La campagna di indignazione

Seppure spalmati in 17 anni, 13 miliardi di euro sono una bella cifra. Miliardi, ho detto miliardi. Facendo i calcoli, sono circa 765 milioni di euro all’anno: per darvi un’idea, potrei ricordare che (stando a quanto dichiarò Tremonti) la social card ne costa al governo 450. 13 miliardi di euro sono molto più di quanto il governo spenderà, in tutta la legislatura, per l’abolizione dell’Ici. Sono l’equivalente di dieci ponti sullo Stretto, visto che lo stanziamento pubblico è stimato a 1 miliardo e 300 milioni. Ma il paragone più calzante è quello dei terremotati abruzzesi, visto che anche qui si parla di una spalmatura ventennale: i miliardi destinati dal governo alla ricostruzione (dovremmo dire promessi, e prima o poi parleremo anche di questo) sono 6 e mezzo, che rispetto a 13 è esattamente la metà. Bene, anzi, male: il Centrodestra – che oltre ad avere la maggioranza nel Parlamento l’ha anche nelle singole Commissioni – ha deciso di destinare 13 miliardi di euro all’acquisto di 131 cacciabombardieri che ci faranno stare al passo coi tempi: 131 aerei d’attacco capaci di portare anche ordigni atomici, completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Le Commissioni Difesa di Camera e Senato hanno dato il via libera, in queste settimane, al programma  pluriennale relativo all’acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter JSF, che prevede anche – spiega il sito Assopace –  “la realizzazione sul suolo nazionale, a Cameri (Novara), di un centro europeo di manutenzione, revisione, riparazione e modifica dei velivoli italiani ed olandesi: costo di 605,5 milioni di euro”. Racconta ancora il sito:

Nelle scorse settimane, prima del voto delle commissioni parlamentari, alcune associazioni avevano lanciato un grido di allarme, praticamente oscurato dai mass-media e dai gravissimi eventi dell’Abruzzo. «È paradossale – hanno scritto Giulio Marcon e Massimo Paolicelli della «Campagna Sbilanciamoci» – che si possano stanziare tutti questi soldi per un sistema d’arma che in molti dei paesi coinvolti viene valutato troppo costoso e molto discutibile dal punto di vista operativo. E incoerente con delle missioni di pace. Mentre il Governo non riesce a trovare le risorse necessarie per potenziare gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione, indennità di disoccupazione, ecc.) per chi perde il posto di lavoro, le varie “caste” del nostro paese escono intoccate, o solo sfiorate, dalla crisi: banchieri, manager, grandi imprese, le forze armate, ecc. Anche nella crisi si fanno delle scelte che invece di essere guidate dal perseguimento dell’interesse generale, si fanno orientare da interessi corporativi o legati a piccoli e grandi privilegi. Qui, la “sicurezza nazionale” o la “funzionalità delle nostre Forze Armate” non c’entra niente: è solo un gioco di interessi convergenti (business dell’industria bellica nazionale, autoconservazione corporativa delle Forze Armate, difesa di uno status internazionale peraltro assai dubbio, ecc.) a spingere il Governo e il Parlamento in una direzione completamente sbagliata. Quella del riarmo e dell’irresponsabilità sociale. La scelta che il Parlamento si appresta a fare, dando parere positivo alla prosecuzione del programma di costruzione dei 131 caccia bombardieri JSF, è un fatto di assoluta gravità. Più o meno ogni aereo vale l’equivalente di 400 asili nido o se si preferisce, vista l’attualità, l’indennità di disoccupazione (quella prevista dal Governo) per 80mila precari». 

È già partita una campagna di mobilitazione – o meglio, di indignazione – con la raccolta di firme. In sostanza, si scrive a tutte le istituzioni (parlamentari compresi: la lettera è arrivata anche a me, sulla casella di posta della Camera) e per conoscenza anche ai mass media, sperando che trovino uno spazio per dare la notizia tra un servizio sul cambio di stagione ed un’inchiesta sul ritorno del viola. Poche righe, che vi invito a firmare, per far sapere che questa decisione è “inammissibile e immorale”.  Da parte nostra, torneremo alla carica anche in Parlamento, attraverso una mozione – preparata dalla nostra Federica Mogherini – che mi vede naturalmente tra i proponenti. Nel frattempo, inondiamoli di firme.

Annunci

7 risposte a “La campagna di indignazione

  1. Vincenzo Iurillo

    Forse serviranno a trasportare gli ospiti di Berlusconi a Villa Certosa.

  2. Enrico Di Roberti

    Siamo tutti indignati con te!!!
    Diffondo subito la notizia!!!

