Il mullah Sarubbi

In termini squisitamente tecnici, ha ragione Bossi: se appoggia la cittadinanza agli immigrati, Fini “è matto”, perché ciò “gli farà perdere voti”. Nella pancia dell’elettorato, ed in particolare di quello meno militante, questo tema non provoca gli stessi effetti benefici di un’abolizione dell’Ici: ecco perché, in tutti questi anni, è stato uno di quegli argomenti da affrontare senza fretta, possibilmente lontano da ogni appuntamento elettorale di rilievo. Mi sembrava che il periodo post-Europee potesse essere fertile per una discussione serena, ma dimenticavo le amministrative dell’anno prossimo, e se anche me le fossi ricordate poi mi sarei scordato le elezioni condominiali dell’anno successivo o il referendum sulla zanzara tigre del 2012. Ci sono sempre mille ragioni buone per non fare le riforme, e molte di meno – una o due, di solito – per farle. È la pancia, in questi casi, che comanda: se mi metto a ragionare con le persone che incontro per strada, o che mi seguono su internet, della necessità di integrare gli immigrati che vivono qui stabilmente, che lavorano, che hanno messo su famiglia, che non hanno determinati precedenti penali, che mostrano un serio interesse per la nostra lingua e la nostra cultura, quasi sempre li convinco senza sudare. Ma prima di arrivare alla loro testa, nella stragrande maggioranza dei casi devo passare per la pancia, ascoltando sia le legittime preoccupazioni sulla sicurezza sia tutto quel distillato di propaganda su cui una parte dell’attuale maggioranza ha costruito la propria vittoria elettorale. Il presidente del Consiglio ha deciso, per ora, di fermarsi lì, tra lo stomaco e l’intestino: ai giornalisti di Canale 5, che gli chiedevano un parere sul tema, ha risposto stamattina che si tratta di una manovra dei comunisti, i quali – ormai condannati alla sconfitta eterna dagli elettori di stirpe italica – stanno pensando di aprire le frontiere a tutti, per far entrare qualche milionata di clandestini che nel giro di pochi anni otterrebbero la cittadinanza, dunque il diritto di voto, e per riconoscenza verso chi li ha fatti entrare voterebbero in massa per la sinistra, che arriverebbe così al governo. La sharia, a quel punto, prenderebbe il posto del Codice civile, il burkini diventerebbe obbligatorio anche in vasca da bagno ed il prosciutto di Parma ancora non esportato verrebbe sciolto nell’acido muriatico. Il nuovo presidente del Consiglio – il mullah Sarubbi, che in arabo significa “portatore d’acqua” –  introdurrebbe (in deroga alla riforma Bassanini e sul modello dei talebani afghani) il Ministero per la repressione del vizio e la promozione delle virtù. E qui, per il suo predecessore a Palazzo Chigi, sarebbero cavoli amari.

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9 risposte a “Il mullah Sarubbi

  1. Vincenzo Iurillo

    Meglio te del Satrapo!

  2. No: Bossi non ha ragione.
    Sia perchè la battaglia di Fini è, in parte, strumentale, questione di lotta interna.
    Ma soprattuto perchè Fini ha in mente di diventare il leader di una destra non-populista;
    una destra conservatrice.
    Sa bene che negli USA la comunità italo-americana, per fare solo un esempio, è tradizionalmente repubblicana, e non è l’unica comunità straniera che si orienta così. Sa bene inoltre, presumo, che anche i ‘nostri’ immigrati, una volta acquisiti con estrema fatica i diritti di cittadinanza – in senso lato – tendono a tutelarli e in questo si sentono più garantiti da una certa destra.
    Non bisogna scomodare libri di sociologia: basta frequentare le comunità straniere in Italia.
    Questo significa fare politica: capire la società e, in qualche modo, guidarla.

  3. hahaha, si si, vogliamo il mullah Sarubbi e la sua teocrazia laico-democratica!!!!!!!!!

  4. Nonostante l’elegante e ironica esposizione, della proposta di Sarubbi colpisce soprattutto la proposta dell’accesso alla cittadinanza dopo 5 anni (un periodo che nella vita di un individuo può rappresentare una parentesi neppure tanto lunga).
    Impossibile non sentire in tanta fretta di distribuire la nostra cittadinanza il fumus della demagogia. Oltre al fatto che sarebbe uno spot straordinario per attirare i flussi migratori di tutto il mondo.

  5. Il presidente del consiglio sta giocando da parecchi mesi una carta vincente effettiva; parlare alla gente solo attraverso facili slogan senza tanti ragionamenti che stancano la gente, senza approfondire perché questo allontana l’attenzione e l’interesse. Le risposte alle sue frasi sono spesso astratte, intellettuali e suppongono la conoscenza di realtà che la gente non sa o non ricorda. La conseguenza è che l’opposizione corre il rischio di allontanarsi sempre di più dal consenso del cosiddetto “uomo della strada”. A questo punto pensiamo a qualche rimedio, ma pensiamoci seriamente. Andrea, qualche suggerimento?

  6. forse è meglio che affronti altri argomenti… di islam ignora troppo, è un argomento fuoriportata.. parli della nazionale: è meglio

  7. @GA: mi sembra sfuggirti il nodo centrale della proposta Sarubbi (ma sei in buona compagnia: Bossi, Berlusconi, etc). La vera svolta non è il dimezzamento degli anni (su cui tornerò) ma l’introduzione di meccanismi qualitativi di verifica dell’integrazione. Se non sai la lingua e non hai una comprensione base dell’Italia potrai vivere qua anche per 50 anni da noi ma la cittadinanza non la otterrai.
    Cittadinanza in cambio di integrazione.
    E’ l’automatismo attuale ad essere demagogico e pericoloso.

    Criteri temporali. Il computo degli anni scatta dalla data di richiesta della residenza che abbia avuto buon esito, non certo da quando il gommone tocca le nostre coste!
    Il che vuol dire che, con l’attuale pacchetto sicurezza, i 10 anni diverrebbero almeno 15 – 17 . I 5 della riforma proposta invece 7/8, un tempo ragionevole. Questa riforma incentiverebbe il processo di integrazione da parte di chi comunque, piaccia o no, è già qui, proprio perchè richiede e favorisce un impegno diretto in questo senso da parte di chi richiede la cittadinanza.
    Altro che demagogia: questa è politica.

  8. manlio laurenti

    Quello che adorerei sapere è che ne pensino le femministe della legalizzazione del velo islamico,da qualche tempo diventato la passioncella del PD.A quando un bell’intervento di Dacia Maraini che ci spieghi con la chiarezza e l’impeto di Oriana Fallaci perchè importare Islamici significa introdurre in Italia milioni di persone che praticano sistematicamente forme rozze e violente di violazione della dignita’ femminile?Mentre il Presidente del Consiglio sosta prudente in una zona che mi pare trovarsi dalle parti del Piloro,qualcun altro ha buttato a mare anni di battaglie progressiste e si avvia felice verso il colon,la’ dove si intravede la luce della vittoria.

  9. manlio laurenti

    Ah,Sarubbi,perchè non leggersi il blog di DRAGOR,(LA STAMPA).Dice che Magda Negri e Sara Paladini del PD hanno fatto il bagno nel Sesia in burqini.Segue commento che oserei definire “salace”.Che Allah clemente e misericordioso la illumini,quando sara’ mullah del PD.

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