Ronda su ronda

L’apologia del fascismo è un reato, dice la legge Scelba, dunque mi guardo bene dal sottovalutare il dibattito sulle ronde nere e sui loro richiami inquietanti al Ventennio. Ma devo dire che, dopo essermi appassionato anch’io al tema (una decina di minuti, forse dodici) ho smesso: colpa di una mail arrivata nella mia casella della Camera, in cui si raccontava la rabbia dei poliziotti romani per il taglio agli straordinari. Il ministero dell’Interno – si legge – ha tagliato 4 mila ore alla polizia romana (il 5% del monte ore della Questura) per un importo di circa 40 mila euro al mese, e fra i sindacati è scoppiata la rivolta: a guidare la protesta è addirittura l’Ugl, tradizionalmente vicina alla destra, che invita il governo (non molto pacatamente, per la verità) a farla finita con i proclami ed a passare ai fatti. Se si tagliano gli straordinari, affermano i poliziotti, “si abbia anche il coraggio di tagliare i servizi di ordine pubblico”. L’opinione pubblica se ne è dimenticata, ma in uno dei pezzetti dell’ultima Finanziaria c’erano 16 milioni di euro in meno per il Dipartimento pubblica sicurezza: “E tutto ciò – commenta il segretario nazionale dei funzionari di polizia – mentre il Viminale parla di tolleranza zero e, sotto elezioni, fa proclami sui risultati della lotta alla criminalità”. Tolleranza zero, zero tolerance, è un’espressione nata a New York: il sindaco che la coniò, Rudolph Giuliani, accompagnò lo slogan con l’aumento del 40 per cento delle risorse destinate alla polizia. Da noi, invece, agli elettori si parla di tolleranza zero, ai leader internazionali si promette un G8 blindato, ma poi alle forze dell’ordine si rende la vita impossibile: prima il blocco delle assunzioni e del turn over, ora il taglio degli straordinari che proprio a queste carenze dovevano sopperire. Anziché potenziare poliziotti e carabinieri, il governo ha cercato finora due strade alternative. La prima è quella di mandare militari in città: ultimamente sono stati utilizzati anche a Palermo, per l’emergenza rifiuti, ma paradossalmente hanno avuto bisogno anche loro della scorta delle forze dell’ordine. La seconda è appunto il ricorso alle ronde private, che – oltre a porre una serie di problemi sul fronte dell’efficacia – non è comunque un’opzione a costo zero: alle varie associazioni finiranno comunque cento milioni di euro, sottratti, guarda un po’, al bilancio del Dipartimento pubblica sicurezza. In questo contesto, possiamo anche metterci a discutere della Guardia nazionale italiana di Gaetano Saya, dei suoi richiami al fascismo, del simbolo con l’aquila che ora verrà sostituito e dei saluti romani che spariranno per non perdere il finanziamento pubblico. Potremo discettare a lungo sul rischio di fascismo, tirare in ballo gli storici e tutto quello che vi pare. A me, personalmente, il dibattito non appassiona molto, perché non sono quattro nostalgici esaltati a mettermi paura: mi spaventa molto di più chi mette nelle loro mani la sicurezza delle nostre strade e magari li finanzia pure, con i soldi tolti alla polizia.

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8 risposte a “Ronda su ronda

  1. Non mi sbilancio sull’argomento, anche perchè l’ho già fatto, però, a me l’idea che ci siano in giro queste rondette nere non piace per niente. Per niente.

  2. mi addolora sempre di più il silenzio di chi capisce e non parla.

  3. Fabio Bartoli

    Noto per la prima volta il motto “Domine protege nos” e allibisco

  4. Mi perdoni ma questo post proprio non lo capisco.
    Per quale motivo le ronde nere non dovrebbero fare paura a fronte dei paurosi tagli ai danni delle forze di polizia? Dovrebbero, proprio per questo motivo, farle paura il doppio, perché si tratta del corollario della politica dei tagli e perché è anche il primo passo in direzione di una politicizzazione (di colore nero, ovviamente) del mantenimento dell'”ordine pubblico”.
    Sono due apsetti dello stesso problema, mi sembra chiaro.

  5. E se queste milizie, oltre ad essere nere, fossero anche “verdi”? M
    etti uno studente del sud fuori sede: beve una birra fuori da un locale, arriva una retata di questa polizia privata e lo riempie di botte.
    Poi magari si scusano o meglio ancora lo calunniano, dicendo che stava sfasciando il pub.
    Una roba da romanzo, dite? Perché qualcuno poteva immaginare quello che è successo a Genova al G8 (Bolzaneto etc.?) o pochi mesi prima a Napoli? Eppure quella era la Polizia pubblica, figuriamoci cosa potrebbe fare quella privata.

  6. manlio laurenti

    E’ un primo passo verso la politicizzazione dell’Ordine Pubblico,che diamine!Possibile che nemmeno un deputato del PD,cosi’ addentro ai misteri del Palazzo,non se ne renda conto?Berlusconi ha fatto un altro passo avanti verso la creazioe di quella dittatura fascista,che i cervelli piu’ attenti,le menti piu’ oculate hanno intuito sin da quando nel PD stesso si parla di “voto illegittimo”,quando la gente vota PDL,e si indica in Videla,anzi in Pinochet il modello Berlusconiano.Presto quelli che non la pensano come lui verranno gettati in mare da un elicottero,come ai tempi del golpe Argentino,non prima che gli aerei dellAviazione Berlusconiana abbiano bombardato il Quirinale per eliminare il Presidente:come fece Pinochet.E allora spaventiamoci il doppio,visto che Berlusconi vale la somma dei due dittatori sudamericani,ed accumuliamo quei sacchetti di sabbia davanti alle finestre gia’ ben visibili dai palazzi dove risiedono le redazioni dei giornali di Sinistra.

  7. Immigrati, meridionali, giovani “alternativi” giudicati troppo “zecche”, punk-a-bestia, omosessuali troppo vistosi… si salvi chi può!!! Se Napolitano stavolta non interviene sul serio c’è veramente da preoccuparsi.

  8. Perchè creare l’alternativa alla polizia, permettiamole di fare il suo lavoro. Anche a me fanno paura i gruppetti “fai da te” perchè la giustizia non si fa da sè.

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