La storia riscritta

Sentendo le parole del presidente Napolitano per l’anniversario dell’8 settembre, mi è venuta in mente una cosa che mi sono sempre dimenticato di scrivere sul blog: trattandosi di un avvenimento ricorrente, ogni volta rimando e non ne parlo mai. Tra una discussione e l’altra, in Commissione Cultura compare periodicamente la provocazione di Fabio Garagnani (Pdl) alfiere di una battaglia contro la resistenza. Da diverse legislature, il deputato bolognese ripropone una proposta di legge che lo vede per ora come unico firmatario: ce l’ha con il 25 aprile (“che la storia ha circoscritto in ambiti più modesti e veritieri rispetto alla mitologia tramandataci in questi anni dalle forze di sinistra”), e vuole sostituire la festa della liberazione con una “Giornata della democrazia italiana” da tenersi il 18 aprile, anniversario delle elezioni del 1948. La vittoria di De Gasperi, della Dc e dei suoi alleati, sostiene l’esponente del Pdl, è il vero “punto di svolta” della storia italiana, perché “permise all’Italia di stabilire definitivamente la democrazia e di raggiungere livelli di diffuso benessere economico ineguagliati nella sua storia, evitando il destino riservato ai Paesi dell’Est europeo, sottoposti a dittature comuniste”. La vera liberazione nazionale, spiega Garagnani, non fu insomma dai fascisti – tanto più che la resistenza “conobbe pagine oscure e numerosi episodi di ferocia” – ma, al contrario, fu la liberazione da chi li combatteva. Oltre ad aver scritto tutto ciò nell’introduzione della sua proposta di legge, il mio collega di Centrodestra torna alla carica ogni volta che si affronta un argomento attinente: ultimamente, quando discutevamo dei fondi statali agli istituti di ricerca, ha dichiarato che non avrebbe votato a favore se non si fosse revocato il contributo all’Istituto italiano per la storia del movimento di liberazione; nei mesi scorsi, quando approvavamo con voto bipartisan il riconoscimento dello status di monumento nazionale alle malghe di Porzus, è riuscito ad avvelenare il clima ribadendo che “da una parte si combatté per ripristinare la libertà e che dall’altra alcuni combatterono con l’idea di poter affermare un nuovo regime dittatoriale”. Fabio Garagnani ha 23 anni di Democrazia cristiana alle spalle, un anno con Buttiglione nel Cdu e poi, nel 1996, è passato in Forza Italia, dove ha ricoperto anche incarichi nazionali. Comincio a pensare seriamente che, nella fusione, Alleanza nazionale ci abbia rimesso parecchio.

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5 risposte a “La storia riscritta

  1. Ludovico Lalatta Costerbosa

    La vera liberazione è stata provocata dalla drammatica constatazioen di gran parte degli italiani, fascisti, che il fascismo li aveva traditi e gettati in un baratro… Ma perché stupirsi delle trasformazioni di un politico tipo Fabio Garagnani?….Condivido, conunque il suo pensiero a proposito del miglioramento economico e della raggiunta democrazia (io mettrei in quest’ordine) che furono scudo al vento dell’Est. La Dc e gli Usa lo sapevano bene.

  2. manlio laurenti

    Dio benedica Gragnani,e con lui Giampaolo Pansa,che ha avuto il coraggio di scrivere la verita’ su quegli anni.Quel che vorrei sapere,è come si celebra la resistenza in quel delle Foibe,dove i partigiani delle brigate Garibaldi buttarono,volonterosi aiutanti di Tito,non solo i “fascisti”(vecchi,donne e bambini)ma anche un numero considerevole di partigiani Democristiani.Chi ha liberato l’Italia?I miei genitori,che c’erano,mi raccontano di misteriose presenze di centinaia di migliaia di anglosassoni,di carri armati grandi come case,di camion fermi nei villaggi e carichi di ogni ben di Dio che quelle misteriose presenze facevano finta di dimenticare dopo un “guasto”.Ma probabilmente i miei se li sono sognati,quei fantasmi.La vera realta’ di quegli anni è la Resistenza.

  3. L’estrazione culturale della destra italiana di Gianfranco Fini è l’esempio migliore di come nella memoria comune, si può con serenità aderire in toto ai valori fondanti della nostra Repubblica dichiaratamente antifascista senza cedere alle pretese conclamate dalla storia a dalla cultura dominante della sinistra in tutto le sue accezioni. Preoccupante è invece l’atteggiamento di certi neo-fascisti mascherati da liberali o PDL che in forza dei numeri, ritengo di poter riscrivere la storia. Ma se Mussolini finì come finì quale “uomo della provvidenza”, a quando l’uscita dalla politica di chi con “durezza di cervice”si ritiene l’unto del Signore?
    Buon 8 settembre a tutti…con orgoglio “Cattolicodemocratico”.

  4. Il riferimento alla Resistenza è ancora oggi imprescindibile perchè rappresenta il riscatto democratico di una nazione. Certo, da un punto di vista pratico nulla avrebbe potuto la Resistenza senza le forze alleate. Certo, caro Laurenti, gli americani avevano i carri armati e distribuivano sigarette e cioccolato. Ma questo che cosa significa per l’Italia? Che la Liberazione fu un processo passivo, come gli italiani avevano passivamente accettato il fascismo? Prima il fascismo, poi gli Alleati, oggi Berlusconi? E gli italiani, popolo di sudditi, a cercare di scroccare qualcosa e a subire le conseguenze della storia scritta da altri?

    L’unica possibilità di conservare la schiena diritta è il riferimento alla Resistenza.

  5. L’8 settembre fu il giorno in cui l’Italia si riappropriò di se stessa. Dovette crollare per rinascere.
    Il fascismo potevano benissimo sconfiggerlo le forze alleate. Ma la Resistenza era necessaria per emendarsi da vent’anni di pigrizia intellettuale che avevano portato fino all’accettazione del regime.
    E, sarà strano, ma proprio l’8 settembre se ne va un Partigiano famoso.

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