Il mercato della paura

Tre fiducie in un giorno, ognuna su un pezzo del ddl sicurezza: è stata forse la giornata più triste dall’inizio della legislatura, e la vignetta di Famiglia cristiana la racconta benissimo. Un giorno triste innanzitutto perché, mai come oggi, la formula “Parlamento sovrano” mi è apparsa vuota, quasi beffarda: le norme respinte un mese fa dalla Camera, a scrutinio segreto, sono rientrate stamattina dalla finestra, blindate nella fiducia. E “si pone la fiducia – ha ricordato Marco Minniti, nel nostro primo intervento della giornata – perché si ha paura che la maggioranza di questo Parlamento possa esprimersi liberamente”. Poi, perché la norma che ci troviamo davanti è il punto più basso toccato finora dalla maggioranza di Centrodestra, peggio ancora del lodo Alfano. Si promette sicurezza e si risponde con le ronde; si promette lotta all’immigrazione illegale e si risponde con il divieto di registrare neonati. Non è questione di essere buonisti, davvero. Sono buonista se denuncio che alle forze di polizia il governo ha tagliato i soldi per le missioni, per il funzionamento degli autoveicoli e per l’armamento? Sono buonista se non riesco a capire cosa c’entri una baby sitter con uno stupratore? Sono buonista se credo che l’impossibilità per una badante irregolare di mandare soldi a casa attraverso il money transfer non sia una risposta seria ai problemi di sicurezza, ma al contrario ne crei degli altri, come il fiorire di un mercato nero delle rimesse, presumibilmente nelle mani della criminalità organizzata? Vi invito a leggere il resoconto parlamentare di oggi, a diffonderlo, a far uscire il dibattito dal cul de sac della propaganda. Nel mio piccolo, mi limito a citarvi due passaggi che ho particolarmente apprezzato.

MARCO MINNITI. Il reato di immigrazione clandestina, l’impossibilità dei ricongiungimenti familiari, l’impossibilità di riconoscere i figli, la tassa sul permesso di soggiorno: si tratta di un agghiacciante sonno della ragione, signor Presidente, un agghiacciante sonno della ragione di cui dovremmo farci carico in questo Parlamento, sapendo che queste cose non sono un problema per i clandestini criminali, sono un problema per le persone che vogliono integrarsi. Non c’entra nulla la lotta contro la clandestinità (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). La verità è che questo non è un disegno di legge contro la clandestinità, è un disegno di legge per rendere impossibile qualunque politica di integrazione. Una democrazia intelligente distingue i buoni dai cattivi, non spinge i buoni nelle mani dei cattivi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).

MARINA SERENI. Il rapporto del Ministero dell’interno sulla criminalità in Italia del giugno 2007 ci consegnava un’analisi molto chiara: tra gli immigrati irregolari è molto alta la percentuale di chi commette reati che suscitano grave allarme sociale; tra gli immigrati regolari le percentuali di chi commette reati sono esattamente le stesse che si rintracciano tra gli italiani. Come rispondiamo a questo dato? Vi è un solo modo per rassicurare i nostri cittadini: restringere l’area dell’irregolarità, integrare, riconoscere diritti e far rispettare doveri, costruire politiche di governo nazionali e locali dell’immigrazione (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico). La preoccupazione che vi muove non è quella di garantire davvero la sicurezza dei cittadini né tanto meno quella di distinguere tra gli immigrati onesti e delinquenti: la preoccupazione che vi muove è quella di fare la faccia feroce, di cavalcare l’inquietudine per nascondere i risultati veri di questo governo, non solo sul tema dell’immigrazione, ma anche contro la crisi economica e sociale, anche sul tema così delicato del terremoto dell’Aquila. Insomma, state strumentalizzando il tema dell’immigrazione per alzare vergognosamente una cortina fumogena sulle inadempienze e gli insuccessi del vostro governo.

Scriveva Ilvo Diamanti, domenica scorsa: “Difficile sconfiggere la paura e fabbricare sicurezza. Perché la sicurezza è un bene durevole, che richiede un impegno di lungo periodo e di lunga durata. L’insicurezza, la paura no. Sono beni ad alta deperibilità. Più li consumi, più cresce la domanda. (…) Per costruire la sicurezza occorrerebbe agire con una visione lunga. Disporre di valori forti. Servirebbero attori politici e sociali disposti a lavorare insieme. In nome del bene comune. (…) Mentre ora, domina il marketing. Trionfa il mercato della paura. Dove non esiste domani. È sempre oggi. È sempre campagna elettorale”. Figuriamoci quando manca meno di un mese alle elezioni.

