La vittoria dei ladroni

Per chi si era addormentato con lo slogan tremontiano dei 40 ladroni da catturare, il risveglio è stato brusco: il ministro dell’Economia, che fino a ieri dichiarava guerra totale agli esportatori di capitali, oggi si accontenta – parole sue – di “chiudere la caverna da Ali Babà”. Che poi significa, in altre parole, di far rientrare in Italia i capitali scappati all’estero in cambio del quasi nulla: lo scudo fiscale che voteremo questa settimana – a proposito: pare che non si siano ancora messi d’accordo sugli emendamenti, quindi il voto di fiducia slitterebbe addirittura a giovedì, con il Parlamento fermo ad aspettare – prevede un’aliquota ridicola,al 5%, e la garanzia per gli evasori che questa sanatoria resterà assolutamente anonima, nel senso che non potrà mai fare testo nei controlli fiscali. Se mi dichiaro nullatenente da 10 anni,e magari non compilo neanche la dichiarazione dei redditi, ma ho 10 milioni di euro nascosti alle Cayman, d’ora in poi non corro più rischi: mi basta far rientrare la somma fra il prossimo 15 ottobre ed il 15 aprile 2010, pagare i 500 mila euro di sanatoria allo Stato e non dovrò più temere accertamenti, perché il nuovo decreto dice che la regolarizzazione “non potrà mai essere usata come prova di colpevolezza”. Nella versione precedente (almeno fino a mercoledì scorso) c’era addirittura il colpo di spugna sul falso in bilancio, sul riciclaggio, sulla ricettazione e sulla bancarotta fraudolenta; ora, invece, ci si limita a sanare l’evasione tout court, e comunque non è poco. In questi casi si confrontano sempre due esigenze: quella etica e quella pratica. Quella pratica, adottata dal governo, dice che ormai quei soldi sarebbero persi e quindi vale la pena farli rientrare, come del resto accade in altri Paesi occidentali, di norma dopo le elezioni: nessuno, infatti, avrebbe il coraggio di annunciare una misura del genere in campagna elettorale, perché verrebbe spernacchiato da tutti quei contribuenti che raschiano il fondo dei propri conti in banca per pagare le tasse. L’esigenza etica, su cui stiamo insistendo noi, ribadisce invece che non è lecito farla franca dopo avere imbrogliato tutti, in cambio di una piccola tangente allo Stato: in questo modo, si ammazza definitivamente la cultura della legalità e si comunica agli italiani onesti che, in realtà, sono dei fessi, perché prima o poi un condono arriva sempre. Come vi dicevo, il governo non avrebbe mai avuto il coraggio di presentare una misura del genere in campagna elettorale, perché sapeva che gli sarebbe costata in termini di popolarità; così hanno aspettato un periodo dell’anno piuttosto anonimo, in cui mezza Italia è già in vacanza, ed hanno addirittura cercato di indorare la pillola facendo leva sui buoni sentimenti, ma l’Unione europea glielo ha proibito. Che cosa muove il cuore degli italiani in questo momento, più di ogni altra cosa? Il terremoto. E allora, via al sondaggio, che ha dato queste risposte: lo scudo fiscale non piace, lo scudo fiscale con una parte dedicata all’Abruzzo piace. A quel punto, Tremonti ha proposto due aliquote: una più alta per gli evasori classici, una più bassa per gli evasori buoni che accetteranno di investire i propri soldi in fondi per la ricostruzione delle zone terremotate. Non si possono fare due aliquote, ha risposto l’Ue, ed il progetto è fallito. Ma c’è di peggio: anziché aiutare l’Abruzzo, come il governo voleva far credere, questo provvedimento ottiene addirittura l’effetto opposto, interrompendo la sospensione dei pagamenti degli oneri sociali e previdenziali nelle zone colpite dal sisma. I terremotati dell’Umbria, tanto per fare un esempio, stanno cominciando solo oggi la restituzione di quegli oneri, rateizzata tra l’altro in 120 rate; per l’Abruzzo, invece, si chiede il pagamento subito ed in sole 24 rate, a partire da dicembre. Considerando che l’economia abruzzese in questo momento è a terra e che le attività faticano a riprendere, gli artigiani e gli imprenditori aquilani avranno seri problemi a pagare le tasse. Quelli delle Cayman, intanto, ringraziano.

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14 risposte a “La vittoria dei ladroni

  1. Ciao Andrea,
    Non può essere vero… Un’azienda abruzzese che è stata distrutta e che non guadagnerà niente prima di due anni deve pagare tutte le tasse (contano gli studi di settore), mentre a chi ha evaso e esportato illecitamente i propri soldi il governo, alla fine, gli dirà pure grazie…
    Tragicommedia all’italiana atto I
    Fortuna che c’è Andrea che “ha rimandato i ricchi a mani vuote”

  2. Caro Sarubbi,

    Due precisazioni:

    1. L’importo da versare su 10 milioni di euro è di 500.000 euro, non 50.000.

    2. Il provvedimento è sgradevole, ma permette secondo le stime di raccogliere 3-5 miliardi di euro senza aumentare le tasse a chi già le paga.

