L’organo di partito

Non so se siate o meno lettori dell’Unità. Io sì, anche perché mi arriva tutti i giorni nella casella postale della Camera. Da qualche tempo, il quotidiano fondato da Gramsci pubblica due pagine sullo sbattezzo: la storia, sotto forma di fumetto, di un uomo che vuole lasciare la Chiesa cattolica ma che, per riuscirci, deve lottare contro tutto e contro tutti. Accanto, il link (vero)dell’Uaar, dove si trovano le istruzioni su come fare per sbattezzarsi. A me, cristiano un po’ eccentrico, piacerebbe tornare alla Chiesa dei primi secoli, quando il battesimo era un sacramento per adulti e veniva amministrato alla fine di una lunga preparazione: lo sbattezzo in sé, dunque, non mi scandalizza per niente. Mentirei, però, se nascondessi il mio disagio di fronte ad una campagna così ecclesiofoba come quella dell’Unità, che non è un quotidiano qualsiasi ma è l’organo di stampa del mio partito: un disagio crescente, fumetto dopo fumetto, tanto che ieri stavo per prendere carta e penna, per scrivere una lettera privata al direttore. Non volevo fare guerre di religione, ma semplicemente far notare che nel Pd è difficile cercare una sintesi fra storie diverse – chiedendo, per giunta, ad alcuni di noi di fare da ponte con il mondo cattolico – quando poi, nei fatti, il tuo giornale di partito ti spara contro a pallettoni. Volevo spiegare a Concita De Gregorio – e mi stupisce che non ci arrivi da sola – che la laicità non ha niente a che vedere con l’anticlericalismo e che  una strategia del genere, ammesso che di strategia si tratti e non di superficialità, è l’ennesima tafazzata, l’ennesimo tentativo di segare l’albero su cui siamo seduti. Pensavo queste cose, quando mi è arrivata la proposta di firmare una lettera aperta, che alcuni miei colleghi stavano preparando: le mie perplessità, evidentemente, erano condivise anche da altri, al di là delle diverse sensibilità di ognuno. Nelle 15 firme troverete la firma di Paola Binetti accanto a quella di Jean-Léonard Touadi, tanto per fare un esempio, e già questa – per un giornale serio, come credo che L’Unità voglia continuare ad essere – è una discreta notizia.

Caro direttore,
non c’è dubbio che l’attuale clima politico e culturale è piuttosto complesso e il Pd sta cercando varie strade per costruire spazi positivi di confronto tra culture, storie e tradizioni diverse. Ne fanno fede gli sforzi che caratterizzano gli incontri pubblici e le interviste che rilasciano gli attuali
competitors alla carica di segretario del partito tra poche settimane e probabilmente alla carica di premier tra pochi anni. Le differenze ci sono, emergono con facilità a proposito di molte questioni, non solo di quelle cosiddette eticamente sensibili, ma i messaggi di risposta che arrivano sono sempre impostati a rassicurare, a garantire rispetto per tutte le posizioni, a sottolineare la libertà di coscienza di tutti, anche se ogni tanto qualcuno invoca una sorta di corto circuito tra posizione prevalente e posizione ufficiale del partito. C’è comunque un impegno specifico a far coincidere questa fase di rilancio del Partito democratico con il desiderio che ognuno possa percepirsi come una risorsa e non come un ostacolo, proprio per la sua cultura, le sue convinzioni, la sua capacità di esprimere valori condivisi da una parte o l’altra del Paese. Se la diversità è un valore, l’integrazione delle diversità, possibile sempre e solo entro certi margini, è la sfida della democrazia interna del partito. Nel caso del Partito democratico, è la sua garanzia di novità sotto il profilo culturale e di durata sotto il profilo della sopravvivenza politica.
In questo clima ci stupiscono due aspetti concreti, a nostro avviso contraddittori, che appaiono sull’Unità: da un lato, il richiamo costante alla Chiesa perché esprima un suo giudizio critico, severo, sui comportamenti del Capo di Governo, specialmente su quelli che si riferiscono alla sua vita e alle sue abitudini sessuali; si intuisce, nell’insistenza dei richiami, la convinzione profonda che la Chiesa cattolica sia testimone e garanzia di stili di vita improntati a valori quali la fedeltà nella vita coniugale, la sobrietà nei consumi, la morigeratezza nelle abitudini, la profondità dei valori umani, oltre che spirituali che propone; dall’altro, la striscia sullo sbattezzo, giunta ormai alla sua undicesima puntata, che tende ad evidenziare l’assoluta difficoltà che si incontra ad uscire dalla Chiesa cattolica, patrocinata dall’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (UAAR), costituitasi legalmente nel 1991. Una associazione che vanta attualmente 3.650 iscritti. La striscia, ripresa da un libro di Alessandro Lise e Alberto Talami, ha un livello di ironia e di comicità irrilevanti: si tratta ovviamente di un giudizio oggettivo.
Ci chiediamo quale sia la ragione di questa insistenza su di un fatto che i non-credenti non-praticanti hanno già risolto da un pezzo, limitandosi ad ignorarlo. Nessuno può essere obbligato a credere se non vuole, dal momento che l’atto di fede è uno di quelli che più impegnano la libertà personale. L’insistenza nella pubblicazione della striscia sullo sbattezzo e sull’impresa ciclopica che rappresenta l’uscire dalla Chiesa fa emergere una immagine della Chiesa ostile, possessiva, intrigante – si veda il riferimento alla guardia svizzera sulla porta di casa – al punto che ci si chiede: se la Chiesa è questa, allora perché sollecitarla tanto a spendere il suo magistero per stigmatizzare fatti e comportamenti che in nessun modo e in nessun caso possono essere condivisi?
Ci chiediamo anche se lei è consapevole del grado di disagio che crea il giornale in molti dei suoi potenziali nuovi lettori, a cominciare da noi parlamentari, quando si arriva a quelle pagine che rivelano un clima tutt’altro che rispettoso di idee, valori e convinzioni… e che suscita una profonda perplessità sul rapporto che c’è tra questo giornale e il Pd, attuale e futuro… Ci sono temi più interessanti per approfondire il dibattito pre-congressuale, per esempio il ruolo della religione nello spazio pubblico! Indubbiamente le pagine sullo “sbattezzo” appaiono una vera e propria caduta di tono, ben poco in continuità con la tradizione dell’Unità, che in altri momenti ha cercato un dialogo efficace con il pensiero e la tradizione cattolica.
Ci auguriamo che questo tema non venga rapidamente derubricato invocando la laicità: in questo caso una laicità non solo e non tanto anticlericale, quanto atea e agnostica.
Cordialmente,
Paola Binetti, Luigi Bobba, Marco Calgaro, Enzo Carra, Pierluigi Castagnetti, Paolo Corsini, Rosa De Pasquale, Letizia De Torre, Lino Duilio, Enrico Farinone, Giorgio Merlo, Donato Mosella, Nicodemo Oliverio, Andrea Sarubbi, Jean Leonard Touadi.

Alcuni avvisi, prima di lasciare spazio ai commenti. Vince chi non nomina la parola teodem e chi non si mette a disquisire sulla liceità o meno dello sbattezzo, che a me sembra tanto evidente quanto la libertà di culto. Vince, in sostanza, chi riesce a parlare di quel sogno di sintesi che, solo due anni fa, sembrava possibile e che oggi sembra ridursi ad un tristissimo braccio di ferro fra guardie svizzere e lanzichenecchi.

