Due pesi e due misure

Sono finito su Repubblica di oggi per la dichiarazione di ieri sui profughi rimandati in Libia, che trovate come sempre nella sezione Sala stampa. Non mi pareva di aver detto nulla di originale: semplicemente, insieme alla mia collega Alessandra Siragusa, invitavamo il governo a non esultare troppo, perché non hai molto di cui vantarti se respingi una barca di disperati, senza neppure preoccuparti di sapere chi siano. Della maggioranza attuale continua a colpirmi la logica doppiopesistica, di cui potrei citare al volo esempi innumerevoli: ma siccome valori cristiani e famiglia sono troppo facili, vi parlerò del garantismo. In tutto ciò che riguarda la giustizia, da Mani pulite in poi, il Centrodestra ribadisce (a mio parere giustamente) il principio di innocenza: fino a quando non viene provato il contrario, ogni indagato rimane innocente e non si può condannare nessuno in virtù di un sospetto. Se invece si parla di immigrazione, cambia il peso e cambia la misura: chiunque sia su un barcone che si dirige verso le nostre coste è un sospetto clandestino, dunque va rimandato a casa. E se fosse un richiedente asilo, un rifugiato politico che cerca protezione? E se fosse, come l’85 per cento delle donne che arrivano a Lampedusa, una vittima di violenze sessuali? Dov’è finito qui il garantismo? Dove sta la differenza tra la Lega, che considera criminale chiunque non arrivi in Italia su un volo di linea, e Di Pietro, che ritiene colpevole chiunque abbia ricevuto un avviso di garanzia? Eppure – come ha ricordato oggi mons. Agostino Marchetto, segretario del ministero vaticano per i migranti – “la normativa internazionale, alla quale si è appellata anche l’Onu, prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati rifugiati presunti”. Dello stesso parere anche Quyen Ngo Dinh, presidente della Commissione migrazioni di Caritas Europa e responsabile dell’area immigrati della Caritas di Roma: “qualsiasi respingimento in mare lede il diritto d’asilo” e costituisce una “violazione dei diritti umani”. Nel caso di ieri, la situazione è addirittura paradossale: abbiamo rispedito presunti rifugiati proprio al Paese che – come ricordavo anche nella mia battaglia parlamentare contro il mutuo ventennale pro Gheddafi – non ha neppure firmato la Convenzione di Ginevra. Come avrete notato, ancora una volta si sono levate proteste da parte cattolica: dopo l’editoriale di Avvenire sulla mancanza di sobrietà del premier e dopo i vari appelli delle associazioni ecclesiali contro l’approvazione del ddl sicurezza, l’atteggiamento nei confronti di questo governo è cambiato. Però non vedo ancora i toni da combattimento che hanno segnato la vicenda Englaro: spero che non si tratti, anche qui, di una questione di pesi e di misure.

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5 risposte a “Due pesi e due misure

  1. Due pesi e due misure dunque per valutare e giudicare avvenimenti che riguardano l’uomo, la persona umana unica nel suo valore. Dobbiamo difenderla sempre quando viene lesa e limitata la sua dignità quanto più debole è la sua capacità di difesa. Il dubbio dei due pesi e delle due misure diverse applicate, da molto tempo fa soffrire anche me. Speriamo la situazione possa migliorare.

  2. Bisogna ammettere che su molti temi che dovrebbero essere patrimonio collettivo della Nazione (famiglia, diritti umani, rispetto dello straniero, lotta alla povertà) solo la Chiesa si schiera nel silenzio generale, che, sinceramente, sconcerta.

  3. Fabio Bartoli

    Personalmente non amo che la Chiesa assuma “toni da combattimento, mai.
    Non è questo il linguaggio che le è proprio, la Chiesa, intesa come istituzione, non dovrebbe mai scendere in campo direttamente, ma sempre restare sull sfondo per così dire, orientare, indicare, ammonire…
    Il problema è che molti politici che si dichiarano cattolici sembrano avere una coscienza sorprendentemente selettiva, ad intermittenza, o ad orologeria.
    Diverso il discorso per Avvenire, che non è un’istituzione. E’ sì di proprietà della CEi, ma non ne è l’house organ (come ad esempio è l’Osservatore Romano per la S. Sede) e quindi potrebbe e dovrebbe in questo caso farsi sentire un po’ di più.
    Però c’è anche da dire che quando gli interventi della Chiesa sono a favore del padrone delle televisioni vengono amplificati e rilanciati in mille modi, quando invece vanno contro devono farsi strada tra la melassa.

  4. manlio laurenti

    L’idea di Salvini di praticare l’Aparthaeid sul metro’ di Milano è ovvimente una proposta indecente.Tuttavia Salvini,che è un duro,risulta dotato anche di buona intelligenza.Allora,se non si puo’ certo giustificarlo,vale la pena di chiedersi come nasca,quella stranezza.Propongo pertanto il seguente esperimento.Prendete il disco volante che ,alle 15 in punto,decolla da piazza S.Egidio per arrivare alle 15,05 nel cortile dell’Arcivescovado di don Bertinotto Tettamanzi,a Milano.Da li,3/4 fermate di Metro e sarete sulla Circonvallazione Esterna.Prendete il 90/91,il filobus che segue il perimetro di Milano.Se salite sul 90,lo seguirete in senso orario,se il 91 in senso antiorario.Dopo circa 45 minuti(Milano è piccola,in confronto a Roma)vi ritrovate al punto di partenza.Tornate in Arcivescovado,e siete forse in tempo per il disco volante delle 16 che alle 16,05 atterra in Piazza S.Egidio.Ora percorrete il Vicolo del Cinque,un po’ di Lungotevere,fatevi il Segno della Croce di fronte alla lapide di Gigliana,ed in Piazza Gioacchino Belli prendete il Tram 8,detto”L’Ottovolante di Rutelli”,che arriva da largo di Torre Argentina.Fatevi il Viale di Trastevere,la Circonvallazione Gianicolense e scendete al capolinea.Siete sul marcipiede,e di li vedete le cime degli alberi di villa Doria Pamphyli.Ora palpatevi la tasca.Il portafogli non c’è piu’,vero? Non saprete mai se ve lo hanno rubato sul 90/91,o sull’8.Pero’ ore sapete perchè a Salvini saltino in mente proposte cosi’ strambe.

  5. Caro Andrea
    sono totalmente d’accordo con te! In questi giorni pensavo e ripensavo sull’atteggiamento della chiesa sul governo e soprattutto sulla cultura che ormai il berlusconismo sta radicando nella società Italiana. Da un lato un cultura diffusa dai media di Berlusconi e testimoniata da Berlusconi stesso, dove conta solo l’edonismo personale, il piacere personale, l’egoismo, e l’essere umano diventa unicamente una merce da usare e sfruttare per il nostro piacere; una società dove conta solo avere soldi per una vita dedita al piacere personale, indifferenti agli altri e al loro destino. Dall’altro una politica, spinta dalla lega , che sempre più si connota come razzismo, repressione, discriminazione. Tutto questo, è la negazione dei valori fondanti del cristianesimo. Ma la chiesa, invece di condannare con forza i portatori di questa cultura che sta imbarbarendo la società Italiana, per puro potere, rimangono silenti o appoggiano apertamente il popolo della libertà…

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