L’uomo bianco

Finalmente arriva in Aula una proposta di legge di iniziativa parlamentare: sembra un controsenso, ma da queste parti è davvero una rarità, perché finora non abbiamo fatto altro che occuparci di convertire decreti, rincorrendo l’agenda del Consiglio dei ministri. La proposta di legge in esame, in realtà, ne mette insieme 12, tutte sul tema della violenza sessuale: alcune modifiche al codice penale, altre al codice di procedura penale, nuove norme sulla costituzione di parte civile dei Comuni, disposizioni in materia di prevenzione e così via. Retorica vorrebbe che, su provvedimenti del genere, si fosse tutti d’accordo – mi viene in mente “Il caso Scafroglia” di Corrado Guzzanti: “Padre Federico, la vogliamo dire una volta per tutte una parola contro la droga?” “Droga no! Droga brutto, poiché brutto sempre, ma specialmente la sera, a maggior ragione, no!” –  ma la realtà è che, quando vai a declinare il principio generico in norme concrete, le sensibilità diverse si sentono eccome. L’approccio del Centrodestra su questo tema è quello che avevamo già visto nel provvedimento sullo stalking: quello, cioè, che privilegia l’aspetto prettamente repressivo, trascurando la prevenzione e la formazione degli operatori del settore. Da buona parte della maggioranza – Lega in testa, ma non solo – la lotta alla violenza sessuale viene trasformata strumentalmente in una caccia allo straniero, mentre i dati sugli stupri, sulle molestie e sugli atti persecutori ci dipingono un quadro diverso: chi compie violenza è, nella stragrande maggioranza dei casi, un marito, un fidanzato, un ex fidanzato, una persona di famiglia, un datore di lavoro, un compagno di scuola o di studio… una persona, insomma, molto lontana dallo spauracchio classico dell’uomo nero. Il nostro approccio, invece, è più articolato e meno “di pancia”, che prende in considerazione tutti gli aspetti del problema: fra questi, ad esempio, anche la necessità di intervenire sui mezzi di comunicazione e sulla pubblicità, che propongono un’immagine della donna legata esclusivamente al suo corpo ed alle sue capacità seduttive. Oppure – e mi rendo conto che è impopolare, ma ogni tanto bisogna anche avere il coraggio dell’impopolarità – l’esigenza di affiancare alla pena in carcere dei percorsi di recupero psichiatrico e psicologico, perché i colpevoli di questi reati non li reiterino: alcuni di voi sicuramente penseranno che basterebbe castrarli ed il problema sarebbe risolto alla radice, ma spero che siano in pochi. Poi abbiamo presentato emendamenti sulla formazione, sia dei ragazzi in età scolare che degli operatori specializzati, e sul soccorso alle vittime: da un lato, chiedendo l’istituzione di unità per la prima accoglienza (in modo tale da assistere la vittima ed accompagnarla nel percorso non semplice della denuncia) nei punti nevralgici, come il pronto soccorso degli ospedali; dall’altro, incentivando una maggiore collaborazione tra le Prefetture, le istituzioni locali ed il volontariato (associazioni femminili, centri antiviolenza) attraverso la firma di protocolli d’intesa. Dal punto di vista giudiziario, infine, abbiamo chiesto qualche tutela in più per le vittime, perché – soprattutto a quelle minorenni – venga risparmiato il più possibile, nel corso del processo penale, il trauma di rivivere continuamente l’episodio, impedendo il rimarginarsi della ferita. Di tutte queste nostre richieste, solo una piccola parte è passata, tipo il monitoraggio annuale sui reati sessuali o le pene accessorie per i condannati; quasi nulla di rilevante, però, sugli aspetti della formazione e della prevenzione, quelli che ci stavano più a cuore. Ufficialmente, votavano contro per problemi di soldi: anche quando ci  hanno dato ragione – come sui protocolli d’intesa o sull’avvio di una campagna di sensibilizzazione – hanno sempre aggiunto la dicitura “nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio”. Un’altra legge tirchia, insomma, come quella sullo stalking; eppure, da allora, abbiamo visto che il governo, quando vuole, i soldi li trova tutti.

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3 risposte a “L’uomo bianco

  1. beh…che vuoi pretendere se quella maggioranza che vorrebbe la donna in casa a far la calzetta o starletta per trastulli.
    🙂
    scusa l’intervento, ma queste cose mi fanno davvero indignare!

  2. Caro Andrea, hai ragione, quando vuole il governo i soldi li trova. Poche volte però li usa con buon senso….

  3. Prevedere l’ergastolo per gli stupratori, al di là del colore della pelle o della nazionalità: questa è l’unica via.

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