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47 risposte a “L’organo di partito

  1. Difficile raggiungere una sintesi con persone che ragionano in questo modo:

    http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/07/12/204467-teodem_binetti_boom_degli_stupri.shtml

    pensare che nel mio partito ci siano persone che pensino queste cose mi da i brividi

  2. La lettera è stata pubblicata sull’Unità di oggi, a pagina 18. In coda, la risposta del direttore: “La direzione del giornale condivide pienamente la premessa politica di questa lettera. Siamo certi che i suoi autori, come tutti i nostri lettori, hanno ben chiara la differenza che esiste tra gli editoriali, gli articoli, le inchieste – tutto ciò che costituisce l’apparato di informazione che L’Unità offre – e una striscia satirica. Teniamo a chiarire che non c’è alcuna ‘insistenza’. Dall’inizio di luglio, l’Unità Estate pubblica dei fumetti in dodici puntate realizzati da una casa editrice, ‘Becco Giallo’, molto apprezzata dai lettori, specie dai più giovani tra loro. Proprio oggi pubblichiamo l’ultima puntata de ‘Lo sbattezzo’. Un racconto che non ha toni grevi ma, eventualmente, ironici e paradossali. Ringraziamo gli autori della lettera, della quale apprezziamo lo spirito costruttivo, per il contributo che hanno voluto dare alla riflessione sul nostro giornale”.

  3. mi sarei aspettato anche la firma di Rosi Bindi

  4. Paradossale che si scriva una lettera per ‘contestare’ una striscia e si lasci correre su questioni ben più delicate che a due anni di distanza, dalla nascita del PD, non hanno trovato una sintesi e vengono semplicemente ignorate per non creare liti interne.

  5. La sintesi tra le varie storie non è facilissima ma se ci sarà davvero l’impegno di tutti ce la faremo.

    Le differenze tra noi ci saranno, inutile negarlo, ma se sapremo non farle diventare diversità allora saremo a buon punto.

  6. Paula de Jesus

    “Ci chiediamo quale sia la ragione di questa insistenza su di un fatto che i non-credenti non-praticanti hanno già risolto da un pezzo, limitandosi ad ignorarlo”.
    Mi chiedo perché (per fare un esempio come un altro), i credenti praticanti debbano tornare con insistenza alla carica contro la L.194, e non si limitino ad ignorarla, come coerentemente fanno da sempre. Non li obbliga certo ad abortire ! 😉

  7. caro sarubbi, io, cattolico come te e i miei “amici” emanuela baio ed enrico farinone (stessa scuola politica cattolico-democratico-laico-marcoriana, ricordano?) lo “sbattezzo” inteso come “momentaneo distacco” da una gerarchia che finora s’è “astenuta” da risposte precise a qualcuno dei mille interrogativi che angustiano parte dei cattolici (la migliore?, la peggiore? Chi può dirlo?…) su moralità, liceita dei costumi, modello di vita privata e pubblica, l’ho già realizzato. Per il secondo anno ho devoluto il 5×1000 alla Chiesa Valdese da sempre rispettosa, nei fatti, della separazione Stato-Chiesa, della laicità dello Stato, della sobrietà dei comportamenti e dalla ripulsa di qualsiasi tentazione del potere. Non sono così fesso da invocare anche per la “mia” Chiesa un comportamento simile: sarebbe bellisssimo, ma improponibile. Ma un suo giudizio netto su chi vive irridendo a sacrifici, moralità e rispetto di se stesso, delle famiglie e di tutti i suoi simili, continua ad essere vanamente atteso…

  8. Annamaria Rossi Bufo

    Leggendo qui sopra mi sono resa conto una volta di più che la strada è ancora lunga. Ma proprio per questo occorre proseguire velocemente nel cammino.
    Lo “sbattezzo” di per se mi lascia perplessa, non per il diritto di scelta, ci mancherebbe altro, ma perchè se qualcuno non crede di potersi sentire membro della comunità ecclesiale perchè non crede in essa, smette di praticare, si allontana e via. Non mi sembra occorra molto di più.
    Ancora una volta con rammarico devo però ammettere che la Chiesa, che anch’io vorrei come ai tempi dei primi cristiani, perlomeno nell’aspetto più appariscente e nelle azioni dei Suoi uomini più in vista, è diventata spesso ben altra cosa delle riunioni di Cristo coi Suoi Apostoli. Penso che questa sia una delle ragioni per tanto tepore e tanti allontanamenti da parte di chi non riesce a distinguere tra Chiesa e braccio secolare della Chiesa. E e quest’ultimo è più una Società per Azioni che l’opera per la diffusione dell’insegnamento cristiano. Vi prego, non fatemi lezioncine tipo che nella Chiesa c’è bisogno anche di organizzazione, che queste richiedono fondi, che per il culto occorre anche un certo sfarzo in onore di Dio, di…, di……di…
    Le conosco a memoria. C’è qualcosa di vero, ma molto non lo è. Lo dico da mcattolica convinta. E lo dico con dolore.
    Scusate lo fogo. E …….Andrea, armati di rinnovato coraggio e avanti così.

  9. Luciano D'Andrea

    Caro Andrea mi stupisco che tu ti stupisca.
    Punto primo la sinistra italiana e’ SEMPRE stata clericofoba, non vedo nulla di nuovo. Punto secondo questo atteggiamento fa’ sempre parte dell’italicissimo tifare contro contrapposto al piu’ civile (ma da noi disperso) tifare per.
    Sono anni che lotto con mio figlio per cercare di spiegargli che quando tifa deve gridare forza roma e non lazio me…, che a Totti mentre sta’ tirando al volo sentir gridare Nesta fr…. non gli migliora la mira. Ma tanto allo stadio, e nella vita, tutti ormai “tifano solo contro”.
    E qui non cambia, qui e’ esattamente, pedissequamente, pesantemente lo stesso discorso: si “tifa” contro la chiesa e non a favore della propria laicita’, si “tifa” contro berlusconi e non a favore dei propri leaders… posto di averne, di leaders….
    Parli giustamente di diversita’, purtroppo si fa’ presto a parlare di “aperture mentali” e di “cosmopoliticita’”, qui siamo in un paesino che e’ ancora ben lungi da divenire comune, figuriamoci poi provincia, regione o stato. Da ultimo ti diro’ poi una cosa: nella mia opinione chi combatte cosi’ aspramente il clero ne e’ il primo succube, in realta’ combatte la propria incapacita di affrancarsi da cio’ che disprezza perche’, come tu giustamente sottolinei, chi e’ realmente e consapevolmente laico della chiesa semplicemente si disinteressa. Per una volta siamo quasi d’accordo, quel “quasi” pero’ pesa ancora parecchio, forse ha il peso di quell’ossimoro insopportabile… “catto-comunisti”

  10. Tu non sei un cristiano eccentrico, sei solo un cattolico conciliare. Ma in questi chiari di luna non bisognerebbe prendersela solo con l’unit… Visualizza altroà. Paradossalemnte dare tribuna alla Uaar è il pendant tragico della chiusura del ratzingherismo sui diritti di parresia nella chiesa. E, anche, il tacere sul caso SB-veline, fa parte di un accordo sottobanco per ottenere una legge contraria al testamento biologico.La scelta “religiosa” della AC di qualche anno fa è andata a farsi friggere. Ora siamo nel post-ruinismo. E’ un gran caos. ciao