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19 risposte a “Il mercato della paura

  1. dopo la giornata di oggi sono senza parole. sembra che la menzogna e l’opportunismo stia facendo una marcia trionfale. Se fosse un sogno vorrei svegliarmi presto

  2. Il problema dell’assoluto – e colpevolissimo – disinteresse da parte di chi gestisce potere politico ed economico a lavorare ragionando e operando sul lungo termine, pianificando, costruendo solidamente e solidamente procedendo nella direzione del vero bene comune non è un problema del nostro paese oggi, ma IL problema del nostro paese da quando esiste. Il punto è forse che da stortura di nascita, da mentalità di fondo, questa “devianza democratica” è diventata da qualche tempo (sappiamo bene da quando) strumento di governo,ideologia portante e contenuto principale della nuova e trista politica non solo di quelli che hanno vinto le ultime elezioni.

  3. Salvate il soldato Sarubbi…. è il caso di dirlo…. In un partito alla frutta e che stà per perdere decine di giunte provinciali e comunali, fà quasi tenerezza uno come lei che si sbatte e lotta per il proprio partito……certo, lo fà solo virtualmente, ma comunque un mimimo di onore se l’è guadagnato intervenendo nei vari blog per difendere un partito senza una linea comune su nulla (vedi Rutelli e Fassino contro mezzo partito in tema di clandestini e immigrati) …..Attenzione però: Il PD e le sinistre hanno ancora un potere enorme in Italia visto che possiedono circa il 70% delle giunte provinciali e comunali e la maggioranza (fino all’anno prossimo) nei consigli regionali….. Godetevi gli ultimi mesi di “forza locale” di maggioranza , la valanga delle destre in tutta Italia stà per arrivare e non sarà indolore….Sarà un Giugno caldo, quasi rivoluzionario oserei dire…. “Fedeltà è più forte del fuoco”

  4. …”Il sonno della ragione genera mostri”

  5. Fabio Bartoli

    Mi stavo chiedendo cosa potesse esserci di peggio di questo ddl. Ora che ho letto il commento di destrasociale lo so.

  6. Don Tonino Bello aveva già intravisto “il mercato della paura” che tu ben descrivi nel post. E’ bello ricordare le sue parole. Il riferimento è al periodo in cui gli albanesi sbarcavano in massa sulle coste della Puglia:

    Don Tonino Bello

    […]”Voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso
    l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica e multireligiosa, non riesce a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità.
    So bene che il problema dell’immigrazione richiede molta avvedutezza e merita risposte meno ingenue di quelle fornite da un romantico
    altruismo. Capisco anche che “le buone ragioni” dei miei concittadini che temono chi sa quali destabilizzazioni negli assetti consolidati del loro sistema di vita. Ma mi lascia sovrapensiero il fatto che si
    stentino a capire “le buone ragioni” dei poveri allo sbando e che, in questo esodo biblico, non si riesca ancora a scorgere l’inquietante malessere di un mondo oppresso dall’ingiustizia e dalla misera […]
    (è necessario) vincere gli istinti xenofobi che ci dormono dentro, che si ammantano di ragioni patriottiche. Che scatenano, all’interno delle
    nostre raffinatissime città, inqualificabili atteggiamenti di rifiuto, di discriminazione, di violenza, di razzismo. E che implorano le Istituzioni, con martellante coralità, rigorosi provvedimenti di forza.

