La nostra gente

 

 

 

 

 

 

 

 A due settimane dalle elezioni, ho perso ufficialmente il controllo del mio tempo: venerdì Rutelli, oggi Realacci, domani Castagnetti. Fino a martedì, quando si tornerà in Aula, mi sono trasferito nel collegio: il che avrà pure i suoi vantaggi, tipo un bagnetto a Capri fra un incontro e l’altro, ma i chilometri da fare sono troppi e le ore libere troppo poche. Certo, se avessi un aereo di Stato come papi, per andare a Casoria quando serve, sarebbe tutto più facile, ma non farei incontri come quello che mi è appena capitato sull’autobus. Non mi ricordo come sia venuto fuori il discorso, ma un docente universitario seduto accanto a me mi ha spiegato il segreto di Federico II per fare grande il Sud: togliere di mezzo i pirati, che ostacolavano il libero commercio nel Mediterraneo, ed i baroni, che tenevano schiacciata la popolazione. Criminalità organizzata e politica clientelare, ho tradotto io, ed il professore annuiva, sostenendo che da Federico II in poi il Sud è morto. Poi il discorso si è spostato sul rapporto tra questo governo ed il Mezzogiorno, reso problematico dall’influenza della Lega, e gli ho spiegato che in Aula, quando i leghisti parlano di “difendere la nostra gente”, hanno effettivamente in testa un pezzo solo dell’Italia, come se davvero esistesse – quando si governa un Paese – un nostro e un vostro, un nostro e un non nostro. Se il professore non fosse sceso, gli avrei raccontato molti aneddoti in proposito, che voi conoscete bene: dalle quote latte che premiano i furbetti della mangiatoia agli emendamenti sulla caccia, dallo scippo dei fondi comunitari al silenzio assordante sugli stabilimenti Fiat di Pomigliano d’Arco, passando per il caso irrisolto dell’Atitech di Capodichino. Al di là della polemica politica, il disinteresse dell’attuale Centrodestra per il sud è un dato oggettivo e preoccupante: per questo motivo, Adriana Poli Bortone (coordinatrice regionale di An) ha lasciato il Pdl ed è passata all’Udc, mentre lo stesso Mpa è arrivato a non votare alcuni decreti scritti sotto la dettatura della Lega. E noi? Noi sul Sud abbiamo le idee chiarissime, per carità: sono i voti che ci mancano, ma a parte questo tutto bene, grazie.

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3 risposte a “La nostra gente

  1. Se la politica fosse davvero intesa come “servizio” per il bene della colletività e non salvaguardia dei propri interessi personali…si potrebbe fare tanto e tante idee nascerebbero anche da incontri e chiacchierate come quella che hai fatto tu…historia docet…certi meccanismi esistevano già millenni fa…concordo con il collega…

  2. […] Noi sul Sud abbiamo le idee chiarissime, per carità: sono i voti che ci mancano, ma a parte questo tutto bene, grazie. […]
    Io donna del Sud, orgogliosamente pugliese ma senza altre pretese (tho’ fa pure rima) faccio politica ogni giorni commentando i vari quotidiani sul web. Ho scoperto il tuo sito sul Messaggero e la mia modesta opinione è che dovresti commentare di più, lo so, il tempo è tiranno, ma le campe elettorali con annessi comizi non tirano più …..
    Buona fortuna!

  3. Noi sul Sud abbiamo le idee chiarissime…è questo che ci preoccupa! I soliti trasferimenti a pioggia di denaro dei contribuenti? Ancora assunzioni pletoriche nel pubblico impiego? Sapete qual è la percentuale di pubblici dipendenti sulla popolazione residente nelle regioni meridionali? Avete letto la notizia di oggi sulle verifiche (e revoche) delle pensioni di invalidità nel Mezzogiorno?
    E’ ora di finirla con i trasferimenti palesi e occulti di denaro pubblico che finiscono solo in circuiti controllati dalla politica locale e alimentano il voto di scambio (con il quale la classe dirigente locale del PD è ampiamente compromessa).
    Il Mezzogiorno cammini con le proprie gambe.

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