  11. Paula de Jesus

    Ci risiamo con analisi fintamente di spirito laico, ma in realtà viziate dalla sudditanza confessionale.
    1) Se la laicità viene considerata come il rispetto e la valorizzazione del pluralismo degli orientamenti culturali significa riconoscere la presenza di modelli diversi ed alternativi nella spiegazione ed interpretazione dei fenomeni, sia in ambito epistemologico che etico-morale. Una società plurale dovrebbe garantire la convivenza pacifica di concezioni differenti. Il pluralismo non va confuso con il relativismo. Se ogni posizione ha il diritto di venir espressa vi sono alcune posizioni che hanno più legittimità teorica di altre, in virtù della loro “pregnanza conoscitiva”. Per cui certe posizioni, all’interno di un confronto democratico, dovrebbero prevalere su altre, non perché imposte da qualcuno bensì perché persuasive in forza della loro ragionevolezza e razionalità.
    2). Ogni confessione religiosa proclama la sue verità sulla base di un atto di fede non dimostrabile. Se un confronto religioso è possibile, lo sarà nello spazio comune dell’argomentazione razionale (quando attuabile) e non sui contenuti di fede, che, in quanto tali, risultano necessariamente esclusivi e univoci.
    3). Un vero spirito laico non può riconoscere la rilevanza delle confessioni e delle credenze filosofiche nella sfera pubblica proprio perché la sfera pubblica deve contenere l’espressione delle ragioni e delle riflessioni e non delle convinzioni, legittime nella sfera personale.
    4). Rispettare le diversità culturali significa tutelarne l’indipendenza l’una dall’altra attraverso il confronto, che non significa abbracciarle tutte nel tentativo di di trovarne una sintesi che non è possibile, pensa il decadimento delle verità di fede.

    La laicità non è equidistanza da ogni confessione religiosa, quanto piuttosto l’indifferenza verso ogni confessione religiosa. Che nulla ha a che vedere con il “disprezzo” o la clerofobia. Il principio della laicità va ribadito quale scelta netta e non con un “ma anche”.

    Una cristiana cattolica apostolica non comunista.

  12. enrico marrucci, enrigo

    Eh, no, qui si finge di non capire. Lo sbattezzo non è un “tifare contro”, e anche io, ateo da sempre, avevo sempre considerato in effetti ininfluente quel po’ di acqua che mi hanno buttato addosso quando avevo pochi mesi. Però in realtà la Chiesa usa quelle statistiche, dei battezzati, per acquistare potere politico e questo non è giusto. In più la striscia (io ho letto a suo tempo il libretto, garbato e per niente clericofobico) non fa che mettere in evidenza la difficoltà psicologica (più che pratica) di chi, in un paese come l’Italia, vuole uscire pubblicamente e dichiaratamente dai confini della Chiesa, smettere di esserne suddito (perché col battesimo si diventa ufficialmente sudditi della Chiesa, vi piace questa definizione?). Nulla di anticlericale, quindi, anzi nel libretto c’è un parroco che si dimostra molto ragionevole e pacato e ci fa un’ottima figura. Sono d’accordissimo con Andrea sulla fatto che il battesimo dovrebbe essere scelta consapevole e adulta, come mai la Chiesa non lo fa? Perché in Italia si deve considerare scontato essere cattolici, e solo con una certa fatica psicologica e sociale ci si può staccare, e comunque sempre come scelta privata, meglio non farne troppa pubblicità? Quanto c’è di abitudine in chi rimane suddito della Chiesa? Il problema è che la questione non è irrilevante, ma politica, perché la Chiesa sbandiera sempre i numeri dei battezzati (in mancanza di serie statistiche, non ho mai capito come mai non si facciano) per dimostrare la sua prevalenza numerica da noi come in altri paesi. Lo sbattezzo è una piccola forma di visibilità data all’uscire dalla Chiesa, e in più un modo per togliersi dal novero dei cattolici ufficiali.
    Se questo fa paura e si protesta del fatto che un giornale come l’Unità dia un minimo di visibilità a questa pratica mi sembra la solita dimostrazione di mancanza di laicità di parte della componente cattolica anche della sinistra (ehm, non era più facile e breve scrivere teodem?). Mancanza di laicità perché il fumetto si limita ad informare, non impone una visione, protestare per il fatto di pubblicarlo mi fa pensare ad una volontà di tenere il cittadino disinformato)

  13. luciano volpi

    La lettera scritta all’Unità la trovo non lineare ed ambigua nelle sue argomentazioni .L’auspicato rispetto di tutte le posizioni, il fatto che ci si possa sentire risorsa per la cultura del PD, l’avvento dell’integrazione delle diversità, anche se “possibile e solo entro certi margini”(quali e decisi da chi?) ,è in assoluta dissonanza con il pensiero, più volte espresso da qualche firmatario.Per quanto riguarda la preoccupazione per il disagio sui lettori o eventuali tali, penso che si possa riposare tranquilli.Ci si sente , o ci si dovrebbe sentire a disagio, per ben altre cause. Sia al di qua che al di là del Tevere.

    Distinti saluti, Luciano Volpi.

  14. Come ho detto altrove, la vera cultura politica “di sinistra” è diversa da queste povere chiusure, anzi è sempre stata capace di ogni sforzo pur di mantenere l’unità delle forze democratiche, e ha rifuggito (almeno fino alla Bolognina..) le logiche della divisione e della spaccatura.. Io credo ancora-spero!- che al di là delle chiusure “parziali” e dei ritorni indietro di alcuni, ci sia in giro una vera volontà di arrivare una sintesi nuova -e difficile! ma difficile nei contenuti, non tanto in queste povere forme- che sia oltre i vecchi muri, che permetta davvero di fondare una “nuova rivoluzione democratica” e un’Italia diversa…ed è giusto, mi sembra, che questo tema venga sollevato da chi si occupa di cultura nel PD..

  15. Ma è lo sguardo “selettivo” con cui leggiamo che poi conta..io dell’Unità -che anch’io leggo, e compro da sempre- avevo però ignorato e saltato come inutile perdita di tempo la storia dello sbattezzo, ed avevo invece citato l’articolo di Reichlin (qui nella nota “PD, sinistra e unità di popolo”), che mi sembrava più ricco e interessante…abbiamo di fronte una terribile crisi e delle grandi sfide, inutile sprecare energie a dividersi sui mal di pancia di qualcuno, vero? anche se ripeto, mi sembra giusto sollevare il problema di una cultura nuova, che sia ormai oltre queste questioni e divisioni…

  16. manlio laurenti

    Quando un individuo mostra sistematicamente comportamenti gravemente contradditori,in Psichiatria è definito “Schizofrenico”.E lo curano con gli Psicofarmaci.Ma un Partito che mostra tali comportamenti come si definisce,e come si cura?Dividere in due un idividuo non è possibile(anche se Salomone propose di farlo,in un noto passo biblico)ma dividere in due un Partito(oppure un matrimonio) è possibile.Basta che ognuno se ne vada per la sua strada.

  17. Mrs. Lovett's Meat Pie

    Teo-dementi (nient’affatto democratici!),
    Residuali teo-pitechi, settici teo-piogeni,
    Patetici putrescenti teantropi,
    Che non avranno mai il coraggio di sviluppare una propria religiosità individuale,
    Che non avranno mai l’ardire di staccarsi dal gregge belante-salmodiante,
    Che non comprenderanno mai il principio liberatorio del dubbio e della scepsi,
    Che non avranno mai sincero rispetto per chi, a differenza di loro, si dedica alla ricerca diuturna senza pregiudizio, senza verità rivelate pre-confezionate, senza pietose coperte di Linus, senza obnubilanti fole trascendentali ad annichilire i loro sensi e mente!

    Impiccatevi pure con i vostri cilici ma lasciateci vivere senza i vostri rantoli nelle nostre orecchie!

