Lotta frocia

fiaccolata lgbt roma

Con l’autoironia che certamente non gli manca, il movimento lgbt la chiama “lotta frocia”. Ma con la lotta dura del ’68 ha in comune solo lo slogan, visto che i nostri sono antropologicamente incapaci – come me, del resto – di uccidere una zanzara. La lotta frocia si attua con metodi assolutamente nonviolenti, tipo una fiaccolata che parte dal Colosseo ed arriva in Campidoglio; non ha bersagli fisici, ma mira dritto alle coscienze; l’obiettivo non è l’attacco, ma l’autodifesa. E ieri sera ho lottato frociamente anch’io – io che non ho mai partecipato ad un gay pride, e che tuttora mi sentirei probabilmente a disagio di fronte ad alcuni carri sopra le righe – camminando con la candela accesa per via dei Fori imperiali, dietro alla bandiera simbolo del movimento omosessuale. Mi guardavano, i vari amici del Pd presenti, e si meravigliavano della mia presenza. Ed io – che l’anno scorso ero stato al circolo Mario Mieli, e quest’anno mi sono commosso alla proiezione del film “Due volte genitori”, organizzata da Paola Concia alla Camera – mi meravigliavo della loro meraviglia. Se il Pd ha un senso, se il suo progetto iniziale non è ancora morto, la prima regola deve essere quella dell’incontro; e per incontrarsi bisogna innanzitutto cercarsi, poi darsi un appuntamento, quindi mettersi in moto. Infine, stringersi la mano, come facevano i nostri antenati, per mostrarsi vicendevolmente la destra disarmata. Deporre le armi non significa rinunciare alle proprie convinzioni, ma vuol dire piuttosto non farsene scudo per evitare che quelle degli altri ti sfiorino. Cito ancora l’esempio della mia proposta di legge sulla cittadinanza agli immigrati: pur partendo da posizioni diverse, alla fine con una parte del Pdl stiamo dialogando bene ed abbiamo trovato una strada comune. Che non è di destra né di sinistra – e qualcuno se ne dispiacerà – ma ha dentro entrambe le corsie: la volontà di arrivare ad un risultato concreto, di sbloccare la situazione, ha superato la distanza iniziale dei nostri approcci. Penso che sui diritti civili si debba seguire la stessa strada, perché la strategia del muro-contro-muro attuata finora avrà pure riempito le piazze e smosso le coscienze, ma non ha cambiato di una virgola la nostra legislazione. Per l’omofobia, invece, il discorso mi sembra più semplice: pare che, dopo le violenze di questi giorni, la stessa Mara Carfagna abbia dato la disponibilità a discutere del testo, e forse stavolta non ci sarà neppure bisogno di scomodare il gemello di Fini.

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20 risposte a “Lotta frocia

  1. Andrea: ti onoreficerò della medaglia rainbow! Grazie di essere venuto…alla prossima!

  2. Credo che non riceverai molti commenti da quelli che, quando parli di altri argomenti, ti liquidano frettolasamente come un teodem … ma è storia vecchia =)

    Comunque, la politica e la società in generale dovrebbero fare molto di più di una partecipazione di una delegazione di partito ad un Pride (mai i leader), molto di più di una legge contro l’omofobia (talmente ovvia eppure assente) … ne ho parlato qualche giorno fa sul mio blog:

    http://discutendo.ilcannocchiale.it/2009/08/29/post_del_29_agosto.html

    P.S. Bentornato sulla blogosfera 😉

  3. Mi complimento con te Andrea per avere partecipato, ma mi chiedo come possono convivere in uno stesso partito Sarubbi e Binetti?
    Non credi che questa doppia anima del PD tornerà fatalmente a scontrarsi quando, per esempio, si discuterà sul testamento biologico?

