Il funerale

Quando le lucine del tuo gruppo si accendono sul tabellone, l’ho detto più di una volta, ci vuole stomaco per votare in dissenso. Ed i nostri colleghi della maggioranza, che trovano il coraggio quando sono protetti dal voto segreto, oggi non lo hanno avuto. Né sul voto finale al ddl sicurezza, né sui tanti ordini del giorno che abbiamo votato per cercare di attutire i danni provocati da questa legge che – lo ripeterò fino alla noia e vi prego di scusarmi – la fiducia posta dal governo non ci ha permesso di modificare in nulla. Su uno, in particolare, ci siamo scontrati duramente: quello che cercava di limitare i danni sui neonati e sulle loro madri non in regola con il permesso di soggiorno, garantendo loro un salvacondotto di un anno. Abbiamo chiesto il voto segreto, ma ci è stato negato per motivi procedurali e così siamo andati alla solita conta, dall’esito scontato: 253 no, 232 sì, la Camera respinge. È passato, invece, un mio ordine del giorno sui corsi di lingua agli immigrati, ma ve ne parlerò prossimamente: oggi, purtroppo, c’è da raccontare il funerale della pietas, che gli antichi romani avevano piantato nel nostro giardino e che i nuovi barbari hanno spazzato via. La pietas, cito wikipedia, è il sentimento che induce l’uomo ad amare e rispettare il prossimo: chiunque esso sia. Basta la pietas per governare uno Stato? Evidentemente no. Ma si può governare senza pietas? Fino a stamattina pensavo di no, almeno in Italia: pensavo, cioè, che le spinte xenofobe e populiste sarebbero state sempre controllate e lasciate alla propaganda politica, ma tenute lontane dalle leggi. Scopro invece che è accaduto il contrario: per paura di perdere voti alle Europee, il Pdl fa suoi i contenuti della Lega (vi siete chiesti il perché dell’uscita berlusconiana sull’Italia non multietnica, proprio ora?) e li fa diventare legge. Anche oggi, come ieri, vi invito a leggere sul sito della Camera il resoconto stenografico: in particolare, le dichiarazioni di voto finali, che valgono più di cento dibattiti. Di Pietro ci è andato pesante sull’antiberlusconismo, attingendo al repertorio classico delle leggi ad personam e paragonando il premier a Mussolini; poi ha criticato il reato di immigrazione clandestina, il taglio di fondi alle forze dell’ordine, le ronde che finiranno nelle mani della criminalità organizzata, i respingimenti, l’assimilazione tra immigrati e criminali. Casini ha messo l’accento sulle divisioni nella maggioranza, emerse nel voto segreto, e sull’esproprio del Parlamento; poi ha bollato il ddl sicurezza come “molta propaganda e poca sostanza”. Duro anche lui sulle ronde, che non sono la soluzione ma “uno stato d’animo che viene regolamentato”, sui tagli alle forze di polizia, sul reato di immigrazione clandestina e sul freno all’integrazione. Frase clou: “uno Stato non deve essere buono né cattivo, deve essere giusto”. Cota ha accusato l’opposizione di demagogia (l’opposizione!) ed ha detto che questa legge rappresenta il compimento di una promessa: la promessa di dare più sicurezza all’Italia. Da fine giurista qual è, ha difeso il reato di immigrazione clandestina ed ha detto di confidare nell’effetto deterrenza; ha spiegato l’importanza di lasciare gli immigrati fino a 18 mesi (credo fosse un lapsus) negli ex Cpt; ha lodato le ronde; ha riconosciuto soprattutto al Pdl di aver mantenuto la parola nei confronti della Lega. Dario Franceschini ha ricordato i 3 miliardi e mezzo di euro tagliati al comparto sicurezza, le proteste dei sindacati di polizia e le volanti senza benzina, l’assenza dei tanto sbandierati poliziotti di quartiere, la demagogia delle ronde che ricordano tanto le camicie nere. Il Pd, ha detto, è disposto a combattere con tutta la durezza necessaria tutto ciò di criminale che c’è attorno all’immigrazione clandestina, ma ha accusato il governo di avere trasformato i barconi in spot elettorali, ricordando che i respingimenti devono essere individuali (non collettivi) ed avvenire nel rispetto dei diritti umani. “Non avete ascoltato le associazioni che si occupano di rifugiati. Non avete ascoltato i vescovi italiani, voi che vi siete sempre mostrati così ipocritamente devoti”, e qui l’applauso l’ho fatto partire io. Ha parlato del reato di clandestinità, del divieto dei matrimoni e di iscrizione all’anagrafe: e qui Maroni ci ha mandato palesemente a quel paese, ricevendo un richiamo pubblico dalla presidente Bindi. Poi la chiusura: “Voi continuate a seguire i sondaggi, noi non commetteremo l’errore compiuto da quei moderati che, in altri periodi della storia, hanno voltato la testa”. Infine, il discorso di Cicchitto, che si commenta da solo: “la nostra non è un’operazione propagandistica, noi abbiamo avuto la maggioranza per difendere la sicurezza dei poveri e della classe operaia del nord” (sì, ha detto proprio così). Ha accusato i nostri tagli alla sicurezza nel 2004, dimenticando che nel 2004 al governo c’erano loro. Ha ribadito l’unione tra Pdl e Lega, dimenticando che le ronde e la permanenza negli ex Cpt erano state bocciate dalla stessa maggioranza, e contemporaneamente ha fatto una carezza a Casini (“il suo è stato un intervento costruttivo”), perché le amministrative si avvicinano. Ha respinto le accuse di collusione con la mafia, citando l’amicizia con Falcone e Borsellino. Ha citato l’esempio di Spagna e Francia, che non hanno mai coinvolto l’Italia nelle politiche sulla sicurezza per colpa di Rifondazione. Ci ha attaccato (strumentalmente, ma è difficile dargli torto) su quel respingimento di albanesi che nel 1997 causò un centinaio di morti nell’Adriatico. Grandi applausi, poi il voto: con 297 sì e 255 no, la Camera approva. Lega in festa, Berlusconi si congratula con Maroni e viceversa. Il funerale della pietas si chiude così.

