Pillole e pilloloni

Nel dibattito di ieri sera, sulla fiducia per il decreto anticrisi, la maggioranza ha perso un pezzo: l’Mpa è uscito infatti dall’Aula, in segno di protesta contro le politiche nordiste di un governo che sta ignorando il Sud. Riassumo brevemente il discorso del loro leader alla Camera, Lo Monte: non solo non avete rispettato le promesse, prendendoci in giro, ma ci avete pure scippato quello che ci spettava, ossia i fondi Fas, utilizzandoli come un bancomat; siete schiavi delle lobby economiche, per definizione nordiste, e noi ne paghiamo le spese; non chiediamo assistenzialismo, ma almeno lasciateci quello che ci spetta. Alcuni passaggi, però, ve li voglio far leggere dal vivo.

CARMELO LO MONTE. Presidente Berlusconi, lei ha dichiarato in questi giorni che molte cose sono state fatte per il sud, ma il Governo non è riuscito a comunicarle: la informiamo che non è riuscito a comunicarle neanche a noi, che siamo parte della sua maggioranza. Noi, come Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud, davvero non ci siamo accorti di nulla; anzi, per la verità, ci siamo accorti nella politica economica dell’esistenza di una forte strategia nordista, di fatto elaborata e gestita dal duo Tremonti-Calderoli.
Occorre cambiare profondamente politica: il sud è stanco e la rabbia cova nel profondo.(…) Al sud sta nascendo un grande movimento, potrebbe diventare una valanga.
E noi saremo in questo con la nostra gente. Per questo, come abbiamo ampiamente annunciato, cambia il nostro comportamento parlamentare. Finora abbiamo sempre assicurato il nostro voto favorevole sui provvedimenti, in attesa di un cambiamento nelle politiche economiche del Governo. Da oggi, però, valuteremo le nostre posizioni esclusivamente sulla base del merito dei provvedimenti e della coerenza di questi con il programma di Governo con il quale insieme vincemmo le elezioni.
Sappia, Presidente Berlusconi, che come Movimento per le Autonomie le assicureremo sempre la nostra lealtà e il nostro sostegno, e mai da parte nostra arriverà un voto contrario a una richiesta di fiducia al suo Governo. E a quei suoi colonnelli che, a differenza di lei, provano un evidente fastidio per la nostra esistenza, assicuriamo che non toglieremo il disturbo, ma resteremo forte coscienza critica e coerenti con la fiducia accordataci dai nostri elettori.

Per quanto ci riguarda, ha parlato Bersani – con il quale mi ero complimentato pochi minuti prima per lo stile che sta tenendo in questa campagna per il congresso – ed ha messo a nudo tutti i punti critici della politica economica del governo. Vi invito a leggere il suo intervento per intero, perché è la migliore risposta a chi dice che il Pd non fa opposizione. E non perdetevi il pezzo sui pilloloni, mi raccomando.