  4. Scusate lo stile ripetivo del mio commento, lo copio da un forum in cui ero intervenuto sull’argomento.

    Visitando il Memoriale della Shoah a Gerusalemme, ho trovato molto interessante la prima stanza, dove viene ricostruita la nascita del moderno antisemitismo, con tre origini principali.
    La prima è l’antisemitismo cattolico (io ci aggiungerei anche quello luterano e quello ortodosso) che per anni ha dato in pasto al popolo i “perfidi Ebrei”, responsabili della morte di Cristo.
    La seconda è l’antisemitismo liberale, che si è inventato il piano degli Ebrei per il dominio del mondo.
    La terza è l’antisemitismo scientifico con la teoria delle razze superiori e inferiori.
    Hitler era un mostro. Ma non un mostro casuale. Quando arrivò, trovò un ampio e comodo stagno in cui sguazzare. Se la gente non fosse stata predisposta a considerare in malo modo gli Ebrei, l’Olocausto non ci sarebbe stato o, almeno, non in quei termini.
    Troppa “brava gente” lo accettò passivamente, dicendosi: “forse è un po’ troppo crudele, ma gli Ebrei sono sempre gli Ebrei; se la sono cercata”.
    Sono quei distinguo pericolosi che hanno funzionato alla grande durante la nostra epoca del terrorismo: “gli hanno spaccato la testa però era una fascista; gli hanno sparato però era un comunista; l’hanno ucciso però era un commissario torturatore” (in quest’ultimo caso, al distinguo si somma la calunnia).
    I recenti episodi di omofobia mi fanno pensare. Coppie gay sono state aggredite brutalmente. Un circolo gay è stato attaccato con le bombe carta (che sempre bombe sono). Ci vedo troppa sistematicità in questa escalation di violenza.
    E allora mi interrogo e mi chiedo: l’omofobia è un mostro, ma siamo sicuri che non le abbiamo preparato anche noi uno stagno accogliente?
    Non ci sono tanti buoni cattolici che recepiscono in maniera distorta il discorso della Chiesa sull’omosessualità e alla fine si ritrovano a dire: “è una violenza da condannare, però erano omosessuali”.
    Mi sembra assurdo condannare un’aggressione e poi disprezzare i gay, colpirli con le barzellette – vizietto a cui non sono certo avulsi tanti benpensanti liberal.
    Un direttore di giornale vuole screditare un altro direttore di giornale, reo di non essere stato accondiscendente verso l’unto del signore.
    E non trova di meglio che far sapere ai quattro venti che quel direttore, che per comodità chiameremo Dino, è un frocio.
    Fino a quando? Fino a quando definire una persona omosessuale, che sia vero o no, sarà un modo per screditare? Fino a quando “omosessuale” sarà considerato un insulto, come troppo spesso, ancora oggi (vedi gli stadi), viene considerata insulto la parola “Ebreo”?
    Vogliamo un nuovo olocausto? Vogliamo addormentarci tranquilli la sera perchè noi non dispensiamo bombe o manganellate però in compenso ridiamo delle barzellette sui ricchioni e se vogliamo prendere in giro un amico gli diamo del culattone?
    In guardia,. La storia non è solo una materia noiosa dove strappare un sei stentato per essere promossi. Cerchiamo di imparare qualcosa da essa.

  5. ciao

    un bellissimo post, grazie

    se posso, ma perche’ ti sentiresti in imbarazzo in un gay pride? ci sono intere famiglie, gay e etero, genitori con figli anche loro gay e etero, che si incontrano ed e’ anche una bellissima festa; sono sicuro che ti divertiresti nonostante quei carri di cui scrivi 🙂

    pero’ la volonta’ e l’invito all’incontro e a conoscersi e cercarsi sono ottimi segni per il nostro paese da valorizzare e imitare

    grazie

    ciao
    gabriele
    http://zamparini.wordpress.com

  6. Sono veramente contento sentirti scrivere queste cose è sommamente giusto mettere nel nostro Partito la regola dell’incontro al di sopra diogni pregiudizio ideologico

  7. “Lotta……..”? Brutta definizione! perchè chiamarla così?

  8. Lotta brutta definizione???
    68 violento?

    In quanto a semplificazioni vedo che non siamo meno di Studio Aperto o il TG1.
    Il 68 è stato tante cose, ridurlo alla lotta violenta è, prima di tutto, un falso storico.

    In quanto alla parola Lotta c’è quella contro la mafia, contro l’evasione fiscale, perché non va bene per l’omofobia?