  3. Angela Digennaro

    ogni giorno ci sono notizie,
    che ci indignano sempre più.
    Come questa.
    anch’io diffondo subito

  4. Sarò in controtendenza, ma a me la notizia appare molto meno scandalosa di quelle a cui il premier ci ha abituati.
    L’italia è un paese occidentale facente parte del G8 e della NATO. Non penso che un paese che pretende di passare per serio possa rinunciare all’aggiornamento delle proprie forze militari.
    Possiamo discutere sull’utilità di un esercito, dell’aviazione, o della loro gestione o magari di una spesa collettiva europea. Potremmo anche entrare nel merito dell’F35 come aereo, ma la questione non è questa. La situazione è che l’Italia ha un suo esercito ed una sua aviazione (nonchè una marina ovviamente) e tenerli aggiornati ritengo sia più che giusto. L’Italia sta partecipando in molte missioni militari all’estero. Mandare dei ragazzi in guerra con mezzi obsoleti è solo una ipocrisia: o non si fa, o se si fa lo si deve fare bene, perchè ci sono persone che rischiano la vita, e <> la devono rischiare solo per questioni politiche ed economiche, mandarli in quelle situazioni con mezzi vecchi a causa di altre questioni politiche interne a me appare vergognoso. In quanto al fatto che questi aerei possano caricare armi nucleari: questo mi sembra normale per qualsiasi cacciabombardiere moderno, non stiamo certo parlando di carri di carnevale.
    Insomma, se dobbiamo indignarci io penso ci siano molte voci di spesa e sprechi ben più gravi, o meglio, non opinabili su base ideologica, ma veramente uno schiaffo a quanti sono in difficoltà. Ricordo che il referendum non accorpato costerà quasi 200 milioni di euro,e , per fare un confronto, i fondi per la ricerca di base dati dal Ministero per quest’anno ammontano a 50 milioni…….
    Non prendetemi per guerrafondaio perchè non lo sono, penso semplicemente che ci sono spese anche di grande entità che un paese serio deve sostenere a meno di non voler cambiare la sua posizione internazionale. Per indignarci abbiamo molte, ma molte, altre occasioni, purtroppo.

  5. manlio laurenti

    Il JOINT STRIKE FIGHTER F35 è il frutto delle piu’ formidabili tecniche innovative nel campo dell’Avionica, dell’Elettronica Digitale,dell’Aeronautica.E’ un aereo totalmente invisibile ai radar(la sua traccia ha le dimensioni di quella di una pallina da golf)e l’acquisto di 131 di questi aerei,alcuni dei quali nella versione CTOL imbarcata,unito ai 96 EUROFIGHTER,fara’ dell’Aeronautica Italiana la piu’ potente dell’Europa Continentale:con immense conseguenze a favore dell’Italia sul piano politico,militare e strategico.Non è assurdo sostenere che la portaerei CAVOUR avra’,grazie a questo strumento formidabile,una forza d’attacco paragonabile a quella delle attuali portaerei americane.Il JSF ,che sara’ prodotto anche in Italia,generera’ inoltre oltre 600 posti di lavoro di altissima professionalita’,e permettera’ al nostro Paese di mantenere una posizione di avanguardia nell’Elettronica e nell’Aeronautica a livello mondiale.Le ricadute saranno anche inportantissime sul piano civile,in particolare sull’Elettronica Medica. Naturalmente,a commento di tutto cio’, Assopace usa le virgolette,quando parla di SICUREZZA NAZIONALE, e ricorre al vecchio trucco mistificatorio del BENALTRISMO.C’è stato il terremoto,percio’ rinunciamo alll’F35.C’è la crisi economica:perchè non rinunciare alle Forze Armate?Ci sono i bambini che muoiono in Africa,perchè non rinunciare alla frutta?Ci sono gli Indios dell’Amazzonia,perchè non rinunciare al secondo?C’è anche che siamo nel 2009,e dopo 100 anni di sinistra radicale,massimalista e pacifista a senso unico,sarebbe ora che la nostra politica diventasse adulta.

  6. Che spreco di soldi pubblici…

  7. Salve. Senza addentrarmi nel merito tecnico o nella necessita’ militare del controverso JSF, a completamento di quanto scritto dall’On. Sarubbi faccio notare che l’adesione italiana al programma e’ stata iniziata negli anni 90 dall’allora governo D’Alema, proseguita (o quantomeno mai seriamente messa in discussione) sotto gli esecutivi Berlusconi e Prodi, quindi nuovamente confermata e sottoscritta sotto il governo Prodi dall’allora sottosegretario alla difesa Forcieri (che ha firmato nel 2007 a Washington un accordo di produzione e supporto logistico con la controparte USA). Ci sono tanti, troppi motivi per indignarsi per l’operato di questo governo di centrodestra “che oltre ad avere la maggioranza nel Parlamento l’ha anche nelle singole Commissioni”, ma su questo tema particolare il centrosinistra condivide delle responsabilita’, buone o cattive che siano, ed e’ bene esserne consapevoli. Cio’ detto, il dibattito pubblico sull’opportunita’ di proseguire un cammino che l’Italia ha intrapreso non ieri ma ma circa 15 anni fa, e’ benvenuto e necessario, ma appare tardivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...