Quelli che boh

Premetto di non nutrire grande trasporto per il soggetto in questione: tempo fa, ritrovandomelo tra le “Persone che potresti conoscere” di Facebook, andai sul suo profilo per scoprire che il suo orientamento politico era “boh”. Ci sono tornato or ora, per controllare: è ancora “boh”. Come milioni di italiani, in difficoltà di fronte alla scelta fra “un Berlusconi sempre più fastidiosamente sopra le righe” e un Franceschini “che lo rincorre senza strategia e proposte”, sabato e domenica prossimi Claudio Velardi, l’assessore regionale al Turismo della Campania, andrà al mare anziché votare per le Europee. Ce l’ha pure con le Provinciali, perché “raramente ho visto un confronto così povero, candidati e liste tanto mediocri”, e conclude che tra il professor Gino Nicolais e l’affarista Luigi Cesaro “la scelta sarebbe la stessa”. Io credo seriamente – o per lo meno me lo auguro, diciamo così – che Velardi non sappia di cosa stia parlando; che non abbia dato un’occhiata ai nomi in lista, che non si sia informato sul curriculum di un candidato e dell’altro, che non abbia letto l’articolo di Umberto De Gregorio sull’inserto napoletano di Repubblica, intitolato “Il coraggio di Nicolais non merita l’astensione”. “Chi non vota – vi si legge – non ha il diritto di voltare la faccia dall’altro lato. (…) Se è vero che la sinistra in Campania non è cambiata abbastanza, è anche vero che non votare Nicolais vuol dire impedire che questo processo di cambiamento avvenga (…) Certo, Nicolais ha avuto coraggio, e rischia molto. Ebbene, a chi sceglie di avere coraggio per invertire la rotta del centrosinistra in Campania, che cosa rispondono i tanti napoletani di sinistra che chiedono da anni più pulizia e rinnovamento? Si lavano le mani e professano l’astensionismo come rimedio per la purificazione. Ma dove ci sono maggiori garanzie di discontinuità rispetto a un sistema di potere fondato ritenuto incancrenito? Con Nicolais oppure con Cesaro e i suoi luogotenenti Mastella e De Mita?”. Un ragionamento analogo (non a quello di Velardi, per fortuna, ma a quello di Repubblica) lo fa oggi Romano Prodi, su scala europea: “Non è tempo né di astensioni né di sofisticate distinzioni”, scrive nel suo sito, ma piuttosto occorre “dimostrare che l’Italia può essere diversa, che ha profonde radici etiche e che è ancora capace di contribuire alla crescita democratica di una nuova Europa”. Per questo motivo, ribadisce che “il Partito democratico, pur nel suo non facile cammino, è l’unica concreta risposta”. Sia Prodi che Velardi tengono a precisare, nei loro messaggi, di non avere nessuna aspirazione personale nei confronti della politica. Su Prodi ci metterei la mano sul fuoco, anche perché ha rifiutato diverse offerte; su Velardi aspetto il prossimo giro di consulenze e poi vi saprò dire.

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5 risposte a “Quelli che boh

  1. Vincenzo Iurillo

    Sei stato perfetto. Peccato che nel Pd persone come te siano una sparuta minoranza, altrimenti questo partito potrebbe davvero cambiare il Paese.

  2. giuseppe batella

    Ahhh pero …….. sembra quasi di leggere un manifesto elettorale del pdl …. di qualche tempo fa …….. .. quando invitava ad andare al mare invece di votare .. nn ricordo quale referendum
    .Questi personaggi dovrebbere avere il coraggio di dimettersi subito se eletti ….. insieme ai capibastone che li hanno presentati anzi sarebbe meglio se nn si presentassero x niente ….
    Con certa gente …. povero PD e povera Italia
    Se fossero tutti come te …….. il Psico nano sarebbe sparito dalla scena da una decina di amnni
    Grande Andrea

  3. @ giuseppe batella: il manifesto (finto) è un invito all’astensione che girava su internet l’anno scorso, sfottendo il Pd… e tutti ricordiamo come è andata a finire! Il povero Walter non c’entra nulla: è solo che, quest’anno, non ne hanno ancora preparati con Dario: ci penserà Velardi, probabilmente.

  4. Nicolais mediocre? Io direi che oltre all’orientamento politico ‘confuso’ Velardi ha qualcos’altro confuso …

  5. In effetti, ricollegandoci al post che si trova in collegamento, se ha poca voglia di votare e il PD è così deludente perchè non cambia mestiere? Magari troverà qualcosa che lo aggraderà di più…
    Grazie invece a Prodi per l’appello di oggi! Ce ne vorrebbero altri di Prodi e Sarubbi in Parlamento: la democrazia ne guadagnerebbe!

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