Repetita iuvant

A fine luglio, 15 deputati del Partito democratico (inter quos ego, oggi mi sento un latinista) scrivono al proprio giornale di partito, per contestare la pubblicazione di una striscia sullo sbattezzo, giunta ormai all’undicesima puntata. Provengono da aree politiche diverse (ex popolari, Red, veltroniani, lettiani, rutelliani…), ma hanno in comune un disagio per quei fumetti, che – nei toni e nei contenuti – danno un’immagine caricaturale del mondo cattolico. Sullo sbattezzo in sé, naturalmente, non hanno nulla da dire, trattandosi di una decisione che attiene alla sfera più intima della persona. L’Unità, pur difendendo la propria scelta editoriale e ribadendo che i toni sono “ironici e paradossali”, ammette di condividere “pienamente la premessa politica” della lettera e ringrazia i parlamentari per il loro “spirito costruttivo”. Uno spirito che, evidentemente, su questo blog non hanno notato tutti: i commenti arrivati nelle settimane successive spaziano dall’insulto colorito (“impiccatevi pure con i vostri cilici, ma lasciateci vivere senza i vostri rantoli nelle nostre orecchie”) all’analisi politica ad personam (“con le preferenze, nel Pd non ti avrebbe votato nessuno: tu sei qui solo perché dobbiamo pagare dazio alla Chiesa”). Senza dimenticare le accuse di arroganza nei miei confronti, per aver ricordato che “l’Unità non è un giornale qualsiasi, ma l’organo di stampa del mio partito”: il che, nell’italiano che  ho studiato a scuola, significa una cosa (“Il mio partito ha a cuore la sintesi tra posizioni diverse, dunque mi aspetto dal suo organo di stampa lo stesso atteggiamento”), ma che in politichese è stato tradotto diversamente (“L’Unità non si permetta di criticare la Chiesa, se no vi facciamo togliere i finanziamenti per la stampa di partito e li diamo tutti ad Europa”). Qualche commento ricorda che la Chiesa poggia il suo potere sulle statistiche dei battezzati, ma qui mi basta ribadire quello che ho già detto: innanzitutto, che la lettera non era contro lo sbattezzo in sé, ma contro i toni del fumetto, che avrebbero fatto gridare allo scandalo se fossero stati utilizzati – mi limito ad un esempio – contro la comunità ebraica; inoltre, e chi segue la mia attività politica lo sa da tempo, la mia idea di cristianesimo ha ben poco a che fare con le statistiche  dei battezzati, tanto da aver scritto (proprio in quel post, ma chissà perché c’è l’usanza di leggere a righe alterne) che mi piacerebbe addirittura un ritorno alla Chiesa dei primi secoli, quella in cui ci si battezzava da adulti e solo al termine di un cammino di preparazione. Poi ci sono tutta una serie di commenti a margine, che affrontano temi rilevanti (la laicità ed i diritti civili, tanto per citarne due di cui mi occupo spesso qui sul blog), ma che non hanno nulla a che vedere con i contenuti di quella lettera. Che non condannava lo sbattezzo in sé, né  contestava la libertà editoriale di un giornale, ma poneva il problema – a mio parere quanto mai attuale – della ricerca nel Pd di una sintesi fra culture diverse, che non può passare attraverso l’insulto dell’altro. Se la mia colpa è quella di non aver colto la sottile ironia dei fumetti, chiedo scusa agli autori (che mi hanno scritto privatamente) ma – pur rileggendoli – proprio non ci riesco. Se invece è quella di non avere capacità di dialogo, credo che qualche penna calda abbia sbagliato indirizzo. Una postilla avevo aggiunto, in chiusura di quel post: “vince chi non nomina la parola teodem e chi non si mette a disquisire sulla liceità o meno dello sbattezzo, che a me sembra tanto evidente quanto la libertà di culto”. Ha vinto L’Unità, con la sua risposta intelligente e costruttiva.

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9 risposte a “Repetita iuvant

  1. Vincenzo Iurillo

    Caro Andrea, uso il tuo blog per un fine ‘privato’: chiederti se ti è capitato per sbaglio di comprare e leggere il mio libro (LA CASTA DELLA MONNEZZA – Newton Compton, 12, 90 euro). Un saluto.

  2. Grazie Andrea di questo post che costituisce un’ottima risposta all’ultimo commento de “L’organo di partito”.
    Le risposte che ti sono state precedentemente date riflettono proprio la difficoltà a dialogare che abbiamo tutti in questa caotica società, dove sembra che tutti abbiano ragione, dove tutte le opinioni solo leggittime e guai a contestarle.
    Speriamo di farla davvero questa sintesi nel PD ma servirà il clima costruttivo dell’Unità che a volte manca….

  3. L’unità ha smesso di pubblicare le vignette?
    Solo la risposta a questa domanda ci dice chi vince e chie perde in questa faccenda.
    Probabilmente con il suo continuo attegiamento doppio pesista sulla Chiesa cattolica (buona se sociale, cattiva se morale) l’unità non vincerà mai.

