L’epurato


Alla fine hanno sospeso Vauro, per questa vignetta indelicata sull’aumento di cubatura nei cimiteri. E mi è venuta subito in mente l’arrabbiatura esagerata di Maroni contro Crozza, ieri sera a Ballarò, per una battuta sgradita: era un segnale, ma non me n’ero accorto. Possibile che sia la satira a pagare il prezzo della critica al potere? Possibile che il primo atto del nuovo direttore generale della Rai sia l’epurazione del vignettista di Annozero? Vabbe’, passiamo a Santoro. Piaciuto? Non particolarmente. Perché? Perché come ha detto Enzo Carra, mio collega del Pd, a Santoro certe volte “manca il senso di appartenenza ad una comunità nazionale”, che a mio parere fa la differenza in tutti i mestieri politici, giornalismo compreso. Poi Carra va oltre, e si chiede cosa sarebbe successo “se durante gli anni del terrorismo ci fosse stato Santoro in tv, sul servizio pubblico nazionale”, e io invece mi fermo qui. Amo le trasmissioni di inchiesta, quelle che hanno il coraggio di sollevare il tappeto per vedere cosa c’è sotto, e difficilmente me ne perdo una; ma nel mio pantheon – ve l’ho già detto ultimamente, a proposito di una discussa puntata di Report – non rientrano i programmi a tesi, che superano il confine del giornalismo e sconfinano nel territorio della propaganda. Dall’una e dall’altra parte, sia chiaro, perché – come scrive oggi Michele Serra su Repubblica – il banco degli imputati faziosi va “allargato di molto, comprendendo la schiera innumerevole dei reggimicrofono che hanno taciuto su tutte le questioni strutturali che il terremoto ha posto. La melensaggine, la retorica piagnona, i servizi zelanti che illustrano quanto bravo, generoso, efficiente e prodigo sia lo Stato, e quanto grati e protetti i senzatetto che festeggiano la Pasqua nei campi, circondati da uova e carezze, appartengono al giornalismo corretto tanto quanto le frottole fanno parte della realtà”. Le reti Mediaset, che hanno il compito di parlar bene del loro proprietario, hanno scelto questa strada: primissimo piano sull’emotività, mentre i problemi aperti (imprevidenza, ignoranza della legge, assenza di controlli) rimangono totalmente sfocati sullo sfondo. Dalla Rai, invece, mi aspetto un servizio pubblico nel vero senso della parola, capace di raccontare la tragedia senza dietrologie politiche. Capace di dire, nello stesso programma, che Berlusconi si sta impegnando molto, che parecchie tende sono arrivate in ritardo, che l’election day non risolverebbe il problema, che il ponte sullo Stretto è da rinviare, che la Protezione civile ha fatto un lavoro enorme, che Bertolaso non può essere l’uomo di tutte le emergenze. Cose che ho già sentito, naturalmente, ma mai tutte insieme: quelle dispari nei programmi filogovernativi (Tg2, Porta a Porta, infotainment di Raiuno e Raidue), quelle pari nelle roccaforti dell’opposizione (Tg3, Annozero, Ballarò). Ci stiamo rassegnando ad un’informazione à la carte, in cui io telespettatore scelgo in anticipo cosa voglio sentirmi dire: quel giornalismo che dovrebbe spiazzarmi, dandomi informazioni nuove, viene ridotto al compito di rafforzare le mie certezze. Ecco perché il piove governo ladro di Annozero non mi convince fino in fondo, così come mi fa ridere il tutto va bene madama la marchesa di Emilio Fede: il giorno in cui il primo dirà mezza-parola-mezza in difesa del governo ed il secondo muoverà una-critica-una a Berlusconi, magari, cambierò idea. Dimenticavo, ma solo perché lo davo per scontato: tra i due, naturalmente, mi tengo stretto Santoro, per carità.

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9 risposte a “L’epurato

  1. “…Ci stiamo rassegnando ad un’informazione à la carte, in cui io telespettatore scelgo in anticipo cosa voglio sentirmi dire…”
    Non ci avevo pensato, ma è esattamente quello che succede a me: scelgo la trasmissione tv in base a quello che mi aspetto di vedere/sentire. Perciò non guardo mai Rete4 o Italia1 e cerco di non perdere mai un TG3 al giorno.
    E’ un errore o è autodifesa?

  2. Beh… chi di libertà colpisce… di libertà perisce…

  3. C’è una differenza fra Annozero e le altre trasmissioni simili, però. Annozero attacca, senza mai elogiare, sì una parte (Berlusconi), ma fa una merda anche l’altra (PD). Gli unici che si salvano da Annozero sono quelli dell’IDV.

    Mentre non ho mai visto un Fede attaccare, il PDL, oltre a non elogiare mai il centrosinistra. O Vespa, o Vinci, o Paragone, ecc. ecc.