    Siamo vittime di una insopportabile prudenza e scorgiamo sempre angoscianti minacce dietro l’angolo.

    fonte: A. Bello – Ad Abramo e la sua discendenza – ed. La Meridiana –

  7. Qua non si entra mai nel merito delle questioni ….. Qui si parla solo di grandi principi , di dignità umana, di accoglienza, di società multirazziale ecc. ….. Purtroppo nessuno dei benpensanti commentatori della sinistra ha vissuto in periferia…..Voi cari signori come lei Fabio Bartoli , vivete magari in splendide case in centro con raffinati salotti, lontano dalla realtà ……Per caso nessuno di voi ha mai vissuto in vie e strade in mano a pusher marocchini con continue risse tra nigeriani ed eritrei….. Io ho 2 amici senegalesi e un amico pakistano…. I senegalesi sono un pò come noi, anche se islamici moderati. Sono occidentalizzati, moderati e hanno voglia di integrarsi …..I pakistani sono camerieri educati e instancabili con i quali ho lavorato splendidamente….. Così come non ci sono mai stati problemi con immigrati provenienti da paesi cristiani come Filippine, Argentina ecc. ecc. ….. I problemi nascono con culture distantissime dalla nostra, con immigrati che non vogliono integrarsi e si autoghettizzano ……Chi ha voglia di integrarsi , chi vuole diventare italiano insomma, vede di buon occhio le politiche di questo Governo….Parola di Senegalesi , miei amici , tutti regolari, permesso di soggiorno …. Eh sì , la realtà è questa, ma è la sinistra che vive fuori dalla realtà , gente iper-imborghesita , 68ina e radical chic….. Mi meraviglio che lei Sarubbi sia entrato nel guazzabuglio senza identità del PD……

  8. lei ha un’immagine della sinistra tutta sua …
    direi che è lei lontano dalla realtà; allora vuol dire che la gente della destra che invece vive tutta quanta nelle periferie (vedi Arcore) è gente che pensa di avere sempre la verità in tasca nonostante pregiudizi di più antica storia (altro che 68, siete agli anni 30), e camuffati da precursori di chissà quale rivoluzione, nascondete l’appartenenza alla più frustrata piccola borghesia

  9. quello che è successo oggi è davvero triste. Aveva ragione Daniela Melchiorre dei Liberal Democratici quando diceva che era vergognoso che si ignorassero gli appelli di Napolitano per non porre la fiducia.

  10. @ destrasociale: solo una precisazione. Il signor Fabio Bartoli è un prete, un parroco romano. Che i poveri li conosce molto bene.
    @ Fabio Bartoli: non dovevo? 🙂

  11. Caro sig. Destra,
    posso convenire con Lei sul guazzabuglio democratico, appunto ; ma non posso fare a meno di chiedermi cosa abbia spinto il governo a chiedere la fiducia, nonostante una maggioranza quasi imbarazzante, se non la necessità di ridurre al silenzio le comprensibili diversità di vedute che, questa volta, neanche il ‘convincente’ regime plutocratico del Premier era riuscito ad azzittire.
    E, mi consenta, signor Destrasociale, la valanga della destra in Italia è già calata un anno fa e – ne convengo – non è stata indolore (e il ddl Sicurezza ne è doloroso esempio). Ma, farebbe un torto al suo nome, ed alla sua intelligenza, se pensasse che a vincere sia stata una destra moderna ed europea; a vincere è stata una destra becera e populista, più che popolare; consumista ed egoista, fondata sul mito di Silvio, alimentata da anni di Troni, Veline e Fratelloni… “Mariadefilippi è più forte di fedeltà!”

  12. Fabio Bartoli

    @Andrea, figurati, non ho mai voluto nascondermi, solo credo che in questo contesto non sia molto importante.
    @destrasociale, il problema (e la cosa che più contestiamo a questa legge) è proprio il fatto che fa di tutta l’erba un fascio, colpendo gli innocenti insieme ai colpevoli. Per rubare un’efficace metafora all’onorevole è come buttare giù una parete per schiacciare la zanzara che ci sta appoggiata.
    Già, perché se si vuole davvero combattere la clandestinità si deve incentivare l’integrazione, non renderla più difficile. Non riesco proprio ad immaginare come la repressione possa contribuire a eliminare la clandestinità, la farà semmai aumentare.
    A mio parere l’unico modo per combattere la clandestinità (di cui ovviamente nessuno fa l’apologia) è: 1) portare lavoro nelle terre da dove provengono gli immigrati 2) premiare l’integrazione.
    Viceversa più aumenta l’oppressione più si danno armi alle mafie di tutto il mondo, dai tempi del proibizionismo dovremmo aver imparato questa lezione