  18. Cara Mrs. Lovett’s Meat Pie
    di fronte a siffatta bellezza confesso di essere orgoglio di essere cattolico.

  19. Francesco Grana

    Sono certo che commenterai l’inserto critico sul Pd che uscirà domani con Il Manifesto.

  20. “…dell’Unità, che non è un quotidiano qualsiasi ma è l’organo di stampa del mio partito…”

    Basterebbe questa frase infelice e carica di arroganza per evitare di leggere oltre. E’ Questa sua insana idea, comune a molti suoi colleghi, che ha portato alla distruzione dell’informazione, ma non contento lei continua con altre perle di superficialità:

    “Volevo spiegare a Concita De Gregorio – e mi stupisce che non ci arrivi da sola”

    Complimenti, le idee avverse al nostro pensiero sono frutto di insipienza e l’informazione è tale solo quando sposa le nostre convinzioni e, addirittura, le nostre credenze religiose. Ancora vivi complimenti.

    “è l’ennesima tafazzata”.

    Si, la sua, anzi la vostra. In questo come in altri casi. I risulati del PD lo mostrano tragicamente. Non mi dilungo sulla lettera tragicomica perchè sarebbe veramente impietoso ed acuirebbe la mia profonda insoddisfazione.

    La maggioranza sentitamente ringrazia.

  21. Leggendo questo post mi rendo conto che il tabu’ non solo esiste, ma cresce. Me ne rendo conto gia’ dalle premesse “Non volevo fare guerre di religione” e dalla pessima frase paternalista “Volevo spiegare a Concita De Gregorio – e mi stupisce che non ci arrivi da sola” che apre il discorso. Nel PD (in una parte del PD) non c’e’ spazio per chi prende le distanze dalle ingerenze ecclesiastiche. Be’ se l’Unita’ deve chiedere scusa per aver pubblicato le strisce di Lise e Talami che non obbligano nessuno a sbattezzarsi, ma si limitano a parlare di una scelta personale, allora ciao ciao Unita’, non ti leggero’ mai piu’.
    La scelta di sbattezzarsi nasce dall’esigenza di non avere niente a che fare con cio’ che il vaticano tenta di imporre (riuscendoci) allo stato italiano citando le statistiche, i numeri dei cattolici italiani. Io sono stata battezzata e ho deciso di sbattezzarmi. Ne sono felice, ne vado fiera e leggere il fumetto di Talami e Lise mi ha fatto bene. Tanto che l’ho scritto http://www.uaar.it/ateismo/opere/quasi-quasi-mi-sbattezzo.html e non mi sono sentita di aver prevaricato nessuno. Perche’ non sono io quella che impone leggi che piacciono solo a me a tutte le donne e gli uomini di questo paese. Per favore, almeno non levateci i fumetti perche’ a voi non piacciono!

  22. Ma scusa, se non condividi molte idee della chiesa ma ritieni sbagliato lo sbattezzo, perchè non prendi la tessera del PdL del quale sicuramente non condividi molte idee?
    La coerenza, che è la base dell’autorevolezza, conporta delle scelte.
    Chi non è in grado di fare rimane un immaturo, un ragazzino.
    Forse che sia questo il motivo per cui il PD conta sempre meno?

  23. Buongiorno
    diciamo che ognuno e’ libero di pensare e di suggerire come un giornale politico dovrebbe orientarsi anche in merito al rispetto della laicita’ e del diritto di culto…
    ma se invece delle vignette irriverenti i politici cominciassero a risvegliarsi dal servilismo per il vaticano e cominciassero veramente a fare il loro lavoro di garanti di uno stato laico… ecco che dovrebbero cominciare a pensare a leggi scomode per la chiesa cattolica in italia…
    come… L’ ICI sulle chiese e gli edifici di culto… perche’ io devo pagare l’ ICI sulla seconda casa e lo stato vaticano non deve pagare un tassa sugli edifici che ha sul suolo italiano???
    Prima di risolvere l’ evasione, la criminalita’ ed il decoro delle istituzioni… cominciamo a riprenderci legalmente quello che 2000 anni di tirannia papale ci ha da sempre tolto!!!

  24. Voi cattolici siete veramente incredibili, nelle vostre logiche perverse.
    “La realtà è che quando un clericale usa la parola libertà intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro” (Gaetano Salvemini)
    Un prossimo sbattezzato

  25. Paolo Bologna

    Lo sbattezzo cancella proprio quel numero che lo stato considera cattolico (l’istat non fa un censimento dell’appartenenza religiosa dal 1931 e calcola i “fedeli” sul numero dei battezzati attraverso l’Annuarium Statisticum Ecclesiae), è come iscrivere neonati ad un partito e su questo dato considerarlo il partito di maggioranza…Una vera vergogna.
    Oltretutto il rito religioso non viene cancellato, quindi mi domando come mai si chiedano i dati anagrafici del bambino per un azione religiosa ( a Dio i dati anagrafici non servono…)
    Considerare il 93% della popolazione cattolica, su iscritti forzati, ha (è sotto gli occhi di tutti) ripercussioni sociali, politiche ed economiche (10 miliardi annui regalati ad uno stato estero…) devastanti…

  26. Spiace constatare, onorevole dipendente, come Lei evidentemente non si sia neppure degnato di approfondire la questione acquistando il fumetto pubblicato dalla Becco Giallo. In questo modo avrebbe potuto verificare di persona come in realtà gli autori non abbiano alcun tipo di approccio anticlericale verso l’argomento. Anzi, dalla sua lettura emerge OGGETTIVA l’intenzione degli autori di creare un dialogo con gli uomini di chiesa, senza opporre pregiudizi o scadere nell’attacco preconcetto.

    Lei come altri deputati del PD palesa una pochezza intellettuale che mi sorprende. La prossima volta prima di esprimersi valuti meglio i contenuti, e sia più aperto al dialogo

  27. Mrs. Lovett's Meat Pie

    Dear Sarubbi,

    il mondo sarà molto più “bello” (cioè più LIBERO) quando gente dalla mentalità mortalmente ristretta come la sua imparerà a smettere di confessarsi ad altri (soprattutto automi del clero) senza voler fare i conti con se stessi e gli altri (non automi del clero), ed imparerà inoltre a provare profonda vergogna di essere orgoglio(so) di essere cattolico!

    La saluto caramente, compatendola sentitamente, cantando “A little priest” :

    MRS. LOVETT:
    Seems a downright shame…
    TODD: Shame?
    LOVETT:
    Seems an awful waste…
    Such a nice, plump frame
    Wot’s ‘is name has…
    Had…
    Has!
    Nor it can’t be traced…
    Bus’ness needs a lift,
    Debts to be erased…
    Think of it as thrift,
    As a gift,
    If you get my drift!
    No?
    Seems an awful waste…
    I mean, with the price of meat
    What it is,
    When you get it,
    If you get it…
    TODD: HAH!
    LOVETT:
    Good, you got it!
    Take, for instance, Mrs. Mooney and her pie shop!
    Bus’ness never better using only pussycats and toast!
    And a pussy’s good for maybe six or seven at the most!
    And I’m sure they can’t compare as far as taste!