  4. guseppe pescia

    Non ho mai creduto che il PD possa essere un partito dove culture diverse si possono incontrare e fare sintesi,tanto meno L’Unità, un giornale di un PD con tale caratteristiche.Appuntamento alla prossima schermaglia.

  5. L’Unità ha smesso per la semplice ragione che le vignette erano estratte da un libricino, finito il quale la pubblicazione finiva.

    Anzitutto grazie di aver riaperto l’argomento, che in estate, in contumacia, si era assai sviluppato. Però magari sarebbe stato più onesto citare con correttezza tutte le obiezioni argomentate ricevute, invece di limitarsi ai commenti esagitati (pochissimi) o a quelli che per amor di chiarezza spiegavano agli altri lettori il concetto di sbattezzo (vedi l’utilità di una striscia informativa?), o a quelli a margine. Quel libretto descrive, per chi non lo avesse letto, le peripezie, i dubbi e la resistenza che incontra un ragazzo che decide di sbattezzarsi, per sottrarsi ufficialmente al controllo della Chiesa. Informa, diverte, è grazioso, lucido e chiaro. Non c’è proprio nulla di caricaturale e di irriguardoso, e davvero è implausibile che sia un fatto di sensibilità ferita che abbia spinto a scrivere quella lettera, quanto proprio (nonostante la tua smentita) la voglia di affermare che L’Unità è il giornale del PD, il PD ha anche i teodem (che mi frega se perdo) e quindi per favore non pubblicate cose a noi sgradite. Altro che politichese, il messaggio è forte e chiaro! Primo, mi secca pensare all’Unità come giornale di partito (è proprio una cosa così antica il giornale di partito…), secondo, mi urta il concetto che il giornale di partito debba autocensurarsi per non offendere le sensibilità di ciascun iscritto o simpatizzante dello stesso partito (ma siamo adulti o no?? Un quotidiano non è un ufficio stampa del partito! Poi col PD sarebbe proprio impossibile evitarlo, visto l’arcobaleno da cui è costituito), io non scrivo lettere per protestare coi quotidiani che riportano ogni giorno dichiarazioni di qualunque prelato, su su fino al papa, come se il titolo gli desse nel nostro teoricamente laico paese più autorità di un qualunque altro cittadino. Terzo è palese la coda di paglia di voi 15, dal momento che non mi pare affatto che l’Unità abbia affrontato con insistenza (che poi, quand’anche?) il tema dello sbattezzo, o dell’ateismo, o del laicismo addirittura, orrore orrore, ateo (magari…).

    Per concludere non credo che la sintesi tra le diverse anime del partito debba avvenire nascondendo fatti, limitando la libertà di espressione o potando rametti minuscoli che, non si sa davvero come, urterebbero la sensibilità di chi tuttavia non si preoccupa dell’invadenza del Vaticano, della Chiesa e della religione nel nostro paese.

    enrigol

  6. Ma allora è ancora possibile parlare di politica in questo Paese! Questa è la vera notizia oggi. Tranquillo Andrea, se il Parlamento dovesse (magari!) reintrodurre le preferenze, almeno il mio voto lo avrai, per il coraggio e la coerenza che stai manifestando nell’espletamento del mandato. Finora sei riuscito a restar fuori dal pantano mediatico affrontando i problemi da una prospettiva diversa, “politica” appunto. Se dovessi riuscire in questa impresa anche durante il convegno del PD diverresti sicuro candidato per future segreterie del partito. In bocca al lupo!

  7. Riccardo Bellintani

    Sbattezzo… come parola non ha un bel suono… Non so se lo ricordi, ma non sono un credente, trovo comunque insensato per un giornale quale L’Unità (se non vado errato una volta era il giornale del PCI… un covo di atei… ;-))), pubblicare (perseverando) delle strisce su un argomento come questo.
    Sostengo sia un non-problema, per tutti, per chi crede, il Battesimo (con la maiuscola per favore… ripeto non credo ma rispetto…) ha senso, per chi non crede, si dovrebbe trattare solo di un faesta a cui ha partecipato da piccolo, in cui era protagonista… ed era meno chiassosa di un rave!!!

    Saluti.

  8. Ancora?? Vedi, Andrea, che i commenti sull’altro tuo post servivano? La gente non sa cosa sia e a cosa serva lo sbattezzo. Se questo gentile commentatore che mi precede avesse potuto leggere la striscia sullo sbattezzo saprebbe che senso ha, come nasce. Invece con la spocchia dei disinformati giudica dall’alto, parla di perseveranza nella pubblicazione (ma se era un libricino, dovevano pubblicarne solo il titolo??!) solo perché l’avete scritto voi nella vostra lettera (anche voi con la medesima incoerenza, peraltro), mette le maiuscole perché è tanto tanto rispettoso (della religione, ma non di chi propugna lo sbattezzo). Lo invito ad andarsi a leggere il vecchio post coi relativi commenti per capire che senso abbia lo sbattezzo, oppure potrebbe appunto comprare il libricino. I suoi figli, signor Bellintani, li iscriva al PDL appena nati, che sarà mai, una festa… poi però non si lamenti se il PDL, dati alla mano, possa vantare il maggior numero di iscritti in Italia.

    enrigo

  9. costruire i ponti. Forza Andrea

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