  13. Fabio Bartoli

    posso raccontare una bella microstoria su come l’integrazione sconfigge la delinquenza?
    io gestisco (tra le altre cose) una mensa per i poveri (circa metà dei quali immigrati), aperta al Sabato (giorno di chiusura della locale mensa caritas), dove ogni settimana diamo da mangiare a circa 400 persone.
    Tempo addietro abbiamo avuto un po’ di problemi con il quartiere: degli alcolizzati (non clandestini tra l’altro, ma cittadini europei) avevano scelto come luogo di bevute il parco giochi dei bambini, con ovvio notevole disagio della popolazione.
    Viene da me il commissario che mi fa: “o li fate smettere o vi faccio chiudere” (il discorso era un po’ più lungo di così, ma questa era la sostanza). Quando gli faccio notare che non spetta a me mantenere l’ordine pubblico e che non si possono punire gli innocenti insieme ai colpevoli e che comunque semplicemente non lo può fare lui mi risponde: “io piazzo una volante davanti al cancello e chiedo i documenti a tutti quell che entrano, voglio vedere quanto dura la mensa”.
    A quel punto io, non tanto per paura della minaccia (ero dispostissimo a fare la guerra), ma perché condivido il problema, raduno i miei “clienti” in assemblea, spiego la situazione e chiedo loro che fare.
    All’inizio come è ovvio ci sono state ribellioni, molti di loro sono stati feriti dall’ingiustizia, ma poi ha prevalso il buon senso, hanno così organizzato loro stessi un servizio di vigilanza per allontanare gli elementi di disturbo dal parco dei bambini, organizzandosi per di più in squadre per pulire il parco (rimediando così all’inefficienza dei servizi pubblici).
    Questo atteggiamento ha contribuito notevolmente a svelenire il clima, aiutando tutti a vedere le persone al di là degli steccati ideologici.

  14. Voglio precisare che il mio background sociale, che sembra tanto interessare al commentatore di destra, è abbastanza lontano dagli stereotipi abbozzati. Vivo nella periferia romana da sempre, nel quartiere dove era il più grande “residence” romano affittato dal comune per ospitare i senza tetto (ora non più, ma solo perché il comune ha chiuso il residence. Io abito sempre lì!) e vicino ad un piccolo campo ROM. Eppure tutto questo non è stato sufficiente per portarmi a ragionare per catogorie come fa Lei, sig. Destrasoc. Per me le persone sono singoli individui, con speranze, dubbi, dolori, gioie, sia che facciano i camerieri, sia che stiano ammassati su un barcone alla deriva sia che esercitino il ministero di parlamentare della repubblica.
    Parlare come fa Lei di “senegalesi che sono un po’ come noi”, “pakistani che sono camerieri educati”, prima che essere un atroce esempio di razzismo, è una grande stupidaggine perché cataloga le persone non per ciò sono ma per l’etnia cui appartengono. Se sapessi qualcosa in più di Lei, sui suoi capelli o sulla sua altezza o sulla sua provenienza geografica, potrei forse esprimere un giudizio su di lei, sulla sua famiglia e sul suo paese? Non credo. E allora provi a considerare le persone per quel che sono e non per quello che che lei immagina che siano. Magari andando un sabato a dare una mano alla mensa di Fabio Bartoli. Ci provi, mi dai retta, e scoprirà che il mondo è molto più ricco, articolato e complesso di come lei lo immagina.

