Qualunquismo matematico

Mi insegnarono, da ragazzo, che la vita di un cristiano dovrebbe essere così trasparente da poter essere proiettata, senza nulla da nascondere, sul muro di una pubblica piazza: figuriamoci, dunque, se mi spaventano le classifiche dei deputati, come quella appena pubblicata dal sito openparlamento e rilanciata a tutta pagina dai giornali. Se davvero esistesse un metodo efficace per controllarci, sarei tra i più felici: almeno non dovrei più giustificarmi continuamente dalla presunzione di nullafacenza che grava sull’intera categoria dei parlamentari. Ma il sistema utilizzato in questo caso, onestamente, è puro qualunquismo matematico: ognuno di noi viene giudicato in base ai progetti di legge che ha presentato, alle volte in cui è stato relatore di una legge, alle interrogazioni che ha firmato, alle mozioni e così via. Se volessi, tanto per farvi un esempio, potrei depositare 40 progetti di legge da qui ad una settimana: riprenderei quelli presentati nelle scorse legislature e ci cambierei il nome, oppure chiederei a tutte le associazioni del mio collegio (dalle vedove scalze agli adulteri anonimi) di tirare fuori dal cassetto quel progetto a cui tengono tanto. So benissimo che non servirebbe a nulla, perché i pdl arrivati in Aula sono uno su mille, ma mi metterei in tasca 400 punti e finirei primo in classifica. Oppure potrei passare la stessa settimana, come faccio di solito, in Aula, in Commissione, nel collegio elettorale, ai convegni, sul blog e su Facebook. Zero punti. Difficilmente potrei diventare relatore di una legge, perché il compito spetta normalmente ai parlamentari di maggioranza, visto che i pdl calendarizzati sono i loro. Sulle mozioni, di solito si tratta di atti politici di una certa rilevanza: il primo firmatario, dunque, è di norma deciso dal partito, indipendentemente da chi ci abbia lavorato. Quanto alle interrogazioni, non ho ancora smesso di presentarne solo perché sono un inguaribile ottimista, ma sappiate che finora – ed è passato più di un anno dall’inizio della legislatura – il governo mi ha risposto solo una volta, per di più in Commissione e non in Aula. Capite dunque che il mio 181.esimo posto su 630 mi lasci con la coscienza tranquilla, così come l’indice di attività (mi danno 2.97 su 10), che certamente – come precisa lo stesso sito – non ha nulla a che vedere con la qualità dei lavori; quello che mi dispiace, però, è che mentre gli autori dei calcoli sanno benissimo che si tratta di un gioco di ruolo, con tutti i suoi limiti, i cittadini/elettori non hanno strumenti per evitare di cadere nella trappola del qualunquismo. I numeri, in politica, lasciamoli alle elezioni: per il resto, quando non si fornisce una chiave interpretativa valida, rischiano solo di creare equivoci. Le stesse percentuali di presenza alle votazioni in Aula – e lo dico contro i miei interessi, visto che sono in assoluto uno dei più presenti – spiegano ben poco dell’attività di un parlamentare: se Dario Franceschini era a Bruxelles a trattare con i socialisti europei mentre io votavo gli ordini del giorno sul decreto intercettazioni, chi di noi due ha lavorato di più e meglio? Avrei mille altri esempi da fare, ma voglio chiudere con un dato divertente (e quasi attendibile, per quanto mi riguarda): il cosiddetto grafico delle distanze, che esamina i tuoi voti e ti posiziona in un punto della galassia parlamentare. A destra c’è il Pdl, mischiato con la Lega. A sinistra ci sono Udc, Idv e Pd. Più a sinistra, quasi fuori dallo schermo, ci sono due puntini rossi: due pericolosi eversivi, praticamente extraparlamentari, rifondaroli mascherati da democratici. Uno dei due, cari compagni, sono io.