PIER LUIGI BERSANI. Signor Presidente, cari colleghi, vorrei chiedermi cosa hanno mai da guadagnare gli italiani da un’umiliazione così forte che sta venendo al Parlamento. Siamo alla ventitreesima fiducia in un anno, i decreti-legge vengono presentati uno dopo l’altro, viene posta la questione fiducia su un pacchetto di norme, Ministro Tremonti, che lei, in altre epoche, avrebbe ridicolizzato (si tratta di 43 pagine), e siamo a farlo, sostanzialmente, all’insaputa del legislatore.
Cosa ha da guadagnare l’Italia dal fatto che, in un anno, questo Parlamento non ha mai avuto l’occasione di una discussione vera sulla crisi economica? Abbiamo guadagnato in rapidità? Abbiamo guadagnato in efficacia? Credo che abbiamo guadagnato in approssimazione e in confusione, perché aver fretta – vorrei dirlo al Governo – non sempre significa andare veloci.
Avete avuto fretta nel criminalizzare le badanti irregolari e, poi, siete dovuti correre a regolarizzarle. È meglio discutere, ascoltarsi e ascoltare.
Credo anche che l’Italia abbia poco da guadagnare dalle rassicurazioni al cloroformio che stanno venendo dal Governo. Vorrei dire al Governo che gli italiani, davanti ai problemi seri, sono stimolati a reagire, a meno che non li si addormenti.
Continuate a rimestare gli stessi soldi, parlando di misure economiche. Raccontante di realizzare 100 mila alloggi con 560 milioni di euro: stiamo parlando di alloggi per cani o di alloggi per italiani
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)?
Raccontante di aver ridotto l’assenteismo nella pubblica amministrazione, cosa lodevole, ma vi dimenticate di dire – è un’indagine di pochi giorni fa – che, nell’ultimo anno, sono aumentati del 12 per cento gli adempimenti delle piccole imprese nei confronti della pubblica amministrazione, e che, in questo momento, la pubblica amministrazione non sa tenere i conti a posto.
Potrete tagliare il Fondo unico per lo spettacolo, potrete distruggere lo spettacolo, ma non per questo risanerete i conti: vi stanno scappando da un’altra parte
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)! Date un occhio ai beni e ai servizi, come vi stiamo dicendo da un anno in qua!
Raccontate che state realizzando manovre anticrisi, una dopo l’altra, attraverso sei o sette decreti-legge. Sui giornali si legge: «decreto anticrisi», «manovra anticrisi». Come le ho già detto, Ministro Tremonti, sono pillole: alcune male non fanno (le abbiamo proposte anche noi), alcune sono tardive (cioè pillole «del giorno dopo») e ogni tanto compaiono dei «pilloloni» indigeribili, come questo benedetto condono.
Vorrei rivolgermi all’esponente della Lega, deve leggerle anche lui le leggi: non esiste un Paese al mondo che adotti una misura come questa
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori)! Si vada a vedere come è la legge in Francia: io quella francese la prendo su subito, sia chiaro!
Un «pillolone» è quello di far pagare le tasse da gennaio ai terremotati che in Abruzzo sono nelle tende. Vi rendete conto quale sarà il titolo di questo maxiemendamento? «I terremotati sotto la tenda devono pagare le tasse e gli evasori che hanno esportato i capitali all’estero no», questo è il titolo
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori e di deputati Unione di Centro)!
Io però, questi pochi minuti non voglio dedicarli né alle pillole, né ai «pilloloni», perché è un’occasione nella quale in due minuti cerchiamo di esprimere un giudizio di sintesi su una vicenda che è cominciata un anno fa e che, purtroppo, andrà avanti ancora qualche anno e della quale non abbiamo mai l’occasione di discutere.
La vostra narrazione è stata la seguente (e credo di essere testuale nel riportare le parole). Nel luglio scorso, un anno fa, noi dicevamo «crisi», voi dicevate «catastrofismo della sinistra». A settembre dello scorso anno, Berlusconi diceva «la crisi c’è, ma è finanziaria, non avrà ricadute sull’economia». A ottobre Berlusconi diceva «la crisi c’è, ma noi stiamo meglio degli altri», mentre tra novembre e dicembre diceva «la crisi è psicologica: consumatori, consumate!». Da allora sono comparsi gli psichiatri e ci hanno spiegato lo spiraglio, lo spiraglio, lo spiraglio, fino a dirci «il peggio è passato, la crisi è alle spalle».
Questa è stata, senza troppe esagerazioni, la vostra narrazione. C’è da stupirsi che davanti a una narrazione così non si sia adottata davvero una manovra anticrisi? Non c’è da stupirsi che sia stata fatta l’ammuina o lo spostamento dei carri armati di Mussolini da una finca all’altra del bilancio, con la sola modifica del trasferimento da conto capitale a spesa corrente, con una riduzione degli investimenti in un momento di recessione. Li troverete voi, il prossimo anno, sette o otto miliardi in meno di investimenti!
Non parliamo poi del sud, che è stato totalmente rapinato. Adesso ho visto che anche il primo mezzo pilone ipotetico del ponte sullo Stretto è volato giù con questo maxiemendamento, non so se ve ne siete resi conto
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico)!
Questa strada del non intervento, questa strada dell’edulcorazione, al di là delle polemiche, ci sta portando per un sentiero inevitabile, che è quello della stagnazione, di nessuno stimolo all’economia reale e della crisi della finanza pubblica.
Infatti, non è vero che si è stabilizzata la finanza pubblica, che la spesa corrente è sotto controllo e che le entrate diminuiscono solo in proporzione della crisi: il deficit cresce, il debito cresce, si vuol rispondere ancora con dei condoni che al loro fondo hanno l’aumento della pressione fiscale su chi le tasse le paga? È un giro di valzer stretto tra stagnazione e crisi della finanza pubblica.
Nessuno fa miracoli. Noi non siamo degli «arruffapopolo» e dei demagoghi, però, perbacco, accettate un giudizio: quest’anno avete sottovalutato la situazione, vi è tremato il cuore davanti all’esigenza di un gesto coraggioso, che era quello di prendere soldi nuovi e veri. Certamente, ciò andava fatto trovando il modo di rientrare da questa una tantum, ma è lì il difficile del Governo, lo so anch’io che è lì il difficile, ma si governa per questo.
Quei soldi freschi e nuovi servono e servivano per tre scopi: reddito per chi perde il lavoro, a qualsiasi titolo. Lega, non facciamo assistenzialismo, noi! Stiamo parlando dei precari, che non è vero che hanno un salario
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Unione di Centro)!
La seconda cosa è la piccola impresa. Ma quanto siete amorevoli verso la piccola impresa! Io dico che di concreto davvero non è arrivato niente alle piccole imprese e che ci vogliono dei soldi veri se vogliamo che possano tirare la palla avanti per un anno o un anno e mezzo con il credito e con le banche, altrimenti sono chiacchiere.
La terza cosa sono gli investimenti. Volete tanto bene ai comuni, ma gli unici che possono fare investimenti a sei mesi sono i comuni, non c’è nessun altro; e li abbiamo stoppati invece che muoverli
(Una voce dai banchi della Lega Nord Padania: E il Governo Prodi?)!
Il Governo Prodi quando c’era da fare la manovra aveva il coraggio di farla, te lo dico io
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori – Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania)!
E ve lo spiego, cari amici, ve lo spiego perché vi trema il cuore quando c’è da fare una manovra. Vi trema il cuore perché voi avete mostrato in quest’anno che il vostro meccanismo non è usare il consenso per fare Governo anche quando è difficile, ma usare il Governo per fare consenso, e questo non è responsabile
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).
Sto per concludere. Io dico che si doveva e si deve fare di più. Accettate questa critica e questo giudizio: si doveva e si deve fare di più, ci voleva e ci vorrebbe più coraggio. Dopodiché, concludo su questo, se non avete intenzione di farlo, però almeno non fate torto alla nostra intelligenza. Non veniteci a dire che stiamo facendo rientrare i capitali per metterli nell’impresa perché sappiamo già dove andranno: a zero tasse, andranno nelle banche, nelle case o ritorneranno da dove sono arrivati. Il risultato sarà che alle imprese, invece di mettere soldi da loro, converrà andare fuori, poiché tanto poi avranno il condono. Quelle famose nuove norme che inserite è come un cane abbaia e abbaia, e non morde mai. Questo è il risultato
(Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico, Italia dei Valori e Unione di Centro – Congratulazioni)!

