La fatica del confronto

Omnibus mi piace, e tra l’altro La 7 è l’unica emittente che mi invita, visto che in Rai mi hanno dimenticato in fretta e da Mediaset non sono proprio preso in considerazione. Eppure, quando ieri la redazione mi ha chiesto di essere ospite stamattina per parlare del Pd, non ho fatto salti di gioia: un po’ perché le discussioni di politique politicienne mi appassionano molto meno dei problemi reali del Paese, un po’ perché avevo paura che dal lavaggio dei panni sporchi in piazza uscisse la solita immagine del partito lacerato e confusionario, che tanto piace a chi non ci vota ma che tanto male ci fa. Per dirla alla Bersani, che non è il mio candidato, sono andato in tv con l’obiettivo principale di “lavorare per la ditta” e con quello secondario di spiegare perché appoggio la mozione Franceschini. Ne è uscito “un dibattito lineare e trasparente”, come mi ha scritto Sal Don su Facebook, che a mio parere ha restituito dignità al nostro essere democratici, in mezzo alle tante caricature del Pd che si vedono in giro. Proprio da Facebook ho citato in diretta la lettera di Roberto Orsatti, che sottolinea un aspetto troppo spesso trascurato:

“Noi siamo il Partito Democratico, non siamo tutti uguali come i funzionari del partito/azienda del premier, non abbiamo il culto della personalità, non ci appartiene, non è nostro. Noi siamo democratici, appunto, e non vogliamo essere diversi da questo. Ora capisco che il partito è in un momento difficile, che bisogna evitare spaccature ma vi prego, discutiamo, confrontiamoci, facciamo uscire quello che abbiamo dentro, anche le nostre diversità”.

Chiedevo al conduttore, ironicamente, come avrebbe potuto mettere in piedi una trasmissione analoga sul Pdl, sulla Lega, sull’Udc o sull’Italia dei valori: in nessuno degli altri partiti presenti in Parlamento esiste infatti un dibattito interno, se si escludono i rilievi di Fini che però è libero di parlare in dissenso da Berlusconi solo in virtù della sua carica istituzionale. Non mi spaventa, quindi, la sensibilità diversa sul futuro del partito o sulla sua struttura – io non credo, ad esempio, alla divisione bersaniana fra tessere-buone e primarie-cattive: sia perché anche le tessere sono inquinabili, ed il caso Campania lo dimostra, sia perché il popolo delle primarie è comunque quello che dovrà votarci, ed un partito non governa solo con il consenso dei propri iscritti – purché si rimanga nel rispetto reciproco e non si perda di vista che l’avversario da battere è fuori dal Pd, non dentro. Ad un certo punto, Luigi Amicone – direttore della rivista ciellina Tempi, che non mi ama particolarmente – è arrivato ad auspicare “guerra e sangue” al nostro interno, perché con i bravi ragazzi il Partito democratico non andrà da nessuna parte, ed ha attribuito la sopravvivenza stessa del Pd alle tessere di Bassolino, espressamente lodato per la sua capacità di creare una struttura partitica solida. Ed è questa la stranezza: chi oggi ci chiede “guerra e sangue” ad ottobre, sotto congresso, rimprovererà il Pd sanguinante di concentrarsi sul proprio ombelico anziché pensare alle imprese in crisi; chi oggi rende omaggio a Bassolino aspetterà la primavera, quando ci saranno le elezioni regionali, per rinfacciare al Pd la monnezza di Napoli e le assunzioni facili alla Regione Campania. Non voglio alimentare polemiche, ma prendo atto di un dato: mentre al nostro interno siamo piuttosto divisi sul sostegno ad un candidato oppure ad un altro, tutti coloro che non votano Pd, ma orbitano nell’area di Centrodestra, confessano di tifare per Bersani, e Luigi Amicone non fa eccezione. Possiamo cominciare a riflettere sul motivo, senza ferire le sensibilità di nessuno, o vogliamo derubricarla a semplice coincidenza?

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7 risposte a “La fatica del confronto

  1. Ciao Andrea, ho visto gran parte della trasmissione e devo fare i compliemnti a te ma anche a molti dei presenti: l’immagine del PD che ne è uscita è decisamente migliore del PD che viene rappresentato e deriso su gran parte dei mezzi di stampa.
    Concordo con te sul fatto che chi non è nel PD e nemmeno pensa di poter un giorno votare PD predilige Bersani rispetto a tutti gli altri candidati. D’altra parte l’offerta politica di Bersani è quella più nota. E’ quello che c’era prima. Mi dispiace che una persona intelligente e capace come l’ex ministro e alcune delle buone teste che lo circondano/supportano non capioscano questo fatto..
    Invito e tutti di leggere ad esempio le riflessioni dell’On. Marina Sereni – presenti nella home page del suo blog. Cito Marina perchè è umbra – come me – e di tradizione “di sinistra” – più di me – per la gioia di Bersani che alla “sinistra” ci tiene assai!

  2. luciano volpi

    Non preoccuparti ci arriviamo in tanti a capire perchè la destra si auspica un asse Bersani-D’Alema. Luciano.

  3. luciano volpi

    Un pò fuori dal contesto vorrei aggiungere un’altra cosa:possibile che l’antiberlusconismo non costituisca un collante così forte da tenere insieme ,non solo il PD, ma anche le altre opposizioni e la sinistra non rappresentata in parlamento? Se questo non succede può voler dire solo una cosa:non tutti sono così antiberlusconiani come vogliono far credere di essere! Dai candidati segretari PD, quindi ci si aspetta anche una presa di posizione in questo senso:come intende,ognuno di loro ,confrontarsi con Berlusconi. Dico Berlusconi e non maggioranza per ragioni evidenti.Spero solo che non si ricominci con l’impossibile “dialogo”.

  4. Ho seguito la trasmissione e non ho avuto assolutamente l’impressione di un PD in lacerazione… anzi, il dibattito, se nel rispetto e nel confronto, è sempre salutare. Hai ragione, Andrea: nel PdL stento a trovare una parvenza, seppure sfumata, del dibattito del PD. Lì decide e parla solo Berlusconi… altri non sono ammessi e il PD, in quanto a progettualità, è molto più entusiasmante ma anche faticoso: la sintesi è di per sé faticosa ma poi è fruttuosa.

  5. Il confronto di stamattina è stato interessante, mi ha solo un pò stupito però che tutti abbiate circonciso la “lotta” per la segreteria a Franceschini e Bersani, Marino non viene forse un pò sottovalutato?

  6. Pingback: Anime agitate | FB & Associati - Il Blog

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