  4. Premetto che non ho seguito la trasmissione in questione. Ma, limitandomi a guardare questa vignetta, non la trovo affatto indelicata nè di cattivo gusto. E lo dico da abruzzese e da persona che ha perso un’amica nella tragedia. Va solo letta nel giusto verso. Ossia: un aumento selvaggio delle cubature degli edifici, come nel piano casa del governo, risulterebbe pericolosissimo se non affiancato da un piano adeguato per mettere a norma gli edifici. La satira è tale perchè, oltre a strappare un sorriso, a volte amaro come in questo caso, dà, nel suo piccolo, uno spunto di riflessione. Altrimenti sarebbe comicità.
    Detto questo, concordo col fatto che la nostra informazione sia “à la carte”. Ma, a mio modestissimo parere, è tale perchè le trasmissioni chiamiamole “di sinistra” sembra che agiscano quasi per autodifesa nei confronti dello strapotere berlusconiano dell’informazione. E per offrire qualche “ora d’aria” anche al pubblico di un certo orientamento politico. Per questo il problema non può essere risolto “a valle”, ossia con Santoro che dice mezza-parola-mezza a favore del governo e Fede che gli muove una-critica-una. I problemi vanno risolti a monte e si chiamano conflitto di interessi e lottizzazione partitica della Rai. Personalissima opinione.

  5. A me Vauro piace. Ed anche Santoro. Saro’ insensibile? Chi ha questa sensibilità e si sente offeso dalla idea che si faccia (amaramente, con “sensibile” tristezza) satira su una tragedia, si dovrebbe sentire ancor più indignato-addolorato, offeso, mortificato- di appartenere a un paese in cui la speculazione edilizia selvaggia provoca tanto dolore, in cui non c’è più libertà di espressione (e la libertà è tale soprattutto per chi la pensa diversamente, non è certo il pensiero unico nè la possibilità di guardare il grande fratello e simili), in cui si stravolge il concetto di sicurezza e di democrazia, in cui non si rispetta l’altro e chi è diverso… se dire questo è indice di indelicatezza, eppure mi sembra la verità..se la censura è delicatezza, in questo paese così com’è diventato faccio fatica a riconoscermi…

  6. Fabio Contra

    Ottimo commento di Andrea Sarubbi.
    Ma adesso, caro onorevole, dobbiamo reagire, come partito e come opposizione.
    Saluti democratici.

  7. La situazione dell’informazione a mio avviso potrà sanarsi solo quando verrà fatta una netta distinzione tra servizio pubblico della RAI e potere politico in carica e quando verrà fatta una seria legge sul conflitto di interessi.
    Nelle due precedenti occasioni il governo di centrosinistra non ebbe il coraggio di affrontare quello spinoso tema… Sempreché prima o poi riaccada di tornare maggioranza, ce la faremo una volta per tutte a fare una legge (non anti qualcuno) ma a favore dell’informazione equilibrata? Io lo spero tanto ma devo ammettere di crederci poco.

    Un saluto con stima.

    Alessandro

  8. Per vocazione e per mestiere faccio il prete, dunque predico anche troppo. Però incontro molte sofferenze, anche troppe. Per questo permettetemi di scrivere. Credo ci sia un confine, che non è politico o ideologico, ma umano, che non debba essere superato. Penso che Vauro lo abbia superato. Se perdiamo la compassione – anche un po’ di facciata diciamolo anche – ho paura che stiamo perdendo l’ultimo treno. E la libertà di dire qualunque cosa non la difendo più, perchè chi ne soffre, oggi, vale molto di più di chi può ridere amaro.

  9. Ciao io ritengo che la vignetta di Vauro non sia certo stata concepita per far ridere lo spettatore ma per far riflettere, la satira serve anche a questo, l’indigniazione quindi a cosa è rivolta al fatto che non dobbiamo più usare la nostra intelligenza. Dimentichiamo sempre che il nostro Presidente della Repubblica ne ha dette di molto peggio e con intenzioni peggiori, e mai nessuno ha mai pensato di epurarlo dalla Tv.
    Per la puntata di Annozero, forse in troppi, hanno criticato per sentito dire senza guardare i contenuti, e come succede spesso si fà tanto rumore sul nulla, si crea una polemica a DOC, per oscurare il vero problema.
    In rete sono disponibili, sul sito di Annozero, tutte le puntate così ogniuno può farsi un’idea propria.
    Il problema non è se essere pro o contro Berlusconi, ma penso che sia di cosa vogliamo che diventi il nostro Paese. Se deve essere Governato da una classe politica che per prevalenza pensa hai propri interessi cercandoti di convincere che è per il tuo bene, un giornalismo che fà propaganda al potere, una dirigenza imprenditoriale che piange miseria per far pagare tutto ai dipendenti, io non credo che sarà un gran Paese. Quindi che ben vengano la satira, per aprirci le coscienze e la mente, ben venga il giornalismo d’inchiesta e di critica che smascheri le malefatte del potere per informarmare il cittadino su chi fà cosa quando come e perchè, magari per fare una scelta politica e di voto più consapevole.
    E’ la critica che va difesa, perchè i servilismo è garantito anche nelle dittature, critica non il disfattismo sia chiaro.

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