Buoni argomenti

Parto dalla polemica di ieri tra Rutelli e Formigoni: al primo, che giustamente notava le contraddizioni fra i valori Dio-patria-famiglia sbandierati dal premier e le sue sempre più imbarazzanti vicissitudini personali, il secondo ha risposto accusandolo di “non avere argomenti”. Parto da qui perché questa storia del non avere argomenti mi comincia a dare molto fastidio. Scrivo in un comunicato stampa che il neopresidente della Provincia di Napoli si deve dimettere da deputato, ma aggiungo di temere che non lo farà per paura di perdere l’immunità parlamentare? Mi viene risposto che il Pd non ha argomenti. Mi sento imbarazzato e pure schifato per un presidente del Consiglio che organizza festini a pagamento con ragazze immagine e con escort di lusso, mentre si propone al mondo cattolico (che è il mio mondo, cacchio!) come defensor familiae? La risposta non cambia: il Pd non ha argomenti. A me pare tutto il contrario, sinceramente: mi pare che, quando andiamo a toccare ferite dolorose per la credibilità della maggioranza, tutti i suoi esponenti si chiudano a riccio in difesa di colui che permette loro di sedere su quella poltrona. Sono loro, in sostanza, a non avere argomenti per rispondere. “Ti credevo migliore”, ha detto ieri Formigoni a Rutelli. Io, che pure non sono l’avvocato difensore di Rutelli, credevo invece che Formigoni fosse migliore: che fosse una persona, cioè, capace di mettere da parte l’ideologia e gli interessi politici per dare ascolto alla sua coscienza di cristiano. Così, almeno, avrei fatto io lo scorso anno, se fossi stato un esponente del Centrosinistra ai tempi della foto di Sircana sulla Salaria: non me ne sarei andato, certo, ma qualche questione morale all’interno della coalizione l’avrei posta, anche pubblicamente. Invece no, nel Centrodestra non è così: finché è possibile si nega l’evidenza, poi – quando ormai la situazione è scappata di mano – si contrattacca, senza una minima parvenza (Fini escluso, naturalmente) di riflessione interna. Vorrei chiarire una cosa, per il rispetto che ho delle istituzioni e degli elettori: se gli italiani hanno scelto, un anno fa, Pdl e Lega, è giusto che Pdl e Lega governino fino alla fine della legislatura. Noi, nel frattempo, dovremo continuare a controllarli, come è logico che ogni opposizione faccia, cercando di mitigare i loro errori ed appoggiandoli quando le loro scelte ci convinceranno. Premesso questo – premesso, cioè, che non miro al golpe morbido, e che la mia buona fede è totale, quasi ingenua – devo riconoscere, per onestà, che l’anomalia Berlusconi comincia ad essere difficile da gestire anche per me. L’ho scritto tante volte: non sono antiberlusconiano a priori. Ma adesso, con la stessa trasparenza, devo confessarvi che di notte mi sogno un premier normale. Un Sacconi, chessò. Un Brunetta, un Frattini, un Pisanu, un Fini, un Gianni Letta, un Tremonti, una Boniver, una Giorgia Meloni, una Moratti, perfino un Maroni. E non ho detto un Aznar, un Cameron, un McCain, un Sarkozy: ho detto perfino un Maroni. Vorrei un presidente del Consiglio normale, uno con il quale ci si possa scontrare sulla politica. Con Berlusconi, onestamente, è ormai impossibile: se manda al Parlamento europeo la pierre delle sue feste in Sardegna – quella, raccontano agli inquirenti le testimoni, “che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte. E smista nelle varie stanze” – io non posso far finta di nulla. Non posso, per la mia coerenza morale e per il bene che voglio all’Italia. A me sembrano due buoni argomenti, checché ne dicano i miei colleghi del Centrodestra. Non so a voi.

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8 risposte a “Buoni argomenti

  1. Michele M. Ippolito

    Non buoni. Ottimi.

  2. Io non porrei questioni di “moralità”. A me personalmente non interessa cosa fa Berlusconi in privato, perchè non giudico la vita altrui. Non mi interesserebbe nemmeno se andasse a puttane (anche se, dopo il Bari-gate, ora questo non è più un “caso estremo” :D).

    L’unico vero problema per me è questo: la contraddizione tra ciò che si professa in pubblico e ciò che si fa in privato. L’unico vero (ed enorme) problema politico sul quale le opposizioni devono battere. Il resto è davvero solo gossip.

    Per capirci, se Berlusconi fosse il leader dei Radicali, non farei battaglia politica sul fatto che vada a puttane o si droghi. Perchè la morale (che è soggettiva) ben poco c’entra con la battaglia politica.

  3. dina dell'ertole

    da cattolica che sta convintamente nel pd e ci vuole rimanere,da cattolica alla quale ogni occasione è buona per dirle che sta dalla parte sbagliata,quello che tu scrivi è musica per le mie orecchie!Certo che sono buoni motivi ma non basta dirceli tra di noi,facciamo qualcosa ,prendiamo qualche iniziativa ,colmiamolo questo vuoto di valori che ci è stato propinato, valori che qualcuno ha svenduto per un piatto di lenticchie….altro che diritti civile e testamento biologico!