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14 risposte a “Qualunquismo matematico

  1. …molto meglio non fare parte della “massa” in questo caso e poi questi parametri servono per non parlare di cose ben più importanti che andrebbero valutate…ma sono sicura che lo sai bene…vai benissimo così…

  2. Evita di usare “pdl” come acronimo di “proposta di legge” x piacere 🙂

  3. Compagno Sarubbi, ma hai ben 149 voti ribelli! Se se ne accorge Di Pietro ti assolda subito!

  4. Ahahah: il grafico delle distanze è fantastico! Compagno ribelle Andrea, non me lo sarei mai aspettato! 😀

  5. ciao sono ettore, lavoro su openpolis.
    Il grafico delle distanze non rappresenta una posizione ideologia (destra/sinistra non conta nulla) ma solamente le distanze dei parlamentari tra di loro calcolata secondo i voti ufficialmente espressi nelle votazioni elettroniche. Quindi nessun estremismo di sinistra, ma solo la distanza tra lei e gli altri parlamentari. Nel sito e’ spiegato chiaramente: “Uno spazio in cui le coordinate geografiche (destra/sinistra e alto/basso) non contano nulla e in cui semplicemente chi vota nello stesso modo si trova più vicino e chi vota in maniera difforme è più lontanto.”
    Per le presenze il dato e’ assolutamente oggettivo: se un parlamentare ha altri impegni istituzionali non risulta assente ma “in missione”.

    Per quanto riguarda l’indice di attivita’ spieghiamo il meccanismo limpidamente e diciamo pure che non e’ esaustivo che e’ solamente quantitativo e non qualitativo: “Ad ogni modo è bene sottolineare che la funzione dell’indice è quella di permettere graduatorie e confronti che però hanno valore esclusivamente quantitativo – e con i limiti sopra precisati – da cui quindi non sarebbe corretto trarre conclusioni sulla qualità politica del lavoro svolto dai singoli parlamentari”
    http://parlamento.openpolis.it/blog/2009/06/16/l-indice-di-attivita-parlamentare

    Come lei rileva noi abbiamo fatto il possibile per spiegare il tutto, alcuna stampa invece a preso i nostri dati e titolato tipo: “il sito che controlla i fannulloni”. Tutto il contrario di quello che vogliamo fare. Purtroppo il grado del dibbattito politico nel nostro paese e’ quello che e’.

    openparlamento e’ stato pensato come uno strumento di trasparenza e partecipazione. Per la prima volta sono accessibili in modo chiaro a tutti la totalita’ degli atti di camera e senato e, nel dettaglio, tutti i voti espressi. Gli utenti hanno la possibilita’ di intervenire. Siamo contro l’anti-politica, ci piace la definizione di Stefano Rodota’ di “democrazia continua” dove il processo democratico puo’ ricevere linfa da un rapporto costante tra elettori e rappresentanti. Per noi strumenti come il nostro sono vitamine per la democrazia, dovrebbero essere riconosciuti come “servizio pubblico”. Questo e’ il nostro scopo e per questo vorremmo essere apprezzati. Prima di tutto dai parlamentari, e’ un servizio anche per voi.

  6. marco brigliadori

    Caro Ettore ci spieghi come mai tutti i voti di sinistra sono concentrati, guardacaso, a sinistra e tutti quelli di destra a destra.
    Fate così, tanto per confonderci un pò:
    mettete la destra a sinistra e viceversa… ma su, coraggio, abbiate un pochino di fiducia anche nella nostra intelligenza visti gli alti ideali da cui nasce la vostra iniziativa mediatica.
    Marco.

  7. Devo dire che l’idea di fare analisi matematica sui parlamentari è veramente originale, forse un po’ “paccosa”, ma sicuramente originale.
    Secondo me capire chi sono i fannulloni è sicuramente più facile, ma lasciamo perdere.
    Grande Andrea, per le tue difformità, un vero cristiano va contro corrente (sempre senza estremizzare!)

