Assuefazione

Il problema, dice Dario Franceschini nell’intervista al Corriere della Sera di oggi, è l’assuefazione: in qualunque altro Paese europeo, le anomalie di Berlusconi farebbero scattare l’allarme civico. Da noi, invece, scatta l’indifferenza, se non addirittura il patriottismo da osteria: i tedeschi pensino ai wurstel, gli inglesi alle beghe di corte, i francesi ai loro bagni senza bidet. A noi pensiamo da soli. Qualcosa di simile l’ho detta anch’io, tempo fa, in modo un po’ più raffinato: dicevo che, quando va all’estero, Berlusconi è il nostro presidente del Consiglio e rappresenta anche chi non l’ha votato, per cui cerchiamo di non darci le martellate lì dove non batte mai il sole. Sulla questione specifica sono rimasto della stessa idea, ma sul fronte interno trovo che Franceschini abbia perfettamente ragione: a questo governo sono permesse cose che non sono mai state permesse a nessuno, l’opinione pubblica sembra piuttosto imbambolata, tutto è normale. Critica da sinistra: colpa vostra, cari signori, che non avete fatto la legge sul conflitto di interessi quando potevate. Critica da destra: ve la prendete con Berlusconi perché non avete argomenti. C’è del vero in tutte e due le critiche, ma nessuna delle due esaurisce il ragionamento. Sul conflitto di interessi, lo stesso Paolo Gentiloni ha ammesso pubblicamente (anche poco tempo fa) l’errore clamoroso compiuto dalla vecchia maggioranza di Centrosinistra; eppure, credo che questo non avrebbe influito sulla presa di coscienza dell’opinione pubblica. Sull’antiberlusconismo, poi, sapete come la penso: non può sostituirsi ad un programma politico, se no – quando il riccone deciderà di ritirarsi ai Caraibi – il Partito democratico rischia di squagliarsi in un paio di settimane. Ma ciò non significa, e per questo sottoscrivo le ragioni di Franceschini, che dobbiamo far finta di non vedere: dal controllo delle tv all’umiliazione del Parlamento, dagli intrecci economici al velinismo, dalla minaccia culturale per l’Italia (che forse mi preoccupa più di ogni cosa) alla strumentalizzazione dei valori cristiani, in qualsiasi altro Paese europeo qualcuno avrebbe alzato la voce. I giornalisti, i costituzionalisti, gli imprenditori, gli amministratori locali, gli intellettuali, la stessa Chiesa: a turno, a seconda delle circostanze, tutti avrebbero rimesso l’Imperatore al posto suo, così come più volte hanno fatto, nel corso degli anni, con i governanti che lo hanno preceduto. Al tanto bistrattato Centrosinistra, per dire, non se ne perdonava una, e quando le bastonate non arrivavano dall’opinione pubblica ci pensavano gli stessi militanti. Qui, invece, la notte della critica è tanto nera che basta una parola di Fini o della signora Veronica Lario ad abbagliarci di luce: per tutti gli altri, Berlusconi ha ragione a priori e chi prova a metterlo in discussione (come noi del Pd, appunto) lo fa solo per odio. “Ma quale odio? Anzi, quando lo ascolto mi mette di buon umore. Ma questo non mi impedisce di vedere che Italia ha in mente. Ho sperato che la na­scita del Pdl consentisse di superare il rapporto proprietario di Berlusconi con Forza Italia, che introducesse un ele­mento di controllo. Ma non è così”. Bravo Dario, è questo il punto.

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8 risposte a “Assuefazione

  1. Enrico Di Roberti

    Fosse un politico qualsiasi sarebbe già a casa… (vedi Cosimo Mele).
    Lui è il presidente del consiglio… si è fatto portavoce di valori cattolici, in primis quello della famiglia… che ha messo sotto i piedi.
    Giusto che si sappia il più possibile su questa vicenda, senza fare i falsi moralisti e contiunuare a dire “rispettiamo il loro privato”…