    [Simultaneously]
    TODD:
    Mrs. Lovett, what a charming notion
    LOVETT:
    Well, it does seem a waste…

    TODD:
    Eminently practical
    And yet appropriate as always!
    LOVETT:
    It’s an idea…
    TODD:
    Mrs. Lovett, how I’ve lived
    Without you all these years, I’ll never know!
    How delectable!
    Also undetectable!
    LOVETT:
    Think about it!
    Lots of other gentlemen’ll
    Soon be comin’ for a shave,
    Won’t they?
    Think of
    All them
    Pies!
    TODD:
    How choice!
    How Rare!
    TODD:
    For what’s the sound of the world out there?
    LOVETT:
    What, Mr. Todd?
    What, Mr. Todd?
    What is that sound?
    TODD:
    Those crunching noises pervading the air!
    LOVETT:
    Yes, Mr. Todd!
    Yes, Mr. Todd!
    Yes, all around!
    TODD:
    It’s man devouring man, my dear!
    BOTH:
    And [LOVETT: Then] who are we to deny it in here?
    TODD: (spoken) These are desperate times,
    Mrs. Lovett, and desperate measures are called for!
    LOVETT: Here we are, now! Hot out of the oven!
    TODD: What is that?
    LOVETT:
    It’s priest. Have a little priest.
    TODD:
    Is it really good?
    LOVETT:
    Sir, it’s too good, at least!
    Then again, they don’t commit sins of the flesh,
    So it’s pretty fresh.
    TODD:
    Awful lot of fat.
    LOVETT:
    Only where it sat.
    TODD:
    Haven’t you got poet, or something like that?
    LOVETT:
    No, y’see, the trouble with poet is
    ‘Ow do you know it’s deceased?
    Try the priest!
    TODD: (spoken) Heavenly!
    Not as hearty as bishop, perhaps,
    but then again, not as bland as curate, either!
    LOVETT:
    And good for business, too — always leaves you wantin’ more!
    Trouble is, we only get it on Sundays!
    Lawyer’s rather nice.
    TODD:
    If it’s for a price.
    LOVETT:
    Order something else, though, to follow,
    Since no one should swallow it twice!
    TODD:
    Anything that’s lean.
    LOVETT:
    Well, then, if you’re British and loyal,
    You might enjoy Royal Marine!
    Anyway, it’s clean.
    Though of course, it tastes of wherever it’s been!
    TODD:
    Is that squire,
    On the fire?
    LOVETT:
    Mercy no, sir, look closer,
    You’ll notice it’s grocer!
    TODD:
    Looks thicker,
    More like vicar!
    LOVETT:
    No, it has to be grocer —
    It’s green!
    TODD:
    The history of the world, my love —
    LOVETT:
    Save a lot of graves,
    Do a lot of relatives favors!
    TODD:
    Is those below serving those up above!
    LOVETT:
    Ev’rybody shaves,
    So there should be plenty of flavors!
    TODD:
    How gratifying for once to know
    BOTH:
    That those above will serve those down below!
    LOVETT: (spoken) Now let’s see, here… We’ve got tinker.
    TODD: Something… pinker.
    LOVETT: Tailor?
    TODD: Paler.
    LOVETT: Butler?
    TODD: Subtler.
    LOVETT: Potter?
    TODD: Hotter.
    LOVETT: Locksmith?
    Lovely bit of clerk.
    TODD:
    Maybe for a lark.
    LOVETT:
    Then again there’s sweep
    If you want it cheap
    And you like it dark!
    Try the financier,
    Peak of his career!
    TODD:
    That looks pretty rank.
    LOVETT:
    Well, he drank,
    It’s a bank
    Cashier.
    Never really sold.
    Maybe it was old.
    TODD:
    Have you any Beadle?
    LOVETT:
    Next week, so I’m told!
    Beadle isn’t bad till you smell it and
    Notice ‘ow well it’s been greased…
    Stick to priest!
    (spoken) Now then, this might be a little bit stringy,
    but then of course it’s… fiddle player!
    TODD: No, this isn’t fiddle player — it’s piccolo player!
    LOVETT: ‘Ow can you tell?
    TODD: It’s piping hot!
    LOVETT: Then blow on it first!
    TODD:
    The history of the world, my sweet —
    LOVETT:
    Oh, Mr. Todd,
    Ooh, Mr. Todd,
    What does it tell?
    TODD:
    Is who gets eaten, and who gets to eat!
    LOVETT:
    And, Mr. Todd,
    Too, Mr. Todd,
    Who gets to sell!
    TODD:
    But fortunately, it’s also clear
    BOTH:
    That [L: But] ev’rybody goes down well with beer!
    LOVETT: (spoken)
    Since marine doesn’t appeal to you, ‘ow about… rear admiral?
    TODD: Too salty. I prefer general.
    LOVETT: With, or without his privates? “With” is extra.
    TODD: What is that?
    LOVETT:
    It’s fop.
    Finest in the shop.
    And we have some shepherd’s pie peppered
    With actual shepherd on top!
    And I’ve just begun —
    Here’s the politician, so oily
    It’s served with a doily,
    Have one!
    TODD:
    Put it on a bun.
    Well, you never know if it’s going to run!
    LOVETT:
    Try the friar,
    Fried, it’s drier!
    TODD:
    No, the clergy is really
    Too coarse and too mealy!
    LOVETT:
    Then actor,
    That’s compacter!
    TODD:
    Yes, and always arrives overdone!
    I’ll come again when you have JUDGE on the menu!
    LOVETT: (spoken) Wait! True, we don’t have judge yet,
    but we’ve got something you might fancy even better.
    TODD: What’s that?
    LOVETT: Executioner!
    TODD:
    Have charity towards the world, my pet!
    LOVETT:
    Yes, yes, I know, my love!
    TODD:
    We’ll take the customers that we can get!
    LOVETT:
    High-born and low, my love!
    TODD:
    We’ll not discriminate great from small!
    No, we’ll serve anyone,
    Meaning anyone,
    BOTH:
    And to anyone
    At all!

  28. Non voglio entrare nel merito. Solo mi rattrista che persone che di dicono ‘democratiche’ abbiano potuto scrivere una lettera del genere.
    Solo un punto…
    la lettera chiude “Ci auguriamo che questo tema non venga rapidamente derubricato invocando la laicità: in questo caso una laicità non solo e non tanto anticlericale, quanto atea e agnostica.”

    e io ti chiedo… e quindi? Cosa avrebbe che non va una ipotetica laicità atea o agnostica?

    Io sono francamente stufo, da ateo, di essere considerato quasi come un appestato. Non sono d’accordo con te ma ritengo il tuo essere credente (che non è ne’ solo un fatto privato ne’ un fatto avulso dal sistema e dalle relazioni sociali) un fatto del tutto normale.
    Attribuire ai concetti di atesimo, laicità e laicismo (a proposito, anche sta storia del laicismo… io sono laico e laicista.. so what?) una connotazione quasi eretica comincio davvero a non reggerlo piu’. Mi pare quasi una forma di razzismo.

  29. Gentile Onorevole Sarubbi,

    ti ho scritto in privato al tuo indirizzo della camera e a tutti i firmatari e a “L’Unità” ripoterò la lettera subito di seguito.

    Ma prima voglio parlarti della mia esperienza, ebbene si io sono sbattezzato dal 2003, sono non credente da quasi sempre tranne un breve periodo di riavvicinamento (per motivi personali vari) che però mi ha portato all’allontanamento definitivo, non sono credente punto è basta.