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10 risposte a “Il funerale

  1. Fabio Bartoli

    “così finisce la democrazia, tra scroscianti applausi” (cito a memoria da Guerre Stellari)

  2. Egoisti e buffoni. Fanno pietà, altro che pietas. Quella non sanno neanche dove stia di casa.

  3. La citazione di Fabio Bartoli è il miglior commento possibile.

  4. manlio laurenti

    DAL 2005 AL 2009 L’EUROPA HA RESPINTO ALLE FRONTIERE MARITTIME,TERRESTRI ED AEREE 150MILA PERSONE E NESSUNO HA TROVATO DA RIDIRE…LA SPAGNA GLI SPARA ADDOSSO E NESSUNO APRE BOCCA…MA SE L’ITALIA RESPINGE I BARCONI ECCO CHE LE SALTANO IN TESTA LA UE,L’ONU,LA CHIESA ED IL PD CON UNA EDIFICANTE LEZIONE DI DEMOCRAZIA..”.E’ UNA QUESTIONE DI UMANITA’…”SI GIUSTIFICA PERSINO IL RACKET ILLEGALE…I SOLITI MORALISTI TROVERANNO SCANDALOSO CHE NON TUTTI I 2 MILIARDI DI IMMIGRANTI CHE SI RIVERSERANNO SULLO STIVALE VENGANO ALLOGGIATI IN HOTEL A 4 STELLE…Non occorre essere “LA PADANIA”per scrivere queste cose:basta un giornale di Sinistra.Non occorre essere di Centrodestra per scrivere queste cose:si puo’ benissimo professarsi di Sinistra.Non occorre essere Italiani per scrivere queste cose,chi le scrive è un Francese che abita a Nizza,DRAGOR ,sul suo Blog ne LA STAMPA.

  5. Con il passaggio al Senato, che non migliorerà nulla, il ddl diventa legge. Ma il presidente Napolitano, che oggi ha fatto un richiamo tanto chiaro, si sentirà di firmarla o la respingerà come ha fatto Ciampi con la legge Gasparri? E’ possibile o è solo un’ultima speranza?

  6. Fabio Bartoli

    Al sig laurenti vorrrei far notare che il respingimento degli immigrati è cosa assai diversa dal fatto di aver posto la fiducia su un ddl che lentamente, tra mille peripezie, stava migliorando, impedendo un dibattito politico, vanificando la procedura parlamentare che domanda il voto segreto quando si tratta di materia di persone, ed infine mettendo la museruola ad una fetta non piccola della stessa maggioranza di governo.

    Per quanto attiene i respingimenti nessuno è a favore di un ingresso incondizionato, ma il diritto dell’Italia di respingere va composto con il diritto dei rifugiati ad avere asilo politico, diritto, badi bene, non benevola concessione dell’Italia.
    Naturalmente come sempre accade quando si deve comporre due diritti contrastanti la soluzione può non essere facile, ma certamente non la si trova con queste prove muscolari ed elettoralistiche.

  7. Fabio Bartoli

    mi scuso con il sig Laurenti per il post precedente, avevo letto di fretta ed equivocato

  8. antonio Barzagli

    A noi italiani piace purtroppo piacerrà sempre lanciare il sasso e nascondere la mano, e ha fatto molto bene Franceschini ha ricordare che cosa accadde quando anche 60 anni fa gli italiani nascosero la mano. Il punto è che contrariamente a chi sostiene che tutti i politici sono uguali noi crediamo ancora che la differenza sostanziale fra controllo dell’ immigrazione e deportazione sia ancora un argomento che fa la differenza. Hanno lavorato con il pressappochismo con la facezia mediatica con l’annullamento della conoscenza e il risultato è una deriva fascista, stiamo correndo verso questo non è forse chiaro?

  9. Bè caro don Fabio , il diritto d’asilo non si può controllare in mare in acque libiche o internazionali, i respingimenti sono inevitabili se si trovano in quelle acque e non in acque italiane dove vengono accompagnati nei C.I.E. …..Caro Barzagli Prima di parlare di deportazioni e di fascismi pensi alla grammatica e all’ortografia….. Grazie ….. Ora vado che ho da studiare fino a fine giugno e tolgo il disturbo, saluti a Sarubbi e condoglianze al PD !
    p.s. Non sò cosa abbiano in comune persone come Bonino-Binetti o Bindi-Concia …… Tutti eletti nel PD eh 😉

  10. manlio laurenti

    E’ fin troppo chiaro che in Italia esiste una deriva fascista:stamattina ho incrociato un centinaio di reduci dal Montegrappa i quali,armati fino ai denti,si recavano verso Montecitorio.D’altronde Turati non cessa le sue provocazioni,ed ha appena affermato in Parlamento che non c’è da confondersi:l’obiettivo del Partito Socialista è la trasformazione della societa’ in senso Sovietico.Mentre Bordiga l’ha accusato di fare solo chiacchiere borghesi.Di Pietro sta tentando di mediare.A don Bartoli vorrei chiedere:premesso che a nessuno viene in mente di allontanare a cuor leggero questi poveretti,come si fa a condurre a termine le pratiche atte a distinguere i rifugiati Somali dalle prostiute Nigeriane e dai loro papponi,se costoro arrivano in Italia a centinaia per volta,tutti i giorni?Lo potremmo fare,forse,se non avessimo da tenere a bada i comunitari,oltre ai clandestini.

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