Europei, da sempre

Mi ricordo la prima riunione di noi parlamentari Pd con Veltroni, alla vigilia della seduta inaugurale di questa legislatura: era il 28 aprile 2008, nella Sala delle Colonne di Palazzo Marini, e Walter ci fece un quadro sugli appuntamenti futuri, prima di un possibile congresso. “Poi ci sono le Europee – disse – e vedrete che il Centrodestra spingerà sull’antieuropeismo, dicendo che l’euro è stato la causa di tutti i nostri mali”: ci aveva preso, perché Pdl e Lega stanno puntando proprio sull’orgoglio di patria (italiana o padana, a seconda dei casi) nei confronti di un’Europa minacciosa. Bossi è più esplicito, Berlusconi più sottile: votatemi, dice, e noi del Pdl saremo i più influenti nel Ppe, che a sua volta determina le politiche dell’Unione, dunque porteremo la politica europea sui binari più favorevoli all’Italia. Il Pd, invece, corre su un altro terreno: l’Europa, per noi, non è una minaccia, e neppure una scommessa, ma una conquista della storia che non va misurata con il metro degli interessi nazionali. La mia generazione è quella dell’Erasmus (io l’ho fatto a Londra, alla London school of economics), dei corsi di lingua all’estero, dell’Interrail… e per i cristiani anche degli incontri di Taizé: come disse Dario Franceschini alla presentazione del nostro programma elettorale, “tra i ragazzi la dimensione è ‘Noi siamo europei’ e non italiani o francesi. Tra i giovani c’è un’identità che è già più avanti”. Detto questo, cerco di riassumervi brevemente i nostri dieci punti per le Europee, che trovate integralmente qui. Il primo riguarda l’economia: per uscire dalla crisi servono politiche coordinate e non trovate estemporanee di questo o quello Stato membro, quindi occorre che la Commissione adotti un Dpef (che ancora non c’è!), che si investa in chiave anticiclica su infrastrutture e ricerca (anche allentando i vincoli del Patto di stabilità), che le banche siano controllate a livello comunitario, che i compensi dei dirigenti vengano calmierati, che si emettano titoli del debito pubblico europei anche per finanziare la ricerca. Sull’occupazione, chiediamo ammortizzatori sociali comuni, reddito minimo, sostegni ai bassi salari, aiuti più seri alle imprese che stanno soffrendo di fronte alla concorrenza spietata dei Paesi emergenti. Poi c’è l’ambiente: la nostra proposta è quella di uscire rapidamente dall’era Bush, imboccando una volta per tutte la strada della green economy tracciata da Obama. Il quarto punto riguarda i giovani e mi sta molto a cuore, perché rende l’Erasmus obbligatorio in tutte le università e lo estende anche al di fuori del mondo studentesco: ai funzionari, agli insegnanti, agli imprenditori, allo stesso Servizio civile. Quinto punto, le donne: la proposta del Pd è quella di “promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere, in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica”. Sulla finanza, chiediamo che l’Ue abbia una voce unica – o per lo meno che la abbiano i Paesi aderenti all’euro, se vogliono essere ascoltati in seno alla Banca mondiale o allo stesso G8 – e che riprenda vigore il Wto, visto che l’unica soluzione possibile per non lasciare il commercio mondiale nelle mani di Usa e Cina è quella degli accordi multilaterali. Sull’agricoltura, cavallo di battaglia della Lega, noi rilanciamo: la nostra concorrenza con gli altri Paesi non può essere solo una questione di quote, ma dobbiamo puntare sulla nostra qualità, valorizzandola ancora di più e proponendoci come porta dell’offerta alimentare mediterranea. Ottavo punto, l’immigrazione: chiediamo all’Europa un ruolo più attivo nella lotta al traffico di esseri umani ed al lavoro nero, così come un aiuto agli Stati membri (dunque anche all’Italia) nel controllo delle frontiere esterne dell’Unione, ma parallelamente chiediamo una politica comune sia sull’integrazione che sull’asilo, perché agli immigrati vengano riconosciuti i propri diritti. Per quanto riguarda la sicurezza, difendiamo Schengen e non intendiamo tornare indietro, ma vogliamo una maggiore cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia; pensiamo ad un rafforzamento dell’Europol, fino a farla diventare una vera polizia europea, e ad una collaborazione tra i servizi segreti di tutti i Paesi membri per combattere il terrorismo. Ultimo punto, il ruolo internazionale dell’Ue, che “deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti”, attraverso una politica di difesa comune ed un impegno crescente “per sradicare la povertà nei Paesi in via di sviluppo”, a cominciare dal rispetto degli Obiettivi del millennio in materia di cooperazione internazionale. Forza, ora ripetetemi che il Pd non ha proposte.

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4 risposte a “Europei, da sempre

  1. Questo è parlar chiaro. Andrebbe ribadito ogni punto,uno alla volta, quando nel dibattito varie dichiarazioni sembrano fatte solo per confondere le idee. Mi piace ribadire il nostro europeismo che scaturisce per molti dall’esperienza dei gruppi di Taizé e da altre esperienze giovanili vissute in tempi duri ma forse meno condizionati di quelli attuali.

  2. davvero interessanti questi punti,in particolar modo quelli su ambiente,occupazione e ovviamente giovani.invece di sterili polemiche,perchè non aver presentato queste proposte da subito in lungo e in largo per il paese???

  3. Nelle trasmissioni radio affermano, anche fior di giornalisti che il PD non ha nulla da proporre e che è allo sfascio. Si difende con tenacia Berlusconi come vittima della sinistra. Per favore fate conoscere i punti del programma a tutti. Non riesco ad avere l’elenco dei candidati del PD nel Nord Ovest. E’ possibile averlo al mio indirizzo di posta? Grazie!

  4. che dire ai catastrofisti come Pansa, Ostellino, Galli della Loggia, Panebianco??? Purtroppo si creato anche un clima di pessimismo cosmico che sta lentamente risucchiando il PD…

    La speranza si chiama: congresso. Sperando che in quella sede tutti i nodi vengano al pettine, si discuta alla luce del sole e, soprattutto, le varie “anime” convergano a sostegno di un leader forte. Senza strani “sotterfugi” dalemiani…

    A volte mi domando perché certe “voce critiche”, provenienti o comunque appartenenti un tempo al mondo della sinistra (e adesso prontissimi a farsi strumentalizzare dalla parte politica contrapposta) non ci siano a destra. Un omologazione culturale incredibile…

    Del resto, se il collante del centro-sinistra è stato l’antiberlusconismo, il collante del centro-destra è, specularmente, il berlusconismo. E un domani le divisioni si paleseranno agli occhi degli italiani, e non solo nelle aule parlamentari (come il buon Andrea ci racconta, nonostante non mi informi delle sue visite romagnole…).

    Auguri! E cerchiamo di resistere

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