  8. Ciao,
    @marco brigliadori: la disposizione spaziale e’ veramente casuale. Infatti se guardi il grafico dei senatori la posizione e’ inversa! Ho massima fiducia dell'”intelligenza collettiva”, rispondevo semplicemente a delle domande. Saluti cari.

  9. Francesco Grana

    Ero convinto che ne avresti parlato…

  10. classifiche che lasciano il tempo che trova!insomma aria fritta!andrea chi è l’altro puntino/compagno???

  11. @ ettore: grazie per i toni pacati, che testimoniano la sua intelligenza. E proprio a questa intelligenza mi appello, perché – come Marco denuncia – non si neghi la verità: non si può fare uno studio del genere, sparare la notizia sulle agenzie (non ho mai incontrato notizie con le gambe) e poi tirare indietro la mano, dicendo che non c’è uno spirito qualunquistico. Da come lo descrive, il vostro sembra quasi uno studio scientifico, salvo poi spiegare lei stesso che no, per carità, non c’è nulla di esaustivo. A me ricorda un po’ quelle postille scritte in piccolo agli angoli dei manifesti pubblicitari, che mi hanno sempre puzzato di fregatura. Ma voglio risponderle punto per punto:
    1. Destra o sinistra mi interessano poco. Dal grafico si evinceva che sono il più lontano, in Parlamento, dalle posizioni della maggioranza, e per questo ho scherzato sul rifondarolo. In ogni caso, come dicevo, il grafico delle distanze è la cosa più attendibile di tutto il sito.
    2. Il dato delle presenze, dice lei, è oggettivo perché calcola anche le missioni. Guardi, mi limito a spiegarle una cosa che probabilmente ignora: il riconoscimento delle missioni non segue un criterio oggettivo. Se domani ci fosse Aula ed io, invece di partecipare alle votazioni, andassi a sostenere il candidato sindaco di Acerra nel ballottaggio, le assicuro che risulterei assente, non in missione. Inoltre, lei converrà con me che se una persona è in missione non partecipa alle sedute dell’Aula, quindi avrà meno interventi, quindi meno punteggio… Diceva Popper che basta una falsificazione per far saltare in aria una teoria scientifica, e mi pare che questa lo sia.
    3. Mi spieghi lei, visto che il vostro intento dichiarato è quello di avvicinare i cittadini alla politica, che cosa penserebbe del professore di lettere di suo figlio se portasse in aula una classifica degli scrittori italiani in base alla lunghezza dei loro libri. A nessuno verrebbe in mente di paragonare tra di loro i giornalisti in base al numero di articoli scritti, o i medici in base al numero di operazioni effettuate. Quei Comuni che hanno classificato i vigili in base alle multe comminate non mi pare che abbiano avvicinato la polizia municipale alla gente. Poi uno può farlo per mille altri motivi – anche fare soldi con un sito, peraltro simpatico, è un motivo più che legittimo – ma almeno non mi venga a dire che queste sono vitamine per la democrazia. Essù.
    4. Alla sua intelligenza mi rivolgo, infine, per un ultimo appello: non faccia finta di nulla quando le dico che, mentre voi sapete benissimo che state giocando alla playstation, la maggior parte degli elettori vi prenderà sul serio. O mettete, ad ogni cliccata, un pop-up che avverta i surfisti del web (“Signori cari, buona lettura e buon divertimento, ma ricordatevi che qui stiamo solo facendo chiacchiere da tè: non crederete mica che il Parlamento funzioni davvero così, vero?”), oppure vuol dire che ci state marciando. Il servizio pubblico, miconsénta, è un’altra cosa.

  12. @andreasarubbi: gentile onorevole:
    1. almeno su questo ci siamo chiariti. Tutti i dati sugli atti (ci sono tutti, piu’ di 18mila), votazioni elettroniche (tutte nel dettaglio per camera/senato), argomenti, … non sono attendibili? Sono di fonte ufficiale.
    2. no, il dato sulle missioni non lo ignoriamo visto che del nostro staff fanno parte anche dei giuristi e ricercatori universitari.
    Se lei va a sostenere il sindaco di Acerra fa lavoro politico, le fa merito, ma non fa lavoro parlamentare. Infatti risulta correttamente assente. Sono i regolamenti parlamentari a definire le missioni non lo staff di openpolis. Gli stessi dati tra l’altro sono pubblicati anche sul sito ufficiale della camera!

