aspettare tempi migliori e, novello Nicodemo, svolgere la sua migliore attività di notte.

  4. …sta cambiando…..qualcosa?
    Nel senso che possiamo non disperare?

  5. manlio laurenti

    1)Circa l’opera di mediazione di Berlusconi tra Russia ed USA,oserei ricordare gli accordi di Pratica di Mare ed il RUSSIA-NATO COUNCIL.Il premio Nobel si compra,la fondazione Nobel è sotto accusa per corruzione,premi Nobel piu’ ridicoli di quello eventulmente assegnato a Berlusca sono andati a Dario Fo ,al Carneade Francese per la letteratura che deve essere costato piu’ del solito e,in campo scientifico,ad autori di non-teorie e di teorie sbagliate.2)Piu’ che avere problemi con la Chiesa,pare che sia la Chiesa ad avere problemi con Berlusconi,vedi caso “Avvenire”.Li ha avuti anche “Santo Subito”che ,forse per vendicarsi,ha miracolato una suora Francese per ottenere il lasciapassare per il Paradiso(le suore Italiane imparino a nascere in Francia,se hanno intenzione di ammalarsi).Con Berlusca il messaggio è chiaro:non si interferisce e non si interferiva negli affari interni dell’Italia.3)le foto di Villa Certosa sono un reato di cui chi di dovere rispondera’ penalmente.4)Fini non è piu’ fesso nè qualunquista da quando ha deciso di seguire Napolitano con i voti del PD.La differenza si sentira’,eccome.

  6. manlio laurenti

    Ah,dimentico:in una scuola di Roma ed una di
    Milano,dice il CORRIERE in questo momento(ma lo sapevamo gia’)ci sono il 95%di bambini stranieri.E’ a questo che tende l’immigrazione in controllata.Naturalmente un rimedio c’é:i genitori di Sinistra iscrivano subito i loro figli a quelle scuole,visto che non solo non l’hanno fatto,finora,ma è statisticamente certo che,non iscrivendoli,fuggono verso destra.

  7. Caro Manlio,
    Le do una notizia su quelle due scuole di Roma e Milano che cita. Ci vanno a scuola il prossimo centravanti della Juventus, quello che vincerà la classifica capocannonieri del 2018, e l’erede di Francesco Totti, che indosserà con onore la maglia della Roma per i prossimi 15 anni. Le fequentano anche la cantante che vincerà Sanremo nel 2019 e la poetessa che riporterà in Italia il premio nobel per la letteratura… E poi ci sono medici, avvocati, insegnanti, impiegati, cuochi, infermieri e tanti altri giovani dell’Italia che verrà. E saranno italiani, signor Manlio, anche se i loro genitori non sono nati a Segrate e non parlano bene la nostra lingua. Saranno italiani, anche se magari hanno abitudini religiose diverse dalle sue o dalle mie. Saranno italiani, magari un pò più “abbronzati” di noi, m italiani. Saranno italiani anche se festeggiano un capodanno diverso ed hanno gli occhi a mandorla. Saranno nostri concittadini e forse costruiranno un’Italia migliore di quella che ha accolto i loro padri. E, guardi, non glie lo do come certo, ma per me in quel 95 % potrebbe anche esserci il miglior presidente del consiglio degli ultimi 200 anni.

  8. manlio laurenti

    Ma caro Marco Sonostorie,questo deve spiegarlo ai genitori italiani che al 95%si sono persi l’onore e la gioia di raccontare ai propri amici che il loro figlio andava a scuola col centravanti della Juve(e che non sia un Francese gia’mi riempie di gioia),con la poetessa che ha trovato modo di comprarsi il Nobel,col Presidente nero del Consiglio che,avendo aderito alPDL,si senti accusare di essere il primo nero associato alla mafia,il primo nero accusato di aessere un puttaniere,il primo nero che si sia sentito accusare di pedofilia,il primo nero accusato di corruzione,e,speriamo,il primo nero che ha vietato a sua figlia di andare a scuola in burka.

  9. Caro Andrea,

    ieri ho avuto occasione di ascoltare l’intervento di Fini. Peccato sia una piccola voce in un panorama inquinato dal più militante berlusconismo. Che in aggiunta, si piega sulle politiche della Lega.

    Personalmente, mi sono indignato ascoltando il ns. premier a “Mattino 5” qualche giorno fa. Replicando a Fini, ha confermato la linea dura del governo contro gli immigrati clandestini, per garantire la sicurezza degli italiani. Questa dichiarazione conferma la vera indole del berlusconismo: un’ideologia priva di un substrato culturale solido che, per non perdere voti rispetto alla Lega, parla alla pancia dell’elettorato. Perché é ciò che conviene elettoralmente che fa politica. Il resto, sono chiacchere qualunquiste e moraliste della sinistra comunista.

    Proprio la vergognosa politica dei respingimenti, che non garantisce il diritto di asilo (come ha incredibilmente affermato il ministro Maroni) manifesta, a mio avviso, l’emersione del “cattoberlusconismo” in salsa leghista. Perché la Chiesa, e alcuni suoi prelati (tipo Ruini, Negri, Scola o Fisichella) hanno taciuto innanzi a politiche che palesemente contrastano con la dignità della persona? Sono contento nel rilevare che è venuta meno la presunta “superiorità morale ed etica” dei cattolici di centro-destra. I cattolici superbi, quelli che si ritengono i veri coerenti rispetto a quelli di centro-sinistra. Ebbene sì, l’incoerenza alla fine si è manifestata. Ma il silenzio, ancora una volta, permane. In nome della difesa di un operato governativo molto discutibile. In ogni caso, non rassegnamoci. Gridiano sempre ad alta voce la nostra indignazione, perchè sicurezza non significa esclusivismo e discriminazione, come taluni (come umberto ingrosso, che – incredibilmente – osa cammuffarsi pateticamente sotto falsi nomi) continuano a sostenere inconsciamente.

  10. Fini chi? Quello che pensa di diventare presidente della repubblica con i voti della sinistra perché non ha capito che, un minuto dopo l’eventuale fine del governo Berlusconi, ritornerà a comparire sui medi mentre fa il saluto romano in tutte le piazze d’Italia?
    Ah, si, quello talmente ottenebrato dalla voglia di potere da risultare proprio un “furbacchione”.

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