    Detto questo lo sbattezzo è infelice nel nome (riportato in auge da “L’avvenire” illo tempore per polemizzare con Capitini che chiedeva di uscire dalla Chiesa.
    Non basta smettere di frequentare la chiesa per uscirne, come testimonia il caso dei concubini di Prato (certo erano gli anni 50, ma gli atteggiamenti sono rimasti gli stessi)
    In breve io ho una visione del mondo naturalistica, penso che l’esistenza di entità divine sia altamente improbabile, non mi riconosco suddito della chiesa cattolica, non riconosco l’autorità del papa né quella delle gerarchie cattoliche
    dunque mi chiedo perché mai dovrei restare suddito (secondo il diritto canonico accettato da quello italiano come mostrato nel caso dei concubini di Prato)?
    Allora ecco faccio atto pubblico di apostasia (detto in breve sbattezzo) e faccio apporre sul registro battesimale che non mi ritengo più di appartenere alla chiesa cattolica (e per ottenere questo l’UAAR ha dovuto patrocinare ricorsi al garante della privacy! ma ci rendiamo conto?).
    Penso che sia un mio diritto fondamentale o no?
    Forse che io voglio imporre a tutti di smettere di sentirsi sudditi della CCAR?
    No mi basta che nello spazio pubblico e statale la propria convinzione cosmologica non sia elemento di discriminazione (diretta o indiretta – come l’esposizione di simboli di una particolare religione negli edifici statali che sono di tutti a prescindere dalle loro convinzioni cosmologiche)

    cordiali saluti, Fabio Milito Pagliara

  30. come detto ecco la lettera che ho scritto a tutti i firmatari e a “l’Unità”

    ++++
    Sbattezzo e disagio, il disagio di un elettore
    +
    Gentile Redazione, Gentili Onorevoli,

    come cittadino, come cittadino non credente, come rappresentante degli iscritti all’associazione UAAR della provincia di Salerno (www.uaar.it), come cittadino che ha votato per il PD alle ultime elezioni, voglio capire il significato della vostra lettera (apparsa su “l’Unità” del 30 luglio a pagina 18).

    Voglio dunque chiederVi in che modo la possibilità di abbandonare una religione di cui non si ritiene più di far parte, di cui si disconosce l’autorità religiosa, di cui non si vuole essere sudditi (ricordiamo agli onorevoli che in quanto battezzati si è sudditi della CCAR e del suo sovrano il Papa, e si può essere fatti oggetto di reprimenda dai suoi pastori, a tal proposito ricordiamo il ben noto caso dei concubini di Prato), possa essere un disagio per chi invece si riconosce in quella religione?

    Vi chiedo di aiutarmi a capire come sia possibile che il bisogno di manifestare liberamente la propria appartenenza ad una visione del mondo, e dunque nello specifico la volontà di non appartenere più ad una particolare confessione religiosa, in questo caso quella cattolica, sia vissuto come un disagio.

    Possono forse gli appartenenti ad una religione decidere anche per coloro che a quella religione non sentono più di appartenere?

    Si chiede forse nel fumetto in questione di sbattezzare gli altri forzatamente?

    No si parla solamente delle normali difficoltà che s’incontrano ad uscire dalla chiesa cattolica per chi desidera farlo.

    Non è forse il fumetto un racconto (con immagini e parole) di un percorso di ricerca interiore fatto da una persona che non si sente più d’appartenere alla chiesa?

    Non si chiede nel fumetto solamente di lasciare le persone libere di scegliere? Come si può vivere con disagio la critica ad un idea, ad una prassi che oggettivamente è vessatoria della propria libertà di coscienza? Dei propri diritti più fondamentali?

    Come si può provare disagio davanti alla rivendicazione del diritto di aderire a qualsiasi religione, del diritto non sempre tutelato di abbandonare una qualsiasi confessione religiosa, il diritto di non avere alcuna religione.

    Onorevoli, con sincera umiltà Vi chiedo di riflettere sulla vostra critica, una critica che di fatto mette in dubbio il diritto di ogni individuo di manifestare le proprie convinzioni filosofiche e/o religiose, un disagio che mette in dubbio valori centrali ad ogni persona quali la libertà di coscienza e d’espressione

    E cosa c’è di più importante se non questi valori, valori sicuramente condivisi da ogni elettore non solo del PD, ma da ogni cittadino italiano che si riconosca nella costituzione repubblicana. E dunque perché avvertire disagio davanti a diritti costituzionali centrali per ogni cittadino. Io come non credente non pretendo che i credenti abbandonino la loro religione, allo stesso modo mi aspetto che i credenti non pretendano che io non possa abbandonare quella religione.

    Ma allora Vi chiedo ancora una volta, provando disagio davanti alla manifestazione di queste diritti fondamentali di ogni cittadino non si mette forse in dubbio il rispetto di tali diritti?

    Forse che Voi, onorevoli sottoscrittori della lettera apparsa su “l’Unità” non ritenete centrale per ogni cittadino la libertà di coscienza? La libertà di religione? La libertà di espressione delle proprie idee filosofiche e religiose?

    Non sono forse anche per Voi onorevoli questi valori irrinunciabili e fondamentali per la sopravvivenza di ogni democrazia, prima che di un’organizzazione politica che voglia definirsi democratica?

    In che modo si può costruire un Partito Democratico se non partendo dai fondamenti della democrazia?

    Con sincera curiosità e desiderio di dialogo colgo l’occasione per porgerVi i miei più cordiali saluti

    Fabio Milito Pagliara

    Salerno (SA)

    “Tutto ciò che esiste nell’universo è frutto del caso e della necessità” (Democrito, 460-370 aev ca.)

  31. per chi fosse interessato ad approfondire il tema in questione mi permetto di riportare il collegamento alla pagina dell’UAAR dove oltre alle istruzioni ci sono anche spiegate le molteplici ragioni dello sbattezzo
    http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/

    segnalo anche il bel libro sull’argomento molto approfondito e pieno d’informazioni storiche accurate ed interessanti per tutti (credenti e non credenti) ” Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi”
    di Raffaele Carcano e Adele Orioli (che sono il segretario dell’UAAR e la responsabile legale)

    ecco la recensione
    http://www.uaar.it/ateismo/opere/198.html

    ed ecco tutti i dettagli:
    ” Uscire dal gregge. Storie di conversioni, battesimi, apostasie e sbattezzi”
    di Raffaele Carcano e Adele Orioli
    Roma, Luca Sossella Editore 2008,
    pp. 319,
    € 14,00.
    ISBN 8889829648;
    ISBN-13 9788889829646

  32. Rimanendo tra i cattolici, Don Gallo dice cose un pochino piu’ interessanti dei 15 (o 14, o 13) teodem: si tratta ovviamente di un giudizio oggettivo.
    Ops, ho detto “teodem”, vincero’ il premio la prossima volta 😉

    Qui la sua intervista:

    http://archivio.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2009&mese=07&file=31CRI20a

  33. Caro Onorevole, la verità è che se ci fossero le preferenze voi e i voi amici antidemocratici rimarreste a casa. Se anziché pensare solo al vostro ombelico pensaste a fatto che non esistete solo voi, il PD avrebbe già fatto passi da giganti.
    Dubito seriamente che con le sue idee (e così quell’altro personaggio fuori luogo che è la Binetti) trovereste elettori del PD disposti a votarvi. Ma si sa, in questo paese si è costretti a pagare dazio alla Chiesa.