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7 risposte a “Pillole e pilloloni

  1. Annamaria Rossi Bufo

    Nonostante tutte le mie perplessità, non su Bersani, ma su tutti i candidati alla Segreteria, devo dire che l’intervento mi è piaciuto. Molto.
    La mia passoione politica UNA COSA SOLA CHIDE: unità e collaborazione fra i leader del PD, la nostra casa dopo quella ove viviamo e la Chiesa, unità d’intenti ripulita da protagonismi e partigianerie, un mix che sappia ancora coagulare e infiammare d’entusiasmo l’elettorato.

  2. Proprio un bell’intervento. Peccato che, probabilmente, rimarrà senza conseguenze, perchè il parlamento ormai non è più luogo di dibattito politico, a causa delle continue richieste della fiducia e perchè questo intervento sarà riservato agli addetti ai lavori, in quanto nessun organo di stampa ne darà informazione.
    Per fortuna almeno c’è Andrea che su questo blog tenta di dare notizia di quel che succede in aula.
    E qui mi viene in mente che anche sui blog pende un apposito ddl che mira a restringere le libertà. E lo chiamano Popolo delle Libertà!
    Riporterò l’intervento di Bersani nel blog del mio circolo come piccolo tentativo di informazione. Finchè si può…

  3. Peccato che mentre una metà quasi degli italiani fa riapparire soldi “fantasma” col trucchetto dello scudo fiscale, l’altra metà invece di scandalizzarsi butti via quei pochi spiccioli che le restano nei giochi a premio. In fin dei conti ce lo meritiamo questo governo. Come popolo sovrano non siamo un granché.

  4. L’intervento di Bersani è stato molto efficace, peccato che non verrà ascoltato….
    E’ vero che ormai ci danno le pillole, e forse non ce ne accorgiamo appunto perchè sono piccole piccole piccole, ma tant’è, agli italiani forse va bene così (?)

  5. Bianca Sacher

    Ma non era preferibile scegliere un’altra foto di bersani? Questa fa paura… Poi un consiglio non usi mai il verbo “rubare (oggi vi rubo più tempo del prvisto…
    Dalla bocca di un poilitico suscita sempre qualche inquietudine…

  6. A proposito di Chiesa non dovrebbe essa stessa ad incitare a essere onesti con il fisco? Il sottrarre denaro alla comunità (che se ne serve per la scuola, per la sanità ecc) non è un furto?
    Ho sentito solo il cardinale Tettamanzi parlarne accolto da un silenzio assordante.

  7. “Ci avete pure scippato quello che ci spettava, ossia i fondi Fas”: curiosa espressione pronunciata dal rappresentante di una regione che, pur godendo di scandalosi privilegi fiscali, non è riuscita a costruire un percorso di sviluppo a vantaggio dei suoi cittadini; di una regione che ha costruito un sistema di distribuzione di posti e privilegi nel pubbico impiego ad esclusivo vantaggio dell’oligarchia di potere e delle sue clientele.
    Chiedete ad un siciliano medio gli effetti sulla sua vita dei miliardi di euro ogni anno sperperati nella sua regione. La risposta sarà: assolutamente nulla.
    Sarebbe ora che il PD assumesse un approccio meno retorico e anacronistico al problema del Mezzogiorno.

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