Chi l’ha detto?

Ci serve una nuova mentalità. Dovremo dire ai nostri figli: “Sì, se sei nato a Scampia le possibilità di crescere fra camorra e bande sono sicuramente maggiori. Sì, se vivi in un quartiere povero, dovrai affrontare pericoli e minacce con i quali non dovrà cimentarsi chi vive a Posillipo. Ma queste non sono ragioni valide per avere brutti voti a scuola, o per marinare la scuola, o per abbandonare la scuola rinunciando a farti un’istruzione. Nessuno ha scritto il tuo destino per te. Il tuo destino è nelle tue mani: non dimenticarlo”. Questo è quanto dobbiamo dire ai nostri figli: “Non ci sono scuse. Non ci sono giustificazioni. Fatti un’istruzione: tutte quelle difficoltà ti renderanno soltanto più forte, e maggiormente in grado di competere”. Se po’ ffa’. E per quanto riguarda i genitori, non possiamo dire ai nostri giovani di andare bene a scuola  e poi non aiutarli quando tornano a casa. Voi genitori non potete esimervi dal fare i genitori. Questo significa mettere via i videogiochi, spegnere Uomini e donne, mandarli a letto a un’ora ragionevole. Significa anche spingere i nostri figli ad avere ambizioni più alte, a guardare più lontano. Possono anche pensare di aver fatto un bel numero con il pallone, oppure di avere un book fotografico da urlo, ma i nostri figli non possono aspirare tutti a diventare “El Pocho” Lavezzi o Elisabetta Canalis. Io vorrei che ambissero a diventare scienziati e ingegneri, medici e professori, non soltanto calciatori e veline. Io voglio che aspirino a diventare giudici della Corte Costituzionale. Voglio che aspirino a diventare presidenti del Consiglio.

Ho trovato queste parole da qualche parte, ma proprio non mi ricordo dove. Mi pare fosse un discorso di Silvio Berlusconi a Casoria, ma se voi potete confermarmelo mi fate un piacere…

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3 risposte a “Chi l’ha detto?

  1. I miei genitori mi hanno sempre incoraggiato e a volte anche spinto con forza a studiare.
    Oggi che sono tutto sommato contento di quello che facccio li ringrazio ogni giorno.

  2. Mariarosaria

    i miei figli oggi mi guardano perplessi…..sconfortati…e confusi e mi dicono:” mamma tu dici che dobbiamo studiare che è l’unico modo per poter affermarsi come persone e per ottenere un domani un ruolo dignitoso in questa società………….e aggiungono con occhi bassi ……………….ma tu hai preso due lauree…ti abbiamo visto studiare tanto…..ma hai 49 anni e ora rischi di perdere il tuo lavoro……. è questo il futuro che si prospetta per noi?”
    I giovani non sono stupidi…assistono impotenti e stupiti al declino sociale dei loro genitori…quasi dubitano in una vita fatta di onestà e di sacrifici………una vita contrapposta a giochi di potere, di furbetti di quartieri……………

  3. “Il tuo destino è nelle tue mani” … ? Facile a dirsi, ma quando un commerciante opera in certe zone, e poi qualcuno gli chiede il pizzo? Cosa fa?

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