  34. Egregi signori Catto-Clericali-Papalini, tutto il problema delle vignette di Becco Giallo, secondo
    me, nasce dal fatto che la Chiesa, come un cane
    pastore, impedisce ad uscire dal branco a coloro
    che non vogliono più starci dopo averceli messi
    di forza, con il battesimo, nel momento della loro
    massima debolezza. Da sempre la Chiesa agisce
    così: pretende di imporre le proprie leggi ed il proprio indirizzo morale a tutti con effetti devastanti sulla comunità ( dal sangue versato nel passato alle crociate moralistiche di oggi dal divorzio all’aborto ai problemi etico-biologici ).
    Io non sono anticlericale, non faccio niente per
    imporvi le mie idee ed i miei comportamenti, nessuno vi costringe al divorzio all’aborto allo
    sbattezzo ed altre pratiche che non gradite, perchè non adottate lo stesso atteggiamento? Vi
    rammento che Cristo non obbligò nessuno a seguirlo. Se il rispetto per le proprie idee ed i propri atteggiamenti sarà reciproco, allora, potremo costruire insieme, altrimenti litigheremo sempre.
    Il problema delle vignette di Becco Giallo
    sull’Unità, se lo è creato la Chiesa con il proprio
    atteggiamento di chiusura verso delle persone
    libere e consapevoli delle proprie scelte.

  35. “Vorrei chiedere a questi quindici deputati se si rendono conto del “disagio” che creano con queste dichiarazioni estemporanee, a nome e per conto di chi? Del PD? Dei cattolici?
    Perchè non usano lo stesso impegno per favorire un serio dibattito interno al partito, per giungere ad una posizione ufficiale del PD sulla laicità dello Stato e la sua autonomia da qualsiasi istituzione religiosa, invece che strillare ad un piccolo giornale la loro posizione personale?
    E’ troppo chiedere a questo partito che esprima, una volta per tutte, una posizione chiara su questi temi? Che si presenti unito e non con mille correnti?
    Perchè questi signori parlamentari non si rendono conto che tra gli elettori del PD ci sono anche atei, agnostici e cristiani che non sono allineati con le posizioni della Chiesa Cattolica? O cattolici non interessati a censurare persone con diversi orientamenti religiosi e spirituali? Ai firmatari della lettera non interessa che anche queste persone abbiano spazi d’espressione sui mezzi d’informazione?
    Quindici parlamentari tanto indignati per una minuscola e legittima striscia a fumetti sullo sbattezzo, che è una pratica legale, frutto delle battaglie di una piccola associ
    “Quindici parlamentari tanto indignati per una minuscola e legittima striscia a fumetti sullo sbattezzo, che è una pratica legale, frutto delle battaglie di una piccola associazione a favore dell’autodeterminazione e della laicità… Ma che bisogno c’era di arrivare addirittura alle velate minacce, esprimendo “una profonda perplessita’ sul rapporto che c’e’ tra questo giornale e il PD, attuale e futuro…”. Della serie “state attenti a quello che scrivete”?
    Come mai i firmatari non hanno mostrato altrettanta indignazione verso un altro organo di informazione -il TG1- per “il disagio” che ha creato a tutta l’Italia con il caso Minzolini-Puttanopoli?
    Quindici parlamentari che si spendono in prima persona contro l’Unità (giornale a rischio di sopravvivenza) e l’UAAR (piccola associazione con pochi mezzi) e non muovono un dito contro il TG1? Come mai due pesi e due misure?
    E’ facile fare la voce grossa con i pesci piccoli, mentre si china la testa (e si bacia l’anello) davanti ai potenti.
    Curioso anche il riferimento all'”insistenza nella pubblicazione della striscia”: ma quale insistenza? Una striscia settimanale su un quotidiano?
    Vogliamo paragonare questa “insistenza”, che ha scaldato le penne di ben quindici deputati, alla presenza quotidiana di Papa, vescovi, cardinali e prelati d’ogni grado in televisione? Prontamente invitati a commentare ogni notizia su TG nazionali e programmi d’approfondimento, di giorno e di sera? La messa domenicale trasmessa da due canali? L’ora di religione nelle scuole di Stato con insegnanti nominati dalla Curia? E che dire di Avvenire, Osservatore Romano, Radio Vaticana che fanno da ulteriori amplificatori?
    Di fronte a tutto ciò, con quale coraggio la striscia sull’Unità viene definita “insistente”?
    La Chiesa Cattolica ha il diritto di esprimere la propria opinione su ogni argomento, come chiunque altro, ma io mi chiedo: quale altra organizzazione, religiosa o no, gode di mezzi altrettanto potenti (e pagati con le tasse dei cittadini), per entrare nella vita e influenzare l’opinione degli italiani, fin dalla più tenera età?
    Questa è “insistenza”.
    E infine chiedo: di questi quindici deputati, tredici non si sentono “a disagio” a co-firmare una qualsivoglia lettera insieme a Enzo Carra e Pierluigi Castagnetti, uno condannato per falsa testimonianza nel caso delle tangenti Enimont, l’altro prescritto per corruzione?
    Non si sentono “a disagio”, i tredici firmatari “onesti” e la dirigenza del PD in generale, a sedere nello stesso gruppo parlamentare di questi ed altri personaggi a dir poco imbarazzanti? Ad averli nello stesso partito?
    Vi prego, Onorevoli, di riconsiderare l’ordine di importanza di ciò che vi mette “a disagio”.

  36. Non so se siate o meno del PD, io sí o almeno lo ERO! Non capisco perche la minoranza cattolica del PD sui temi che toccano la fede (matrimoni gay, laicita dello stato per esempio) decidono di piu della maggioranza, perche’? Sapete che il 60% dei cattolicissimi italiani vede di buon occhio le unioni omosessuali? Voi chi rappresentate? E soprattutto quale parte de la sinistra rappresentate? Non capite che la gente che come me e’ uscita dal parito vuole un partito con vecchi, corrotti e fondamentalisti cattolici fuori dalle scatole?

  37. Personalmente sono un fervente cristiano, che segue gli insegnamenti del Cristo, e non la pazzia della gerarchia cattolica. Seguo la mia religione non badando al fatto che da piccolo mi battezzarono, ma spesso e volentieri mi da enorme fastidio che venga contato fra i cattolici, e che questi si arroghino il diritto di parlare in nome mio.
    In Italia i veri cattolici non superano il 5% eppure si ritengono la maggioranza, e vogliono governare da maggioranza.
    Se lo sbattezzo vi facesse capire che non siete maggioranza io correrei a sbattezzarmi, tanto non sono più cattolico da un bel po.

  38. vico zanetti

    Come iscritto del PD e “sbattezzato” mi permetto di intervenire. Proprio perchè il PD è un partito dalle molte anime non vedo perchè la mia debba essere esclusa.
    Credo che L’unità abbia espresso una posizione di una significativa parte del PD che non si riconosce in gran parte delle posizioni assunte dal pontefice o dalla CEI.
    Si chiama libertà di stampa, e mi sembra di cattivo gusto contestarla. Caso mai sarebbe stato coerente dibattere di questi temi, per vedere se è possibile giungere a un punto d’incontro tra cattolici, altri credenti, atei e agnostici su temi come fine vita, aborto, contraccezione, fecondazione assistita ecc.
    Ma ho notato che su questi punti una gran parte dei cattolici non ha capacità di dialogo perchè ritiene che i loro punti di vista siano Verità Inviolabili.
    La scelta di comunicare alla chiesa cattolica il mio status di apostata ha , di conseguenza,motivazioni puramente politiche. Ho ritenuto doveroso far conoscere il mio netto rifiuto ad accettare le posizioni espresse da chi sostiene di parlare proprio in funzione del mio battesimo, ricevuto quando incapace, se non d’intendere, almeno di volere.
    Da ateo, che non dà alcun significato ai sacramenti è evidentemente atto facile da compiere.
    Ritengo che tale scelta diverrebbe ancora più significativa x chi, cristiano, ritenga che sia il vescovo di Roma ad aver dimenticato gli insegnamenti di Cristo.
    Ho il massimo rispetto per chi crede, ma mi aspetto altrettanto nei riguardi miei o dei “diversamente credenti”.
    Spero che lei e i suoi 14 cofirmatari capiscano questo perchè è di tutta evidenza che se è intollerabile la dittatura della maggioranza è molto peggio il tentativo di imporre la dittatura della minoranza in nome di un dio che dovrebbe rimanere fuori dalle decisioni sulla vita di tutti.
    Suo
    Lodovico Zanetti

  39. Caro Andrea,
    secondo me i discorsi sono su piani diversi.

    Lo ‘sbattezzo’, per quanto mi riguarda è una questione di serietà. Io, in quanto individuo, non mi riconosco nei valori portati avanti dalla Chiesa Cattolica e, meno che mai, nei comportamenti delle sue gerarchie. Per questo, e non per altro, pur ringraziando i miei genitori per una scelta che hanno fatto in buona fede, aderisco allo sbattezzo. Non mi sentirei serio se non lo facessi.