    3. L’indice di cui parla e’ stato diffuso alla stampa con tanto di note e avvertenze metodologiche pure sottolineate in grassetto:
    http://parlamento.openpolis.it/blog/2009/06/16/l-indice-di-attivita-parlamentare
    Quindi non con avvertenze minute o voci velocissime (come per la pubblicita’ dei farmaci)
    4. La playstation non mi da’ informazioni dettagliate e puntuali sui lavori parlamentari.
    Per esempio, essendo aquilano, ho impostato il monitoraggio sull’argomento “L’Aquila”. Ogni giorno quindi mi arrivano tutte le notizie riguardo atti presentati (ddl e atti non leg.), il loro avanzamento, le votazioni riferite, gli interventi parlamentari in materia. Non le sembra un “servizio pubblico” questo? Lei stesso ha tutte queste informazioni aggregate su un argomento? E cmq prima di openparlamento questa possibilita’ non esisteva. Ho potuto quindi capire anche come lei interviene e vota sull’argomento (per fortuna bene dal mio punto di vista 🙂
    Non le sembra che chi l’ha votata possa essere interessato, per esempio, alla cronologia delle sue attivita’ parlamentari:
    http://parlamento.openpolis.it/news_parlamentare/332910
    Tra l’altro delle notizie a lei riferite, rigorosamente di fonte ufficiale e non commentate, esiste un feed rss che lei stesso potrebbe pubblicare sul suo blog. E’ sicuramente un servizio di informazione e trasparenza, vogliamo definirlo anche “pubblico”?

    Inoltre ci aspettiamo che i parlamentari sfruttino openparlamento per far comprendere le proprie iniziative.
    Per esempio sul ddl C.1076 di cui e’ primo firmatario:
    http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/19598
    potrebbe spiegare a tutti con linguaggio comprensibile nell’apposito spazio wiki in pagina il senso della sua iniziativa. Gli utenti votato e commentano il suo ddl, aprendo una discussione e un canale di comunicazione.
    Queste sono le “nostre” vitamine per la democrazia partecipata.

    In ultimo: vorremmo pubblicare le dichiarazione dei redditi e le informazioni relative ai finanziamenti elettorali.
    Come sapra’ in Italia c’e’ l’obbligo per i parlamentari di dichiarare la situazione patrimoniale, i redditi e le spese di propaganda elettorale introdotto dalla legge 5 luglio 1982, n. 441.
    La legge impone la trasparenza su quei dati ma di fatto non sono accessibili. Infatti, pur avendo visionato i suoi, non possiamo trascriverli e pubblicarli.
    Non vorremmo fare classifiche (i piu’ ricchi … ) ma incrociare i dati per meglio capire i comportamenti parlamentari (presentazione di atti, votazioni, ..).

    Potrebbe iniziare lei, seguendo l’esempio di qualche collega del suo gruppo,
    a pubblicare nel dettaglio questi dati direttamente su questo blog.

  13. manlio laurenti

    Non solo,ma PETRENGA,VELLA,COMAROLI
    sono in pratica tre Nazisti.Ecco sul grafico da dove arriva il pericolo di una dittatura Berlusconiana:all matematica non si sfugge.Ha voglia Ettore a specificare:il pericolo è li,stampato su quei grafici.I quali,se questo Paese non fosse quello che è,sarebbero di fatto un grafico solo:una Gaussiana,ovvero una curva a campana rovesciata con il massimo indicante il buon senso.

  14. Scusa se commento questo “post datato”,
    Mi ero perso un fantastico puntino rosso, magari un pesciolino rosso nell’acquasantiera, come dicevano -male- a Giorgio La Pira.

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