La rivolta silenziosa

Dovevamo votare il ddl sicurezza, ma come prevedevo ce lo hanno sfilato: a quanto apprendo dalle agenzie di stampa (perché il ministro dei Rapporti con il Parlamento parla prima con i giornalisti e poi con la Camera) avrebbero deciso di metterci la fiducia. Nel frattempo, mentre vado a cercarmi un cerone scuro per pitturarmi la faccia di nero, la maggioranza si riunisce per scrivere un maxiemendamento capace di tener conto dei rilievi di Fini ma senza sconfessare la linea della Lega, che – come ha ricordato oggi Cota in Aula – “ruota attorno al reato di clandestinità”. Siccome l’accordo non è semplice (e non sarebbe mai stato possibile, senza la fiducia), per non perdere tempo hanno deciso di far passare avanti gli altri argomenti all’ordine del giorno: prima su tutti, la ratifica del trattato di Prüm, per la collaborazione internazionale in materia di terrorismo, criminalità e controllo delle frontiere. Sui trattati internazionali è raro trovare spaccature – l’adesione dell’Italia era stata annunciata dal governo Prodi e nessuno ha mai pensato di tornare  indietro – ma con questa maggioranza tutto è possibile, e così ci abbiamo provato, chiedendo il voto segreto su un passaggio del testo che lo consentiva. Secondo la formulazione originaria della legge, che istituisce una banca dati del dna, lo stesso dna può essere prelevato coattivamente solo a chi è indagato per reati non colposi con pena massima superiore a tre anni; la maggioranza, invece, voleva estenderlo a tutti, indipendentemente dalla gravità dei reati. Fermo un attimo la cronaca, vi ricordo che questa stessa maggioranza ha boicottato le impronte digitali in Parlamento e si accinge a bloccare le intercettazioni telefoniche se non ci sono “gravi indizi di colpevolezza”, e ricomincio. Hanno dunque presentato un emendamento in Commissione e noi lo abbiamo fatto votare a scrutinio segreto, battendoli per 5 voti: una vittoria clamorosa, considerando che l’Udc pure oggi è ben sotto la metà delle presenze e che, se Casini ed un’altra decina di persone fossero venute in Aula anziché fare campagna elettorale, ci avrebbero permesso di vincere anche su altri due emendamenti anziché perdere di 2 e di 7 voti. È evidente che dal voto segreto di oggi emerge un segnale politico, sulla linea di quanto accaduto prima di Pasqua per la permanenza a 6 mesi negli ex Cpt: il Parlamento l’aveva bocciata, ma ora la Lega ha rimesso nel ddl sicurezza la norma, insieme a quella stralciata sulle ronde, e poi ha ottenuto di blindare il tutto con la fiducia. Quella fiducia che, nelle scorse settimane, 101 deputati del Pdl avevano chiesto al governo di non mettere, perché in disaccordo con molti aspetti del disegno di legge e pronti a cambiarli in Aula. Ecco perché una parte del Pdl, approfittando del primo voto segreto utile, oggi si è fatta sentire e ci ha aiutato a mandarli sotto. Stiamo scoprendo, insomma, una maggioranza meno solida del previsto: un anno fa, quando erano partiti con oltre cento deputati di vantaggio, non lo avremmo mai detto.

Annunci

3 risposte a “La rivolta silenziosa

  1. Fabio Bartoli

    Si, ma resta il fatto che metteranno la fiducia sul ddl sicurezza…
    dovremmo tutti vestirci a lutto

  2. chiari sintomi di risveglio del giornale Avvenire

  3. manlio laurenti

    Ma no,che segnale politico:la pratica squallida,vigliacca e vergognosa del tiro franco è semplicemente un retaggio democristiano di marca Andreottianavoi avete vinto con l’accordo dell’UDC ,assente proprio per giustificarsi.I franchi tiratori di Follini lo davano,quel “segnale politico”,ed il problema dell’immigrazione non c’entrava per nulla.Il segnale era:siamo pronti a colpire il Governo alle spalle,la scusa si trovera’.D’altronde,l’on Rumor disse una volta,a questo proposito,che la DC non era divisa in correnti ,ma in bande.Qualcuna,di queste bande,sopravvive e si manifesta quando le conviene.Da questo punto di vista è si un segnale politico:la barbarie di stampo democristiano è un male dal quale l’Italia non guarisce.Questo il segnale.Tradivano, tradiscono e tradiranno:il loro programma è l’ingovernabilita’,come ai tempi belli in cui si riunivano in una Casa di Preghiera,ed il giorno dopo cadeva il 46esimo governo.O il 47 esimo?O il 48 esimo?Gli unici a tentare la conta erano i giornalisti stranieri,che poi scrivevano i loro reportages sul paese di Pulcinella tra frizzi e lazzi ispirati da Johnny Walker ed Andreotti.Peggio per tutti,ovviamente,se si ricomincera’.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...