    Negli ultimi mesi il PD è stato prodigo di proposte di sostegno all’economia che avrebbero l’effetto di aumentare la spesa e il disavanzo, non altrettanto di proposte per ridurre il disavanzo.

    Per essere credibili sul terreno dell’etica occorre essere credibili sui numeri.

  3. @ GA: grazie, ho corretto l’errore di battitura. Adesso sono credibile?

  4. per essere credibili…
    3.000.000.000 di euro rappresentano il 5% del capitale all’estero su cui non pago tasse…
    quindi il totale dei capitali all’estero (esentasse) ammonterebbe a circa 60.000.000.000 di euro!!!
    tassarli non sarebbe meglio per l’erario???

  5. Caro Bruno,

    60 miliardi di euro sono una stima dei capitali che rientrerebbero per effetto dello scudo, la stima del totale dei capitali finanziari italiani all’estero è di circa 300 miliardi.

    Quanto a tassarli, come pensi di fare?

  6. @GA
    Per essere credibili occorre prima di tutto mantenere la parola data. Cosa che, come sempre, il governo italiano non fa, POI vengono i numeri.
    Inoltre, le tasse le aumenti sempre e solo a chi le paga, e quindi sarebbe ora di farle pagare a chi fin’ora non le ha pagate. Come? cominciando a far pagare con la GALERA i grandi evasori.
    E’ sicuramente più facile fare la voce grossa dello Stato con i deboli (tipo fare dell’etilometria a chi va in bicicletta) e poi chiudere un occhio o tutti e due quando le questioni toccano nervi scoperti, anche se capisco che i nostri politici non sono masochisti….

  7. Caro GA, per non far aumentare (ed anzi diminuirle) le tasse ai poveri coglioni come me che le pagano, basterebbe semplicemente adottare delle regolette, senza inventarsi nulla di nuovo, prese da quei paesi dove i sistemi di controllo funzionano e dove chi non le paga finisce in galera e buttano la chiave.
    Questo soltanto basterebbe fare, per essere CREDIBILI.
    Quindi, questa del rientro dei capitali è l’ennesima porcata fatta per gli amici, che viene giustificata come hai fatto tu, ma in realtà lo scopo è tutt’altro, come sempre in Italia accade.

  8. manlio laurenti

    Una parte di quei soldi non torneranno mai in Italia:sono quelli di chi ha un conto ai Caraibi dove lo spionaggio Francese ha versato i quattrini necessari per “premiare”chi ha voluto diffamare l’Italia prima del G8.Conti di “giornalisti”(potrei fare almeno 7/8nomi) e di “politici”.

  9. No! Non c’è nulla da stupirsi, è tutto normale.
    Questo governo non fa più nemmeno piangere o girare le scatole

  10. Pingback: L'espresso | Oltreconfine » Blog Archive » Fisco all’italiana di Federica Bianchi

  11. Se io ho circolino di una cooperativa che aiuta il 3° mondo, e vendo alcolici ad un minorenne (tanto l’incasso va in obolo agli sventurati) mi danno una multa più bassa, e se il minorenne si ammazza in motorino mi fanno lo sconto sugli anni di purgatorio, perchè io mi dichiaro cristiano laico? Tanto ormai non c’è limite alla decenza!
    A me piace sto blog, parla di politica capibile, ma giuro che certe notozie mi fanno venire l’ansia. Tieni duro Andrea!

  12. A parte il “Pinocchione”, con il naso piu’ lungo della stessa Italia che governa, c’è una tremenda urgenza di ricostruire l’ospedale di Coppito per gli aquilani e per tutte quelle persone che, come me, nel Centro-Sud Italia dipendiamo da esso per il centro trapianti di rene, di fegato, di tessuti etc…A Pinocchione non gliene frega niente di noi e in generale delle persone concrete: qualcuno può aiutarci?
    Grazie, Andrea, per avermi dato questo spazio.

  13. Sono d’accordo con Mario sull’adottare delle “regolette” per far pagare gli evasori, ma è mai possibile che questo nostro Paese non sia in grado quantomeno di “copiare” quelle norme in uso (con profitto) in diversi paesi del mondo… anche Al Capone pur avendo sulla coscienza omicidi e quantaltro ci lasciò lo …zampino per via di un’evasione “fiscale”.

  14. Si rischia di fare molta demagogia e facile scandalismo:
    – per far rientrare i soldi che stanno comodamente all’estero bisogna incentivare i proprietari. Di sicuro non li incentivi con la galera o con altre misure da stato totalitario. Altrimenti i soldi restano dove sono.
    – l’alternativa è aumentare le tasse. Non si scappa.
    Da qui ne conseguono due riflessioni:
    – perché tanti soldi “scappano” all’estero?
    – perché lo stato non impara ad essere più parco nelle sue spese?
    Non sarà che cambiano i governi ma la tassazione italiana rimane a livelli insopportabili? Non sarà che dai tempi del famigerato CAF la spesa pubblica, invece di diminuire, è andata aumentando?
    Si continua a gettare fumo negli occhi dell’opinione pubblica con il mito dell’evasione fiscale, non si affronta il vero nodo:
    BISOGNA SPENDERE DI MENO!

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