  2. Conosco e non metto in dubbio la tua buona fede Andrea, ma è troppo facile cavarsela così da parte del PD.
    Non voto Berlusconi, ma non sò chi votare, questa è una certezza.
    L’UDC che candida Emanuele Filiberto ed il cui segretario è imparentato con Caltagirone, oppure oppure il PD su cui, per dirne una, non so se hai visto la puntata di Report di ieri sulle Terrazze del Presidente (scandaloso), mentre sindaco era Veltroni?
    Senza tornare a parlare di quanto successo a Napoli sotto Bassolino e Iervolino.
    La mia domanda è una: è più importante essere seri, coerenti, al servizio dei cittadini (e non il contrario)? O prendere il più possibile di voti, poco importa da dove vengano, o con quali sistemi si sia trovato il consenso?
    La mia sensazione è che gli italiani non sappiano a chi dare il voto ed allora votano per chi pur facendosi i fatti suoi, non li ammorbi con coalizioni fatte da 15 partiti che litigano ogni giorno e che dia la sensazione di poter prendere delle decisioni.
    Ne avrei di cose da dire, ma non voglio rompere oltre

  3. È vero, qualunque cosa faccia il capo, qualunque cosa dica, qualunque cosa combini sembra che in Italia sia scesa la notte della critica e questo mi dà un grande senso di scoraggiamento. Nella mia lunga militanza politica sono sempre stato voce abbastanza critica, a volte molto critica per qualunque maggioranza. Se nessuno vuole assumere questo ruolo che mi sembra insostituibile allora come adesso vuol dire che i tempi sono cambiati, ma non so se siano andati avanti oppure…

  4. Sono d’ accordo con te e con Dario!

  5. Giovanni Gambardella

    l’allarme civico non scatta, perchè ahimè, la deculturizzazione, in quest’Italietta basata sulla televisione spazzatura, è arrivata a livelli altissimi. I media, sopratutto quelli del vostro Presidente, ma anche quelli di “stato”, tendono a giustificare il suo operato e l’opinione pubblica, per quanto possa esistere, si qualifica scarsa, proprio come i programmi che vanno in onda.
    La maggior parte del popolo è rassegnato, plagiato e accetta l’impensabile. Chi ragiona ancora subisce le critiche, viene considerato pazzo, o, come il caro Vauro, censurato!…IL BEL PAESE!

  6. SarKo ha offeso gli Italiani dando rifugio ai terroristi e Carla inventando malattie per tenrsi una terrorista……provate a chiedere a chi le BR hano sparato cosa è meglio??????

  7. Io penso che Berlusconi sia un fenomeno come comunicatore, ma non l’ammiro, la sua forza è quella di rappresentare l’uomo qualunque. Anni fa tutti pensavano che non aveva un futuro non avendo il suo partito un ideologia e rappresentando solo gli interessi della borghesia ma ora i sondaggi dicono che votano per lui una percentuale considerevole di operai. Il sogno degli italiani è il successo, i soldi perciò Berlusconi come un divo del cinema è considerato un esempio da imitare, nessuno considera il suo comportamento e le sue vicende giudiziarie, le violazioni delle leggi per le frequenze televisive, non vi è più senso critico, nessuno pensa agli interessi generali tranne l’opposizione e Franceschini. Ricorda il PD non è antiberlusconismo ma ricorda lui rappresenta l’Italia, non può rovinarci. L’aumento degli stipendi dei parlamentari è scandaloso, dimostra che sei coerente con le tue dichiarazioni sulla cassa integrazione ai precari,all l’elettorato del PD dimostra che tu rappresenti loro non la casta, non tutti i governanti sono uguali , o siamo ancora il paese del benessere per pochi e la fame per tanti.

  8. Una breve riflessione a valle della trasmissione “Porta a Porta” di ieri sera, 5 maggio.
    Ma dove si è mai visto un Primo Ministro che requisisce il più importante canale televisivo nazionale pubblico (possedendo, per inciso, i primi tre canali privati nazionali), imponendo al conduttore/tappetino l’argomento della puntata e recitando DA SOLO su un tema che meriterebbe una trattazione riservata e privata?
    Credo sinceramente che nemmeno Putin arriverebbe a tanto.
    Eppure da noi sembra tutto normale, tutto scivola via come acqua sulla pietra, senza una parola di indignazione o di riprovazione.
    E quindi andiamo avanti così, fra vicende personali e vicende politiche (è di poco fa la notizia che il governo chiederà la fiducia sul DL sicurezza. A proposito, mandaci un afoto con la faccia truccata di nero!)che minano il senso dello Stato e ci lasciano alla deriva di una svolta populista e criptodittatoriale.

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