    Aggiungo che ho sentito il bisogno di farlo anche perché il cardinale della mia città, Torino, ha più volte citato l’alta percentuale di battezzati a sostegno delle sue opinioni. Non credo sia corretto che egli faccia così ma, in ogni caso, sappia che non rappresenta i miei pensieri.

    Su un altro piano sta invece la valutazione di come un’istituzione forte, potente, autorevole quale è la Chiesa Cattolica, faccia sentire la propria voce sui fatti di questo mondo. Io sono tra coloro che credono che la Chiesa possa dire tutto ciò che crede, senza censua alcuna, non l’ho mai accusata ne l’accusero’ di ingerenza (semmai accuso molti politici di essere servili – in maniera del tutto selettiva, però, su questi pronunciamenti).

    E però mi spiace, mi spiace molto vedere che su certi argomenti la Chiesa fa sentire prontamente e con forza la propria voce (ultimo caso quello della RU486) mentre su altri e’ proprio difficile ottenere da essa una dichiarazione chiara (vedi appunto i comportamenti gravissimi del primo ministro italiano). Non credo che esista una gerarchia dei peccati, per cui alcuni possono essere sottaciuti altri no e meno che mai voglio pensare che, secondo la Chiesa Cattolica, esista una gerarchia dei peccatori.

    Dunqe resto molto perplesso.

    daniele

  40. enrico marrucci, enrigo

    Dopo 40 interventi su questo argomento, quasi tutti critici nei confronti della condotta dei 15 firmatari, mi sentirei di chiedere ad Andrea di intervenire e di cercare di ribattere alle ragionate, pacate e argomentate obiezioni. Sarebbe davvero un gesto coraggioso e che porterebbe linfa nuova alla discussione. Capisco che l’anno è stato faticoso e che la vacanza sia meritata, ma l’ultimo atto politico compiuto prima della vacanza è molto contestato sul suo blog. Non mi sentirei davvero sereno in vacanza, fossi in lui, se non chiarissi con i miei lettori (alcuni dei quali magari anche e-lettori) i punti dubbi…

    enrigo

  41. Questa la lettera inviata dall’UAAR alla direttrice dell’Unità, l’1/8/2009.
    ===
    Cara direttrice,
    il 30 luglio scorso abbiamo letto la lettera di protesta contro “la striscia sullo sbattezzo” comparsa per alcune puntate sull’Unità, firmata da quindici deputati del PD.

    Nella contestazione sono esposte perplessità sui rapporti, attuali e futuri, tra il quotidiano da lei diretto e il PD. Uno dei firmatari, Andrea Sarubbi, scrive sul suo blog che l’Unità “non è un quotidiano qualsiasi, ma è l’organo di stampa del mio partito”. Sulla questione di cosa mandare in stampa su un organo di partito lasciamo a lei la risposta.

    Ci preme invece fare precisazioni su un tema che, a detta dei quindici deputati, andava sottaciuto su un mezzo di informazione, nel nome di un presunto disagio dei lettori. Cambiare religione, o non averne più una, è un diritto dell’uomo, riconosciuto da dichiarazioni e convenzioni internazionali: lo sbattezzo altro non è che la traduzione giuridica, nel contesto italiano, di questo elementare diritto. Non è un controrito vendicativo. E’ la cancellazione degli effetti civili del battesimo: grazie all’iniziativa giuridica dell’UAAR, dal 1999 è un diritto riconosciuto ai sensi di un pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali.

    Il fumetto “Quasi quasi mi sbattezzo”, di Lise e Talami, di cui l’Unità ha pubblicato una serie di strisce, affronta il diritto di essere liberi di non credere. Lo fa con leggerezza e onestà
    intellettuale. Lo fa con rispetto. Rispetto che sembra mancare in chi, da parlamentare, chiede che l’argomento sia censurato e che al suo posto si dia spazio al “ruolo della religione nello spazio pubblico”.

    Come associazione di promozione sociale impegnata a tutela dei diritti dei cittadini atei e agnostici, riteniamo che debba essere realizzata la piena uguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro convinzioni filosofiche e religiose, e la piena uguaglianza di religioni ed associazioni filosofiche non confessionali. Senza privilegi, senza spazi riservati nello spazio
    pubblico, senza argomenti da non pubblicare per non creare presunti disagi. A nostro avviso questa uguaglianza è ben lontana dall’essere realizzata nel nostro Paese.

    Cordiali saluti, e grazie dell’attenzione
    Raffaele Carcano
    segretario UAAR
    http://www.uaar.it

  42. Mrs. Lovett's Meat Pie

    SE IL PD(menoL) INTENDE SOPRAVVIVERE DOVRA’ QUANTO PRIMA ESPELLERE TUTTI I PARASSITI DEMOCRISTIANI ABBARBICATI E BANCHETTANTI NELLE SUE VISCERE…….
    SONO DELL’IDEA CHE CON UN BUON LASSATIVO E UN EFFICACE ANTI-ELMINTICO IL PROBLEMA POTREBBE RISOLVERSI DEL TUTTO IN UNA SOLA SEDUTA!

  43. @ nino russo,
    nemmeno poco tempo fa ho fatto una riflessine proprio sull’otto per mille “laico” alla chiesa valdese. Ma come farò a fartelo leggere?

    http://www.sentoniente.splinder.com/post/20540099/Qualcosa+di+laico%3F

  44. Mrs. Lovett's Meat Pie

    L’ipocristiano Sarubbi sarà contento ora che Bersani gioca al suo stesso gioco d’azzardo.

    E’ indubbio:
    tra mestieranti senza scrupoli e tanto pelo sullo stomaco nonchè sperticato “amor pel personal profitto” v’intendete a meraviglia…….

    Povera Italia!

  45. enrico marrucci, enrigo

    Gentile On Sarubbi, Andrea, vorrebbe per favore, visto che è tornato dalle vacanze, riparlare un attimo di questa faccenda, che in sua assenza ha visto più di 40 interventi? Mi sembra che in maggioranza siano critici, sarebbe coraggioso da parte sua cercare di argomentare una “difesa” del suo punto di vista

  46. похудеть на 10 киллограмдиета для боковдиета ларисы долиной в подробностяхдиета джады пинкетт смитможно ли похудеть если не кушать после 1500диетолог г.регетондиета для панкреатитапороды рыб для диетеческого питаниядиета от хилари даффхочу похудеть но у меня месяц времени до отпускадиета при помощи воды аювердаклассная диетепохудеть с асдананасовая диета для похудениялишний вес во времякулинарные рецепты при диетическом питаниизимняя диета для похудениядети поджелудочная диетаподжелудочная железа-диета после ее удалениякак питаться после диеты

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