Rientro difficile

Ogni rientro in Aula, dopo un appuntamento elettorale, ha i suoi rituali da bar dello sport dopo una giornata di campionato: occhi bassi di chi ha perso, euforia incontrollata di chi ha vinto, capannelli in Transatlantico in cui qualche cronista parlamentare cerca di mettere il naso. Capita pure di vedere qualcosa che i giornali non sapranno mai, tipo la solidarietà di alcuni colleghi di Centrodestra a Gino Nicolais: “Eri la faccia più spendibile, hai avuto molto coraggio e te ne va dato atto, ma la sconfitta era inevitabile e tu non c’entri niente”. Capita di vedere Gigi Cesaro nel Centro servizi della Camera, probabilmente per informarsi sulle dimissioni da deputato: sia lui che Gino le avevano annunciate, in caso di vittoria, e non ho motivi per pensare che il nuovo presidente della Provincia di Napoli non mantenga la promessa. Sul piano politico, la notizia è l’ennesima fiducia: come già annunciato dai giornali un mesetto fa, tra Lega e Pdl è avvenuto uno scambio di favori su due provvedimenti che non mettevano tutti d’accordo. La Lega teneva alle quote latte ma aveva più di una riserva sul giro di vite alle intercettazioni telefoniche, il Pdl voleva assolutamente che passasse il decreto intercettazioni ma era contrario alle quote latte: così, alla fine, si è deciso di farli passare entrambi, blindandoli con la fiducia per la paura di eventuali franchi tiratori da una parte o dall’altra. Gli allevatori furbetti hanno già avuto la loro parte a maggio; domani – quando si voterà la fiducia che il governo ha appena messo sulle intercettazioni – toccherà riscuotere al presidente del Consiglio, sulla pelle delle inchieste giudiziarie e di quelle giornalistiche. Pd, Italia dei Valori e Udc saranno compatti nel votare contro, e questa è già una notizia: sulla mozione Franceschini per il lodo Alfano, e la riduzione del numero di parlamentari che la maggioranza ha bocciato oggi pomeriggio, ci siamo infatti divisi, a testimonianza del fatto che sui temi concreti le differenze rimangono e le sommatorie algebriche di voti mostrano la corda. L’Udc, infatti, si è astenuta sulla nostra richiesta a Berlusconi di rinunciare al lodo Alfano, mentre ha votato a favore della parte in cui chiedevamo l’avvio delle riforme istituzionali; l’Italia dei valori, invece, ha fatto l’esatto contrario, votando sì alla rinuncia del lodo Alfano ed astenendosi sulla bozza Violante di riduzione dei parlamentari. Sulla maggioranza, infine, non spendo troppe parole: contrari a tutto, naturalmente, ogni volta con una scusa diversa. Il lodo Alfano, ha detto Italo Bocchino, serve a difendere la democrazia. Quanto alla bozza Violante, se ne può parlare ma alle loro condizioni, ossia prevedendo un aumento dei poteri del presidente del Consiglio. Nulla di nuovo sotto il sole.

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4 risposte a “Rientro difficile

  1. Enrico Di Roberti

    Si vede che Gino Nicolais è amato e ben voluto da tutti…
    Buon lavoro Andrea… vigila sempre per tutti noi!

  2. Giovanni Vitali

    Sai, Andrea, mi piacerebbe che le cose che dici qui (questo scambio di favori fra Lega e Pdl sulle quote latte e le intercettazioni) potessero sentirle tutti ai tg, e non solo chi riesce ad avere un’informazione più pluralista, com’è quella di internet. Durante quei servizi così risicati che durano trenta secondi e due parole in croce, vorrei sentire dire queste cose dai rappresentanti del Pd: che la maggioranza ha rifiutato di ritirare il lodo Alfano e ha bocciato la diminuzione dei parlamentari, che la famosa legge di iniziativa popolare è stata una battuta senza alcun seguito, che l’Idv non vi segue sulle riforme istituzionali, che l’Udc non è poi così contraria all’immunità per il premier. Vorrei che tutto questo lo sentisse anche chi non ha internet o non ha tempo di informarsi.

  3. Io sono arrabbiato per la mancata elezione di Rosaria Capacchione. Una personalità come la sua, se fosse stata conosciuta dagli elettori del Sud, sarebbe risultata prima eletta in maniera schiacciante, come Sassoli al centro, la Borsellino e Crocetta nelle isole e la Serracchiani a Nord-Est. Invece il PD locale ha cercato, nei fatti, di oscurarla, riuscendoci. E persino il contributo elettorale è arrivato in ritardo, così che Rosaria ha dovuto fare la campagna elettorale senza un euro.

    Oddio, la Capacchione magari poteva fare qualcosa di più … però il PD dove sostenerla, e non l’ha fatto. Sono errori che non vanno ripetuti, altrimenti al Sud continueremo a perdere … perchè gli elettori meridionali penseranno che PD e PDL attuano al Sud gli stessi metodi clientelari e correntizi ma, dato che il PDL è più bravo in questo, sceglieranno sempre il PDL.

  4. Certo che ci vuole uno stomaco forte nel rientrare in aula e sapere di dover ascoltare Bocchino che distribuisce perle di sapienza politica!

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