  4. Due “però” Andrea. Secondo me la prospettiva di un’opposizione non deve essere lasciare che una maggioranza di diverso colore, tanto più in un sistema abbastanza bipolare, tanto più QUESTA maggioranza, governi tutta la legislatura. Ci devono essere le condizioni istituzionali perchè ciò avvenga, dopo di che l’opposizione deve fare ISTITUZIONALMENTE di tutto per arrivare il prima possibile ad un cambio della guardia. Noi siamo qui per fare il bene del Paese; visto che siamo il Centrosinistra e comunque che il bene del Paese non può certo essere identificato con questo centrodestra al Governo, noi dobbiamo avere l’obiettivo di governare noi, prima possibile, come passaggio intermedio per arrivare al bene del Paese.
    Oltre a questo – secondo però – io credo che stiamo di nuovo sbagliando tutto sul piano della comunicazione politica di fronte alle vicende del presidente del Consiglio. Beninteso: credimi, io sono una persona civile che ama l’equilibrio e la moderazione. E non credo assolutamente dobbiamo diventare barbari come questo centrodestra. Ma dal diventare barbari a non dire nemmeno una parola su questi temi, mi pare che ce ne passi: noi dovremmo fare di tutto perchè l’opinione pubblica apra gli occhi sulla realtà natura del presidente Berlusconi che è fatta anche della sua visione delle donne e della politica, che sono direttamente interrogate da quello che sta succedendo in questi giorni. Altro che questioni private! E non credo davvero possiamo lasciare che sia “Repubblica” a fare questo lavoro al posto nostro. Se il centrodestra ha perso quel due per cento, alle Europee, sarà per tante ragioni ma c’entra senz’altro anche “Repubblica” e dubito molto che c’entriamo noi!
    Te lo dico per la stima che ho nei tuoi confronti, proprio perchè credo che tu sappia meglio di me queste cose.
    Un saluto.

  5. Enzo Cuscito

    Carissimo Andrea, il mondo cattolico non può e non deve rimanere silente e complice di un modello etico perverso incarnato dal potere attualmente al governo. Si è assalito Romano Prodi, la cui vita familiare era cristianamente integerrima, a causa dei cosidetti pacs, che venivano visti come un attacco alla famiglia. Ma un modello di famiglia e di sessualità perversa come quella del premier, non rischia di essere una montagna destabilizzante come modello per le famiglie italiane? Se Prodi veniva criticato quotidianamente e Berlusconi no dai vertici ecclesiali, non si rischia di legittimare, dinanzi al credente più debole, l’idea che un certo lassismo morale e sessuale, in fondo, è cosa poco grave? Annunciare il Vangelo, in questo caso, è anche, sul modello di Giovanni Battista che perse la testa criticando l’immoralità sessuale di Erode, alzare la voce, profeticamente, contro il nostro “Erode” italiano. Che Dio illumini le coscienze dei nostri cuori….

  6. Angela Digennaro

    Sono daccordo con te quando dici che se gli italiani hanno scelto, un anno fa, Pdl e Lega, è giusto che Pdl e Lega governino fino alla fine della legislatura.
    L’unico problema che mi pongo, però è che secondo me non hanno capito bene l’errore visto che lo hanno ripetuto di nuovo due settimane fa…
    ciao grazie

  7. caro Andrea,
    sapevamo già che molti affari spesso difficili da concludere trovano facile soluzione a cena e nel dopo cena, e di ciò il mondo imprenditoriale ne ha fatta una strategia operativa ben consolidata.
    Potevamo sperare che il nostro primo imprenditore e ministro rinunciasse a tecniche tanto efficaci quando l’obbiettivo importante è il risultato finale, l’utile concreto in barba ad inutili moralismi e richiami etici?
    Ragionevolmente no. Eppure in molti forse troppi hanno creduto che l’imprenditore fosse l’uomo giusto, il salvatore d’una situazione politicamente non più sopportabile. La sua “malattia” denunciata dalla moglie ,combinata alla sua imprenditorialità costituisce la miscela esplosiva che è in questi giorni sotto gli occhi di chi vuol vedere.
    E pensare che la sua manifestata sofferenza a non poter più accedere al sacramento della Comunione a seguito del suo primo divorzio mi aveva commosso, come probabilmente aveva commosso molti altri veri buoni cristiani, che avevano visto in lui il sedicente unto del Signore inondandolo di voti elettorali.
    Non potrebbe essere questa un ulteriore lezione per tenere distinti ivalori della fede, con i valori dell’etica e ancor di più con le scelte politiche e sociali e convenire che quest’ultime meritino un approccio esclusivamente laico per evitare che i veri cattolici rimangano per primi traditi, se non sbeffeggiati.

  8. Il Sultano mignottaro presenta almeno due lati positivi:
    – impegnato com’è tra feste e festini, evita di fare leggi ad minchiam e/o ad personam
    – offre un assist all’opposizione giocandosi il voto di chi è cattolico e di chi crede ancora nella moralità dei governanti.

    Opposizione? Dove essere opposizione? Vacanze anticipate?

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