  9. E’ l’aggettivo che non mi piace!

  10. Un bel post, riesce a trasmettere una certa dose di vissuto 🙂

  11. Perdonami, ma l’aggettivo è” frocia”
    “Lotta” è sostantivo…

    Ma al di là di queste precisazioni, cosa non ti piace della parola lotta? Con cosa la sostituiresti?

  12. Il sostantivo lotta mi piace ,vengo dal 68,ero universitario a Bologna! E’ l’aggettivo che, ripeto,personalmente, non mi piace.
    Un saluto.L.

  13. @ Luciano Volpi: l’aggettivo è autoironico. Erano i partecipanti alla marcia, ieri sera, ad urlarlo. E l’autoironia è un dono straordinario.

  14. manlio laurenti

    Devo dire che la liberta’ di espressione in Italia sta facendo fantastici progressi sulla strada della Verita’.Le telecamere dei TG entrano nei campi nomadi evitando accuratamente di riprendere le Mercedes e Bmw,linde,lucenti,nuove fiammanti che vi sono parcheggiate.Poi ci raccontano dell’aggressione a due “ragazzi gay” dei quali uno ha …44 anni,gioia.Poi,il giorno dopo,salta”MUKKASSASSINA”(ma che minchia viene a significare questo nome,commenterebbero in coro Montalbano,Mimi’ Augello e Fazio).Poi due cattivacci tirano petardi in via S.Giovanni in Laterano,morto apposta,S.Giovanni,perchè la sua via diventasse sede di coloro che ostentano quello che la Bibbia definisce “peccato abominevole contro natura”.E cosi’ abbiamo una prima mobilitazione di piazza,alla quale si sommera’ quella dell’ “emergenza democratica sulla liberta’ di stampa”causata dalle pericolose rivelazioni di Feltri circa qualche evasore fiscale.Ogni scusa va bene,per dichiarare l'”emergenza”,ed i gay entrano anche loro,benvenuti, nel marchingegno politico grazie al quale si fa dell’Italia un paese in perpetua guerra civile strisciante.

  15. Caro Manlio, credo che i gay avrebbero fatto volentieri a meno della manifestazione se non fossero stati aggrediti con così tanta violenza….
    L’Italia è in perpetua guerra civile strisciante per ben altri motivi….

  16. Condanno ogni azione violenta contro di loro e contro chiunque. Un tempo era la cultura della non violenza di Gandhi che spesso ispirava l’azione di gruppi contrari ad ogni esercito e personalmente ho condiviso con loro. Sul nostro argomento dirò che non è positivo esibire espressioni “affettuose” oltre un certo limite, , nei luoghi pubblici perché fanno parte della vita intima e personale. Questa misura la può stabilire il buon senso. Mi dà fastidio anche quando viene proclamato “l’orgoglio” di essere gay perché allora potrei proclamare ogni giorno di essere qualcos’altro, ma non mi sembra il caso di doverlo fare. Questo con tutto il rispetto per la libertà di tutti, ma nelle giuste dimensioni. Ad ogni modo ap prezzo e approvo la partecipazione di Andrea alla manifestazione

  17. il 68 è stato molto, si, ma soprattutto è stata l’esperienza che accomuna molti accomodati su poltrone che un tempo invece criticavano e “combattevano”, e ora fanno esattamente lo stesso, se non peggio in alcuni casi;
    il 68 è stato in grado di partorire una classe di mostruosità politiche, chi l’avrebbe mai detto?
    dov’è finita tutta quella carica innovativa, tutta quella creatività?
    come mai sono finiti tutti così in basso?

    inutile scaldarsi tanto con gli ex 68ini
    bisogna solo compatirli
    poveri dis-illusi

    b

  18. @ Mario Mozzi: perché un ragazzo e una ragazza possono baciarsi per strada (e non stiamo parlando di semplici bacetti) senza ingenerare sdegno, scandalo o ripulsa e due persone dello stesso sesso no? Il “limite” della decenza varia a seconda che si tratti di coppie etero o omo?

  19. eh le effusioni spinte sono fuori luogo, in strada, qualunque sia l’assortimento sessuale della coppia non credi?

  20. I love this product my very good friend who

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