  15. bè era un discorso in generale su quella sinistra salottiera e snob che vive in quartieri centralissimi non toccati dalle problematiche dell’immigrazione e dell’integrazione e comunque non sò se lei preferisce essere chiamato Fabio Bartoli (come si firma) o Don Fabio …… Non si può ragionare come Magociclo, mi sembra veramente qualunquista ed egualitarista mettere tutti sullo stesso piano, perchè non siamo tutti uguali, al contrario siamo tutti diversi caratterialmente e culturalmente….Non è un problema di “etnie” , di razze (sostanzialmente esiste solo una razza umana) , ma è un problema di culture …… Se io sò e vedo con i miei occchi che gruppi di rumeni (una minoranza comunque visto che sono ormai più di mezzo milione) marocchini, nigeriani o comunque centraficani tendono a delinquere in vari modi (dalla vendita abusiva di prodotti contraffatti, fino allo spaccio di droga) , questo non vuol dire generalizzare, ma analizzare le singole culture, molto distanti dalla nostra ….. Se poi sò che al contrario esistono gruppi di persone culturalmente più vicini a noi anche se di religione diversa (senegalesi, pakistani) , è chiaro che bisogna tendere a integrare di più questi gruppi di persone e reprimere o rimandare nei propri stati chi si macchia di reati di vario tipo….. I metodi leghisti di mettere indistintamente tutti gli immigrati sullo stesso piano negativo non servono e sono dannosi , così come non serve una cultura egualitarista che al contrario non premia e non fà emergere al meglio gli immigrati che vogliono integrarsi davvero, magari diventando dopo una decina d’anni , “Nuovi Italiani”, ottenendo finalmente la cittadinanza…… Ah per il commento del Signor Supermario …. Ci sono vari tipi di destre: Alemanno, Sacconi , Tremonti, il grande Alfredo Mantovano, sono tutti esponenti di spicco del PDL e non sono populisti….. Sono oramai di destra sociale , a pieno titolo….. Gente come Fini al contrario non ha più nulla a che fare con noi….. Il PDL non è solo Berlusconi, un partito che viaggia intorno al 40% ha in sè diverse culture….. Io non faccio differenze tra Santoro, Floris, Gad Lerner, Serena Dandini (tanti progressisti) e Maria de filippi , Fede, Vespa isole dei famosi o grandi fratelli….. E’ tutta TV spazzatura, fossimo noi della destra sociale a gestire la Rai , allora sì che avremmo TV di qualità….Un buon programma “Non allineato”? Tetris, il venerdì sera su La7 …. La TV non la guardiamo , preferiamo fare politica nelle strade….. A noi 😉

  16. L’esempio fatto da Don Fabio sulla “vigilanza interna” , su appunto immigrati che hanno voglia di integrarsi che hanno per così dire “ripulito” il parco da coloro che disturbavano o si ubriacavano è un chiaro esempio di unione di integrazione e e repressione ….. Sì perchè allontanare da un parco frequentato anche da bambini , degli ubriachi e disturbatori è formalmente un’opera di repressione “Interna” , anche se questa parola non piace a molti……

  17. Fabio Bartoli

    Mi sembra che stiamo facendo passi vanti, almeno abbiamo superato la contrapposizione ideologica e stiamo parlando, il signor “destra” (ma non si sente un po’ ridicolo a farsi chiamare così? – è una facile battuta mi perdoni) scrive: “è chiaro che bisogna tendere a integrare di più questi gruppi di persone e reprimere o rimandare nei propri stati chi si macchia di reati di vario tipo….. I metodi leghisti di mettere indistintamente tutti gli immigrati sullo stesso piano negativo non servono e sono dannosi “.
    Ottimo, su questo siamo tutti d’accordo. Quello che ci fa davvero arrabbiare è che il lento e faticoso processo democratico, che pian piano stava migliorando questa legge è stato bruscamente e violentemente interrotto, ovviamente abbiamo serie perplessità sul ddl e come noi larga parte della maggioranza di centro destra (altrimenti perché porre la fiducia?), quindi non sarebbe stato meglio continuare a discuterne con pacatezza?
    Ah, tanto per finire il mio outing, io non aderisco al PD e non sono nemmeno sicuro di essere di sinistra (non solo io, oggi non si sa molto bene cosa significhi essere di sinistra, ma questo è OT) e lei può chiamarmi come crede, se non premetto al mio nome il “don” in questa sede è perché qui ovviamente non parlo come dire nell’esercizio delle mie funzioni, ma solo come privato cittadino e quindi non voglio mettere in mezzo altro che la mia personale responsabilità.

  18. Fabio Bartoli

    per quanto riguarda la repressione interna mi pare che ci sia una bella differenza tra l’allontanare con le buone (al massimo un paio di spintoni) chi disturba e il minacciare di chiudere una mensa che serve 400 persone (tra l’altro senza nessun fondamento legale)

  19. Vi sono forme di violenza anche da parte di immigrati integrati , che sfuggiti al martirio nei loro paesi di origine studiano in Italia, si laureano, comprendono i meccanismi della cooperazione e dei rapporti di reciprocita e abilmente vengono in possesso di cospicui finanziamenti per non fare in concreto nulla, magari con l’appoggio di italiani corrotti e attraverso associazioni di facciata, certo non in Sicilia, ma in Trentino. Meditare gente meditare

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