Alla periferia dell’impero

Si vota anche qui, alla periferia dell’impero, dove sto passando le ultime ore di campagna elettorale prima di tornare a Roma. Qui, lontano dall’informazione di regime, continuano ad accadere cose strane: il nostro sindaco di Portici, poco gradito alla camorra, ha ricevuto ieri una pallottola in una busta chiusa, per ricordargli – come diceva Savonarola a Troisi e Benigni – che deve morire. I nostri attacchini, partiti ieri sera per mettere tremila manifesti in tutta la provincia di Napoli, hanno lavorato invano, perché stamattina la faccia di Gino Nicolais non c’era più: era ricoperta, dovunque, da quella di Gigi Cesaro, candidato del Pdl, che di manifesti ne ha attaccati (in una sola notte) 30 mila. È lo stesso Cesaro che, in tutta la campagna elettorale, non ha mai accettato un confronto pubblico con Nicolais, così come del resto Berlusconi non ha mai voluto un faccia a faccia con Franceschini. A proposito: sempre qui – alla periferia dell’impero, lontano dall’informazione di regime eccetera eccetera – il presidente del Consiglio non si è mai visto in campagna elettorale, dopo una certa apparizione notturna  in quel di Casoria di cui forse vi sarà giunta notizia. Cesaro, candidato Pdl alla Provincia di Napoli, sui manifesti non ha messo la sua faccia; ha evitato il più possibile di aprire bocca in pubblico, perché quando lo ha fatto è finito su youtube a causa dei suoi problemi con l’italiano; eppure, gli ultimi sondaggi legali lo davano addirittura eletto al primo turno, senza bisogno di ballottaggio. Nel Pd, come al solito, c’è chi rema contro, ma onestamente non vedo quell’aria di smobilitazione di cui il premier parla in tv: nei miei viaggi avventurosi di questo ultimo periodo – a proposito: ieri si è sfasciata la macchina in autostrada tra Bari e Foggia – ho visto invece un partito molto vivo e molto giovane, pieno di amministratori locali in gamba e di una classe dirigente in erba che ha solo bisogno di spazio per sbocciare. Non ho visto, nel contatto frequente con la base, quelle spaccature interne che ci hanno fatto passare alla storia. Non ho visto rassegnazione, non ho visto trame sotterranee, anche se qualcuno con la valigia si trova sempre: tanto per restare a Napoli, per esempio, ci sono diversi fuoriusciti dal Pd che De Mita (alleato di Cesaro) ha comprato con la promessa di un assessorato in Provincia. Il resto è la cronaca di sempre: come i racconti di voti comprati prima a 50 euro e poi a 30, perché l’avvicinarsi della vittoria faceva perdere valore al prodotto, ma finché mancano le prove si rimane nel campo delle leggende metropolitane. Domani si vota anche per le Europee, ma qui, alla periferia dell’impero, l’Europa sembra proprio un altro mondo.

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4 risposte a “Alla periferia dell’impero

  1. ah ecco perchè ha lasciato che il testimonial per il suo spot elettorale fosse maria mazza, lei almeno sà parlare in italiano, ha la dizione giusta e non ultimo è foc…ops…facoltosa….

  2. ah dimenticavo di dirti che l’atto intimidatorio mandato a Cuomo, faceva riferimento anche a Don Tonino Palmese…..

  3. @ Stefania: ho chiamato don Tonino per manifestargli solidarietà, ma ero più preoccupato io di lui… 😉

  4. meglio così! io penso di incontrarlo domani a messa ai salesiani di portici.

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